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Ailinan

Figli che abitano nella "seconda casa" dei genitori

Ben trovati a tutti!

Situazione: io vivo permanentemente in un appartamento dei miei genitori che per loro è seconda casa con utenza 'non residente'.

Obiettivo : ridurre le spese fisse.

Ho letto le indicazioni che riguardano le utenze in un'altra discussione, quindi ho capito che ci sono 80 eur da pagare per il cambio intestazione delle utenze, ma, cosa più importante cercavo informazioni sulla possibilità di ridurre i vari costi di tasi/tari e varie che sono altissime proprio perché seconda casa.

Tempo fa (ma non so più dove) leggevo che se un figlio risiede in una casa genitoriale può pagare le spese come prima casa seppure non gli sia intestata. Ma magari ho letto male.

Se qualcuno ne sa qualcosa, può darmi indicazioni su cui approfondire in Comune?

Grazie

Viste le tante incertezze che stanno accompagnando l’entrata in vigore dell’Imposta Municipale Unica e trovandoci ormai in prossimità della scadenza per il pagamento della prima rata, prevista per il 18 giugno, il Ministero dell’Economia ha pensato bene di pubblicare la circolare n. 3/DF dello scorso 18 maggio, contenente alcune note esplicative relative alla nuova imposta e al suo campo di applicazione.

 

Esse riguardano, in particolar modo, il regime di prima casa che è stato reso più restrittivo, rispetto a quello previsto dall’Ici.

Infatti, con la vecchia Ici, il concetto di prima casa poteva essere esteso alle unità immobiliari concesse in comodato d’uso ai figli.

 

In questo modo, un padre proprietario di tre immobili, poteva concederne due in comodato d’uso ai propri figli, che li utilizzavano come prima abitazione, e godere in tal modo dell’esenzione dall’imposta per tutte e tre le case.

 

Con il nuovo, regime, invece, non è possibile considerare gli immobili concessi in comodato d’uso come prima abitazione, pertanto il padre dell’esempio precedente pagherà l’Imu con aliquota agevolata per la casa in cui abita e con aliquota più alta per quelle in cui abitano i figli.

 

Questo perché la legge stabilisce chiaramente che per prima abitazione si intende quella nella quale il proprietario stabilisce la propria residenza e quella del proprio nucleo familiare. Quindi, se qualche componente di questo nucleo familiare decide di spostarsi in un altro immobile, per esso non sarà prevista alcuna agevolazione.

 

Certamente questa restrizione si è resa necessaria per combattere l’elusione molto diffusa con l’Ici.

Infatti, sin dalla sua prima pubblicazione nel decreto Salva Italia, si è capito che questa legge doveva servire ad evitare i cosiddetti furbetti. Un trucchetto diffuso, ad esempio, era quello di dare in comodato ad uno dei figli una seconda casa al mare o in montagna, per evitare il pagamento dell’imposta.

 

Però in questo modo si è finito per penalizzare quei proprietari che veramente danno in comodato d’uso ai figli una casa, per la quale, pertanto, non percepiscono alcun canone d’affitto, ma sono costretti a pagare nello stesso modo di coloro che usufruiscono di un reddito da locazione.

 

Per aiutare un figlio, quindi, ad andare a vivere da solo, senza per questo subire un danno fiscale, un genitore potrebbe scegliere la soluzione della donazione dell’immobile.(lavorincasa.it 22.12.2012)

Gent.mo Sig. Pessina,

preciso ed esaustivo, oltre che rapidissimo: la ringrazio molto.

Si immagini che io abito in questa casa da sei anni e ...furbate non ne abbiamo cercate,

comunque a questo punto conviene non perderci tempo se in un paio di mesi la normativa va a cambiare.

Davvero grazie!

a questo punto conviene non perderci tempo se in un paio di mesi la normativa va a cambiare.
... chi ti dice che la norma va a cambiare? la circolare postata è del 2012 ed è ancora in vigore con quelle modalità.

Purtroppo è una grossa fregatura che mi colpisce anche me; per le utenze non ci sono problemi, puoi intestartele come prima casa (dalle mie parti ci sono leggere agevolazioni su luce, abbastanza importanti su acqua, nessuna sul gas), ma per l'IMU viene un botto da pagare davvero ingiusto. La donazione come suggeriscono non è sempre attuabile, soprattutto se ci sono altri figli.

E non è finita qui, la rendita catastale concorre ad aumentare l'imponibile IRPEF al 50%, senza alcuna deduzione.

.. e trovandoci ormai in prossimità della scadenza per il pagamento della prima rata, prevista per il 18 giugno, ...
Interessante testo, grazie,

però... un minimo di collocazione temporale, non avrebbe certo fatto male,

così come una diversa grafia per indicare un testo richiamato dall'esterno.

@ CAVAL

 

Per aiutare un figlio, quindi, ad andare a vivere da solo, senza per questo subire un danno fiscale, un genitore potrebbe scegliere la soluzione della donazione dell’immobile.(lavorincasa.it 22.12.2012)

leggi tutto la prossima volta !!

ricorda che i regolamenti del forum prevedono si citino le fonti, cosa che è stata fatta

Cominciando a spostare la residenza, cosa che apparirebbe corretta visto che ci vivi permanentemente, le utenze non sarebbero più per seconda casa e nemmeno tassa rifiuti e servizi indivisibili.

Attenzione che la donazione è un atto di trasferimento della proprietà, oltertutto porta con sè vincoli seri di natura ereditaria; fatti consigliare da un notaio.

Per quanto riguarda le spese correnti forse basta un semplice contratto di comodato d'uso, molti comuni prevedono un'equiparazione tra la prima casa e la casa abitata da un figlio con comodato d'uso, di nuovo informati al tuo comune.

molti comuni prevedono un'equiparazione tra la prima casa e la casa abitata da un figlio con comodato d'uso, di nuovo informati al tuo comune.
Questo era vero con la vecchia ICI, con l'attuale IMU-IUC quasi tutti i comuni (salvo pochissime eccezioni che cmq riguardano qualche punto in meno di tassazione ma non la totale esenzione) prevedono la tassazione della casa in comodato gratuito come seconda casa (e diventa un vero salasso)
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