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Steven Waldbron

Edera su muro di confine

In fondo al mio giardino c è un muro di confine, di proprietà del mio vicino ( non è solo un muro, è una delle pareti esterne di un piccolo fabbricato all interno del suo terreno adibito a orto ) dato il pessimo impatto visivo ed essendo amante del verde, ho lasciato che alcuni getti di edera spontanea si arrampicassero sul muro per coprirlo,  tenendone controllato lo sviluppo e potandola per bene onde evitare che strabordasse sul tetto o sui lati del fabbricato. Dopo quasi 5 anni di sviluppo della pianta, il muro era quasi del tutto coperto. Ma due giorni fa il pessimo vicino, senza avvisare e in mia assenza, è salito sul tetto e ha sradicato tutta l'edera dal muro, facendola ricadere sul mio terreno. Interrogato sulla faccenda, sostiene a muso duro che il muro è suo, e quindi non ho nessun diritto di farci arrampicare edera o similari perché il muro non respira, si rovina, e prima del nostro arrivo il muro era pulito e così deve rimanere (molto probabile che prima del nostro acquisto lui sia entrato a sradicarla senza problemi, visto che l' immobile non era occupato in maniera stabile).

Detto questo, aggiungo solo che ho già letto una discussione a riguardo proprio su questo ottimo sito, dove il signor cacallo sostiene che le piante rampicanti 'sfuggono' alle limitazioni dettate dall articolo 892 del codice civile, perché proprio in quanto tali queste piante hanno necessità di supporto e non recano danno al fabbricato. Prima di inasprire la situazione, vorrei chiedere al signor cacallo e/o ad altri utenti competenti in materia dove posso trovare una traccia o sentenza o prova scritta di quanto affermato dal signor cacallo nel post in questione, così da poter dimostrare al vicino che le sue convinzioni sono errate e che il muro può essere coperto senza creare problemi di sorta. Grazie in anticipo a tutti coloro che avranno la pazienza di leggere e rispondermi!

Steven Waldbron dice:

In fondo al mio giardino c è un muro di confine, di proprietà del mio vicino ( non è solo un muro, è una delle pareti esterne di un piccolo fabbricato all interno del suo terreno adibito a orto ) dato il pessimo impatto visivo ed essendo amante del verde, ho lasciato che alcuni getti di edera spontanea si arrampicassero sul muro per coprirlo,  tenendone controllato lo sviluppo e potandola per bene onde evitare che strabordasse sul tetto o sui lati del fabbricato. Dopo quasi 5 anni di sviluppo della pianta, il muro era quasi del tutto coperto. Ma due giorni fa il pessimo vicino, senza avvisare e in mia assenza, è salito sul tetto e ha sradicato tutta l'edera dal muro, facendola ricadere sul mio terreno. Interrogato sulla faccenda, sostiene a muso duro che il muro è suo, e quindi non ho nessun diritto di farci arrampicare edera o similari perché il muro non respira, si rovina, e prima del nostro arrivo il muro era pulito e così deve rimanere (molto probabile che prima del nostro acquisto lui sia entrato a sradicarla senza problemi, visto che l' immobile non era occupato in maniera stabile).

Detto questo, aggiungo solo che ho già letto una discussione a riguardo proprio su questo ottimo sito, dove il signor cacallo sostiene che le piante rampicanti 'sfuggono' alle limitazioni dettate dall articolo 892 del codice civile, perché proprio in quanto tali queste piante hanno necessità di supporto e non recano danno al fabbricato. Prima di inasprire la situazione, vorrei chiedere al signor cacallo e/o ad altri utenti competenti in materia dove posso trovare una traccia o sentenza o prova scritta di quanto affermato dal signor cacallo nel post in questione, così da poter dimostrare al vicino che le sue convinzioni sono errate e che il muro può essere coperto senza creare problemi di sorta. Grazie in anticipo a tutti coloro che avranno la pazienza di leggere e rispondermi!

Non puoi mettere una rete o un graticcio a pochi cm dal muro e far arrampicare lì l'edera?

La prova consiste nel suddetto art. 892 c.c. già menzionato da Cacallo, poiché in assenza di regolamenti ed usi locali ed in presenza di un muro divisorio, proprio o comune, le piante possono essere messe a dimora anche a ridosso dello stesso, con l'accortezza di non superarne l'altezza e di non lasciar protendere rami o radici nella proprietà altrui.

Esmeralda dice:

La prova consiste nel suddetto art. 892 c.c. già menzionato da Cacallo, poiché in assenza di regolamenti ed usi locali ed in presenza di un muro divisorio, proprio o comune, le piante possono essere messe a dimora anche a ridosso dello stesso, con l'accortezza di non superarne l'altezza e di non lasciar protendere rami o radici nella proprietà altrui.

Se però il muro è a filo confine e l'edera si aggrappa al muro, allora le radici della stessa sconfinano, quindi il proprietario del fondo confinante può chiedere la rimozione di dette radici o provvedere lui stesso in caso di inerzia.

 

Articolo 896 Codice civile - Recisione di rami protesi e di radici

Quegli sul cui fondo si protendono i rami degli alberi del vicino(1) può in qualunque tempo costringerlo a tagliarli(2), e può egli stesso tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo, salvi però in ambedue i casi i regolamenti e gli usi locali.

Modificato da condo77

Potrebbe chiedere però la comunione del muro di confine:

 

Articolo 874 Codice civile - Comunione forzosa del muro sul confine
Il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui può chiederne la comunione(1), per tutta l'altezza o per parte di essa, purché lo faccia per tutta l'estensione della sua proprietà. Per ottenere la comunione deve pagare(2) la metà del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la metà del valore del suolo su cui il muro è costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non danneggiare il vicino [877].

 

Note

(1) La possibilità di domandare la comunione del muro è compresa nel contenuto del diritto di proprietà; il titolare, perciò, non può evitare la comunione e, se si rifiuta di dare il consenso, il proprietario del fondo vicino può agire secondo quanto previsto dall'art. 2932 c.c.

 

Una volta che il muro è anche suo, nulla vieta di farci arrampicare l'edera.

Modificato da condo77
condo77 dice:

Se però il muro è a filo confine e l'edera si aggrappa al muro, allora le radici della stessa sconfinano, quindi il proprietario del fondo confinante può chiedere la rimozione di dette radici o provvedere lui stesso in caso di inerzia.

 

Articolo 896 Codice civile - Recisione di rami protesi e di radici

Quegli sul cui fondo si protendono i rami degli alberi del vicino(1) può in qualunque tempo costringerlo a tagliarli(2), e può egli stesso tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo, salvi però in ambedue i casi i regolamenti e gli usi locali.

Infatti proprio a tale proposito ho scritto "con l'accortezza di non lasciar protendere rami o radici nella proprietà altrui". Giusta precisazione, in ogni caso.

 

condo77 dice:

Potrebbe chiedere però la comunione del muro di confine:

 

Articolo 874 Codice civile - Comunione forzosa del muro sul confine
Il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui può chiederne la comunione(1), per tutta l'altezza o per parte di essa, purché lo faccia per tutta l'estensione della sua proprietà. Per ottenere la comunione deve pagare(2) la metà del valore del muro, o della parte di muro resa comune, e la metà del valore del suolo su cui il muro è costruito. Deve inoltre eseguire le opere che occorrono per non danneggiare il vicino [877].

 

Note

(1) La possibilità di domandare la comunione del muro è compresa nel contenuto del diritto di proprietà; il titolare, perciò, non può evitare la comunione e, se si rifiuta di dare il consenso, il proprietario del fondo vicino può agire secondo quanto previsto dall'art. 2932 c.c.

 

La comunione non è necessaria per porre a dimora le piante a ridosso di un muro divisorio, facoltà non dipendente, per il Codice Civile, rispetto alla proprietà dello stesso.

Esmeralda dice:

Infatti proprio a tale proposito ho scritto "con l'accortezza di non lasciar protendere rami o radici nella proprietà altrui". Giusta precisazione, in ogni caso.

 

La comunione non è necessaria per porre a dimora le piante a ridosso di un muro divisorio, facoltà non dipendente, per il Codice Civile, rispetto alla proprietà dello stesso.

Come può far arrampicare l'edera sul muro senza che le radici penetrino nello stesso?

O sceglie un altro tipo di pianta, o fa arrampicare l'edera su altra superficie, o chiede la comunione, o costruisce in aderenza al muro.

condo77 dice:

Come può far arrampicare l'edera sul muro senza che le radici penetrino nello stesso?

O sceglie un altro tipo di pianta, o fa arrampicare l'edera su altra superficie, o chiede la comunione, o costruisce in aderenza al muro.

Dipende dal muro, non tutti sono suscettibili di essere infiltrati dall'edera e comunque bisognerebbe discutere sulla prospettiva in senso giuridico di "radice aerea" e se bisogna intenderla come radice vera e propria oppure come ramo. Nel primo caso il vicino potrebbe potenzialmente essere in ragione di eliminarle (ma solo quelle) in autonomia, mentre nel secondo no.

Serve un ragguaglio di dino40 che fece poco tempo fa una distinzione biologica accurata in tal senso

Esmeralda dice:

Dipende dal muro, non tutti sono suscettibili di essere infiltrati dall'edera e comunque bisognerebbe discutere sulla prospettiva in senso giuridico di "radice aerea" e se bisogna intenderla come radice vera e propria oppure come ramo. Nel primo caso il vicino potrebbe potenzialmente essere in ragione di eliminarle (ma solo quelle) in autonomia, mentre nel secondo no.

Anche se le radici aeree che usa per abbarbicarsi venissero considerate rami, non cambia molto: Quegli sul cui fondo si protendono i rami degli alberi del vicino può in qualunque tempo costringerlo a tagliarli.

 

Devo invece darti ragione sul fatto che non è detto queste radici penetrino nel muro, ritenevo erroneamente si abbarbicasse in questo modo ma mi sono aggiornato e leggo che lo fa grazie ad una colla organica:

 

Meccanismo di adesione

L'edera è in grado di arrampicarsi su superfici verticali relativamente lisce, creando un'adesione forte e duratura con una forza di circa 300 nN. Ciò si ottiene attraverso un complesso metodo di attaccamento a partire dal momento in cui le radici avventizie che crescono lungo lo stelo entrano in contatto con la superficie ed estendono i peli radicali che vanno da 20 a 400 μm di lunghezza. Questi piccoli capelli crescono in qualsiasi piccola fessura disponibile, secernono nanoparticelle simili a colla e lignificano. Man mano che si seccano, i peli radicali si restringono e arricciano, avvicinando efficacemente la radice alla superficie. La sostanza simile alla colla è un nano-composto adesivo che consiste in nanoparticelle sferiche uniformi di 50-80 nm di diametro in una matrice polimerica liquida. Le analisi chimiche delle nanoparticelle hanno rilevato solo tracce di metalli una volta ritenuti responsabili della loro elevata resistenza, indicando che sono in gran parte organici. Recenti lavori hanno dimostrato che le nanoparticelle sono molto probabilmente composte in gran parte da proteine arabinogalattane (AGPS), che esistono anche in altri adesivi vegetali. La matrice del composito è costituita da polisaccaridi pectici. Gli ioni calcio presenti nella matrice inducono interazioni tra i gruppi carbossilici di questi componenti, causando una reticolazione che indurisce l'adesivo.

[https://en.wikipedia.org/wiki/Hedera_helix#Mechanism_of_attachment, traduzione cortesia di Google]

Modificato da condo77
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Steven Waldbron dice:

sostiene a muso duro che il muro è suo, e quindi non ho nessun diritto di farci arrampicare edera o similari perché il muro non respira, si rovina, e prima del nostro arrivo il muro era pulito

In effetti non ha tutti i torti.

Come decoro è bello da vedere,ma con i suoi "artigli" e con la complicità dell'umidità, scavano nell'intonaco creando delle crepe e se il muro è fatto di mattoni con il tempo lo rendono pericolante.

Cmq mi pare la cosa più semplice sia costruire un altro muro in aderenza, o anche uno steccato / reticolato e a quel punto ci si può far crescere / arrampicare quello che si vuole.

condo77 dice:

Devo invece darti ragione sul fatto che non è detto queste radici penetrino nel muro, ritenevo erroneamente si abbarbicasse in questo modo ma mi sono aggiornato e leggo che lo fa grazie ad una colla organica:

L'edera infatti può penetrare parzialmente un muro che presenti già di suo delle fessure, nelle quali potrebbero insinuarsi le radici. Ad ogni modo il vicino, comunque si voglia considerare la natura di queste radici aeree, non ha certo il diritto di estirpare arbitrariamente tutta la pianta, poiché non è questa la facoltà e nemmeno la ratio delle disposizioni in merito del Codice Civile, e potrebbe incorrere in una richiesta di risarcimento danni.

 

condo77 dice:

Cmq mi pare la cosa più semplice sia costruire un altro muro in aderenza, o anche uno steccato / reticolato e a quel punto ci si può far crescere / arrampicare quello che si vuole. 

Certamente potrebbe procedere in tal modo, anche se a mio avviso si tratterebbe di una compressione del suo diritto legittimo ed una sorta di abuso da parte del vicino.

Esmeralda dice:

Certamente potrebbe procedere in tal modo, anche se a mio avviso si tratterebbe di una compressione del suo diritto legittimo ed una sorta di abuso da parte del vicino.

A volte è preferibile comprimere il proprio diritto che non espandere i litigi, soprattutto in situazioni dove il torto e la ragione non sono proprio cristallini (ok, posso far crescere l'edera, ma non posso causare danno al vicino e naturalmente ciascuno ha la sua idea personale di danno). 🙂

 

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condo77 dice:

A volte è preferibile comprimere il proprio diritto che non espandere i litigi, soprattutto in situazioni dove il torto e la ragione non sono proprio cristallini (ok, posso far crescere l'edera, ma non posso causare danno al vicino e naturalmente ciascuno ha la sua idea personale di danno). 🙂

 

Questo è un punto di vista condivisibile, anche se non dovuto in termini giuridici. 🙂

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Buonasera a tutti. In primis grazie per tutte le risposte e le valide argomentazioni fornite.

L ultimo intervento di Condo77 riassume esattamente il mio pensiero, maturato dopo aver considerato tutte le informazioni e sfumature giuridiche, sociali, biologiche e chimiche da voi esposte riguardo la complessa questione. Quindi, dopo attenta osservazione del muro (purtroppo non riesco a caricare le foto)e una buona dose di riflessione, stamattina ho invitato il vicino a entrare nel mio giardino per osservare il muro insieme ed affrontare la questione in maniera civile. Dopo lunga riunione, insieme abbiamo constatato quanto segue:

- il muro (nella metà superiore) è rivestito con una buona copertura cementizia, e non ha subito alcun danno dalla pianta: tutte le piccole radici erano solo appoggiate e non penetrate nel cemento liscio. Nella parte inferiore questa buona copertura manca, la stabilitura è solida, però qualche radice del ramo principale aveva cominciato a erodere lievemente lo strato esterno, alla ricerca di maggiore appiglio. Tenete conto che il muro ha 60 anni, e a parte qualche crepa è ancora in buone condizioni.

- il tetto del fabbricato ha qualche problema di infiltrazione di acqua ( ecco perché - a sua detta - il vicino era sul tetto: stava controllando la guaina di bitume alla ricerca di perdite, ha visto tre - quattro tralci che si erano infiltrati dal lato, non avendo con se attrezzi o forbici, ha tirato per strapparli in maniera grossolana ed è venuta giù gran parte della pianta ). Quindi, costruire un altro muro in aderenza solo per coprirlo con una pianta sarebbe molto sconveniente per entrambi, tenendo anche conto che sotto al muro dalla mia parte c'è una bella aiuola di sassi con ortensie e piante varie che mi è costata parecchio tempo e fatica.

- soluzione del graticcio (o rete) molto vicino o appoggiato al muro, idem come sopra: qualsiasi cosa io faccia arrampicare, il muro entro qualche tempo avrà bisogno di una ristrutturata, e dovrò tirare giù tutto per permettere al vicino di fare il lavoro. E inoltre se rimango molto vicino al muro la pianta si infiltrerà prima o poi, perché non sarò in grado di potarla a dovere dal lato 'nascosto'

In conclusione, abbiamo stabilito che a fine stagione lui darà una bella rinfrescata e sistemata al muro - per farlo durare altri 60 anni :) - e che dopo, ultimati i lavori, se voglio potrò a mia scelta:

- dipingerlo di verde o farci un bel murale ( a soggetto boschivo ovviamente )

- potrò piantare quello che più mi piace a 30 cm dal muro, che altro non è che la distanza minima per il corretto sviluppo di qualsiasi arbusto o pianta ornamentale atta a mascherare l' ormai noto muro di confine

- entrambe le soluzioni appena enunciate

Che dire..la reputo una grande vittoria di mediazione!

Grazie ancora a tutti voi per gli eccellenti contributi e le ottime competenze. Continuate così!

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