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Piecond

Dubbio su destinazione d'uso

- A norma dell'art. 1102 c.c., ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

 

- Quando 1 solo condomino su 10, nel caso specifico, contesta una seconda destinazione d'uso di un locale comune, quanto vale il suo diritto di contestazione? O, in altre parole, la richiesta all'amministratore di richiamare all'ordine? Tenuto conto che da solo non raggiunge la rappresentatività legale, ritengo che la sua possa rimanere solo una lamentela fine a se stessa, e basta. In assemblea condominiale la possiamo anche scrivere a verbale, ma tale rimane.

 

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Non si comprende di cosa stai parlando...................

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Locale comune stenditoio. Tutti i condomini (tot.10) lo usano anche per depositare oggetti non ingombranti, quantomeno nessuno se ne lamenta, ma AD UNO SOLTANTO da' fastidio. E lui solo chiede che venga rispettata la destinazione d'uso di stenditoio datosi che tale è nel regolamento condominiale. Quanto conta la sua richiesta di ripristinare ordine?

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Ma è un uso secondario che non altera la destinazione d'uso primaria! Ed è tacitamente condiviso...

Lei dice di dover solo formalizzare, cioè indicare nel regolamento il secondario utilizzo dello stenditoio, ovvero quello che la maggioranza condivide già facendolo?

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Ma è un uso secondario che non altera la destinazione d'uso primaria! Ed è tacitamente condiviso...

Lei dice di dover solo formalizzare, cioè indicare nel regolamento il secondario utilizzo dello stenditoio, ovvero quello che la maggioranza condivide già facendolo?

Non c'entra che non venga cambiata la destinazione d'uso.

Va regolamentato il secondo utilizzo con una delibera "regolamentare".

Si verbalizza e si stabiliscono le modalità.

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Ma le consuetudini non hanno nessun valore? come è possibile! Cioè l'ultimo arrivato in condominio può dettare legge sull'ordine e sulla pulizia perché ha letto il regolamento condominiale e lo legge con i paraocchi?

Di solito tutto ciò che non è specificato credo si può fare... ovvio senza infrangere altre regole/regolamenti/leggi... e non a caso all'inizio ho citato l'art. 1102 c.c.

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Ma le consuetudini non hanno nessun valore? come è possibile! Cioè l'ultimo arrivato in condominio può dettare legge sull'ordine e sulla pulizia perché ha letto il regolamento condominiale e lo legge con i paraocchi?

Di solito tutto ciò che non è specificato credo si può fare... ovvio senza infrangere altre regole/regolamenti/leggi... e non a caso all'inizio ho citato l'art. 1102 c.c.

Lui non sta dettando legge, siete voi semmai che non rispettate gli usi delle parti comuni ingombrandole tra l'altro con mercanzia PRIVATA senza aver regolamentato e previsto tale uso.

Pertanto la risposta ti è stata data, deliberate e regolamentate.Fine.

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Ma le consuetudini non hanno nessun valore? come è possibile! Cioè l'ultimo arrivato in condominio può dettare legge sull'ordine e sulla pulizia perché ha letto il regolamento condominiale e lo legge con i paraocchi?

Di solito tutto ciò che non è specificato credo si può fare... ovvio senza infrangere altre regole/regolamenti/leggi... e non a caso all'inizio ho citato l'art. 1102 c.c.

L'ultimo arrivato conosce le regole.

"Ma le consuetudini non hanno nessun valore?" Spesso si sopportano per quieto vivere, ma è sbagliato perchè da esse possono nascere abusi più gravi e l'onnipotenza di chi persevera si consolida come un diritto.

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... In assemblea condominiale la possiamo anche scrivere a verbale, ma tale rimane...

Se deliberate la REVISIONE del regolamento, tale non rimane.

Per modificare il regolamento è sufficiente il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti ed almeno 500 millesimi.

Se siete favorevoli 9 su 10 non avrete nessun problema a revisionare il regolamento, modificandolo come segue:

 

La destinazione primaria del locale condominiale è quella di "stenditoio".

Ciascun condòmino potrà utilizzare un piccolo spazio per riporvi oggetti non ingombranti, purchè la stesso spazio sia garantito a tutti i condòmini.

Il condominio, comunque, non risponderà dei danni provocati a cose di proprietà di singoli condòmini lasciate incustodite nel locale.

Chiunque lascia nel locale cose di proprietà privata sarà altresì responsabile dei danni che le cose stesse dovessero provocare.

 

L'articolo di riferimento per REVISIONARE il regolamento con le maggioranze su indicate è l'art. 1138 del codice civile:

 

Art. 1138. Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione.Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.Il regolamento deve essere approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell’articolo 1130. Esso può essere impugnato a norma dell’articolo 1107...

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Grazie. Prendo atto che la consuetudine non ha valore seppure è condivisa da ampia maggioranza: basterà solo formalizzare, chiarissimo. Ma supponiamo che gli appartamenti sono 8, pertanto non vi è l'obbligo del regolamento condominiale, allora la consuetudine accettata dalla maggioranza vale?

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Se non vi fosse regolamento, non vi sarebbe neanche l'ultimo arrivato che si appellerebbe al regolamento.

E non si porrebbe neppure la necessità di disquisire sulle consuetudini consolidatesi col trascorrere del tempo.

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Grazie. Prendo atto che la consuetudine non ha valore seppure è condivisa da ampia maggioranza: basterà solo formalizzare, chiarissimo. Ma supponiamo che gli appartamenti sono 8, pertanto non vi è l'obbligo del regolamento condominiale, allora la consuetudine accettata dalla maggioranza vale?

 

la consuetudine non e' che non vale ,ma ci sono altre disposizioni che si pongono al di sopra delle consuetudini .

 

un regolamento condominiale si pone al di sopra delle consuetudini .

diciamo che la consuetudine e' l'ultima ruota del carro .

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@ piercond: ma il regolamento c'è e vale quello. Mi pare un'arrampicata sugli specchi. Il tuo vicino ha regione. Le regole servono anche a stabilire uno standard. Ma non solo tra voi, anche con eventuali futuri inquilini.

Mi ricordo un'analoga disputa per le biciclette nello stenditoio, dove il proprietario per tutta risposta cominciò a stendere sarde e pesce vario, dato che diceva che il regolamento non parlava di panni...

Rassegnati, non conta nulla che sia l'ultimo arrivato, i soldi che sborsa hanno lo stesso valore dei tuoi.

 

@leonardo53: l'articolo di riferimento mi pare più il 1117 ter:

 

"Per soddisfare esigenze di interesse condominiale l'assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio, può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni. ...".

 

Lavatoio-Stenditoio è diverso da Lavatoio-Stenditoio-Ripostiglio.

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Lavatoio-Stenditoio è diverso da Lavatoio-Stenditoio-Ripostiglio.

Poggiare qualcosa nello stenditoio non modifica la destinazione d'uso perchè stenditoio era e stenditoio resta.

Se qualcuno si portasse un seggiolino e si sedesse in attesa che asciughi la biancheria si dovrebbe aggiungere la destinazione d'uso "sala di attesa"?

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Poggiare qualcosa nello stenditoio non modifica la destinazione d'uso perchè stenditoio era e stenditoio resta.

Se qualcuno si portasse un seggiolino e si sedesse in attesa che asciughi la biancheria si dovrebbe aggiungere la destinazione d'uso "sala di attesa"?

Dai su, non facciamo una questione su tutto! Gli oggetti si ripongono/stivano/mollano (o poggiano se ti piace di più), nella cantina/magazzino/ripostiglio. Nello stenditoio si stende e si lava.

 

Sono anche i sofismi e i cavilli come questo che creano confusione nei condomini. E anche per un motivo molto semplice: rileggi il tuo post. Il n. 15. Hai scritto "Poggiare qualcosa". E più in alto "oggetti non ingombranti".

 

Per il Sig. Rossi, "qualcosa" è un secchio di tinta da 5 lt.

Per il Sig. Bianchi, "qualcosa" è 25 mq di parquet avanzato.

Per il Sig. Verdi, qualcosa è 10 scatoloni con le annate delle sue riviste.

 

Per me è ingombrante una cosa che per altri non lo è. E viceversa. Oltre al fatto che per equità andrebbero spartiti gli spazi per non fare torto a nessuno.

 

E se sparisce qualcosa?

 

E non è fantasia. Senza regole succede questo, perchè non c'è nulla di più vago e arbitrario del "qualcosa". Ma allora, a quale scopo si decide a volte a volte per l'uso turnario? per avere regole definite. E dato che è antipatico dire questo sì e questo no, allora no per tutti.

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la consuetudine non e' che non vale ,ma ci sono altre disposizioni che si pongono al di sopra delle consuetudini .

 

un regolamento condominiale si pone al di sopra delle consuetudini .

 

diciamo che la consuetudine e' l'ultima ruota del carro .

La mia idea, in altre parole, era proprio questa.... la consuetudine condivisa! quella che non crea lamentele (se non per quel solo "ultimo arrivato" che, a mio avviso, non ha il potere rappresentativo di far richiamare all'ordine).

Perché mai non dovrebbe essere valida (la consuetudine) in AFFIANCAMENTO al regolamento condominiale? E' chiaro che, quando poi qualcuno inizia a "stendere pesce", ecco subentrare il diritto di "quei qualcuno" e potranno chiedere di integrare quel regolamento per definire "quegli usi aggiuntivi alla destinazione d'uso" e quindi chiedendo convocazione di una assemblea straordinaria di cui sia fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio (art. 66 CC): è questa la rappresentatività che può smantellare la consuetudine aggiunta in questione, a mio avviso! Io direi così a questo ultimo arrivato: "Per noi altri va bene così, se vuoi trovati un altro condomine e chiedete una assemblea straordinaria".

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La mia idea, in altre parole, era proprio questa.... la consuetudine condivisa! quella che non crea lamentele (se non per quel solo "ultimo arrivato" che, a mio avviso, non ha il potere rappresentativo di far richiamare all'ordine).

Perché mai non dovrebbe essere valida (la consuetudine) in AFFIANCAMENTO al regolamento condominiale? E' chiaro che, quando poi qualcuno inizia a "stendere pesce", ecco subentrare il diritto di "quei qualcuno" e potranno chiedere di integrare quel regolamento per definire "quegli usi aggiuntivi alla destinazione d'uso" e quindi chiedendo convocazione di una assemblea straordinaria di cui sia fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio (art. 66 CC): è questa la rappresentatività che può smantellare la consuetudine aggiunta in questione, a mio avviso! Io direi così a questo ultimo arrivato: "Per noi altri va bene così, se vuoi trovati un altro condomine e chiedete una assemblea straordinaria".

La consuetudine che citi, forse sarebbe più corretto chiamarla "uso", nel senso di usanza. Questa argomentazione sopperisce all'assenza della regolamentazione vera e propria, che nel tuo caso c'è. Non solo: qualora volessi invocare il fatto che il regolamento è stato stravolto dalla realtà dei fatti, la giurisprudenza ha negato più volte tale ipotesi. Cerca in rete "facta concludentia", se vuoi.

 

Il vicino ha comprato con quel regolamento e non con le vostre consuetudini, che tra l'altro non aveva modo di conoscere, sennò magari era lui a non comprare e può essere che il venditore vi faceva pure causa per danni.

 

Quello su cui a mio avviso dovresti riflettere, è il tuo concetto un pò "country" di uguaglianza, dove un nuovo arrivato che paga come te e ha in mano un regolamento, dovrebbe avere diritti diversi dai tuoi.

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.... Il vicino ha comprato con quel regolamento e non con le vostre consuetudini, che tra l'altro non aveva modo di conoscere...

Concordo. Però il nuovo acquirente sa bene che la regolamentazione sulle parti comuni può essere sempre modificata con la maggioranza di almeno 500 millesimi.

Nel caso specifico abbiamo 9 condòmini su 10 favorevoli quindi abbiamo abbondantemente la maggioranza dei 4/5 di teste e millesimi (art. 1117 ter da te citato) con la quale può anche essere modificata la destinazione d'uso con una semplice delibera, in quanto non ci sono opere edili, e modificare la destinazione d'uso da stenditoio a deposito (vietando anche di stendere).

A mio avviso se uno solo si mette di traverso contro tutti rischia di vivere male in condominio.

Per quanto riguarda i tuoi dubbi sui danni, se leggi il mio fac simile, è contemplata anche la responsabilità ed i rischi che ognuno si assume.

Con un po' di buon senso si possono usare gli spazi morti senza danneggiare nessuno.

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Certamente, si può modificare, ma andrebbe letto tutto il regolamento. Spesso c'è anche scritto che è vietato ingombrare le parti comuni. Con la stessa maggioranza si potrebbe togliere pure tale divieto, se ci fosse?

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Certamente, si può modificare, ma andrebbe letto tutto il regolamento. Spesso c'è anche scritto che è vietato ingombrare le parti comuni. Con la stessa maggioranza si potrebbe togliere pure tale divieto, se ci fosse?

SI.

Trattandosi di clausola REGOLAMENTARE delle parti comuni non incide sui diritti individuali per cui la suddetta clausola può essere modificata con la maggioranza di 500 millesimi anche se tale clausola fosse contenuta in un regolamento di tipo contrattuale.

 

Vietare il cambio d'uso in una proprietà privata, invece, è clausola CONTRATTUALE che incide sui diritti della proprietà individuale e per la quale modifica necessita l'unanimità di 1000 millesimi.

 

La distinzione della natura delle clausole è di fondamentale importanza. Infatti mentre per la modificazione delle clausole contrattuali è sempre necessario il consenso scritto di tutti i condomini, per la revisione delle norme regolamentari contenute in un regolamento contrattuale è sufficiente una deliberazione assembleare adottata con le maggioranze previste dall'art. 1138 c.c. (cfr. Cass. SS.UU. n. 943/99).

 

Fonte /la-distinzione-delle-clausole-del-regolamento-contrattuale.2225#ixzz4Yf4EIXT4https://www.condominioweb.com/la-distinzione-delle-clausole-del-regolamento-contrattuale.2225#ixzz4Yf4EIXT4

http://www.condominioweb.com

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Dai su, non facciamo una questione su tutto! Gli oggetti si ripongono/stivano/mollano (o poggiano se ti piace di più), nella cantina/magazzino/ripostiglio. Nello stenditoio si stende e si lava.

 

Sono anche i sofismi e i cavilli come questo che creano confusione nei condomini. E anche per un motivo molto semplice: rileggi il tuo post. Il n. 15. Hai scritto "Poggiare qualcosa". E più in alto "oggetti non ingombranti".

 

Per il Sig. Rossi, "qualcosa" è un secchio di tinta da 5 lt.

Per il Sig. Bianchi, "qualcosa" è 25 mq di parquet avanzato.

Per il Sig. Verdi, qualcosa è 10 scatoloni con le annate delle sue riviste.

 

Per me è ingombrante una cosa che per altri non lo è. E viceversa. Oltre al fatto che per equità andrebbero spartiti gli spazi per non fare torto a nessuno.

 

E se sparisce qualcosa?

 

E non è fantasia. Senza regole succede questo, perchè non c'è nulla di più vago e arbitrario del "qualcosa". Ma allora, a quale scopo si decide a volte a volte per l'uso turnario? per avere regole definite. E dato che è antipatico dire questo sì e questo no, allora no per tutti.

Infatti la logica non prevede che i panni puliti ancora umidi siano messi ad asciugare in un ambiente adibito a magazzino con accumuli di polvere ecc.

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