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Doveri e facolta' del presidente dell'assemblea

Buongiorno a tutti, l'argomento del quesito che pongo verte attorno alla procedura di chiamata al voto da parte del PRESIDENTE.

Non sono a conoscenza di alcuna norma in proposito. In sostanza: il presidente nel chiamare al voto i presenti, al di là delle prassi più consuete, è tenuto a seguire un qualche ordine (alfabetico, numerazione interna o altro) oppure è nella sua discrezionalità procedere secondo un criterio soggettivo?

Concretamente ritengo questo aspetto tutt'altro che irrilevante, dal momento che se chiamasse in prima battuta un gruppo orientato in una direzione finirebbe per creare una pressione psicologica con effetto di accodamento.

Ringrazio chi vorrà fornirmi pareri o riferimenti normativo-giurisprudenziali.

personalmente ho sempre saputo di votazione per alzata di mano con relativa conta delle teste e dei millesimi relativi e successivo riporto a verbale dei quorum raggiunti e dei nominativi dei contrari e degli astenuti.

non ho mai sentito di votazione "per chiamata".

per non orientare nessuno si potrebbero scrivere dei bigliettini che però dovrebbero essere prestampati per non identificare il votante dalla grafia ... mi sembra lambiccoso, perditempo e non utile.

in sostanza è una votazione a scrutinio palese e non a scrutinio segreto

Le votazioni vanno effettuate per alzata di mano, se effettuata con i bigliettini anonimi, con la sola espressione di voto (SI/NO), non si potrebbero conoscere i mlm di ciascun voto ne il nome del votante, per cui alla fine del conteggio mancherebbe la maggioranza millesimale e i nominativi dei contrari, i quali in caso di vizio avrebbero la facoltà d'impugnare.

Le votazioni vanno effettuate per alzata di mano, se effettuata con i bigliettini anonimi, con la sola espressione di voto (SI/NO), non si potrebbero conoscere i mlm di ciascun voto ne il nome del votante, per cui alla fine del conteggio mancherebbe la maggioranza millesimale e i nominativi dei contrari, i quali in caso di vizio avrebbero la facoltà d'impugnare.

... giusto (ovviamente).

Ringrazio per le risposte che tuttavia non sono, a mio avviso esaustive (magari sono io che non capisco o sono pignolo all'eccesso perdonate). So abbastanza per esperienza su entrambi i versanti come funziona abitudinalmente.

Quindi che la prassi sia per alzata di mano lo sapevo, chiaramente. Che questa prassi sia codificata lo ignoro. Senza alcun riferimento normativo varrebbe solo come consuetudine, ma dubito che renderebbe illegittima-impugnabile una procedura diversa quale quella per chiamata nome per nome, ad esempio. Ai bigliettini non pensavo per nulla quindi non sono in discussione.

 

Ripeto quindi la domanda: esiste qualche riferimento normativo-giurisprudenziale che disciplini questa procedura o no?

Se qualcuno è in grado di dirmelo lo ringrazio. Ma ringrazio ugualmente anche chi vorrà fornire semplici pareri personali che li condivida o meno.

Ringrazio per le risposte che tuttavia non sono, a mio avviso esaustive (magari sono io che non capisco o sono pignolo all'eccesso perdonate). So abbastanza per esperienza su entrambi i versanti come funziona abitudinalmente.

1)Quindi che la prassi sia per alzata di mano lo sapevo, chiaramente. Che questa prassi sia codificata lo ignoro. Senza alcun riferimento normativo varrebbe solo come consuetudine, ma dubito che renderebbe illegittima-impugnabile una procedura diversa quale per chiamata ad esempio.

2) Diamo per scontato che si proceda per alzata di mano (ai bigliettini neppure pensavo). Il presidente potrebbe iniziare il conteggio "random" o da destra a sinistra, viceversa, dalla prima all'ultima fila, viceversa... Oppure, per chiamata (di tutti ovvio), col criterio di raggruppamento di consensi previsti che ipotizzavo.

Ripeto quindi la domanda: esiste qualche riferimento normativo-giurisprudenziale che disciplini questa procedura o no?

Se qualcuno è in grado di dirmelo lo ringrazio. Ma ringrazio ugualmente anche chi vorrà fornire semplici pareri personali che li condivida o meno.

Non esiste nessuna normativa, per prassi (almeno a tutte le assemblee a cui ho partecipato), si è usata l'alzata di mano e mai si è usata la chiamata per nome, comunque nulla vieta che si faccia, però come hai detto chi vota per primo può condizionale gli altri votanti oppure gli ultimi saranno quelli che condizioneranno l'esito della delibera, per cui come detto si preferisce l'alzata di mano che avviene presso che contemporaneamente.

Grazie Tullio Ts. Preciso che il punto 2)che hai "quotato" l'ho cancellato da subito perché è oggettivamente una sciocchezza sfuggitami, incoerente.

Votazione e delibera assembleare: una volta esaurita la discussione su ogni singolo argomento, e trascritte le dichiarazioni dei condomini, il presidente chiama i presenti ad esprimere il proprio voto che verrà trascritto sul verbale per l'approvazione o la non approvazione del singolo punto all'ordine del giorno. Il voto può essere espresso per alzata di mano o per nominativo con la formula Contrari - Favorevoli - Astenuti e conteggiato in base ai millesimi di proprietà. Conteggiati i millesimi votanti, si passa alla delibera riportata sul verbale assembleare riportando votazione, numero dei votanti favorevoli, numero dei votanti contrari e numero dei votanti astenuti. L'assemblea approva/non approva (diritto.it)

 

noi usiamo l'elenco del bilancio in ordine alfabetico

Condivido che non vi sono sentenze in merito, ovviamente è illegittima la deliberazione a scrutinio segreto (trib milano 9.12.91)

Grazie Geometra Pessina, questa è una formula rituale riportata su diversi siti incluso quello citato e va bene, è semplicemente, penso, una sorta d'istruzione per l'uso per operare laddove la legge non specifica nulla. Lo scrutinio segreto è persino pleonastico parlarne al di là delle vecchie pronunce, è un assurdo logico prima ancora che giuridico. Deduco che (era già la mia opinione anche se non consolidata) il presidente abbia libertà di scelta su come operare, ovvero tramite alzata di mano collettiva o per chiamata individuale secondo un criterio di progressione che ritenga opportuno, nel rispetto di tutti gli altri obblighi che è inutile ripetere.

Se nessuna norma glielo vieta, per un classico principio fondante del diritto, gli è consentito.

... il presidente abbia libertà di scelta su come operare, ovvero tramite alzata di mano collettiva o per chiamata individuale secondo un criterio di progressione che ritenga opportuno, nel rispetto di tutti gli altri obblighi che è inutile ripetere.

Se nessuna norma glielo vieta, per un classico principio fondante del diritto, gli è consentito.

Nessuna norma di Legge vieta questa prassi.

 

p.s. il Presidente è meglio chieda ai condomini se questo sistema va bene, perchè è più lungo dell'altro.

Il presidente dell'assemblea, secondo me, alla mozione di voto palese, deve semplicemente enunciare ad alta voce la mozione stessa e chiedere chi è favorevole o contrario, dopodichè fare i conteggi dei millesimi di chi è a favore o contrario.

Il presidente dell'assemblea, secondo me, alla mozione di voto palese, deve semplicemente enunciare ad alta voce la mozione stessa e chiedere chi è favorevole o contrario, dopodichè fare i conteggi dei millesimi di chi è a favore o contrario.
Aggiungerei gli eventuali astenuti.
Il presidente dell'assemblea, secondo me, alla mozione di voto palese, deve semplicemente enunciare ad alta voce la mozione stessa e chiedere chi è favorevole o contrario, dopodichè fare i conteggi dei millesimi di chi è a favore o contrario.

Questo è ovvio ci mancherebbe, ma la domanda era altra e riguardava il "come" può farlo, con quale ordine effettuare il conteggio, partendo da chi? Sfumature certo ma indirizzano i tentennanti.

Ringrazio comunque, ho avuto la risposta da colleghi condominialisti e, per quanto mi riguarda, la discussione può anche chiudersi.

Ringrazio per le risposte che tuttavia non sono, a mio avviso esaustive (magari sono io che non capisco o sono pignolo all'eccesso perdonate). So abbastanza per esperienza su entrambi i versanti come funziona abitudinalmente.

Quindi che la prassi sia per alzata di mano lo sapevo, chiaramente. Che questa prassi sia codificata lo ignoro. Senza alcun riferimento normativo varrebbe solo come consuetudine, ma dubito che renderebbe illegittima-impugnabile una procedura diversa quale quella per chiamata nome per nome, ad esempio. Ai bigliettini non pensavo per nulla quindi non sono in discussione.

 

Ripeto quindi la domanda: esiste qualche riferimento normativo-giurisprudenziale che disciplini questa procedura o no?

Se qualcuno è in grado di dirmelo lo ringrazio. Ma ringrazio ugualmente anche chi vorrà fornire semplici pareri personali che li condivida o meno.

Non esistono norme in materia condominiale che disciplino il ruolo del Presidente. In analogia, come spesso succede in materia condominiale, si può guardare alle norme dettate dal codice civile in relazione alle società di capitali.

Il primo comma dell'art. 2371 c.c., rubricato Presidenza dell'assemblea, recita:

 

"L'assemblea è presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta con il voto della maggioranza dei presenti. Il presidente è assistito da un segretario designato nello stesso modo. Il presidente dell'assemblea verifica la regolarità della costituzione, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni; degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale".

 

Lo statuto in questo caso è sostituito dal regolamento. Unico requisito indispensabile per le votazioni è che siano palesi per consentire di verificare i quorum deliberativi nonché eventuali conflitti d'interesse, ecc. Per il resto, che si voti per chiamata, per alzata di mano, ecc. lo stabilisce il presidente in ragione di quanto disposto dal regolamento o in base alle circostanze.

Grazie avvocato, è la conclusione cui ero giunto pure io. Non essendo condominialista nutrivo però qualche dubbio per ignoranza specifica, settoriale. Ritengo più che corretto, in questo caso, il riferimento alla norma citata, anche in ossequio al comma dell'at. 12 delle cosiddette pre-leggi che riporto a beneficio ovviamente non tuo ma di chi padroneggia poco la materia

Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.

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