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technobi

Doppio valore da indicare nell'atto

Vi risulta che gli atti di compravendita di immobili ad uso abitativo e relative pertinenze, stipulati tra privati, devono contenere obbligatoriamente un doppio valore: (1) il prezzo realmente pagato che, però, non avrà alcuna rilevanza fiscale e (2) il valore catastale dell'immobile che costituisce ufficialmente l'importo sul quale vengono calcolate le imposte di registro e ipotecarie-catastali?

Altresì, se nell'atto notarile viene fatta esplicita richiesta di pagamento delle imposte sulla base del valore catastale, nulla rileva l'effettiva somma pagata ed indicata nel compromesso anche se tripla del valore catastale?

Confermate quanto sopra ovvero che l'effettivo prezzo pagato per acquisto inter vivos di un immobile risulta irrilevante e che le tasse (registro + ipotecaria + catastale) si pagano (in caso di esplicita richiesta in tal senso nell'atto) solo in funzione del valore catastale?

Modificato Da - technobi il 02 Ago 2012 alle ore 06:11:12

L'obbligo della doppia esposizione,valore catastale,valore di compravendita, permane anche se fiscalmente le imposte verranno calcolate sul primo.

 

Staff

Quindi è confermato che se il valore catastale dell'immobile (pari alla rendita x 120) risulta pari ad €uro 100.000,00 mentre nei fatti l'immobile viene pagato € 300.000,00 ed indicati entrambi i valori nell'atto di vendita la tassa di registro (se prima casa) sarà pari al tre per cento e quindi pari ad € 3.000,00 (si calcola e paga su € 100.000,00)?

Sì il decreto Bersani ha introdotto questa facoltà qualora la compravendita avvenga tra soggetti privati.

 

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