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sara85

Dopo firma preliminario il proprietario toglie dal catasto il magazzino e non vuole procedere con richiesta abitabilità.

Salve. Purtroppo io ed il mio compagno siamo incappati in un problema che al momento ci sembra enorme. Eravamo lí lí per acquistare casa. Alla firma del preliminare, il proprietario di casa, ci presenta le planimetrie catastali nelle quali figura un magazzino (sottoscala, ma accatastato come magazzino), citato anche nel compromesso. Del compromesso fa parte anche il sottotetto. In più si cita l'art.1491 cc, dicendo che sotto tutti i punti di vista l'immobile sarebbe stato a norma secondo le normative. Portimo tutti i documenti relativi all'immobile dal notaio il quale ci fa notare che il magazzino risulta dichiarato al catasto ma non al comune, che il sottotetto che vuole venderci risulta come bene comune non censibile e che non c'è l'abitabilità. Ci consiglia di far sistemare queste cose. Contattiamo quindi il proprietario di casa comunicandogli queste cose da aggiustare. Risolve per il tetto ma, per non dichiarare il magazzino al comune lo elimina definitivamente dal catasto e ci comunica che non ha nessuna intenzione di procedere con l'abitabilità. Ha fatto richiesta ma dobbiamo completare noi le spese. Tutto ciò lo veniamo a sapere pochi giorni prima che il perito della banca venga a vedere casa.

Il perito viene e decide di far finta di non vedere il magazzino. In più si accorge pure che, un muro interno dichiarato per intero, in verità risulta essere a metà con due colonne. Decide di sorvolare anche su quello ma, privatamente, ci invia un messaggio raccomandandosi di far sistemare dal proprietario la dichiarazione del magazzino.

Il proprietario si ostina a dichiarare che quel magazzino non deve essere necessariamente dichiarato in quanto sottoscala non a tutta altezza. Fatto sta che nel preliminare e nella planimetria iniziale compariva mentre ora è scomparso. Nemmeno per quanto riguarda il muro e l'abitabilità vuole procedere in nessun modo. Ma i 3000€ di caparra se li è intascati.

In più, il preliminare era legato all'erogazione dell'importo necessario da parte della banca. Ma la casa risultava valere meno rispetto a quello che pensava il proprietario. Infatti ci ha mostrato una vecchia valutazione (2009) in cui la casa viene valutata 200.000€. Ad oggi è stata valutata soli 129.500€. La banca ci concederà l'80% di questo valore ed arrivare a 140.000€ sarà un problema. Gli abbiamo proposto di venirci incontro abbassando il prezzo in quanto la casa non vale quanto crede. Prima ha accettato, poi ha rinegoziato. Inutile precisare che non vuole ridare la caparra.

Ora vi chiedo: visto la modifica non corretta delle planimetrie catastali in corso d'opera, visto che nel preliminare risulta un magazzino che solo dopo lui ha eliminato (conservo ancora le planimetrie che mi ha consegnato all'inizio), visto che ha cominciato la richiesta per l'abilità più di un mese fa ma poi non ha completato l'iter, visto il muro e vista la mancata erogazione dell'importo necessario a cui era legato il compromesso, posso pretendere, anche per vie legali, la restituzione della caparra ed anche un risarcimento danni?

Grazie mille.

Salve. Purtroppo io ed il mio compagno siamo incappati in un problema che al momento ci sembra enorme. Eravamo lí lí per acquistare casa. Alla firma del preliminare, il proprietario di casa, ci presenta le planimetrie catastali nelle quali figura un magazzino (sottoscala, ma accatastato come magazzino), citato anche nel compromesso. Del compromesso fa parte anche il sottotetto. In più si cita l'art.1491 cc, dicendo che sotto tutti i punti di vista l'immobile sarebbe stato a norma secondo le normative. Portimo tutti i documenti relativi all'immobile dal notaio il quale ci fa notare che il magazzino risulta dichiarato al catasto ma non al comune, che il sottotetto che vuole venderci risulta come bene comune non censibile e che non c'è l'abitabilità. Ci consiglia di far sistemare queste cose. Contattiamo quindi il proprietario di casa comunicandogli queste cose da aggiustare. Risolve per il tetto ma, per non dichiarare il magazzino al comune lo elimina definitivamente dal catasto e ci comunica che non ha nessuna intenzione di procedere con l'abitabilità. Ha fatto richiesta ma dobbiamo completare noi le spese. Tutto ciò lo veniamo a sapere pochi giorni prima che il perito della banca venga a vedere casa.

Il perito viene e decide di far finta di non vedere il magazzino. In più si accorge pure che, un muro interno dichiarato per intero, in verità risulta essere a metà con due colonne. Decide di sorvolare anche su quello ma, privatamente, ci invia un messaggio raccomandandosi di far sistemare dal proprietario la dichiarazione del magazzino.

Il proprietario si ostina a dichiarare che quel magazzino non deve essere necessariamente dichiarato in quanto sottoscala non a tutta altezza. Fatto sta che nel preliminare e nella planimetria iniziale compariva mentre ora è scomparso. Nemmeno per quanto riguarda il muro e l'abitabilità vuole procedere in nessun modo. Ma i 3000€ di caparra se li è intascati.

In più, il preliminare era legato all'erogazione dell'importo necessario da parte della banca. Ma la casa risultava valere meno rispetto a quello che pensava il proprietario. Infatti ci ha mostrato una vecchia valutazione (2009) in cui la casa viene valutata 200.000€. Ad oggi è stata valutata soli 129.500€. La banca ci concederà l'80% di questo valore ed arrivare a 140.000€ sarà un problema. Gli abbiamo proposto di venirci incontro abbassando il prezzo in quanto la casa non vale quanto crede. Prima ha accettato, poi ha rinegoziato. Inutile precisare che non vuole ridare la caparra.

Ora vi chiedo: visto la modifica non corretta delle planimetrie catastali in corso d'opera, visto che nel preliminare risulta un magazzino che solo dopo lui ha eliminato (conservo ancora le planimetrie che mi ha consegnato all'inizio), visto che ha cominciato la richiesta per l'abilità più di un mese fa ma poi non ha completato l'iter, visto il muro e vista la mancata erogazione dell'importo necessario a cui era legato il compromesso, posso pretendere, anche per vie legali, la restituzione della caparra ed anche un risarcimento danni?

Grazie mille.

Direi di si, le inadempienze sono sue... sentite un buon avvocato e non procedete al rogito SE NON E' TUTTO IN REGOLA!

 

Tra l'altro, se le planimetrie accatastate non coincidono con lo stato di fatto, l'atto di compravendita è nullo e, poi, son dolori.

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