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Kurt Cobain

Dlgs n. 102/2014 (Modifica).

ma la norma corretta è inderogabile?

La UNI 10200 (prevista anche dal decreto correttivo come scelta prioritaria per il riparto delle spese) è in fase di revisione e, quasi certamente, conterrà dei coefficienti correttivi per spalmare su tutti gli appartamenti gli extra costi dovuti alle dispersioni delle strutture orizzontali.

In questo modo la norma (peraltro modificata in altri punti che erano errati o incompleti) fornisce un metodo ragionevole per la suddivisione delle spese, anziché lasciare le decisioni alle singole assemblee condominiali.

E' perfetta? No. Ma è un metodo fornito dall'ente normatore per evitare il far west e le contestazioni continue. Si pensi (ancora una volta) alle tante case con molti appartamenti disabitati o alle case vacanza....

Si, ma se l'appartamento 'sfavorito' si rompe le balle del centralizzato e CHIUDE i termosifoni, pagherà solo la sua parte (in vecchi millesimi) del 10% di quota fissa!!!

 

Mi meraviglio di te, che sei sempre stato "contro" il pagamento di quote "inique" legate al riscaldamento centralizzato.

Devo riconoscere di non aver pensato a questa possibilità. pagare il pizzo del 10% e di fatto staccarsi senza pagare relazioni e quant'altro, questa può essere davvero una soluzione.......

Quindi il nuovo decreto è migliorativo perché spinge i residenti dell'ultimo piano a spegnere i radiatori e stare con 15 gradi in casa? Oppure, oltre a pagare la quota fissa del centralizzato, deve poi comprarsi delle stufette e spendere il triplo per l'energia elettrica? Oppure vogliamo obbligare tutti gli ultimi piani a distaccarsi?

Complimenti per la teoria bizzarra...

In caso non ne siate a conoscenza (nonostante la vostra - suppongo - pluridecennale attività) è la CONTABILIZZAZIONE in sé che spinge i condomini a chiudere i termosifoni il più possibile (quando si esce, quando c'è caldo, quando non si sta in una stanza o quando uno non ha i soldi e vuole risparmiare) e, questo, è un dato incontrovertibile!!!

..

Almeno, se il poveretto tiene i termo chiusi o si riscalda in altro modo, NON paga nulla....

 

Al contrario, è la UNI 10200, con i nuovi millesimi di fabbisogno energetico, che CARICA TUTTI i CONSUMI INVOLONTARI alle minoranze di cui parlate (anche se tengono i termosifoni spenti)!!!

 

se tutti hanno i termo chiusi, la caldaia è accesa e c'è acqua nelle tubazioni, pronta ad erogare calore nelle u.i. che aprono i termosifoni

l'impianto per essere pronto a rispondere alle richieste, ha un consumo, questo è il consumo fisso da ripartire in base ai nuovi millesimi

 

- - - Aggiornato - - -

 

Devo riconoscere di non aver pensato a questa possibilità. pagare il pizzo del 10% e di fatto staccarsi senza pagare relazioni e quant'altro, questa può essere davvero una soluzione.......

poi l'assemblea cambia la percentuale ....

 

no, non si può lasciare all'illogicità dell'assemblea la determinazione della quota fissa

si litiga soltanto

e con quale maggioranza poi ...

no, non si può lasciare all'illogicità dell'assemblea la determinazione della quota fissa

si litiga soltanto

e con quale maggioranza poi ...

E, invece, le nuove modifiche alla legge, ADESSO, prevedono anche la possibilità di usare una quota fissa, quindi è meglio che ti aggiorni!

E, invece, le nuove modifiche alla legge, ADESSO, prevedono anche la possibilità di usare una quota fissa, quindi è meglio che ti aggiorni!

Il decreto è entrato in vigore oggi, si veda la Gazzetta Ufficiale (n. 141). Va letto bene, perché forse non tutti hanno compreso il caos che può generare con le percentuali fisse (sicuramente nelle case poco abitate ma anche in condizioni normali).

Il decreto è entrato in vigore oggi, si veda la Gazzetta Ufficiale (n. 141). Va letto bene, perché forse non tutti hanno compreso il caos che può generare con le percentuali fisse (sicuramente nelle case poco abitate ma anche in condizioni normali).

Scusate... ma come si ripartivano le spese della contabilizzazione fino al 2013?

 

Con la quota fissa e la quota variabile DECISE dalle assemblee condominiali, quindi non c'è nulla di nuovo.

Scusate... ma come si ripartivano le spese della contabilizzazione fino al 2013?

 

Con la quota fissa e la quota variabile DECISE dalle assemblee condominiali, quindi non c'è nulla di nuovo.

Le prime due novità sono:

1) Fino al 2013 i coefficienti correttivi venivano usati da molti condomìni; adesso il nuovo decreto non li prevede se si usa il metodo alternativo alla UNI 10200.

2) Il nuovo decreto impone una quota minima di spesa da suddividere al 70% sulla base del volontario. Prima si faceva anche 60-40 e magari usando dei correttivi per l'ultimo piano. Oggi chi vive nei piani centrali voterà in assemblea per deliberare 90-10...

 

Non è proprio tutto uguale...

Oggi chi vive nei piani centrali voterà in assemblea per deliberare 90-10....
Forse sbaglio, ma oggi non è il tecnico che stabilisce i due valori in percentuale, quello volontario e quello involontario, ed ogni anno si dovrà verificare se i calcoli sono esatti o no? Ovvero l'assemblea non deve approvare dei valori stabiliti dalla maggioranza, ma dovrà prendere atto di quelli stabiliti da tecnico, oppure ho capito male io?
Forse sbaglio, ma oggi non è il tecnico che stabilisce i due valori in percentuale, quello volontario e quello involontario, ed ogni anno si dovrà verificare se i calcoli sono esatti o no? Ovvero l'assemblea non deve approvare dei valori stabiliti dalla maggioranza, ma dovrà prendere atto di quelli stabiliti da tecnico, oppure ho capito male io?

Ecco il testo del decreto andato oggi in GU:

"l'importo complessivo e' suddiviso tra gli utenti finali, in base alla norma tecnica UNI 10200 e successive modifiche e aggiornamenti. Ove tale norma non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unita' immobiliari costituenti il condominio o l'edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, e' possibile suddividere l'importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica. In tal caso gli importi rimanenti possono essere ripartiti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili, oppure secondo le potenze installate."

Ecco il testo del decreto andato oggi in GU:

"l'importo complessivo e' suddiviso tra gli utenti finali, in base alla norma tecnica UNI 10200 e successive modifiche e aggiornamenti. Ove tale norma non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unita' immobiliari costituenti il condominio o l'edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, e' possibile suddividere l'importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica. In tal caso gli importi rimanenti possono essere ripartiti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili, oppure secondo le potenze installate."

Non era questo che intendevo.

 

Alla tua frase;

 

- Oggi chi vive nei piani centrali voterà in assemblea per deliberare 90-10...

chiedevo, chi deve stabilire il 90 % volontario - 10 % involontario? Mica l'assemblea, l'assemblea non è competente per effettuare un calcolo del genere, l'assemblea prenderà atto del rapporto che un tecnico stabilirà, ovvero non è l'assemblea che oggi decide 90 - 10 e l'anno prossimo farà 60 - 40.

Sbaglio?

Siamo alle comiche finali, e a questo punto dico speriamo...

Non ci si rende conto della gravità di tale decisione.

Stessa logica delle scelte di economia nazionale , si sposta il problema da un posto all'altro senza provare a risolverlo

Si sarebbe solo dovuto imporre l'eliminazione delle differenze di fabbisogno termico a spese di tutti, ottenendo così anche un'efficientamento degli impianti.

Se la decisione è stata influenzata da qualche lobby, certamente è quella degli avvocati che avranno tanto lavoro.

La decisione di applicare una percentuale sul consumo totale ( che ricordo era già sbagliata precedentemente poichè essa andava applicata al fabbisogno ideale) spetta all'assemblea e non certamente al tecnico che può solo rilevare la differenza di fabbisogno termico > al 50%( che esiste sempre), ed il valore reale delle perdite.

Io resto della mia idea, il centralizzato fa schifo e se siamo costretti a tenerlo , i costi relativi al suo funzionamento li sosteniamo in egual misura tutti.

un'ultima riflessione, come già detto, il consumo involontario in tanti edifici sarà superiore al 50% e per questo andrebbero dismessi, comunque utilizzare delle percentuali inferiori significa trasferire questi costi sui prelievi volontari e questo e contrario alla direttiva comunitaria

Non era questo che intendevo.

 

Alla tua frase;

 

- Oggi chi vive nei piani centrali voterà in assemblea per deliberare 90-10...

chiedevo, chi deve stabilire il 90 % volontario - 10 % involontario? Mica l'assemblea, l'assemblea non è competente per effettuare un calcolo del genere, l'assemblea prenderà atto del rapporto che un tecnico stabilirà, ovvero non è l'assemblea che oggi decide 90 - 10 e l'anno prossimo farà 60 - 40.

Sbaglio?

La parte riportata era per far capire che dal decreto non è chiaro, ma con tutta probabilità sarà l'assemblea condominiale a decidere. Infatti, se il termotecnico fornisce la relazione per "certificare" che vi sono differenze superiori al 50%, il suo compito finisce lì perché il decreto dice "gli importi rimanenti possono essere ripartiti, a titolo esemplificativo....".... Non c'è nessuna indicazione su chi lo decide e con quali percentuali, sempre che al volontario venga assegnato almeno il 70% della spesa. Totale libertà al condominio, ma SENZA poter applicare dei correttivi per gli extra costi dovuti alle dispersioni (correttivi invece che verranno inseriti nella 10200 attualmente in revisione e, forse, unico strumento per limitare i contenziosi).

Totale libertà al condominio, ma SENZA poter applicare dei correttivi per gli extra costi dovuti alle dispersioni (correttivi invece che verranno inseriti nella 10200 attualmente in revisione e, forse, unico strumento per limitare i contenziosi).

Non capisco perché continuate ad insistere con questi correttivi.

 

I correttivi ci vogliono per correggere le sciocchezze della uni 10200.

 

Ma se la quota fissa si divide in base ai vecchi millesimi o ai mq. NON OCCORRE ALCUN CORRETTIVO!

Ma se la quota fissa si divide in base ai vecchi millesimi o ai mq. NON OCCORRE ALCUN CORRETTIVO!
Concordo, però ho visto che non è così purtroppo, l'ingegnere addetto al calcolo nel condominio dove abito, ha visionato tutti gli appartamenti uno ad uno controllando lo stato delle finestre e prendendo altri appunti
Concordo, però ho visto che non è così purtroppo, l'ingegnere addetto al calcolo nel condominio dove abito, ha visionato tutti gli appartamenti uno ad uno controllando lo stato delle finestre e prendendo altri appunti

Che vuol dire? Evidentemente l'ingegnere deve rifare i millesimi in base alla UNI 10200... che è un'altra cosa, io parlo dei vecchi millesimi di riscaldamento.

Non capisco perché continuate ad insistere con questi correttivi.

 

I correttivi ci vogliono per correggere le sciocchezze della uni 10200.

 

Ma se la quota fissa si divide in base ai vecchi millesimi o ai mq. NON OCCORRE ALCUN CORRETTIVO!

Ma chi l'ha detto? Non sta scritto da nessuna parte che se uso i millesimi di riscaldamento (o i millesimi di proprietà o la cubatura ecc.) con un 80-20 automaticamente ho sistemato la questione delle dispersioni all'ultimo piano.

Ma chi l'ha detto? Non sta scritto da nessuna parte che se uso i millesimi di riscaldamento (o i millesimi di proprietà o la cubatura ecc.) con un 80-20 automaticamente ho sistemato la questione delle dispersioni all'ultimo piano.

Con i vecchi millesimi, un appartamento di 80 mq. posto all'ultimo piano verso nord paga gli stessi consumi involontari di un appartamento di 80 mq. posto al piano intermedio verso sud.

 

Con la famigerata UNI 10200, invece, il poveraccio dell'appartamento di 80 mq posto all'ultimo piano verso nord dovrebbe pagare il TRIPLO dei consumi involontari dell'appartamento di 80 mq. posto al piano intermedio verso sud.

 

Nel primo caso, non servono correttivi.

 

I correttivi servono SOLO per correggere gli errori della UNI 10200.

Con i vecchi millesimi, un appartamento di 80 mq. posto all'ultimo piano verso nord paga gli stessi consumi involontari di un appartamento di 80 mq. posto al piano intermedio verso sud.

 

Con la famigerata UNI 10200, invece, il poveraccio dell'appartamento di 80 mq posto all'ultimo piano verso nord dovrebbe pagare il TRIPLO dei consumi involontari dell'appartamento di 80 mq. posto al piano intermedio verso sud.

 

Nel primo caso, non servono correttivi.

 

I correttivi servono SOLO per correggere gli errori della UNI 10200.

NO. I correttivi sono sempre stati usati in tutti i condomini d'Italia anche senza applicare la 10200. Anzi, molto prima che il decreto 102 rendesse obbligatoria la 10200.

Tanto è vero che, per fare un esempio, il famoso metodo svizzero è applicato in Svizzera, appunto, dove non esiste la 10200. E anche in altri Paesi succede lo stesso.

Lei non sa nemmeno come venivano calcolati i millesimi di riscaldamento. E probabilmente non ha nemmeno capito il caos che succederà ora, in particolare (ma non solo) nelle città costiere e quelle di villeggiatura dove il 90% della gente abita gli appartamenti solo nel weekend.

Lei non sa nemmeno come venivano calcolati i millesimi di riscaldamento. E probabilmente non ha nemmeno capito il caos che succederà ora, in particolare (ma non solo) nelle città costiere e quelle di villeggiatura dove il 90% della gente abita gli appartamenti solo nel weekend.

Da matematico, so che la "correlazione" tra i vecchi millesimi di riscaldamento e i millesimi di proprietà è, quasi, pari a 1.

 

Questo mi basta... non è importante come venivano calcolati, ma COSA rappresentano.

 

E i nuovi millesimi della 10200 - che triplicano le spese di chi è esposto male - non rappresentano nulla e sono errati.

Da matematico, so che la "correlazione" tra i vecchi millesimi di riscaldamento e i millesimi di proprietà è, quasi, pari a 1.

 

Questo mi basta... non è importante come venivano calcolati, ma COSA rappresentano.

 

E i nuovi millesimi della 10200 - che triplicano le spese di chi è esposto male - non rappresentano nulla e sono errati.

Di solito i millesimi venivano calcolati sulla base della potenza dei corpi scaldanti installati. Quindi una prima riflessione va fatta sull'impossibilità di sapere chi ha aggiunto elementi o nuovi corpi scaldanti nel corso degli anni, modificando quindi potenza installata e millesimi. Inoltre, in origine i costruttori/impiantisti mettevano radiatori più grandi/potenti all'ultimo piano, proprio per compensare le dispersioni. Pertanto, i millesimi di riscaldamento non sono mai 1:1, chi vive all'ultimo piano ne ha di più.

Il principio del codice civile (che è quello dei millesimi di fabbisogno) è che si paga in funzione dell'uso che si può fare del bene comune. Il solito esempio è quello dell'ascensore: chi vive all'ultimo piano paga di più anche se decide di salire a piedi.

 

Con il nuovo decreto, quanti nanosecondi ci metteranno i residenti dei piani intermedi (cioè coloro che possono tenere le valvole al minimo perché hanno poche dispersioni) a capire che possono votare in assemblea un riparto 90-10? Cioè il 90% della spesa sulla base degli impulsi dei ripartitori (e loro ne avranno pochi) e il restante 10 come quota fissa.

E purtroppo, come già ricordato, scegliendo questo fantastico metodo delle quote fisse (!) la legge non prevede coefficienti correttivi...

Ci è capitato un condominio in Liguria: 20mila euro di spese annuali (circa) con solo tre appartamenti abitati tutto l'anno. Gli altri: seconde case abitate pochi weekend in estate. Facile immaginare quale criterio sceglieranno i condòmini per la ripartizione...

Il principio del codice civile (che è quello dei millesimi di fabbisogno) è che si paga in funzione dell'uso che si può fare del bene comune. Il solito esempio è quello dell'ascensore: chi vive all'ultimo piano paga di più anche se decide di salire a piedi.

Ma l'uso che può fare del riscaldamento chi vive all'ultimo piano è lo STESSO di chi vive in un piano intermedio (può tenere le valvole a 5, a 3, a 1 o anche chiuderle del tutto).

 

Quindi, l'esempio dell'ascensore non mi sembra calzante.

Ma l'uso che può fare del riscaldamento chi vive all'ultimo piano è lo STESSO di chi vive in un piano intermedio (può tenere le valvole a 5, a 3, a 1 o anche chiuderle del tutto).

... e se l'assemblea a maggioranza decide di fare il 90%/10% io, proprietario di una unità immobiliare gravemente danneggiata da questa decisione, vado a farmi fare una semplice relazioncina tecnica che certifica che per me l'installazione "non è efficiente in termini di costi".

 

Forse è a questo dove quei fenomeni che elaborano la 10200 volevano arrivare. Facendo tanti casini, anche il legislatore doveva reagire. E per non fare torto a nessuno ha praticamente eliminato l'obbligo della contabilizzazione. 😂

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