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Sigmund

Divieto di fumo nel cortile

Buongiorno a tutti,

 

nel condominio dove frequento un corso di specializzazione c'è un piccolo cortile su cui si affacciano il portone principale, la portineria, gli accessi alle scale, il retro di un bar. Spesso, durante le pause, le persone scendono nel cortile (che è a cielo aperto) e ne approfittano per fumare una sigaretta. A volte escono, rimanendo al di fuori del portone, tuttavia può capitare, soprattutto durante le pause pranzo più lunghe, che non rimanga nessuno all'interno cui citofonare per farsi aprire. Recentemente è accaduto il seguente episodio: scesi durante una pausa, una persona accende una sigaretta. Passa un condomino:

 

-Condomino: "Ma non avete visto il cartello?"

-Fumatore: "No, mi scusi...prima si poteva fumare, non avevo visto"

-Condomino: "Eh, adesso è cambiato!!!"

 

Tralasciando il modo molto poco educato del condomino (espressione del volto e tono di voce rabbiosi, eloquio scortese) poiché c'è modo e modo di dire le cose, considerato anche il fatto che il problema è facilmente risolvibile, la domanda è: in questo caso è applicabile l'art. 51 della legge 3/2003? Il cartello apposto è quello classico che si vede ovunque e che richiama quella disposizione, ma quella legge non vieta il fumo negli spazi CHIUSI? Il condominio non rientra in una di quelle categorie in cui è vietato fumare anche all'aperto (scuole, ospedali...) e domando: eventualmente, può essere che ci sia un regolamento condominiale a vietare il fumo in quello spazio?

 

Grazie a tutti.

Un divieto del genere dovrebbe essere deliberato all'unanimità, ma trovo abbastanza difficile farlo rispettare ai clienti del bar, per esempio...

Ma quindi, perdonate l'ignoranza, il condominio può vietare il fumo all'aperto? Se sì, il cartello di divieto quali riferimenti deve avere? E' vero, sarebbe quasi impossibile far rispettare tale norma, ma l'argomento mi interessa...

Anche negli spazi comuni condominiali, vige il divieto di fumo, mentre nelle abitazioni dei privati (e negli spazi all'aria aperta) non vi sono obblighi, non sussiste dubbio che nelle parti comuni aperte al pubblico indifferenziato degli utenti, residenti e non ( come in ascensore, nel ballatoio, nella scalinata, nell' androne, ascensore) sia vigente il divieto di fumare (Legge 16 gennaio 2003 n. 3).

 

La sanzione amministrativa, è comminata dall'amministratore (responsabile dell'applicazione corretta del divieto), su richiesta di un altro condomino.

 

Negli spazi in cui non si può fumare, devono essere collocati appositi cartelli, adeguatamente visibili, che evidenzino il divieto.

I cartelli, con la classica barra rossa, devono recare la scritta "vietato fumare", integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai trasgressori, e dei soggetti cui spetta il compito di vigilare sull'osservanza del divieto.

 

Attualmente è concesso fumare liberamente in tutti gli spazi all'aria aperta, all'interno della propria abitazione (e in generale nei locali non aperti al pubblico).

 

Fumare nel giardino proprio è possibile, l'importante è non superare la normale tollerabilità.

Ma quindi, perdonate l'ignoranza, il condominio può vietare il fumo all'aperto? ...
L'unanimità dei condomini può disporre qualsiasi cosa non sia contraria a qualche legge, quindi anche il divieto di fumo nel cortile; non è questione di "cartello" ma di impegno da parte dei singoli.
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