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Alessandro71

Distacco dal riscaldamento centralizzato

Salve. Vorrei avere un consiglio:io sono proprietario di un appartamento in una palazzina composta da 11 unità, di cui 2 non abitate. C'è la caldaia comune, e in ogni appartamento un termostato ove è possibile accendere il riscaldamento in ogni singolo appartamento durante gli orari prestabiliti. Tale locale, è ubicato all'ultimo piano ed esposto a nord. In pratica, in pieno inverno, appena arrivato mi sono ritrovato ad avere 16 gradi come massima, e il mattino esagerando 9 gradi, All'inizio nessuno ha detto quanto costava all'ora il riscaldamento...ebbene trattasi di poco oltre 10 euro l'ora! in pratica per avere 16 gradi dovrei accendere il riscaldamento 10 ore e quindi oltre 100 euro al giorno... per non avere in ogni caso più di 16 greadi. Data quindi che questo impianto è totalmente inadeguato per il mio appartamento, posso staccarmi dall'impianto? tenete presenteù, ma che su quel totale di appartamenti, solo in 4 lo usano perchè sono abituato cosi e sono restii ai cambiamenti. Ora se è vero che se io mi stacco altri pagano di più, ma è altrettanto vero che non vedo il motivo per cui io debba pagare per far spendere meno ad altri che hanno più soldi di me,,,,e per una cosa che  non uso assolutamente. Dovrebbero mettere i contacalorie, ma sinceramente mi sono stancato anche della ditta che segue il condominio da 30 anni e oltre,,,fa quello che vuole...i prezzi che vuole...dice una data e invece posticipa anche di oltre un anno come per l'installazione ella nuova caldaia messa l'anno scorso,,,Preventivata ad una cifra...e a forza di rrimandare la cifra è raddoppiata,,,Insomma vorrei mettere una croce su tutto. Anche perchè con i contacalorie bisogna avere sempre l'impianto in efficienza perchè ogni anno le valvole vanno controllate. Ed io non voglio spendere soldi inutilmente. Cosa potrei fare? Grazie mille per la cortese risposta

Modificato da Alessandro71
vorrei avere la notifica delle risposte

Per porre in essere il distacco dal riscaldamento condominiale è necessario dimostrare che non derivino notevoli squilibri al funzionamento dell’impianto o aggravi di spesa per gli altri condòmini, secondo il disposto dell'art. 1118 c.c., il che necessita di una relazione termotecnica stilata da un perito.

 

Comunque, anche in caso di distacco, il proprietario è tenuto a concorrere alle spese straordinarie relative all'impianto oltre che a quelle di conservazione e messa a norma. Anche la sostituzione completa rientra in questa casistica, dato che si tratta di proprietà comune ed il distaccato potrebbe comunque riallacciarsi in un momento successivo.

 

Come vedi quindi si tratta di un'opzione da valutare attentamente, prima di prendere una decisione.

Alessandro71 dice:

Salve. Vorrei avere un consiglio:io sono proprietario di un appartamento in una palazzina composta da 11 unità, di cui 2 non abitate. C'è la caldaia comune, e in ogni appartamento un termostato ove è possibile accendere il riscaldamento in ogni singolo appartamento durante gli orari prestabiliti. Tale locale, è ubicato all'ultimo piano ed esposto a nord. In pratica, in pieno inverno, appena arrivato mi sono ritrovato ad avere 16 gradi come massima, e il mattino esagerando 9 gradi, All'inizio nessuno ha detto quanto costava all'ora il riscaldamento...ebbene trattasi di poco oltre 10 euro l'ora! in pratica per avere 16 gradi dovrei accendere il riscaldamento 10 ore e quindi oltre 100 euro al giorno... per non avere in ogni caso più di 16 greadi. Data quindi che questo impianto è totalmente inadeguato per il mio appartamento, posso staccarmi dall'impianto? tenete presenteù, ma che su quel totale di appartamenti, solo in 4 lo usano perchè sono abituato cosi e sono restii ai cambiamenti. Ora se è vero che se io mi stacco altri pagano di più, ma è altrettanto vero che non vedo il motivo per cui io debba pagare per far spendere meno ad altri che hanno più soldi di me,,,,e per una cosa che  non uso assolutamente. Dovrebbero mettere i contacalorie, ma sinceramente mi sono stancato anche della ditta che segue il condominio da 30 anni e oltre,,,fa quello che vuole...i prezzi che vuole...dice una data e invece posticipa anche di oltre un anno come per l'installazione ella nuova caldaia messa l'anno scorso,,,Preventivata ad una cifra...e a forza di rrimandare la cifra è raddoppiata,,,Insomma vorrei mettere una croce su tutto. Anche perchè con i contacalorie bisogna avere sempre l'impianto in efficienza perchè ogni anno le valvole vanno controllate. Ed io non voglio spendere soldi inutilmente. Cosa potrei fare? Grazie mille per la cortese risposta

Una situazione simile alla tua (ultimo piano, esposizione a nord), in zona climatica E, accensione dal 15 ottobre al 15 aprile, per 14 ore al giorno, il condomino avendo accesso diretto al tetto, ha chiesto l'autorizzazione per l'installazione di una stufa a pallet in aggiunta al condominiale e ha completamente risolto i problemi di riscaldamento diminuendo le ore di uso del condominiale e tenendo in uso la stufa.

Muskjo 2 dice:

Una situazione simile alla tua (ultimo piano, esposizione a nord), in zona climatica E, accensione dal 15 ottobre al 15 aprile, per 14 ore al giorno, il condomino avendo accesso diretto al tetto, ha chiesto l'autorizzazione per l'installazione di una stufa a pallet in aggiunta al condominiale e ha completamente risolto i problemi di riscaldamento diminuendo le ore di uso del condominiale e tenendo in uso la stufa.

Buongiorno,

Mi auguro che il condominio abbia ricalcolato la spesa di consumo involontario derivata dal utilizzo della stufa a pellet.

in caso diverso i condomini collegati al centralizzato sono penalizzati perché la quota involontaria è troppo bassa.

rammento che la posa di una stufa a pellet equivale a l'inserimento di un di un nuovo impianto termico, oggetto di applicazione delle norme tecniche di cui alla legge 10 91.

Se installato alla "itagliana amatriciana", quindi senza nessuna considerazione di isolamenti termici verso l'esterno e verso il condominio, il condomino con la stufa a pellets spende meno e gli altri condomini invece pagano anche per lui.

 

Alessandro71 dice:

Salve. Vorrei avere un consiglio:io sono proprietario di un appartamento in una palazzina composta da 11 unità, di cui 2 non abitate. C'è la caldaia comune, e in ogni appartamento un termostato ove è possibile accendere il riscaldamento in ogni singolo appartamento durante gli orari prestabiliti. Tale locale, è ubicato all'ultimo piano ed esposto a nord. In pratica, in pieno inverno, appena arrivato mi sono ritrovato ad avere 16 gradi come massima, e il mattino esagerando 9 gradi, All'inizio nessuno ha detto quanto costava all'ora il riscaldamento...ebbene trattasi di poco oltre 10 euro l'ora! in pratica per avere 16 gradi dovrei accendere il riscaldamento 10 ore e quindi oltre 100 euro al giorno... per non avere in ogni caso più di 16 greadi. Data quindi che questo impianto è totalmente inadeguato per il mio appartamento, posso staccarmi dall'impianto? tenete presenteù, ma che su quel totale di appartamenti, solo in 4 lo usano perchè sono abituato cosi e sono restii ai cambiamenti. Ora se è vero che se io mi stacco altri pagano di più, ma è altrettanto vero che non vedo il motivo per cui io debba pagare per far spendere meno ad altri che hanno più soldi di me,,,,e per una cosa che  non uso assolutamente. Dovrebbero mettere i contacalorie, ma sinceramente mi sono stancato anche della ditta che segue il condominio da 30 anni e oltre,,,fa quello che vuole...i prezzi che vuole...dice una data e invece posticipa anche di oltre un anno come per l'installazione ella nuova caldaia messa l'anno scorso,,,Preventivata ad una cifra...e a forza di rrimandare la cifra è raddoppiata,,,Insomma vorrei mettere una croce su tutto. Anche perchè con i contacalorie bisogna avere sempre l'impianto in efficienza perchè ogni anno le valvole vanno controllate. Ed io non voglio spendere soldi inutilmente. Cosa potrei fare? Grazie mille per la cortese risposta

Buongiorno,

Da quanto si legge è un condominio di circa 30 anni, quindi oggetto della termo ripartizione Ai sensi delle vigenti norme.

Immagino Quindi abbiate già un sistema di ripartizione costi.

Chi ha stabilito il costo orario di attivazione e in funzione di che cosa lo ha stabilito?

Il sistema di calcolo orario, è sempre esistito da quando c'è il condominio e l'impianto. Han proseguito con quel sistema anche con le varie sostituzioni delle caldaie. Il costo di oltre 10 euro l'ora l'amministratore non l'ha mai spiegato. Rimane sempre sul vago. In ogni caso tutto l'impianto su da me è totalmente inadeguato. Se dovessi accendere il riscaldamento 5 ore, spendersi oltre 50 euro, per avere 10-11 gradi sino alle 23 e poi alzarmi con 7-9 gradi. Per questo io vorrei far mettere un tappo, eliminare i vecchi termosifoni ed evitare l'installazione dei contacalorie previste per aprile e ancora nel silenzio di tutti non installate. Così lasciò perdere l'impianto e mi arrangiò con un sistema più utile e sostenibile.

 

Esmeralda dice:

Per porre in essere il distacco dal riscaldamento condominiale è necessario dimostrare che non derivino notevoli squilibri al funzionamento dell’impianto o aggravi di spesa per gli altri condòmini, secondo il disposto dell'art. 1118 c.c., il che necessita di una relazione termotecnica stilata da un perito.

 

Comunque, anche in caso di distacco, il proprietario è tenuto a concorrere alle spese straordinarie relative all'impianto oltre che a quelle di conservazione e messa a norma. Anche la sostituzione completa rientra in questa casistica, dato che si tratta di proprietà comune ed il distaccato potrebbe comunque riallacciarsi in un momento successivo.

 

Come vedi quindi si tratta di un'opzione da valutare attentamente, prima di prendere una decisione.

Il fatto è che già alla fine 4 hanno installato la stufa a pellets, un altro usa i condizionatori...io nulla..quindi aggravio di costi

non credo ci sia.

 

Alessandro71 dice:

Il sistema di calcolo orario, è sempre esistito da quando c'è il condominio e l'impianto. Han proseguito con quel sistema anche con le varie sostituzioni delle caldaie. Il costo di oltre 10 euro l'ora l'amministratore non l'ha mai spiegato. Rimane sempre sul vago. In ogni caso tutto l'impianto su da me è totalmente inadeguato. Se dovessi accendere il riscaldamento 5 ore, spendersi oltre 50 euro, per avere 10-11 gradi sino alle 23 e poi alzarmi con 7-9 gradi. Per questo io vorrei far mettere un tappo, eliminare i vecchi termosifoni ed evitare l'installazione dei contacalorie previste per aprile e ancora nel silenzio di tutti non installate. Così lasciò perdere l'impianto e mi arrangiò con un sistema più utile e sostenibile.

 

Il fatto è che già alla fine 4 hanno installato la stufa a pellets, un altro usa i condizionatori...io nulla..quindi aggravio di costi

non credo ci sia.

 

Situazione anomala.

mi chiedo come sia possibile che l'assemblea non abbia ancora deliberato la ripartizione dei costi ai sensi della uni 10200, non so se il vostro amministratore ha comunicato che la scadenza è avvenuta.

Situazione molto strana..... sicuramente non siete conformi alla normativa in essere.

se intende sanare la cosa segna lì la situazione all'ente competente per i controlli (la provincia o il comune).

Se invece intendete di smettere il centralizzato, deve essere soluzione da assemblea condominiale, pronti a farsi carico di tutti gli oneri relativi alla costruzione di impianti nuovi (sia meccanici che progettuali che di isolamento).

Esiste un'altra possibilità, la più logica, cioè ottimizzare l'impianto centralizzato esistente.

Tutto questo deve essere Vaglio e decisione di assemblea condominiale.

Nanojoule dice:

Situazione anomala.

mi chiedo come sia possibile che l'assemblea non abbia ancora deliberato la ripartizione dei costi ai sensi della uni 10200, non so se il vostro amministratore ha comunicato che la scadenza è avvenuta.

Situazione molto strana..... sicuramente non siete conformi alla normativa in essere.

se intende sanare la cosa segna lì la situazione all'ente competente per i controlli (la provincia o il comune).

Se invece intendete di smettere il centralizzato, deve essere soluzione da assemblea condominiale, pronti a farsi carico di tutti gli oneri relativi alla costruzione di impianti nuovi (sia meccanici che progettuali che di isolamento).

Esiste un'altra possibilità, la più logica, cioè ottimizzare l'impianto centralizzato esistente.

Tutto questo deve essere Vaglio e decisione di assemblea condominiale.

Ricordo male che il contaore e valvole termostatiche è considerato sistema idoneo per la contabilizzazione del calore?

La situazione in cui si trova Alessandro equivale a quella in cui  l'Assemblea deroga alla 10200 e decide di applicare zero come consumo involontario .

Questo dovrebbero fare tutti , questo significa aver termo autonomo. Ti riscaldi e paghi i costi di un sistema inefficiente, altro che tenere spento perché sei in appartamento centrale e aspettare che altri paghino per te perché i tuoi millesimi di consumo involontario sono pochi grazie al tuo ridotto fabbisogno termico.

Per quanto riguarda la dismissione i numeri già ci sono( 4/11) e personalmente la ritengo la soluzione migliore..

Mi spieghi cosa intendi  quando parli di ottimizzazione ?

In che percentuale si ridurrebbero le perdite di distribuzione?

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