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Distacco da riscaldamento centralizzato e calcolo aggravi

Buongiorno a tutti, sono un novizio del forum e spero di essere approdato nel posto giusto per avere un chiarimento ad un problema che dovrei affrontare con urgenza prima della fine del mese.

Il problema è che vorrei distaccarmi dall'impianto di riscaldamento centralizzato per motivi che possono essere comuni a molti ovvero nel mio condominio l'impianto di riscaldamento ha orari e temperature per me insoddisfacenti.

Quest'anno ho deciso di fare il passo definitivo chiedendo il distacco, incoraggiato dalle notizie di stampa che ogni dove scrivono che il nuovo art. 1118 facilità il distacco dall'impianto condominiale.

Purtroppo oltre ai titoloni dei giornali, fatti per vendere, non sono ancora riuscito a capire come devo dimostrare che non causo squilibri ed aggravi. Ho anche sondato l'argomento con termotecnici della zona ma non avuto una chiara ed univoca risposta: chi dice che posso farlo anche senza chiedere il permesso all'amministratore e chi dice che è vietato.

Ammesso che sia possibile cosa sono gli squilibri e gli aggravi dovuti al distacco e come vanno calcolati?

Non è che poi mi tocca pagare sia il centralizzato che l'autonomo?

Ringrazio chiunque vorrà darmi una risposta.

In due parole:

1) Puoi staccarti senza autorizzazione assembleare, con una relazione tecnica che indichi che non c'è aggravio di spese e scompenso di funzionamento per gli altri condomini;

2) Continuerai a pagare per la manutenzione straordinaria dell'impianto centralizzato, messa a norma e per il suo mantenimento..........praticamente tutto tranne combustibile e energia elettrica;

3) Per legge da Settembre, la canna fumaria che metterai per la tua caldaia, deve arrivare fino sopra il tetto;

Grazie per la risposta, ma quello che cercavo era come calcolare gli aggravi dovuti al distacco.

Che faccio dico che non ci sono aggravi e loro se ne stanno?

E' quello che pensavo però siccome il termotecnico meno esigente mi ha chiesto 900€ senza neppure sbilanciarsi sull'esito della perizia, mi chiedevo non c'è una norma, un riferimento di legge, una sentenza o anche esperianza vissuta che possa essere utile a capire la % di questi aggravi e capire in anticipo se mi conviene fare il distacco?

In effetti c'è un linguaggio molto tecnico però da ragioniere (non termotecnico) ci sono 3 punti che mi hanno colpito e su cui sto meditando:

 

1. A pag. 2: "Pertanto noto il valore del rendimento globale medio stagionale ng,H diventa nota per differenza a 100 la percentuale delle perdite di calore dall'impianto. Tale valore rappresenta, in proporzione, le spese fisse involontarie.

Poiché detta quota è indipendente dall'effettivo utilizzo dell'impianto di riscaldamento essa deve essere necessariamente sostenuta da tutti i Condomini, ivi compresi quelli distaccati (temporaneamente o definitivamente), in ragione dei millesimi di riscaldamento di ciascuna unità immobiliare"

 

2. Nelle conclusioni: "il distacco dall’impianto centralizzato, anche se privo di squilibri, è tutt’altro che privo di oneri dato che l’aggravio di spesa, anche con i moderni impianti, non è trascurabile e tale valore aumenta in modo rilevante con l’aumentare del numero dei distacchi

 

3. Il diagrammino di fig. 1. Se ho capito bene dovrebbe stimare a grandi linee l'entità degli aggravi per impianti tipo. Ad esempio con un impianto ordinario se si distacca solo 1 condomino questo dovrebbe pagare il 25% dei propri millesimi delle spese gestionali di riscaldamento.

Cioè se le spese annuali di riscaldamento sono 20.000€ ed i miei millesimi erano 30m/m dovrei pagare circa: [20000*(30/1000)*(25/100)]= 150€.

Ho capito bene?

Grazie per la risposta, ma quello che cercavo era come calcolare gli aggravi dovuti al distacco.

Che faccio dico che non ci sono aggravi e loro se ne stanno?

Ti rimando ad un mio intervento di 3 anni or sono (watt n.d.r.) in un forum tanticchia più tecnico . . .

http://www.ingegneri.info/forum/viewtopic.php?f=9&t=35078

 

. . . dove i giudici già richiedevano CTU/CTP in merito agli aggravi derivanti da distacco

 

Saluti

Grazie per la segnalazione, ho visto che il concetto espresso nel 2010 nel forum degli ingegneri é praticamente identico a quello espresso nell'articolo http://independent.academia.edu/RussoGaetanoFabio ovvero per il calcolo degli aggravi energetici bisogna riferirsi al rendimento medio stagionale dell'impianto e considerare la differenza a 100 come perdite di inefficienza. Tali perdite sono da considerarsi aggravi fissi da ripartirai tra tutti i condomini allacciati o no in proporzione ai millesimi di riscaldamento.

Se é giusto questo ragionamento allora come spese energetiche é corretto l'esempio di calcolo che ho fatto sopra?

Inoltre se é giusto questo ragionamento é necessario anche tenere traccia dei millesimi riscaldamento vigenti nella situazione precedente al distacco.

Corretto?

E' necessario prima di procedere vedere cosa prevede il regolamento di condominio.

Se è un regolamento contrattuale esso può derogare a norme derogabili.

Tra queste vi è anche la possibilità di staccarsi; ne consegue che prima di distaccarsi è necessari modificare il regolamento.

O SBAGLIO ?????

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