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Distacco da acqua calda condominiale

Buongiorno a tutti,

sono nuovo di questo forum, ma l'ho trovato tra i più esaustivi nella rete, quindi complimenti agli autori/redattori.

 

Pongo il mio quesito :

Sono il nuovo proprietario di un appartamento di un condominio con acqua calda sanitaria e riscaldamento centralizzato.

Appartamento di circa 115 mq calpestabili, pago 196 euro di condominio di cui 107€ riscaldamento e 26€ di acqua calda (20 mc).

Dato che sto facendo lavori di ristrutturazione voglio rendermi autonomo con entrambi i servizi, ma l'amministratore dice che mi posso staccare dall'impianto di riscaldamento, ma non da quello dell'acqua calda perchè (prima che io acquistassi casa) ci fu una delibera condominiale che coincise con l'acquisto delle nuove caldaie condominiali che vincola i condomini alla spesa minima di 20 metri cubi d'acqua calda condominiale anche se ti separi dal riscaldamento condominiale.

Ovviamente la cosa mi lascia perplesso perchè se la legge mi permette di essere autonomo con l'impianto di riscaldamento perchè tutela la mia ricerca del risparmio energetico ed economico non vedo perchè devo continuare a pagare 26 euro al mese per 20 mc di acqua se la mia caldaia a condensazione (che comunque devo mettere in casa per il riscaldamento) può offrirmi lo stesso servizio a minor costo.

 

Un grazie anticipato a chi mi risponderà.

Prima di procedere con iniziative unilaterali ti consiglio di leggere i precisi riferimenti giurisprudenziali che trovi al "solito" link:

 

http://www.condomini.altervista.org/RiscaldamentoDistacco.htm

 

Ti consiglio inoltre di controllare sul sito della tua regione o informarti tramite professionisti del settore se nella tua Regione vige il divieto di distacco da impianti centralizzati con più di quattro unità immobiliari nel condominio; come ad esempio nella regione Piemonte, Lombardia e altre.

 

Dopo esserti informato deciderai sul distacco.

Si, mi sono informato e nella mia regione si può fare.

In effetti la legge parla di "rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato" mi chiedo se l'acqua calda CALDA è parte di questo o se è considerato un servizio a parte che devo (per delibera precedente) accollarmi tacitamente.

 

grazie 1000 per la risposta

Se la caldaia condominiale "produce" sia l'acqua per il riscaldamento, sia l'acqua calda sanitaria, il distacco dalla prima comprende automaticamente anche il distacco dalla seconda.

 

Hai accennato al fatto che l'assemblea condominiale ha previsto, in sede di completa ristrutturazione delle caldaie, con votazione non impugnata e quindi applicabile a tutti, l'impegno obbligatorio a corrispondere un consumo di almeno 20 m³.

 

Alla luce della norma che può prevedere il distacco dall'impianto centralizzato pur continuando a pagare obbligatoriamente le spese di manutenzione e ricostruzione del bene comune e la corresponsione di una quota delle spese di consumo che normalmente si presuppone nel 30%, anche la deliberazione che ha introdotto una quota minima di almeno 20 m³ di acqua calda, appare lecita e non aggirabile.

 

Rileggi le Sentenze al link che ti ho indicato sopra.

Si, mi sono informato e nella mia regione si può fare.

In effetti la legge parla di "rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato" mi chiedo se l'acqua calda CALDA è parte di questo o se è considerato un servizio a parte che devo (per delibera precedente) accollarmi tacitamente.

 

grazie 1000 per la risposta

Se vogliamo continuare sempre a giocare sugli aspetti interpretativi delle parole senza cercare di cogliere i motivi che hanno portato a modificare il cc allora faremo poca strada. Io potrei dire che riscaldamento centralizzato comprende sia il riscaldamento dell'aria negli ambienti sia il riscaldamento dell'acqua.

Che sia possibile rinunciare al sevizio di riscaldamento ( compreso acqua) ormai è opinione diffusa. Il punto è che per farlo non bisogna creare aggravio per quelli che continuano ad utilizzare il servizio. Ciò è possibile solo in alcuni casi e quando non siano state applicate le tabelle di fabbisogno termico per la divisione del costo del riscaldamento. Il costo per riscaldare un metro cubo di acqua è lo stesso sia se lo riscaldi con la centrale sia se lo riscaldi con latua caldaia , la differenza sta nel fatto che per utilizzare l'acqua calda prodotta in centrale , questa deve essere accumulata e poi resa disponibile al punto di utilizzo. Le perdite che ne derivano triplicano il prezzo che il buon condominio vuole farti pagare a prescindere se tu la consumi. E' una vergognosa prepotenza legittimata dai nostri legislatori, non per volontà ma solo per incapacità.

Innanzitutto grazie a tutti per le vostre risposte. Dunque la caldaia che scalda i termosifoni è una grande caldaia composta da 4 caldaie che suppongo lavorano in serie, mentre le caldaie per l'acqua calda sono 3 semplici caldaie domestiche che lavorano a ciclo continuo con un boiler.

Fermo restando che dal mio distacco non recherò aggravi sulle bollette altrui (siamo 42 famiglie e solo in 2 sono autonomi) e il mio impianto è di gran lunga più efficiente di quello condominiale non perchè ho una caldaia a condensazione di ultima generazione, ma perchè la dispersione termica che ha l'impianto condominiale è spaventosa difatti l' ACS non è mai calda calda, ma poco più che tiepida.

La domanda che sorge spontanea è una sola : il distacco dall'impianto di riscaldamento comprendo o no l'acqua calda anche se è scaldata da caldaie separate ?

Chiudo sollevando un ultimo dubbio: Se le leggi ci indicano la strada del risparmio energetico e dei comportamenti virtuosi in chiave di risparmio economico e appunto energetico perchè dovrei pagare 20 mc d'acqua (tiepida) a prescindere se li uso o no, quando ho la mia caldaia in accordo con la legge, i condomini e l'amministratore di condominio? Sembrerebbe quasi una moneta di scambio, "ti facciamo" staccare dal riscaldamento, ma tu contribuisci a pagare la bolletta dall'acqua calda anche se non ti serve.

non specare i soldi per distacchi di nessun tipo

 

hai trovato un tecnico che ti dichiara che con il tuo distacco riscaldamento + acqua non crea aggravi al condominio ? devi comunque pagare i consumi involontari da individuare come da 10200

i consumti involontari ci sono sia per il riscaldamento sia per l'acqua calda

https://www.condominioweb.com/distacco-dallimpianto-di-riscaldamento-norma-uni.12012

 

la produzione di acqua calda in condizioni buone non costa meno di 9 € a metro cubo

Innanzitutto grazie a tutti per le vostre risposte. Dunque la caldaia che scalda i termosifoni è una grande caldaia composta da 4 caldaie che suppongo lavorano in serie, mentre le caldaie per l'acqua calda sono 3 semplici caldaie domestiche che lavorano a ciclo continuo con un boiler.

Fermo restando che dal mio distacco non recherò aggravi sulle bollette altrui (siamo 42 famiglie e solo in 2 sono autonomi) e il mio impianto è di gran lunga più efficiente di quello condominiale non perchè ho una caldaia a condensazione di ultima generazione, ma perchè la dispersione termica che ha l'impianto condominiale è spaventosa difatti l' ACS non è mai calda calda, ma poco più che tiepida.

La domanda che sorge spontanea è una sola : il distacco dall'impianto di riscaldamento comprendo o no l'acqua calda anche se è scaldata da caldaie separate ?

Chiudo sollevando un ultimo dubbio: Se le leggi ci indicano la strada del risparmio energetico e dei comportamenti virtuosi in chiave di risparmio economico e appunto energetico perchè dovrei pagare 20 mc d'acqua (tiepida) a prescindere se li uso o no, quando ho la mia caldaia in accordo con la legge, i condomini e l'amministratore di condominio? Sembrerebbe quasi una moneta di scambio, "ti facciamo" staccare dal riscaldamento, ma tu contribuisci a pagare la bolletta dall'acqua calda anche se non ti serve.

Il concetto è : Noi , condominio, sprechiamo; tu condomino devi contribuire allo spreco , perchè quando hai comprato c'era il centralizzato , perchè la maggioranza è sovrana e vuole mantenere lo spreco , perchè per noi è più conveniente lasciare le cose così anche se per riscaldare dell'acqua consumiamo tre volte l'energia necessaria perchè non frega a nessuno se tu puoi risparmiare di inquinare , perchè in questo spreco ci guadagnano un po tutti quelli che ruotano intorno all'impianto, ma soprattutto perchè viviamo in un paese di ignoranti

Ripeto

i consumi involontari la dispersione e il fatto che la caldaia e i boiler stanno accesi, li devi pagare in ogni caso, non puoi rinunciare ad una proprietà comune

leggilo il mio link !!!!

Ripeto

i consumi involontari la dispersione e il fatto che la caldaia e i boiler stanno accesi, li devi pagare in ogni caso, non puoi rinunciare ad una proprietà comune

leggilo il mio link !!!!

Ci risiamo...... oltre leggere ciò che scrive l'avvocato Nuzzo vi conviene leggere la sentenza. Il CTU incaricato dal giudice afferma che dal distacco non derivano aggravi per i restanti . La sentenza infatti nell'affermare il concetto che la ricerca di possibili aggravi deve essere svolta con metodo scientifico e indica anche un possibile metodo ( quello della UNI). Per quanto riguarda il caso di cui stavamo discutendo , io per primo ho evidenziato che Emat sarà obbligato a pagare , ho solo contestato L'assoluta stupidità della cosa e di quanti non fanno nulla per cambiarla.

non specare i soldi per distacchi di nessun tipo

 

hai trovato un tecnico che ti dichiara che con il tuo distacco riscaldamento + acqua non crea aggravi al condominio ? devi comunque pagare i consumi involontari da individuare come da 10200

i consumti involontari ci sono sia per il riscaldamento sia per l'acqua calda

https://www.condominioweb.com/distacco-dallimpianto-di-riscaldamento-norma-uni.12012

 

la produzione di acqua calda in condizioni buone non costa meno di 9 € a metro cubo

Hai ragione considerando le prestazioni di un impianto centralizzato 9 euro al metro cubo è un buon prezzo. ma resta comunque il doppio di quello ottenibile con una caldaia autonoma senza accumulo o di una pdc. Prima o poi la produzione centralizzata con caldaia la proibiranno

Grazie ancora per risposte. Comunque io non ho chiesto se mi conviene o no. Ho chiesto se posso farlo o no. Perché sulla convenienza ho già fatto i miei conti e a fronte di 1700 euro circa l anno di riscaldamento condominiale sono certo che spendero' di meno. Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria e i costi di mantenimento del bene me ne assumero' gli oneri considerando che è un bene acquistato 3 anni fa e si spera non dia grossi problemi per gli anni a seguire. E non consideriamo il vantaggio che a mio parere non ha prezzo di poter disertare un bel 70% di assemblee condominiali.

Penso che le risposte siano state concordi nell'affermare che se non crei aggravio puoi staccarti sia dal riscaldamento sia dall'acs. Il punto è che difficilmente riuscirai a dimostrare l'assenza di aggravio.

Capisco la tua volontà di libertà e di ricerca del risparmio, che non è solo economico, ma sei cascato anche tu nella trappola dello spreco condominiale da cui non si puo uscire. Poi ci lamentiamo quando la natura si ribella.......forse dovremmo farlo noi .......

il centralizzato costa sempre meno dell'autonomo

 

migliorate il centralizzato

 

https://www.condominioweb.com/distacco-dallimpianto-di-riscaldamento-norma-uni.12012

Se esistesse il reato di istigazione allo spreco saresti incriminabile.

Capisco colui a cui gli hanno sempre detto una cosa e non essendo particolarmente interessato al problema decide di crederci senza impegnare neanche un neurone per la comprensione , ma non riesco a tollerare che un professionista diffonda considerazioni personali senza alcuna dimostrazione spacciandole per vere. Ti invito ad offrire dei numeri e non delle parole a sostegno delle tue affermazioni, questo fa la differenza tra un tecnico ed un politico.

Se non fosse intervenuta la legge per diminuire l'enorme spreco nei consumi dei centralizzati sarebbe continuato tutto come prima , sempre con la convinzione che il centralizzato conviene .Non provi mai un senso di colpa e di vergogna per il tuo comportamento. Lo sai perchè in molti regolamenti viene previsto un minimo di consumo di acs? Perchè altrimenti non si saprebbe come portare il prezzo sotto livelli tollerabili. Il costo di un metro cubo di acqua calda da centralizzato può facilmente arrivare a 20 euro quattro volte quello necessario. Un paragone può essere fatto con un vecchio centralino telefonico con operatore ed uno smart phone , questa è la distanza che esiste tra i nuovi impianti ed il centralizzato

Ci risiamo...... oltre leggere ciò che scrive l'avvocato Nuzzo vi conviene leggere la sentenza. Il CTU incaricato dal giudice afferma che dal distacco non derivano aggravi per i restanti . La sentenza infatti nell'affermare il concetto che la ricerca di possibili aggravi deve essere svolta con metodo scientifico e indica anche un possibile metodo ( quello della UNI). Per quanto riguarda il caso di cui stavamo discutendo , io per primo ho evidenziato che Emat sarà obbligato a pagare , ho solo contestato L'assoluta stupidità della cosa e di quanti non fanno nulla per cambiarla.

l'uso della normativa uni 10200 non è uno dei possibili metodi

è l'unico

con il d.leg 102/2014 la norma uni è diventata normativa cogente

se non si ripartiscono i consumi con quella norma, l'approvazione dei riparti è NULLA sai cosa vuol dire nulla ? fra 15 anni fai un d.i. ad un moroso e lui ti risponde dicendoti che non hai titolo ... e ti annulla gli ultimi 15 anni di consuntivi

 

puoi distaccarti quanto vuoi, ma la quota fissa riscaldamento da ripartire come da nuova tabella determinata con la uni e la quota fissa acs da ripartire come da tabella determinata dalla uni

non puoi smetterle di pagarle, perchè sarebbero l'aggravio di spese per le u.i. che rimangono collegate

 

e la produzione collettiva è sempre più sicura ed economica di qualla singola, basta mettere l'impegno che si mette nel singolo, nel condominiale

 

Ci sono molte regioni in Italia ma anche nel nord eruropa dove è vietato il distacco perchè non se ne può più di termotecnici delinquenti che dichiarano quello che vuole il cliente di turno pur di lavorare, tanto la giustizia in italia non arriva, costa tanto ed è lenta

l'uso della normativa uni 10200 non è uno dei possibili metodi

è l'unico

con il d.leg 102/2014 la norma uni è diventata normativa cogente

se non si ripartiscono i consumi con quella norma, l'approvazione dei riparti è NULLA sai cosa vuol dire nulla ? fra 15 anni fai un d.i. ad un moroso e lui ti risponde dicendoti che non hai titolo ... e ti annulla gli ultimi 15 anni di consuntivi

 

puoi distaccarti quanto vuoi, ma la quota fissa riscaldamento da ripartire come da nuova tabella determinata con la uni e la quota fissa acs da ripartire come da tabella determinata dalla uni

non puoi smetterle di pagarle, perchè sarebbero l'aggravio di spese per le u.i. che rimangono collegate

 

e la produzione collettiva è sempre più sicura ed economica di qualla singola, basta mettere l'impegno che si mette nel singolo, nel condominiale

 

Ci sono molte regioni in Italia ma anche nel nord eruropa dove è vietato il distacco perchè non se ne può più di termotecnici delinquenti che dichiarano quello che vuole il cliente di turno pur di lavorare, tanto la giustizia in italia non arriva, costa tanto ed è lenta

Condivido la tua analisi nei casi in cui sia già applicata la nuova norma nella divisione dei consumi .

Devo riscontrare una sconfitta del virtuosismo dei singoli contro l'inerzia e più spesso la stupidità della maggioranza . Parliamo di cose senza capirne il significato .

Sai a cosa equivale il termine quota fissa ? Alle perdite , invito tutti a chiamarle con il giusto nome , perdite o quota inquinamento inutile. Sai che un impianto anni 70 ha un rendimento globale medio stagionale a pieno carico del 65%? Sai che con la contabilizzazione e la conseguente riduzioni di consumi questo rendimento cala al di sotto del 50%? Sai qual'è il rendimento obbligatorio di un nuovo impianto? 79/85%. Sai quale può essere il rendimento di un impianto con caldaia a condensazione ? Superiore al 90 % e non considero impianti ibridi o a pompa di calore. Non si tratta di mettere più o meno impegno nella gestione degli impianti centralizzati, si tratta del fatto che se ti serve calore solo all'ultimo piano è stupido produrlo a cinquanta metri di distanza e perderne la metà. Noto che molti provano una certa soddisfazione dal fatto che le norme rendano sconveniente il distacco obbligando allo spreco collettivo , è un atteggiamento molto poco saggio,

Buongiorno a tutti.la mia situazione:condominio di 33 appartamenti,riscaldamento centralizzato.A.C.S.centralizzata.questa non è prodotta DIRETTAMENTE dalla caldaia condominiale ma da un BOLLITORE SEPARATO che riceve acqua calda dalla caldaia che riscalda l'A.C.S. tramite apposite tubazioni.ho sempre considerato questo sistema dispendioso e con basso rendimento.quest'anno,per 32mc.A.C.S.,ho speso circa 500€ di cui 160 per la parte fissa.Ho voluto confrontare i costi energia elettrica tra i periodi invernali ed estivi(6 mesi per 2).nel periodo estivo,con boiler elettico,ho speso 38€ in piu che nel periodo invernale.a questo punto ho deciso di utilizzare il boiler elettrico anche nel periodo invernale,visto che la differenza costi è enorme,anche considerando che comunque saro' tenuto a pagare la parte fissa.precisazione:l'attuale sistema ha consumato circa 7000mc.per produrre A.C.S.

PROBLEMA:con altri condomini vorremmo proporre di ABBANDONARE l'attuale sistema ed utilizzare i boiler elettrici personali.altri condomini asseriscono che la cosa dovrebbe essere approvata all'unanimita'.

considerando che questa opportunita' non modifica le proprieta',visto che si tratta solo di modifiche a livello impiantistico funzionale e non definitivo visto che il bollitore fisicamente rimane dov'è,come va considerata questa variazione?

per cortesia qualcuno mi puo' chiarire la situazione?

grazie 1000 e buone feste

.

bergabrix, non riprendere una discussione conclusa oltre un anno fa.

 

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