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GiulioB

Dissenso del condomino rispetto alle liti e licenziamento portinaio

Buongiorno, nel caso il condominio deliberi di licenziare (senza giusta causa e senza giustificato motivo) il portinaio dello stabile, assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato e in carica da più di 10 anni, con tutte le conseguenze del caso (impugnazione del licenziamento da parte del portinaio ed eventuale obbligo a corrispondere le mensilità dovute in base al successivo accordo), secondo voi la delibera di interruzione del rapporto di lavoro è inquadrabile in quanto previsto dall'art. 1132 cc (dissenso alle liti) e quindi gli eventuali condòmini dissenzienti chiedere la separazione della propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite? (quindi, in parole povere, non sostenere le spese del successivo accordo sindacale col dipendente)??

Nella specie di lite tra Condominio e condomino non trova applicazione, nemmeno in via analogica, la disposizione dell'art. 1132 c.c., che disciplina la materia delle spese processuali del condomino che abbia ritualmente dissentito dalla deliberazione di promuovere una lite o di resistere ad una domanda rispetto ad un terzo estraneo e neppure l'art. 1101 c.c., richiamato dall'art. 1139 c.c.Nell'ipotesi inoltre di controversia tra condomini, l'unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in contrasto tra loro, con la conseguenza che il giudice, nel dirimere la controversia deve provvedere anche definitivamente sulle spese del giudizio, determinando, secondo i principi di diritto processuale, quale delle due parti in contrasto debba sopportare, nulla significando che nel giudizio il gruppo dei condomini, costituenti la maggioranza, sia stato rappresentato dall'amministratore. In altri termini, la ripartizione delle spese legali, affrontate per una causa che si è persa, o per la quale il giudice ha deciso di compensare le spese affrontate, ha criteri propri rispetto al motivo della causa stessa.

http://www.altalex.com/documents/massimario/2014/10/21/condominio-spese-giudiziali-ripartizione-criteri-motivi-di-causa-differenze

e l'eventuale verbale redatto in sede sindacale come potrebbe essere inquadrato? nella fattispecie: il portinaio impugna il licenziamento, e poi in sede sindacale le parti giungono ad un accordo.

 

il portinaio è soggetto terzo (non condòmino), e si tratta di fatto di "resistenza ad una domanda di un terzo estraneo". Pur non essendo andati in sede processuale (processo ordinario in sede giudiziale), si è giunti ad un accordo economico a seguito di una "lite" promossa dal condominio verso un soggetto terzo, il quale ha reclamato delle pretese economiche a seguito del licenziamento.

 

come lo valutereste in questo caso?

Salve,

ripeto la norma in questione si applica in caso di soccombenza processuale. Il verbale in sede sindacale è l'atto che di fatto conclude la conciliazione sindacale, disciplinata dal CCNL di categoria.

 

Cordiali saluti.

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