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vovy

Dissenso da lite condominiale

Buonasera,

tempo fà ho espresso il mio dissenso da una lite condominiale notificandolo personalmente nelle mani dell'Amministratore con una raccomandata a mano facendomi firmare la copia per ricevuta.

Ora sia l'Amministratore che i condomini sostengono che ciò non è valido sostenendo che deve essere l'Ufficiale Giudiziario a notificarla all'Amminiatratore e non io personalmente.

 

Nel Codice Civile art.1132 non è pero riportato chi la deve notificare all'Amministratore inquanto dice che il condomino dissenziente, con atto notificato all'Amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza.

Chiedo quindi se tale mio dissenso è regolare o no.

Grazie e distnti saluti, Marco.

Una volta, ma parecchio tempo assai, era necessaria la notifica del dissenso a mezzo Ufficiale Giudiziario, ora è sufficiente una raccomandata.

Una volta si riteneva che "l'atto notificato" fosse solo quello che aveva i crismi della notifica, poi intervennero sentenze che conferirono pieno titolo anche alla raccomandata. Non chiedermene una copia perchè sono parecchio vecchie.

 

Formalmente, per me (ma insisterei in ogni sede con questa mia opinione) la comunicazione "a mano" firmata per ricevuta dall'amministratore è valida per il dissenso, ovvio nelle condizioni essenziali a tale istituto (vedi il primo link postato da giglio2).

Per altro l'amministratore ed i tuoi condomini si sono dati la zappa sui piedi perchè non ti contestano la firma "per errore", anzi la confermano "di scienza"; cercherebbero di opporti un vizio formale anzichè sostanziale (tapini!).

Buona sera intervengo nella discussione per esporre il mio caso e conoscere il vostro gradito parere. Io, assente all'assemblea che decideva di iniziare un'azione giudiziaria contro un condomino per presunti abusi edilizi, ho inviato all'amministratore, nei termini prescritti, una raccomandata a.r. per esprimere il mio dissenso dalla lite. L'amministratore, con un'altra raccomandata a.r. mi ha risposto di non poter ritenere valido il mio dissenso il quanto il regolamento di condominio prevede il ricorso all'ufficiale giudiziario. Posso sapere il vostro parere in merito? grazie cordiali saluti

Buona sera intervengo nella discussione per esporre il mio caso e conoscere il vostro gradito parere. Io, assente all'assemblea che decideva di iniziare un'azione giudiziaria contro un condomino per presunti abusi edilizi, ho inviato all'amministratore, nei termini prescritti, una raccomandata a.r. per esprimere il mio dissenso dalla lite. L'amministratore, con un'altra raccomandata a.r. mi ha risposto di non poter ritenere valido il mio dissenso il quanto il regolamento di condominio prevede il ricorso all'ufficiale giudiziario. Posso sapere il vostro parere in merito? grazie cordiali saluti

Non so se il regolamento possa derogare, ma in ogni caso il tuo dissenso non è valido in quanto si tratta di lite "interna", ovvero promossa da un condomino.

 

Stesso discorso per Vovy, se con "condominiale" intendesse promossa da condomino.

Ringrazio della cortese risposta. Vorrei dire, però, che leggendo il 1° comma dell'art. 1132 c.c. nello stesso non leggo alcuna precisazione al tipo di lite. Posso sapere dove è indicata tale precisazione? Per quanto riguarda il r.d.c. esso, a mio modesto parere, non può derogare in quanto vi osta l'u.c. dell'art. 1138 c.c. Grazie per eventuali risposte

In questo senso, la giurisprudenza - che solo incidentalmente si è occupata della questione - ha puntualizzato che, nell'ipotesi di lite tra condominio e condomino, 'non applicabile neppure in via analogica l'articolo 1132 del Codice civile che disciplina l'ipotesi di lite tra un condominio e un terzo estraneo e neppure l'articolo 1101, richiamato dall'articolo 1139 stesso Codice' (Cassazione, 25 marzo 1970, n. 801).

Nello stesso senso, si veda tra le altre Cassazione 15 maggio 2006, n. 11126, per la quale nell'ipotesi di controversie tra condomini, infatti, l'unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite per dar vita a due gruppi di partecipanti al condominio in contrasto tra di loro

Se si ha la pazienza di leggere il testo della sentenza di Cassazione del 25 marzo 1970 n. 801 si evince che quanto viene riportato è esattamente il contrario di quello che inizlamente è stato male interpretato e poi con una serie di cut&paste da un sito all'altro ci si è trascinati fino ad oggi....la sentenza è parecchio lunga e ci vuole pazienza.

 

la n. 11126 del 15 maggio 2006 è invece breve e si capisce che tutto dice tranne che non si possa esprimere un dissenso all'interno del condominio per una lite interna....qualcuno l'ha letta ?? credo di no.

 

- - - Aggiornato - - -

 

Ringrazio della cortese risposta. Vorrei dire, però, che leggendo il 1° comma dell'art. 1132 c.c. nello stesso non leggo alcuna precisazione al tipo di lite. Posso sapere dove è indicata tale precisazione? Per quanto riguarda il r.d.c. esso, a mio modesto parere, non può derogare in quanto vi osta l'u.c. dell'art. 1138 c.c. Grazie per eventuali risposte

Bravo! ci sono art. del c.c. che possono essere derogati dal r.d.c. altri sono inderogabili.

Il 1132 è inderogabile, preciso, semplice e puntuale, occorre solo leggerlo e non andare in interpretazioni strane.

Buonasera,

tempo fà ho espresso il mio dissenso da una lite condominiale notificandolo personalmente nelle mani dell'Amministratore con una raccomandata a mano facendomi firmare la copia per ricevuta.

Ora sia l'Amministratore che i condomini sostengono che ciò non è valido sostenendo che deve essere l'Ufficiale Giudiziario a notificarla all'Amminiatratore e non io personalmente.

 

Nel Codice Civile art.1132 non è pero riportato chi la deve notificare all'Amministratore inquanto dice che il condomino dissenziente, con atto notificato all'Amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza.

Chiedo quindi se tale mio dissenso è regolare o no.

Grazie e distnti saluti, Marco.

Se non parliamo di lite interna (fra di voi), il tuo dissenso può essere comunicato con raccomandata, senza bisogno di avvocati o altro, ed era valevole, anche se messo a verbale lo stesso giorno della delibera.

Se non parliamo di lite interna (fra di voi),

Ancora?

Non c'è distinzione tra lite interna e non, leggi i miei interventi sopra.

Il 1132 è uno degli art. del c.c. più semplice da leggere ed è uno degli art. inderogabili da qualsivoglia r.d.c.

Dove si legge questa distinzione nell'articolo?

Ancora?

Non c'è distinzione tra lite interna e non, leggi i miei interventi sopra.

Il 1132 è uno degli art. del c.c. più semplice da leggere ed è uno degli art. inderogabili da qualsivoglia r.d.c.

Dove si legge questa distinzione nell'articolo?

Strano, c'è chi la pensa diversamente, anche sulla sentenza del 2006 che citi.

 

Guarda qui, in fondo, a partire da:"Visto un esempio pratico....."

http://studiomontuori.jimdo.com/dissenso-alle-liti-condominiali/

 

Pure qua:

http://finanza.repubblica.it/Esperti/Casa.aspx?ID=221690

 

Poi, vedila come vuoi.

Ancora?

Non c'è distinzione tra lite interna e non, leggi i miei interventi sopra.

Il 1132 è uno degli art. del c.c. più semplice da leggere ed è uno degli art. inderogabili da qualsivoglia r.d.c.

Dove si legge questa distinzione nell'articolo?

Ci si può estraniarsi della responsabilità dell’esito della lite solo nel caso in cui la controparte sia un terzo, mentre la giurisprudenza (Cassazione, 15/05/2006, n. 11126) ha stabilito che in caso di lite fra condominio e condomino non è applicabile l’art. 1132

Ciao efisio, forse sono stato un pò brusco ma ti assicuro che non sopporto più questi cut&paste di pseudo siti di super avvocati.

 

Riguardo la sentenza del 2006 se te la posto nella sua interezza cosi come è stata scritta dai giudici, hai la pazienza di leggerla e di dare solo allora un tuo parere in merito?

Vedi non si tratta di vederla come si vuole ma semplicemente di leggere ciò che è scritto.

Cerco la sentenza se poi mi dai la tua disponibilità a leggerla con calma e senza pregiudizi allora te la posto di seguito

 

Ciao 😉

Visto anche l'intervento di Kurt Cobain, chiedo anche a lui la cortesia di "spendere" una mezz'ora del suo tempo per leggere direttamente e testualmente la citata sentenza (Cassazione, 15/05/2006, n. 11126) e di dare poi un suo personale parere in merito e non il riporto di altri siti che hanno uno ocn l'altro fatto dei semplici cut&paste senza degnarsi di leggere da soli e in autonomia quanto è scritto.

 

Riporto di seguito testo integrale.

 

 

Con atto di citazione notificato il 6 aprile 1998 M.M. C. conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Vigevano, il condominio "(OMISSIS)" chiedendo la declaratoria di nullità della delibera adottata dall’assemblea condominiale il 20 marzo 1998, nella parte in cui aveva posto a suo carico, secondo la quota condominiale, gli oneri relativi alla corresponsione di un fondo spese per il legale patrocinante il condominio in una controversia vertente avverso essa attrice, quale proprietaria di un fondo limitrofo allo stabile condominiale e ciò, in violazione del precetto di cui all’art. 1132 c.c., avendo a suo tempo manifestato il suo dissenso dalla decisione di iniziare la lite.

In giudizio si costituiva il Condominio eccependo l’inammissibilità della domanda in quanto risultava che la M. aveva votato, tramite il delegato al voto in assemblea, a favore di tale ripartizione delle spese; comunque deduceva l’infondatezza della censura.

Il Tribunale di Vigevano, con sentenza depositata il 23 luglio 1999, ha respinto la domanda pur ritenendola ammissibile in quanto il dissenso manifestato poteva riverberare i suoi effetti esclusivamente in ordine alle spese in caso di soccombenza e legittimava il diritto di rivalsa nel caso in cui il condomino dissenziente avesse dovuto pagare alcunchè alla controparte. L’attrice veniva inoltre condannata al pagamento delle spese di lite.

Avverso tale decisione proponeva gravame la M..

In giudizio si costituiva il Condominio eccependo nuovamente, in via di appello incidentale l’inammissibilità della domanda sia perchè la delibera era stata adottata con il voto favorevole dell’appellante sia perchè la precedente delibera del 28 giugno 1994 non era stata impugnata dalla M..

Con sentenza del 14 marzo 2001 la Corte d’appello di Milano, in riforma della decisione impugnata, dichiarava la nullità della delibera adottata dall’assemblea condominiale il 20 marzo 1998, nella parte relativa all’addebito all’attrice di quota delle spese legali sostenute dal condominio, disponeva la restituzione all’appellante di quanto corrisposto a seguito della sentenza di primo grado e condannava il condominio alla refusione delle spese relative al doppio grado di giudizio.

Il condominio (OMISSIS) ha proposto ricorso per la cassazione della decisione sulla base di due motivi.

M.M.C. ha resistito con controricorso.

Motivi della decisione

Con il primo motivo il ricorrente condominio denuncia "violazione e falsa applicazione di norme di diritto (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), e insufficiente o contraddittoria motivazione (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), con riferimento all’art. 1132 c.c." e afferma che erroneamente, il Tribunale prima e la Corte d’appello poi, avrebbero ritenuto che il dissenso sarebbe stato ritualmente notificato con l’espressione di voto contrario in sede di assemblea 28 giugno 1994.

Precisa il ricorrente che la M., oltre ad esternare il proprio dissenso in assemblea, per poter essere esonerata dalle conseguenze della delibera adottata, avrebbe dovuto comunicare all’amministratore, nelle forme di legge e nei tempi previsti a pena di decadenza, la propria intenzione di non voler subire le conseguenze della deliberazione presa.

Il motivo è infondato e non merita accoglimento.

Rileva la Corte che la questione di diritto da risolvere per decidere la controversia, con riferimento all’effettivo petitum, concerne la validità o meno della deliberazione dell’assemblea del condominio che pone a carico di un condomino le spese di lite nonostante lo stesso dalla lite si sia dissociato.

Orbene nel caso esame la Corte d’appello, correttamente applicando l’insegnamento della Corte regolatrice, ha dichiarato la nullità della delibera adottata dall’assemblea condominiale del 20 marzo 1998, nella parte relativa alla determinazione della quota delle spese legali addebitata alla condomina M., ritenendo ritualmente manifestato il dissenso della resistente rispetto alla lite medesima deliberata dall’assemblea (v. Cass. 8 giugno 1996, n. 334); dissenso che contemperando l’interesse del gruppo con quello del singolo titolare di interessi contrastanti, riconosce a quest’ultimo il diritto di sottrarsi agli obblighi derivanti dalle deliberazioni assunte sul punto.

Con il secondo motivo il ricorrente condominio enuncia violazione e falsa applicazione di norme di diritto (art. 360 c.p.c., n. 3), e insufficiente o contraddittoria motivazione (art. 360 c.p.c., n. 5), relativamente alla ritenuta ammissibilità dell’impugnazione della delibera e si duole che erroneamente il giudice del merito abbia ritenuto che la M., all’assemblea del 20 marzo 1998 abbia espresso il proprio dissenso, mentre tale circostanza non risulterebbe acclarata, il che comporterebbe per la resistente impedimento all’impugnazione della delibera.

Il ricorrente, inoltre, deduce che erroneamente la Corte territoriale, valutando una missiva inviata dall’amministratore T., lettera peraltro non confermata nel suo contenuto in sede testimoniale, abbia disatteso il verbale d’assemblea.

Il motivo è infondato e non merita accoglimento anche a prescindere dal difetto di specificità che lo colpisce, in quanto, a ben vedere le doglianze si rilevano inammissibili prima ancora che infondate, giacchè non vi si rinviene alcuna censura adeguatamente argomentata in diritto, mentre la censura relativa al difetto di motivazione si risolve nella semplice prospettazione di valutazioni personali della parte, su singole risultanze istruttorie, difforme da quella datane dal giudice a quo.

Orbene, esaminando il caso di specie, devesi rilevare come, anzi tutto, nelle deduzioni del ricorrente non risulti adeguatamente esplicitato quali sarebbero le norme violate o falsamente applicate, ond’è che risulta inidoneamente formulata, ai fini dell’accoglimento, la censura dedotta ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3. Ciò premesso la Corte territoriale ha ritenuto, sulla base delle emergenze istruttorie che risultasse adeguatamente provata la manifestazione di dissenso espresso dalla M. in sede di assemblea che, dopo averlo espresso, sussistendo un conflitto di interessi, si allontanò al momento delle votazioni delegando l’amministratore del condominio per il prosieguo dell’assemblea.

La decisione adottata appare, quindi, supportata da ragioni logiche ed esaurienti, coerente con le norme regolatrici della fattispecie e con l’interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità.

A ben vedere, la censura appare colpire piuttosto la ricostruzione dei fatti, rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito, insuscettibile di sindacato in sede di legittimità, se esaurientemente e logicamente motivato, come nel caso in esame, piuttosto che l’iter formativo del convincimento del giudice con la conseguenza che il motivo in esame concretizza un’inammissibile istanza di revisione delle valutazione e dei convincimenti del giudice stesso.

Per quanto sin qui rilevato, i motivi esaminati non meritano accoglimento ed il ricorso va, quindi, rigettato.

Le spese processuali seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte, rigetta il ricorso e condanna il condominio ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida nella complessiva somma di Euro 1100,00 di cui Euro 1000,00 per onorari di avvocato, oltre, spese generali ed oneri accessori.

Ok, ma tu in quale passaggio vedi ciò che sostieni.

 

Per dirti la verità, a me pare una questione piuttosto spinosa.

Se leggi la parte finale di questo parere dell'Avv. Gallucci, ad esempio non la capisco. Ma credo che la questione sia lì.

 

 

Scusa efisio ma, non te la prendere, il ragionamento è proprio contrario, In quale passaggio vedi tu ciò che sostieni?

L'art. 1132 è molto chiaro se qualcuno mi porta come esempio questa sentenza per dirmi che il 1132 non si applica per liti interne mi deve anche dire dove evince ciò.

Ti chiedo la cortesia di spendere mezz'ora nella lettura perchè sicuramente non lo hai fatto poi domani lo commentiamo insieme.

 

Il parere che i hai linkato sopra riguarda solo l'autonomia che ha un amministratore nel promuovere direttamente una lite o resistere ad essa.

Uno dei presupposti del 1132 è che si sia una delibera assembleare per promuovere o resistere ad una lite, solo in questo caso infatti si può esprimere dissenso. Se la lite è invece promossa direttamente dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri allora nessun dissenso può essere espresso, analogamente se l'amministratore resiste ad una lite.

Difficilmente l'amministratore si avvarrà, anche quando gli è consentito, dei suoi poteri per promuovere o resistere autonomamente ad una lite in quanto meno "rischioso" per lui passare dal voto assembleare.

La sentenza l'ho letta, ma ripeto, non mi pare dica che il dissenso sia possibile anche con lite interna.

Ma che non sia possibile e perchè, lo dicono la sentenza del 1970 e l'altra.

 

La cosa che hai spiegato della lite o resistenza ad essa mi pare del tutto verosimile.

 

In ogni caso, è anche vero, mi pare, che questa disciplina sia mal regolata e mal conosciuta. Non solo per l'aspetto che citi tu, ma perchè ci sono condomini che in forza della dissociazione pretendono l'esonero totale dalle spese. Il guazzabuglio in materia, non mi pare all'altezza di un amministratore, che non può (e non deve), mettersi a fare il giurista.

 

Quindi, da una situazione già tesa rischia di nascere un altro putiferio. Mi chiedo come facciano quelli che non hanno uno studio legale ferrato e disponibile.

La sentenza l'ho letta, ma ripeto, non mi pare dica che il dissenso sia possibile anche con lite interna.

Ma che non sia possibile e perchè, lo dicono la sentenza del 1970 e l'altra.

La sentenza è la 11126 che era stata citata ed è per questo che l'ho postata. Di sicuro non dice che non sia possibile lite interna.

 

La sentenza n. 801 del 1970 e un pò complessa e la lasciamo per dopo, qual'è l'altra sentenza a cui fai riferimento e che avvalorerebbe l'impossibilità di esprimere dissenso ai sensi del 1132 per liti interne?

 

Ciao 😉

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