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Ospite

Disdetta da quando arriva la raccomandata?

Buona sera

Sono uno studente ma vivo in una casa con un contratto di locazione 4+4 e i mesi per la disdetta sono 6...ho dato la disdetta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno il 3 di ottobre, la proprietaria l'ha ricevuta il 6 di ottobre, contando i mesi arriverei a pagare fino al 6 di marzo quindi pagherei tutto il mese.

La proprietaria mi ha detto che devo pagare fino a fine aprile...è vero? I 6 mesi partono il mese successivo dall'arrivo della raccomandata?

 

Grazie

Andrea

no

Gli effetti del recesso dal contratto si producono alla scadenza dei sei mesi di preavviso.

Il recesso è considerato dal codice un atto unilaterale recettizio, regolato dagli artt. 1334 e 1335 cod, civ., e i sei mesi decorrono dal momento in cui il locatore ha ricevuto la dichiarazione di recesso dal conduttore: la data di notifica è cioè quella in cui il proprietario ha ricevuto la raccomandata.

Se lei ha ricevuto il 6 ottobre, i 6 mesi scadono il 6 marzo, cioè paghi ottobre, nov, dicembre,gennaio, febb e marzo.

...Se lei ha ricevuto il 6 ottobre, i 6 mesi scadono il 6 marzo...

Contando 6 mesi a partire dal 6 ottobre la scadenza non è il 6 aprile? 😂

Concordo con la proprietaria.

 

Disdetta di 6 mesi, significa che il preavviso deve contare almeno 6 mensilità contrattuali intere: pertanto la disdetta ricevuta dalla proprietaria il 6 ottobre ha effetto ed inizia a decorrere dal giorno 1 novembre p.v. ovvero i sei mesi di preavviso saranno rappresentati da novembre e dicembre 2015 e gennaio febbraio marzo aprile 2016. La frazione di ottobre 2015 non costituisce periodo di preavviso.

 

Per riconsegnare la u.i. il 31-3-2016 la disdetta la si doveva inviare nel settembre u.s., con ricevimento da parte della proprietaria entro il 30.09.2015.

Disdetta di 6 mesi,

significa che il preavviso deve contare almeno 6 mensilità contrattuali intere:

Concordo.

come molte volte sostenuto e dimostrato legendo questo stesso forum.

 

Poi, in ogni singolo caso, quale dei 30 giorni di un mese si debba prendere per "Decorrenza" delle mensilità,

si ricava dalla lettura di quello specifico contratto per come era stato redatto.

Il riferimento normativo è direttamente la Legge 431/98, che norma le locazioni ad uso abitativo, nell'articolo 3, ultimo comma, che dice: "il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi".

Il qualsiasi momento esclude un'interpretazione diversa e permette all'inquilino, se ci sono gravi ed oggettivi motivi, di comunicare la disdetta non preoccupandosi della data di scadenza e/o decorrenza del contratto. Nè è menzionato un "perferzionamento" rinviato al mese successivo la data di ricezione della raccomandata. Dal momento in cui il proprietario viene a conoscenza di tale volontà, o meglio necessità, deve calcolare 180 giorni, ovvero 6 mesi , come data in cui l'inquilino si impegna a liberare l'immobile. Non sarebbe giusto, pertanto, chiedere ad un inquilino di pagare per un'intera mensilità dal momento in cui l'immobile viene liberato primo e di fatto quindi l'inquilino non avrà più disponibilità e non godrà del bene

L'articolo da te citato:

Mensilità piena o frazionata: come calcolare il canone per il periodo di preavviso di disdetta?

non prende in considerazione però il fatto che l'inquilino fino allo scadere del contratto deve rispettare quanto previsto dallo stesso. Quindi se a contratto è previsto il pagamento ANTICIPATO della mensilità il conduttore è obbligato a rispettare tale clausola e pagare di conseguenza l'INTERA mensilità come stabilito e sottoscritto al momento della sua firma. Diverso il discorso se fosse previsto un pagamento frazionato.

D'altro canto l'articolo propone una mera interpretazione della legge (proprio come stiamo facendo noi) senza citare nessuna sentenza a supporto di quanto afferma.

 

Insomma, come nella stragrande maggioranza delle volte, la legge lascia ampio margine ad interpretazioni diverse ...motivo per cui le aule dei tribunali civili sono sommerse di cause, causine, causette per dirimere ogni piccola questione quando basterebbe solo un po' il buon senso da entrambe le parti.

quindi vedi che non è la proprietaria ad avere ragione..

io non pagherei la mensilità di aprile.

Che mi faccia causa... poi vediamo

E con me prenderesti molto male !

 

Dipende tutto dalla forma lessicale adottata nello stilare il contratto di locazione.

1) Se ci sta scritto che " il canone annuo è pari a xxxx euro da versarsi in 12 rate mensili" è lapalissiano che la frazione minima ammessa del canone è pari ad 1/12 del canone annuo.

2) Legge 392/78 art. 4 "E' in facoltà delle parti consentire contrattualmente che il conduttore possa recedere in qualsiasi momento dal contratto dandone avviso al locatore, con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui il recesso deve avere esecuzione. [...]"

A casa mia il preavviso deve corrispondere quindi ad almeno sei mensilità intere: per identificare le mensilità intere si deve leggere nel contratto in quale giorno del mese il contratto stesso abbia avuto decorrenza ed il preavviso si comincia a conteggiare solo dopo tale giorno del mese.

3) Ultimo, ma non ultimo, gli stessi funzionari AdE ai fini IRPEF del proprietario, applicano i principi appena esposti ai punti 1) e 2) per contestare eventuali evasioni/omissioni del proprietario in sede di dichiarazione redditi.

 

In altre parole, per i funzionari AdE da me sentititi, in una locazione non può esistere una frazione inferiore alla mensilità, se un dato contratto prevedela mensilità quale frazione minima della locazione annua. In sede di dichiarazione, per quanto le locazioni nel relativo quadro dichiarativo siano conteggiate a giorni, AdE non approverà mai un reddito dichiarato di 8 mesi e 22 giorni (per esempio); o 8 mesi, o 9 mesi.

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