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iceredd

Diritto del coerede alla chiusura utenze su immobile ereditato

Salve,

Ho ereditato con altri 4 fratelli una casa dai nostri genitori che si trova in una zona turistica. Non ho alcuna intenzione di usufruire di questo immobile che un domani di sicuro andrà venduto. I miei fratelli invece ne fanno un uso sporadico per le vacanze sopratutto. Le utenze se le ha intestate uno dei fratelli in comune accorto con ripartizione poi delle relative spese fra tutti. Visto che non intendo usufruire di questa casa vorrei non pagare più le utenze luce acqua e gas, come mi devo comportare nei confronti dei coeredi che invece hanno tutto l'interesse di mantenere attive suddette utenze?

Solo un accordo tra voi può dirimere la questione. D'altronde nessuno di loro sembra impedirti di farne parimenti uso.

Purtroppo Giovanni se son qui è proprio perchè la carta dell'accordo me la sono già giocata. Il fatto che non mi venga impedito l'uso non credo mi costringa a pagare le utenze di un immobile che non utilizzo e credo altresì che si mio diritto chiedere la chiusura delle utenze. La soluzione più drastica sarebbe quella di sciogliere la comunione ereditaria ma non voglio entrare in guerra.

Il tuo diritto di chiudere le utenze cozza contro il diritto degli altri di tenerle attive. Non ti viene impedito di fare uso dell'immobile ma sei tu, per motivi certamente validi, che non intendi usufruirne. La cosa migliore è quella di sciogliere la comunione in via bonaria: tu vendi la tua quota di proprietà agli altri (o anche a uno solo dei fratelli). Lo scioglimento per via giudiziaria, quando si conclude, porta alla vendita a una frazione del prezzo di mercato, per cui la puoi tenere come ultima carta da giocare.

Appena io feci istanza in tribunale per una divisione giudiziale, i "...Non se ne parla neanche..." che gli altri eredi mi avevano opposto per anni svanirono, come svanisce una breve nevicata al sole di marzo, e trovammo un accordo in un amen.

Ok madly ma a questo punto possono anche lasciarle aperte ste utenze, non ho la pretesa che non debbano usufruire dell'immobile ma solo quella di non pagare le utenze di un bene che non posso usufruire visto che sta dalla parte opposta dell'Italia. Bisogna proprio arrivare a sciogliere la comunione?

Per come sono messe le cose, o si scioglie la comunione o partecipi pro quota alle spese.

Personalmente, al tuo posto, cercherei di vendere la quota ad uno degli altri fratelli..

Oppure... accordaevi per separate le spese di proprietà (irrinunciabili!) da quelle d'uso (utenze).

 

Quelle di proprietà spettano secondo quota ad ogni comproprietario.

Quelle d'uso, come le utenze, che siano ripartite fra chi effettivamente utilizza

l'immobile.

 

Altrimenti iceredd ti resta solo di cedere definitivamente la tua quota di comproprietà ad uno o più dei tuoi fratelli.

Ah magari mi liquidassero la mia parte, ma nessuno di loro naviga nell'oro e l'immobile non è proprio piccolo da sperare che riescano a racimolare il dovuto senza aprire improbabili finanziamenti.

 

Esatto Albano, ripartire le spese fra chi realmente ne fa uso...non pago e basta visto che mi confermate altre soluzioni non ci sono.

Non paghi i consumi derivanti dalle utenze, se vi accordate a maggioranza in tal senso!

 

Inoltre, in quanto comproprietario, non potrai mai sottrarti alle spese calcolate secondo la tua quota di proprietà per la conservazione dell'immobile. Lo stesso dicasi per la tassazione locale e statale gravanti su questo immobile, a cui devi obbligatoriamente provvedere in autoliquidazione.

Non c'è più possibilità di accordi. Non pagherò a mia quota per le utenze, poi vediamo se trovano chi mi obbligherà a farl.

 

Grazie a tutti

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