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gondar

Di chi è la proprietà? - la proprietà è al 100% di mario oppure entrano in gioco anche i figli?

un appartamento è di proprietà al 100% di mario che è sposato in comunione dei beni con maria; hanno due figli

muore maria

in assenza di testamento, la proprietà è al 100% di mario oppure entrano in gioco anche i figli?

grazie 🙂

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Mario e ' proprietario e resta proprietario .

  • Confuso 1

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Bisogna distinguere:

 

1) Se l'acquisto è stato perfezionato anteriormente al matrimonio, la casa è di Mario.

 

2) Se l'acquisto è stato perfezionato durante il matrimonio dal solo Mario, ex lege sarà del 50% anche di Maria a prescindere dal fatto che abbia partecipato formalmente all'acquisto e pertanto anche se ella non risulti da nessuna parte proprietaria. Pertanto al seguito della morte di Maria quel 50% cade in successione.

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Bisogna distinguere:

 

1) Se l'acquisto è stato perfezionato anteriormente al matrimonio, la casa è di Mario.

 

2) Se l'acquisto è stato perfezionato durante il matrimonio dal solo Mario, ex lege sarà del 50% anche di Maria a prescindere dal fatto che abbia partecipato formalmente all'acquisto. Pertanto al seguito della morte di Maria quel 50% cade in successione.

Se non ricordo male c'è una terza possibilità:

3) Anche se Mario diventa proprietario dell'appartamento successivamente al matrimonio perchè lo eredita da un suo parente, l'appartamento resta di Mario al 100%.

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Quelli sono i casi eccezionali ex art 179 c.c., ovvero i beni che hanno un regime diverso rispetto a quello generale della comunione, e precisamente:

1) beni di provenienza ereditaria/donativa

2) beni di utilizzo strettmente personale ed i relativi accessori

3) beni per l'esercizio della propria attività professionale

4) rendite/risarcimenti relative alla perdita in tutto o in parte della capacità lavorativa.

5) beni acquistati con il prezzo ricavato dalla vendita di uno dei beni di cui sopra ovvero con la loro permuta. In tal caso se sono beni immobili o mobili registrati sarà necessario l'intervento in atto dell'altro coniuge per dichiarare che ne riconosca la natura personale.

 

Tutti i beni in esame ancorché acquistati durante la pendenza della comunione legale non divengono comuni ai coniugi.

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Bisogna distinguere:

 

2) Se l'acquisto è stato perfezionato durante il matrimonio dal solo Mario, ex lege sarà del 50% anche di Maria a prescindere dal fatto che abbia partecipato formalmente all'acquisto e pertanto anche se ella non risulti da nessuna parte proprietaria. Pertanto al seguito della morte di Maria quel 50% cade in successione.

mi permetto di aggiungere che in questo caso il 50% in successione sarà suddiviso nella misura di 1/3 al coniuge e i restanti 2/3 suddivisi equamente tra i figli (se i figli sono due o più di due_art. 581 cod.civ.). quindi ognuno avrà 1/3 del 50% dell'eredità

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)... Se l'acquisto è stato perfezionato durante il matrimonio dal solo Mario, ex lege sarà del 50% anche di Maria a prescindere dal fatto che abbia partecipato formalmente all'acquisto e pertanto anche se ella non risulti da nessuna parte proprietaria. Pertanto al seguito della morte di Maria quel 50% cade in successione.

Mi chiedevo, se un coniuge in comunione acquista formalmente da solo dopo il matrimonio, nei registri immobiliari è annotata la proprietà anche al coniuge?

Come deve comportarsi l'amministratore di condominio nel compilare l'anagrafica condominiale?

Deve verificare gli stati civili di tutti i proprietari e verificare quando è stato fatto l'acquisto per poter convocare senza errori i proprietari?

Il coniuge del proprietario che ha acquistato formalmente da solo dopo il matrimonio in comunione, è da considerare anch'egli condòmino?

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Mi chiedevo, se un coniuge in comunione acquista formalmente da solo dopo il matrimonio, nei registri immobiliari è annotata la proprietà anche al coniuge?

Come deve comportarsi l'amministratore di condominio nel compilare l'anagrafica condominiale?

Deve verificare gli stati civili di tutti i proprietari e verificare quando è stato fatto l'acquisto per poter convocare senza errori i proprietari?

Il coniuge del proprietario che ha acquistato formalmente da solo dopo il matrimonio in comunione, è da considerare anch'egli condòmino?

Nei registri immobiliari la trascrizione dell'acquisto è fatta in favore solo dell'acquirente "formale", pur essendo ex lege la proprietà anche del coniuge in comunione che non ha partecipato all'acquisto. A quest'ultimo nessuno nega di potersi far riconoscere formalmente la propria qualità di proprietario procedendo ad apposita pubblicita nei registri immobiliari. Se ciò non è fatto, da un punto di vista dei rapporti esterni (tasse, qualità di condomino etc) si dovrà considerare solo il coniuge formalmente intestatario; nei rapporti interni (tra i coniugi) si dovrà procedere a ripartire le spese.

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sara' il caso che Gondar chiarisca meglio la situazione .

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... Se ciò non è fatto, da un punto di vista dei rapporti esterni (tasse, qualità di condomino etc) si dovrà considerare solo il coniuge formalmente intestatario; nei rapporti interni (tra i coniugi) si dovrà procedere a ripartire le spese.

Ecco, questo è un aspetto molto importante in ambito condominiale (che riguarda la natura di questo forum) perchè dispensa l'amministratore dal dover fare anche l'investigatore. Credo che questo argomento non sia mai strato trattato prima d'ora ma che è molto importante perche conferma quella che era la mia opinione e cioè che il coniuge del prorpietario al 100%, anche se in comunione con acquisto seguente al matrimonio, non potrà mai fare valere i diritti di condòmino e presentarsi in assemblea senza delega del proprietario se non compie atti di pubblicità della proprietà.

La questione non è di poco conto, soprattutto con l'entrata in vigore della Legge Cirinnà, dove in qualche posto mi pare di aver letto che anche chi si unisce civilmente vuole essere considerato condòmino.

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La questione non è di poco conto, soprattutto con l'entrata in vigore della Legge Cirinnà, dove in qualche posto mi pare di aver letto che anche chi si unisce civilmente vuole essere considerato condòmino.

La legge cd Cirinnà all'articolo 13 prevede che "Il regime patrimoniale dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, e' costituito dalla comunione dei beni."

 

Ne consegue che il discorso sopra riportato può ben estendersi a questo nuovo tipo di unione (che altro non è che un matrimonio sotto altra veste e con un regime parzialmente diverso)

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La legge cd Cirinnà all'articolo 13 prevede che "Il regime patrimoniale dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, e' costituito dalla comunione dei beni."

 

Ne consegue che il discorso sopra riportato può ben estendersi a questo nuovo tipo di unione (che altro non è che un matrimonio sotto altra veste e con un regime parzialmente diverso)

Certo, è come un matrimonio, ma come il matrimonio, la comunione non vale nei rapporti esterni (in condominio) se, come hai specificato, non viene sancita "la propria qualità di proprietario procedendo ad apposita pubblicità nei registri immobiliari".

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Certo, è come un matrimonio, ma come il matrimonio, la comunione non vale nei rapporti esterni (in condominio) se, come hai specificato, non viene sancita "la propria qualità di proprietario procedendo ad apposita pubblicità nei registri immobiliari".

Esattamente. A titolo puramente esemplificativo, lo stesso discorso opera per l'acquisto delle azioni di una società per azioni: la qualità di socio spetta al coniuge acquirente, ma nulla vieta all'altro coniuge di legittimarsi come proprietario ed ottenere anche esso la qualità di socio (con conseguente acquisizione dei diritti e doveri sociali, es: diritto di voto nell'assemblea dei soci) provvedendo alla pubblicità nel libro dei soci, provando la sua proprietà.

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sara' il caso che Gondar chiarisca meglio la situazione .

ahio...ho posto la domanda per vare il vostro aiuto e quindi difficilmente posso chiarire..

ad ogni modo nel mio caso con l'entrata della 220 mario comunica di essere proprietario dell'immobile e di essere in comunione dei beni con maria

maria muore ed ora mario (ed i figli maggiorenni coinviventi?) è moroso

quindi la domanda: a chi devo inviare la classica raccomandata di messa in mora?

per chi devo affidare l'incarico al Legale del recupero?

ci sono delle indagini che devo svolgere prima di muovermi?

Grazie!

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Per capire se l'immobile è caduto in comunione o meno, basta sapere se è stato acquistato in pendenza o meno della comunione legale.

In tal caso dovranno essere effettuate due tipi di visure:

1) veda nei registri immobiliari la data dell'acquisto

2) veda all'anagrafe la data del matrimonio.

 

Se l'acquisto è stato fatto durante il matrimonio, il bene è comune (salve le eccezioni di cui all'art. 179 c.c.), e pertanto sarà anche caduto in successione.

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Per capire se l'immobile è caduto in comunione o meno, basta sapere se è stato acquistato in pendenza o meno della comunione legale.

In tal caso dovranno essere effettuate due tipi di visure:

1) veda nei registri immobiliari la data dell'acquisto

2) veda all'anagrafe la data del matrimonio.

 

Se l'acquisto è stato fatto durante il matrimonio, il bene è comune (salve le eccezioni di cui all'art. 179 c.c.), e pertanto sarà anche caduto in successione.

Secondo me, proprio in virtù di quanto tu stesso hai detto, mancando la pubblicità dell'atto e fino a nuova trascrizione, nei confronti di terzi e quindi nei confronti del condominio:

 

- Mario era l'unico proprietario ai pubblici registri- Mario continua ad essere l'unico proprietario ai pubblici registri

- Mario è l'unico moroso nei confronti del condominio

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Secondo me, proprio in virtù di quanto tu stesso hai detto, mancando la pubblicità dell'atto e fino a nuova trascrizione, nei confronti di terzi e quindi nei confronti del condominio:

 

- Mario era l'unico proprietario ai pubblici registri- Mario continua ad essere l'unico proprietario ai pubblici registri

- Mario è l'unico moroso nei confronti del condominio

Sì, ma l'utente ha detto "ora Mario è moroso", e non "prima". In tal caso, se c'è stata successione in favore dei figli dovrà necessariamente procedersi alle apposite formalità pubblicitarie, essendo subentrati anche loro quali proprietari (salvo che non abbiano rinunciato all'eredità). Questi dovranno procedere ad accettare espressamente l'eredità; in alternativa l'eredità sarà ex lege accettata dopo tre mesi di "possesso" del bene da parte anche degli stessi; infine sarà anche accettata tacitamente nel caso in cui abbiano compiuto un atto relativamente all'immobile che non avrebbero potuto compiere se non in veste di eredi-accettanti (es: quasi qualsiasi atto di amministrazione). Sostanzialmente tutti i 3 tipi di accettazione sopra indicati saranno oggetto di trascrizione nei registri immobiliari.

 

Se l'utente non ci da dati chiari, non arriveremo da nessuna parte se dobbiamo parlare di se e di ma.

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Prima cosa appunto verificherei la successione

effettivamente i figli potrebbero essere oggi comproprietari di una quota avendo eredito da Maria. Potrebbero non esserlo per altre ragione, quali appunto immobile non caduto in comunione dei e beni, o per rinuncia dei figli.

Se non è trascorso un anno dalla morte, si puo' mettere in mora "genericamente " gli eredi di Maria X.

Ricordiamo che se i figli sono nell'appartamento hanno tre mesi per accettare l'eredità..come qui sopra detto.

I

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Io, per non saper ne leggere ne scrivere, parto da un punto fermo.

- Prima del decesso della moglie, Mario era proprietario esclusivo o comproprietario con la moglie.

- Dopo il decesso della moglie, Mario resta proprietario esclusivo oppure comproprietario insieme ai figli.

 

Se Mario era comproprietario prima e lo è pure adesso, essendoci morosità per quella unità immobiliare ed essendo Mario sempre stato comproprietario, farei decreto ingiuntivo a lui per tutta la morosità, essendo il comproprietario solidale con gli altri:

 

https://www.condominioweb.com/i-comproprietari-di-una-unita-immobiliare-sita-in-condominio-sono-tenuti-in.811

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Io, per non saper ne leggere ne scrivere, parto da un punto fermo.

- Prima del decesso della moglie, Mario era proprietario esclusivo o comproprietario con la moglie.

- Dopo il decesso della moglie, Mario resta proprietario esclusivo oppure comproprietario insieme ai figli.

 

Se Mario era comproprietario prima e lo è pure adesso, essendoci morosità per quella unità immobiliare ed essendo Mario sempre stato comproprietario, farei decreto ingiuntivo a lui per tutta la morosità, essendo il comproprietario solidale con gli altri:

 

https://www.condominioweb.com/i-comproprietari-di-una-unita-immobiliare-sita-in-condominio-sono-tenuti-in.811

Ottima esemplificazione.

 

Aggiungo: Nel caso in cui fosse comproprietario: Prima del decesso della moglie, era unico creditore dal punto di vista esterno; dopo il decesso della moglie è debitore solidale con i figli.

 

E sì, il debito solidale può essere riscosso anche solo da uno dei debitori ( questi poi potrà agire in via di regresso nei confronti dei condebitori per ottenere quanto dato meno la propria quota di debito).

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