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Silvia3

Detrazioni fiscali su opere non ancora eseguite - vendita dell'immobile

ElenaM91 dice:

Perciò riandare in trattativa per abbassare il prezzo mi sembra il minimo...

Ah, be'.....sicuramente sarete chiamati a deliberare, di conseguenza il costo della ristrutturazione è senz'altro a carico vostro. Sono d'accordo che sia  necessaria la rinegoziazione.

Esatto.

Altrimenti, se i venditori non sono disposti a rivedere il prezzo, anche l’amministratore ha detto che noi, in quanto nuovi proprietari, delibereremo sui lavori e loro pagheranno quanto da noi deliberato.

Cosa a mio avviso assolutamente senza senso; per questo speriamo di poter trattare il prezzo stabilito nella proposta di acquisto già firmata da entrambi.

ElenaM91 dice:

Cosa a mio avviso assolutamente senza senso

Concordo!

Danielabi dice:

In effetti se i lavori non sono ancora iniziati, il problema detrazione esiste.

AdE stabilisce che le quote non detratte passino all'acquirente, salvo pattuizione contraria da indicare nel rogito; nel vostro caso, pero', non è neppure iniziato il periodo di diritto all'agevolazione, avendo solo deliberato, ma non eseguito l'intervento.

Stando così le cose nessuno puo' fruire delle detrazione: il venditore perchè non è piu' in possesso del bene all'inizio dei lavori, l'acquirente perchè non sostiene il costo.

La cessione del credito, per ora, è possibile solo in caso di ecobonus e sismabonus, non so se siano gli interventi che porrà in essere il vostro condomìnio, ma comunque, il problema è lo stesso: se manca la detrazione non è possibile cederla.

Penso che l'unico modo per uscire dall'impasse, sia di stabilire che il costo dei lavori di ristrutturazione lo sosterrete voi e, per contro, il venditore rivedrà il valore della cessione. Tale patto è da scrivere nel rogito; copia del rogito, quantomeno la parte relativa ai patti che interessano il condomìnio, la conegnerete all'amministratore che si comporterà di conseguenza.

ciao, mi sta capitando lo stesso caso: lavori deliberati a gennaio su base preventiva. Rogito probabilmente la prossima settimana, ma i lavori verranno iniziati tra agosto e settembre? le parti sono d'accordo nel lasciare la detrazione al venditore e, in effetti, le spese le paga il venditore, seppur non eseguite;  ma non essendo ancora iniziati e pagati i lavori, l'anno prossimo a chi certifico? a chi ha pagato ma non e' piu' condomino? o a chi non ha pagato ma e' condomino? quindi chiedo: quando nasce il diritto alla detrazione? nasce quando iniziano i lavori? o quando si fa il pagamento? e come si puo' fare per non fare perdere niente a nessuno?

fedefede dice:

quando nasce il diritto alla detrazione?

Il diritto nasce quando si effettua un pagamento, cioè si sostiene il costo detraibile.

 

Nel tuo caso mancano due requisiti essenziali, al venditore: il possesso dell'immobile e il sostenimento del costo, nel senso che vende prima di pagare.

A mio parere il venditore non puo' detrarre nulla e allo stesso modo neppure l'acquirente, perchè non sostiene il costo...

Peraltro nel rogito il venditore non puo' certamente convenire di attribuirsi un diritto che di fatto non c'è.

La soluzione è quella che l'acquirente si accolli il pagamento dei lavori, ripattuendo il costo dell'immobile con il venditore.

Per il coniglio dal cappello...rivolgersi direttamente ad AdE. 😊

 

Danielabi dice:

Il diritto nasce quando si effettua un pagamento, cioè si sostiene il costo detraibile.

 

Nel tuo caso mancano due requisiti essenziali, al venditore: il possesso dell'immobile e il sostenimento del costo, nel senso che vende prima di pagare.

A mio parere il venditore non puo' detrarre nulla e allo stesso modo neppure l'acquirente, perchè non sostiene il costo...

Peraltro nel rogito il venditore non puo' certamente convenire di attribuirsi un diritto che di fatto non c'è.

La soluzione è quella che l'acquirente si accolli il pagamento dei lavori, ripattuendo il costo dell'immobile con il venditore.

Per il coniglio dal cappello...rivolgersi direttamente ad AdE. 😊

 

Quindi acclarato che non conta l'inizio lavori ma che il diritto alla detrazione (da portarsi dietro in atto di vendita, eventualmente) nasce  il momento in cui si paga l'impresa con bonifico parlante. ok. 

 

il venditore in realta' ha gia' pagato tutto (o quasi), ma quindi non potra' detrarsi proprio niente a meno che io, ad esempio,  non faccia il pagamento all'impresa il giorno prima del rogito? ho capito bene?

 

Quindi il venditore perde i suoi 3.000 euro di spese straordinarie pagate  e fine ? ade, cappelli e conigli ringraziano.

Assolutamente assurdo. 

 

Quello che mi interessa di piu pero' e':  l'amministratore quando fa la dichiarazione al 28/02 dell'anno successivo per le detrazioni, si deve ricordare se ha pagato con bonifico parlante prima o dopo l'atto di vendita? Non mi e' mai successo e voglio capire come mi devo regolare in merito

 

E sto buco da 3000 euro che non posso intestare al venditore e non posso intestare all'acquirente, come cuberà con il totale della comunicazione? c'e' un caso particolare per la fattispecie?

 

 

 

 

 

fedefede dice:

quindi non potra' detrarsi proprio niente a meno che io, ad esempio,  non faccia il pagamento all'impresa il giorno prima del rogito?

Se c'è un pagamento e il venditore fa inserire in rogito che le detrazioni resteranno a suo favore, potrà detrarre. Diciamo anche che in una sua circolare Ade ha specificato che puo' redigersi successivamente al rogito una scrittura privata autenticata e registrata dal notaio, a valere dalla data del rogito, con la dichiarazione di chi beneficerà della detrazione.

 

fedefede dice:

 l'amministratore quando fa la dichiarazione al 28/02 dell'anno successivo per le detrazioni, si deve ricordare se ha pagato con bonifico parlante prima o dopo l'atto di vendita?

no, l'amministratore non è il commercialista del condòmino, quindi fa la sua comunicazione inserendo il nome del condòmino che gli verrà eventualmente indicato, altrimenti inserisci il proprietario dell'appartamento  alla data della comunicazione. Questo è tutto quanto AdE chiede all'amministratore e quindi è tutto quanto è dovuto al fisco dall'amministratore. Devono essere i contribuenti a muoversi, anche nei confronti dell'amministratore.

 

Dato che di sorprese al riguardo ne capitano, saremme bene che il venditore consultasse l'Agenzia Entrate oppure il notaio, prima del rogito. (poi sarebbe opportuno che ti riferisse....😊)

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Danielabi dice:

Se c'è un pagamento

scusami, per "pagamento" intendi il pagamento del condomino  al condominio oppure il pagamento del condominio al fornitore? E' su questo punto che vorrei capire quando nasce il diritto alla detrazione. 

 

 

fedefede dice:

scusami, per "pagamento" intendi il pagamento del condomino  al condominio oppure il pagamento del condominio al fornitore? E' su questo punto che vorrei capire quando nasce il diritto alla detrazione. 

 

 

per le parti comuni condominiali, rileva il pagamento dell'amministratore, con bonifico parlante, effettuato alla ditta; quindi la detrazione compete solo per gli importi pagati dall'amministratore.

I pagamenti verso il condomìnio dei condòmini, sono un problema del condòmino, nel senso che deve poter dimostrare ad AdE che ha effettivamente sostenuto il costo detratto.

Quindi, il diritto nasce con il pagamento dell'amministratore.

 

ElenaM91 dice:

Esatto.

Altrimenti, se i venditori non sono disposti a rivedere il prezzo, anche l’amministratore ha detto che noi, in quanto nuovi proprietari, delibereremo sui lavori e loro pagheranno quanto da noi deliberato.

Cosa a mio avviso assolutamente senza senso; per questo speriamo di poter trattare il prezzo stabilito nella proposta di acquisto già firmata da entrambi.

Una cosa è errata, il venditore risponde per la cifra deliberata nell'assemblea in cui era proprietario. Se la cifra aumenta l'aumento è a vostro carico.

Altra cosa dipende cosa è scritto nel rogito (se hanno pagato la cifra ipotizzata la questione finisce li e hanno eventualmente diritto a tenersi la detrazione se quelli erano i patti sul rogito).

Insomma, non ci sono obblighi, se trovate un accordo ok, se non lo trovate dovrete andare in causa dove un giudice vi dirà a caro prezzo la giusta interpretazione di quanto firmato nei vari atti.

  • Mi piace 1

Niente, ho letto tuuutta la discussione, ma continuo ad avere dubbi sulla questione.

 

Lavori deliberati a dicembre 2018, rate versate tra marzo e luglio 2019, da aprile 2019 ci sono stati tre subentri. I lavori non sono ancora stati eseguiti e non si sa bene quando verranno fatti.

 

se ho capito bene, i venditori non potranno beneficiare delle detrazioni neanche se hanno scritto qualcosa nel rogito perchè la detrazione non esiste al momento della vendita. Ma questo vale anche se i lavori fossero eseguiti e pagati entro il 2019? voglio dire, nel caso di lavori pagati in parte prima e in parte dopo il rogito, l'amministratore deve certificare le spese fino a una certa data al venditore e oltre quella data all'acquirente, indipendentemente dalle previsioni del rogito? non mi sembra praticissimo...non sono sicura che mi sia mai capitato un caso del genere, ma se fosse, sono abbastanza certa che avrei attribuito tutto al venditore tranquilla e serena, per quanto pagato entro l'anno del rogito, e mi sarei fatta venire i dubbi per l'anno dopo.

 

Inoltre non capisco perchè l'acquirente non possa beneficiare della detrazione anche se non ha pagato... Cioè, se di prassi le spese straordinarie restano a carico di chi le ha deliberate è ovvio che l'acquirente nella maggior parte dei casi non paga nulla, ma le spese sono state coperte, e inoltre la detrazione segue l'appartamento, quindi perchè mai l'acquirente non dovrebbe potere beneficiare delle detrazioni?

Andiamo con ordine.

 

1) nessun pagamento effettuato con bonifico parlante dall'amministratore, nessuna detrazione fruibile

2) vendita dell'appartamento: le obbligazioni passano all'acquirente. Nessuna detrazione fruita o fruibile, non viene ceduto nulla.

3) l'acquirente all'atto del pagamento dei lavori con bonifico parlante da parte dell'amministratore non potrà detrarre perchè non ha sostenuto il costo. (tanto è che neppure nel rogito veniva menzionata la cessione dell'agevolazione)

Sino a questo punto la questione è di accordo fra privati, nel senso che spetta a loro dirimere la questione con l'accordo di un minor costo di acquisto o rifondendo al venditore la quota versata.

 

L'amministratore che fa?

1) l'acquirente dovrebbe informarlo dei patti che riguardano il condomìnio, quindi dovrebbe avere una idea relativamente a chi attribuire le detrazioni; se fossero cedute rate non fruite, dichiarerebbe a favore dell'acquirente, senza rate cedute dichiarerebbe a chi è in possesso dell'immobile al 31.12.

2) nel caso in cui non ci siano detrazioni fruibili, a nessuno.....

 

Tramite un utente del forum è stato fatto un interpello ad AdE, che ha stabilito che l'acquirente, senza che ci siano accordi trascritti sul rogito, non ha diritto a detrarre perchè non ha sostenuto il costo.

Per evitare che tutti perdano qualcosa, sarebbe il caso che il condomìnio restituisse all'acquirente le quote versate dal venditore, l'acquirente le girasse al venditore e le rifondesse di sua tasca al condomìnio.

Poi, come ho detto ad altro utente, per il coniglio dal cappello rivolgersi ad Ade 😊

 

Interpello: interpello detraz.vendita.pdf

 

 

Danielabi dice:

 

Tramite un utente del forum è stato fatto un interpello ad AdE, che ha stabilito che l'acquirente, senza che ci siano accordi trascritti sul rogito, non ha diritto a detrarre perchè non ha sostenuto il costo.

Per evitare che tutti perdano qualcosa, sarebbe il caso che il condomìnio restituisse all'acquirente le quote versate dal venditore, l'acquirente le girasse al venditore e le rifondesse di sua tasca al condomìnio.

 

E in questo caso l'amministratore a chi certifica, visto che comunque la certificazione va fatta e mandata all'ade...? al venditore che non è proprietario al 31 12 o all'acquirente che però non ha pagato?

Silvia3 dice:

E in questo caso l'amministratore a chi certifica, visto che comunque la certificazione va fatta e mandata all'ade...? al venditore che non è proprietario al 31 12 o all'acquirente che però non ha pagato?

Se ti riferisci alla comunicazione spese di ristrutturazione inserirai il proprietario esistente alla data della comunicazione con importo detraibile zero.

In sostanza lo tratti come fosse una srl, come "caso particolare".

Sono tornata su questa discussione 😉

 

Ma all'inizio di questo topic il punto era proprio che il venditore nel rogito ha scritto che intende pagare le spese e beneficiare delle detrazioni, quindi c'è uno specifico accordo, ma pareva che questo accordo potesse riguardare solo le detrazioni già esistenti e non quelle che sorgeranno tra un anno o più per lavori già deliberati ma non ancora eseguiti nè pagati ovviamente......

 

SOMMA confusione.

 

Danielabi dice:

Se ti riferisci alla comunicazione spese di ristrutturazione inserirai il proprietario esistente alla data della comunicazione con importo detraibile zero.

In sostanza lo tratti come fosse una srl, come "caso particolare".

Oddio allora ho sempre sbagliato, perchè col fatto che la detrazione segue l'unità ho sempre attribuito le detrazioni all'acquirente, pensavo che il fatto che il pagamento fosse fatto da altri fosse irrilevante per questo specifico caso (anche perchè se no torniamo lì, le spese le paga per legge uno, la detrazione segue per legge diversamente...e la detrazione si perde? bella fregatura.

Ti diro'......non ho letto l'inizio della discussione, solitamente ci si perde a ripartire da capo...😊

 

A mio parere, se in un atto scrivi che le detrazioni relative ad un determinato intervento restaranno a tuo favore, significa che tutte le detrazioni relative all'intervento sono tue; tanto è che nelle circolari, AdE scrive che le detrazioni non ancora fruite passano all'acquirente salvo patto contrario. Per me il non ancora fruite è...non ancora fruite, cioè tutte quelle che mancano. Pero', è chiaro che potremmo discuterne a lungo, senza arrivare ad una certezza "fiscale"

 

Silvia3 dice:

Oddio allora ho sempre sbagliato, perchè col fatto che la detrazione segue l'unità ho sempre attribuito le detrazioni all'acquirente, pensavo che il fatto che il pagamento fosse fatto da altri fosse irrilevante per questo specifico caso (anche perchè se no torniamo lì, le spese le paga per legge uno, la detrazione segue per legge diversamente...e la detrazione si perde? bella fregatura.

in realtà non hai sbagliato, nel senso che non sei tenuta a conoscere le pattuizioni dei privati o la situazione fiscale di un condòmino o ex condòmino. Le istruzioni della stessa AdE alla comunicazione spese straordinarie tagliano corto: si indica il proprietario dell'immobile al 31.12, punto. Sarà poi il contribuente a considerare se puo' oppure no detrarre il costo indicato. Quindi, l'indicazione del nominativo che ha certamente diritto alla detrazione  è un plus, possibile, ovviamente, solo se i condòmini danno indicazioni al riguardo.

Se hai letto l'interpello che ho postato....si, la detrazione puo' andare persa!

Sì ho letto l'interpello.

Quasi quasi ne faccio uno anche io 😭😂

Silvia3 dice:

Sì ho letto l'interpello.

Quasi quasi ne faccio uno anche io 😭😂

😂  evvvvvaiiiiiii!!!!!!

Buonasera a tutti, nel 2017 sono stati deliberati lavori straordinari con approvazione del piano di riparto.

Nel 2018 e 2019 ho ricevuto regolarmente la certificazione per la detrazione rilasciata dall'amministratore.

Il 20 settembre 2019 ho venduto l'immobile con specifico accordo nell'atto notarile che le il saldo lavori e le detrazioni resteranno a carico del venditore così come descritto nella circolare dell' agenzia delle entrate.

la circolare 25/E del 19/06/2012 dell'AdE a pagina 5 "Il comma 8 dell’articolo 16-bis prevede che, in caso di vendita dell’unità immobiliare oggetto degli interventi di ristrutturazione edilizia, “la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare”.

Vendita dell’immobileL’art. 16-bis del TUIR, al comma 8, prevede che in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare (Circolare 01.06.2012 n. 19, risposte 1.6 e 1.8)

 

In questo mese di Novembre 2019 voglio saldare il debito dei lavori ma l'amministratore mi ha riferito che il bonifico doveva essere fatto prima del rogito ossia prima del 20 settembre 2019 in quanto ero ancora proprietaria per cui non vuole rilasciarmi la certificazione perché un'altra  circolare ADE dice che le detrazioni seguono il proprietario dell'immobile ,ma io ho riferito che la circolare,SOPRA RIPORTATA,dice salvo accordo privato scritto nell'atto notarile le restanti rate e le detrazioni restano a carico del venditore.

Si, l'accordo fra le parti permette al venditore di continuare la detrazione.

 

Sarebbe carino se l'amministratore ti indicasse la normativa e/o circolare che smentisce quanto affermi tu.

  • Grazie 1
Danielabi dice:

Si, l'accordo fra le parti permette al venditore di continuare la detrazione.

 

Sarebbe carino se l'amministratore ti indicasse la normativa e/o circolare che smentisce quanto affermi tu.

Buongiorno Danielabi,grazie tante per la risposta.

Punto 1... sulle restanti detrazioni del 2017 e 2018 basta la specifica nell'atto notarile che le detrazioni non ancora usufruite ossia del 2017 dalla rata 3 alla rata 10 e del 2018 dalla rata 2 alla rata 10 restano in capo al venditore...e su questo stiamo apposto.

Punto 2 ...se io pago il saldo in questo mese di novembre 2019 ...non sono più proprietaria,l'amministratore non vuole rilasciarmi il certificato di detrazione del saldo perché si attiene ad applicare la circolare che le detrazioni seguono la proprietà dell'immobile.

Ho fatto presente della mia circolare che dice : la detrazione non utilizzata in tutto o in parte passa all'acquirente salvo specifica che resta in capo al venditore.

L'amministratore ribadisce e interpreta che ...la detrazione non utilizzata in tutto o in parte....riguarda solo le quote pagate prima del rogito,ossia quando ero ancora proprietaria e quindi quelle inerenti il 2017 e 2018.

Il problema o il dilemma resta nell'interpretazione non chiara della circolare sopra citata...ossia ...la detrazione non utilizzata in tutto o in parte...pertanto mi occorre un circolare,un riferimento legislativo,una sentenza in cassazione che conferma che questa stringa : la detrazione non utilizzata in tutto o in parte riguarda anche le quote che si pagano dopo il rogito.

Proviamo tutti a sciogliere questo dilemma ??

Buon fine settimana a tutti.

In effetti la detrazione per ristrutturazione è inserita in denuncia dei redditi in base al principio di cassa: nel 2018 ho pagato, nella denuncia dei redditi relativa all'anno 2018 avro' diritto a portare in detrazione la prima rata del costo.

 

Nel tuo caso, il costo per una parte dei lavori non è stato corrisposto, di conseguenza non è maturato il diritto alla detrazione.

Relativamente alle parti comuni condominiali, l'obbligato al pagamento degli interventi deliberati in assemblea, è il condòmino firmatario della delibera, in sostanza a te è rimasto l'onere del pagamento del lavoro deliberato, tale è l'orientamento giurisprudenziale.

Riporto a titolo d'esempio uno stralcio dell'ordinanza n. 15547 del 22.06.2017 della Corte di Cassazione:

«La circostanza della vendita dell’unità immobiliare prima che siano stati approvati tutti gli stati di ripartizione delle spese inerenti quei lavori, o comunque prima che il condomino che aveva approvato gli stessi abbia adempiuto ai propri oneri verso il condominio», non estingue «il debito originario del cedente, che rimane azionabile in sede di processo di cognizione, o di ingiunzione ordinaria di pagamento».

 

Di conseguenza, l'amministratore dovrebbe, in ogni caso, esigere da te il saldo, anche se non sei piu' condòmina ed eventualmente rivalersi, in caso di tua accertata e assoluta insolvenza, sul condòmino acquirente.

L'informazione che risultano debiti ancora da pagare, relativi ad interventi deliberati, e a chi spettasse il saldo, doveva essere inserito nella dichiarazione resa dall'amministratore all'atto del rogito e in rogito inserita.

Ricapitolando:

1) tu sei l'obbligata al pagamento delle residue quote dei lavori deliberati, anche se non piu' condòmina

2) all'atto del pagamento acquisirai il diritto alla detrazione

3) avendo pattuito che le residue rate siano rimaste a tuo carico, potrai portare in detrazione gli ulteriori costi.

 

Sarebbe stato meglio che risultasse tutto dal rogito (anche l'obbligato al pagamento del saldo), in questo caso AdE penso che non avrebbe avuto nulla da eccepire.

 

 

  • Grazie 1
Danielabi dice:

In effetti la detrazione per ristrutturazione è inserita in denuncia dei redditi in base al principio di cassa: nel 2018 ho pagato, nella denuncia dei redditi relativa all'anno 2018 avro' diritto a portare in detrazione la prima rata del costo.

 

Nel tuo caso, il costo per una parte dei lavori non è stato corrisposto, di conseguenza non è maturato il diritto alla detrazione.

Relativamente alle parti comuni condominiali, l'obbligato al pagamento degli interventi deliberati in assemblea, è il condòmino firmatario della delibera, in sostanza a te è rimasto l'onere del pagamento del lavoro deliberato, tale è l'orientamento giurisprudenziale.

Riporto a titolo d'esempio uno stralcio dell'ordinanza n. 15547 del 22.06.2017 della Corte di Cassazione:

«La circostanza della vendita dell’unità immobiliare prima che siano stati approvati tutti gli stati di ripartizione delle spese inerenti quei lavori, o comunque prima che il condomino che aveva approvato gli stessi abbia adempiuto ai propri oneri verso il condominio», non estingue «il debito originario del cedente, che rimane azionabile in sede di processo di cognizione, o di ingiunzione ordinaria di pagamento».

 

Di conseguenza, l'amministratore dovrebbe, in ogni caso, esigere da te il saldo, anche se non sei piu' condòmina ed eventualmente rivalersi, in caso di tua accertata e assoluta insolvenza, sul condòmino acquirente.

L'informazione che risultano debiti ancora da pagare, relativi ad interventi deliberati, e a chi spettasse il saldo, doveva essere inserito nella dichiarazione resa dall'amministratore all'atto del rogito e in rogito inserita.

Ricapitolando:

1) tu sei l'obbligata al pagamento delle residue quote dei lavori deliberati, anche se non piu' condòmina

2) all'atto del pagamento acquisirai il diritto alla detrazione

3) avendo pattuito che le residue rate siano rimaste a tuo carico, potrai portare in detrazione gli ulteriori costi.

 

Sarebbe stato meglio che risultasse tutto dal rogito (anche l'obbligato al pagamento del saldo), in questo caso AdE penso che non avrebbe avuto nulla da eccepire.

 

 

Buongiorno Danielabi...grazie tante per il riferimento in cassazione e i relativi chiarimenti.

Sottolineo che nell'atto notarile è stato specificato che le restanti quote da pagare e le relative detrazioni restano in capo al venditore...giustamente come hai scritto era preferibile scrivere : il saldo dei lavori resta in capo ai venditori e relativa detrazione.

Nel mio caso sono consapevole e d'accordo che devo saldare interamente il debito,poichè ero proprietaria al momento della delibera ma l'amministratore non vuole rilasciarmi il certificato delle detrazioni nonostante la specifica nell'atto notarile che restano in capo al venditore.

La sua motivazione è la seguente: le detrazioni seguono la proprietà dell'immobile per cui anche se nell'atto notarile è stato specificato che restano in capo al venditore l'amminsitratore consegnerà il certificato delle detrazioni al nuovo proprietario.

In poche parole... accetta il saldo dalla sottoscritta,quindi io pago ...poi rilascerà il certificato detrazioni al nuovo acquirente.

La circolare in cassazione che mi hai girato riguarda esclusivamente gli oneri ,ossia le restanti rate da pagare per i lavori,ma non viene specificato che anche le detrazioni potranno essere usufruite dal venditore.

Il punto 2 che hai evidenziato : all'atto del pagamento acquisirai il diritto alla detrazione è giusto e logico ... ma come posso riportalo all'amministratore ? Una circolare ade,un riferimento legislativo,una sentenza in cassazione ?

Purtroppo non sono riuscita a trovare nulla in rete che specifica le detrazioni restano in capo al venditore anche se paga dopo la data del rogito.

Buona giornata a tutti.

Temo che non troverai nulla in rete.

1) il fruitore delle detrazioni non è determinato dall'amministratore; la dichiarazione che rilascia è una "comodità" per il condòmino, non ha altra valenza. Le regole per fruire della detrazione sono quelle dettate da AdE (che puoi trovare nella guida alle ristrutturazioni) e riguardano in primis il fatto di aver sostenuto il costo. Nel tuo caso hai indicato tutto nell'atto di vendita, quindi sei a posto.

La dichiarazione dell'amministratore è una possibilità non una conditio sine qua non, pag. 20 della guida AdE di maggio 2019:

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione necessaria, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini
della detrazione.

Pertanto in luogo della dichiarazione dell'amministratore, puoi farti rilasciare tutta la documentazione necessaria, è tuo diritto richiederla per eventuali controlli documentali di AdE (che verranno fatti a te, non all'amministratore).

2) forse l'amministratore eccepisce relativamente alla comunicazione per le spese di ristrutturazione da inviare ad AdE entro il 28 febbraio dell'anno successivo al sostenimento del costo: come indicato nelle istruzioni del sito istituzionale di AdE " Gli amministratori di condominio comunicano all’Anagrafe tributaria i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dal condominio con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali "

Inoltre AdE, nelle faq del sito, nella sezione dedicata a tale adempimento, riporta:

L'amministratore di condominio comunica all'Agenzia delle entrate, quale soggetto a cui è attribuita la spesa, colui che gli è stato indicato come tale dal proprietario. In assenza di comunicazione da parte del proprietario, l'amministratore indica semplicemente quale soggetto a cui è attribuita la spesa il proprietario medesimo. L'amministratore di condominio, quindi, per la compilazione della comunicazione da inviare all'Agenzia delle entrate, non deve tener conto dell'intestazione del conto bancario/postale utilizzato dal proprietario o da altri per il pagamento della quota condominiale. Al riguardo, si precisa che nel campo 26 della comunicazione "Flag pagamento" va indicato se il pagamento è stato interamente corrisposto al 31 dicembre dell'anno di riferimento oppure se il pagamento è stato parzialmente o interamente non corrisposto alla medesima data.

Quindi tu stai dando indicazioni all'amministratore relativamente ai datidel fruitore della detrazione da indicare nella comunicazione. Se proprio vuole sentirselo dire dall'attuale proprietario......chiedi a lui che ti faccia il favore di comunicare i tuoi dati!

In sostanza, l'amministratore non puo' decidere chi potrà fruire della detrazione d'imposta, ma dovrà semplicemente seguire le indicazioni che gli vengono fornite dal contribuente, correndo il rischio, peraltro, di dichiarare il falso, indicando come fruitore chi non gode delle caratteristiche per esserlo.

  • Mi piace 1
Danielabi dice:

Temo che non troverai nulla in rete.

1) il fruitore delle detrazioni non è determinato dall'amministratore; la dichiarazione che rilascia è una "comodità" per il condòmino, non ha altra valenza. Le regole per fruire della detrazione sono quelle dettate da AdE (che puoi trovare nella guida alle ristrutturazioni) e riguardano in primis il fatto di aver sostenuto il costo. Nel tuo caso hai indicato tutto nell'atto di vendita, quindi sei a posto.

La dichiarazione dell'amministratore è una possibilità non una conditio sine qua non, pag. 20 della guida AdE di maggio 2019:

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione necessaria, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini
della detrazione.

Pertanto in luogo della dichiarazione dell'amministratore, puoi farti rilasciare tutta la documentazione necessaria, è tuo diritto richiederla per eventuali controlli documentali di AdE (che verranno fatti a te, non all'amministratore).

2) forse l'amministratore eccepisce relativamente alla comunicazione per le spese di ristrutturazione da inviare ad AdE entro il 28 febbraio dell'anno successivo al sostenimento del costo: come indicato nelle istruzioni del sito istituzionale di AdE " Gli amministratori di condominio comunicano all’Anagrafe tributaria i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dal condominio con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali "

Inoltre AdE, nelle faq del sito, nella sezione dedicata a tale adempimento, riporta:

L'amministratore di condominio comunica all'Agenzia delle entrate, quale soggetto a cui è attribuita la spesa, colui che gli è stato indicato come tale dal proprietario. In assenza di comunicazione da parte del proprietario, l'amministratore indica semplicemente quale soggetto a cui è attribuita la spesa il proprietario medesimo. L'amministratore di condominio, quindi, per la compilazione della comunicazione da inviare all'Agenzia delle entrate, non deve tener conto dell'intestazione del conto bancario/postale utilizzato dal proprietario o da altri per il pagamento della quota condominiale. Al riguardo, si precisa che nel campo 26 della comunicazione "Flag pagamento" va indicato se il pagamento è stato interamente corrisposto al 31 dicembre dell'anno di riferimento oppure se il pagamento è stato parzialmente o interamente non corrisposto alla medesima data.

Quindi tu stai dando indicazioni all'amministratore relativamente ai datidel fruitore della detrazione da indicare nella comunicazione. Se proprio vuole sentirselo dire dall'attuale proprietario......chiedi a lui che ti faccia il favore di comunicare i tuoi dati!

In sostanza, l'amministratore non puo' decidere chi potrà fruire della detrazione d'imposta, ma dovrà semplicemente seguire le indicazioni che gli vengono fornite dal contribuente, correndo il rischio, peraltro, di dichiarare il falso, indicando come fruitore chi non gode delle caratteristiche per esserlo.

Grazie tante Danielabi...sei stata devvaro gentilissima ...i tuoi riferimenti dell'ade sono strettamente correlati e appropriati al mio quesito ...e soprattutto le tue precise e risolutive descrizioni le rivolgerò all'amministratore .

Di nuovo tante grazie...buona serata.

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