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enrico dimitri

Deliberazione di una liberalità. Come opporsi.

L'assemblea di condominio decide di far abbattere un cedro del libano posto in giardino privato. Seimila euro /40 condomini.

Nonostante sia chiaro che il costo dovrebbe ricadere verso il proprietario del fondo, l'assemblea per motivi di solidarietà che io rispetto ma non condivido, decide con ampia maggioranza che la relativa spesa sia sopportata in via millesimale da tutto il condominio.

Ora: è una donazione? No. O forse si. E' una innovazione? Forse. Ma al di là delle discriminanti tecniche, in pratica, essendo la delibera espressione dell'autonomia dei privati, e come tale secondo me ineccepibile può essere comunque impugnata? E su quali presupposti?

Grazie.

SI, solo se l'abbattimento non è eseguito conformemente al regolamento comunale del verde (se previsto) o se non supportato da perizia di agronomo che spieghi e giustifichi i motivi dell'abbattimento.

Ma l'assemblea non ha titolo per deliberare su una proprietà altrui. Qui un estratto di sentenza simile

 

(...)L’assemblea dai condomini può solo decidere per la gestione e l’uso delle parti comuni condominiali.Infatti, sono affette da nullità assoluta, rilevabile in ogni tempo, le delibere dell'assemblea di un condominio di esecuzione di opere, nell'interesse comune, anche sulle proprietà esclusive dei condomini senza il loro consenso - e pur se i lavori sono urgenti e necessari - perché, se vi è contestazione, è il giudice che deve decidere (Cassazione civile, sezione II, 30 dicembre 1997, n. 13116). (...)

Se risulta certificato che l'albero di alto fusto è diventato pericoloso, è da abbattere.

Se l'assemblea ha preso atto di quanto descritto, e poi conseguentemente ha deliberato una volontaria partecipazione ad una spesa non dovuta, non vedo nessun illecito.

 

Situazione completamente diversa, se l'abbattimento è deliberato "a sensazione" o "per convenienza".

In questo caso delibera impugnabile per svariati motivi, a cominciare proprio dalla segnalazione di Remejo, per proseguire con l'assenza di unanimità, assenza di adeguata perizia, per concludere con la mancata considerazione dello stato di fatto all'origine del Condominio rapportato alla situazione attuale. Infatti in presenza di complicanze, va pure esaminato e considerato se quel Cedro del Libano era piantumato fin dalla costituzione del Condominio o in epoca successiva: valutazione rilevante ai fini del decoro condominiale.

 

La Sentenza di Cassazione n. 3666/94 impone di considerare beni comuni le piante che concorrono al decoro dell'intero edificio e in tal senso ripartire tra i condòmini le spese di manutenzione strettamente necessarie a mantenere tale decoro.

Nel tempo si è affermato il concetto che in generale concorrono al decoro dell'edificio solo gli alberi di alto fusto e tra questi quelli piantati dal costruttore che a questo decoro li aveva originariamente destinati. E' da tenere presente che l'abbattimento di piante di alto fusto è soggetto ai regolamenti comunali i quali possono prevedere obbligatoriamente il reimpianto in loco di essenze uguali o similari che comunque conservino la preesistente funzionalità. La decisione di un tale abbattimento deve comunque provenire dall'Assemblea che potrà decidere per il non reimpianto, salvo il potere del Comune di obbligare il contrario.

A parere della scrivente tutte le spese, dirette e accessorie, strettamente necessarie per la manutenzione o anche per l'abbattimento di alberi di alto fusto, considerabili "condominiali" anche se piantati su terreno privato, sono da porre a carico del condominio. A maggior ragione se l'abbattimento è seguito da reimpianto di altra essenza, purché similare, le spese debbono rientrare tra gli oneri da considerare necessari al mantenimento dell'originario decoro.

[ Fonte >>> --link_rimosso-- - (Fonte originale : Il Sole 24 Ore) ]

La sentenza citata da Albano,che ringrazio per l'intervento è fuorviante con il caso in questione, perché il presupposto giuridico è completamente diverso.

Nel contesto a cui si rifà la sentenza,tali alberi erano presenti da sempre in condominio tanto che l'intera facciata,i balconi per la precisione,erano sagomati in modo da armonizzarsi con gli alberi,con il verde,era come se tutti i giardini intorno,seppure privati,facessero parte di un intero disegno,e tale contesto era presente nel regolamento,quindi era stato descritto,accettato,ratificato nell'atto di acquisto da ogni proprietario.

Se poi si volesse disquisire solo sull'aspetto albero allora ci sarebbe la sentenza di corte di appello di Roma 478/2008,e poi quella di cassazione 24396 del 2005,ma il punto mio è un altro.

Se un'assemblea decide di regalare qualcosa a qualcuno ma poi tale maggioranza non si prende anche l'onere di accollarsi NOMINALMENTE le spese senza incidere sui dissenzienti, come ci si può opporre? la decisione è contrattuale oppure può essere assimilata a un'innovazione? (solo dal punto di vista economico dico)

altro esempio: rifacimento facciata; un condomino si rifiuta di togliere tende e condizionatore e lo paga il condominio.

Altro esempio: rifacimento giardino privato: trasporto piante vasi e piccoli alberi da frutto in vivaio,affitto e custodia a carico condominio.

Incredibile?No,accade, e si lascia andare sempre perché poi per impugnare le spese sono troppo alte rispetto al costo originario.

Ecco perché ho posto il quesito: ma in un condominio, come ci si può opporre legittimamente, legalmente ,rispettosamente agli atti di pura liberalità?

Vedi post #3. Devi impugnare la delibera o fare ricorso contro la ripartizione della spesa. In entrambi i casi devi rivolgerti al legale. Potresti tentare di cambiare amministratore con l'art. 66 del dacc.

Concordo con Remejo.

Difatti spesso si lascia perdere l'impugnativa, perché costa meno sostenere la spesa illegittima.

 

Un'altra alternativa però ci sarebbe: transare la spesa a carico dei soli favorevoli all'iniziativa al di fuori del bilancio condominiale.

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