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jeans1975

Delibera nulla e poteri amministratore

Ciao a tutti,

 

mi sembra di aver capito che una delibera può considerarsi nulla qualora non siano specificamente indicati i nomi e le relative quote millesimali dei condomini favorevoli e contrari alle singole decisioni. Inoltre, può considerarsi nulla una delibera che spalma i debiti del condomino moroso sui condomini regolari, magari chiedendo anticipi o costituendo un fondo cassa morosi per coprire tali spese (a meno che il fondo cassa non sia costituito secondo determinati criteri ma questo solo prima della riforma).

 

Il problema comunque è questo: se la delibera è nulla e quindi inefficace, in un giudizio di opposizione ad un decreto ingiuntivo il giudice può, in via incidentale, sindacare sulla efficacia appunto della delibera e quindi accogliere il ricorso dell'opponente. Nel caso dell'annullabilità non sarebbe invece così, proprio perché il giudice in quel caso non potrebbe rilevarne l'invalidità, ma solo l'eventuale inefficacia.

 

Quindi, mi chiedo, un amministratore di condominio che manda un decreto ingiuntivo, pur sapendo che la delibera è già stata impugnata per rilevarne la nullità, è legittimato ad inviare un decreto ingiuntivo, ma agisce correttamente secondo voi? Non espone in questo caso il condominio al pagamento di ulteriori spese (processuali)?

 

grazie

Se l'amministratore richiede un D.I. nonostante sia già stata attivata una impugnazione, potrebbe rischiare di coinvolgere il condominio all'eventuale annullamento della delibera da parte del Giudice ed al pagamento delle spese a carico del condominio, comunque i condomini coinvolti potrebbero richiedere l'eventuale danno all'amministratore.

In pratica tutto sta al Giudice decidere, non si può anticipare nulla sino a sentenza.

NON è nulla,ma...

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Annullabile.La mancata individuazione dei singoli condomini assenzienti,dissenzienti,assenti o al valore delle rispettive quote comporta l’annullabilità della delibera ex articolo 1137 codice civile?

Sì, il verbale che contiene omissioni relative alla individuazione dei singoli condòmini assen-zienti,dissenzienti,assenti o al valore delle rispettive quote determina l’annullabilità della delibera ex articolo 1337 codice civile (Cassazione civile sezioni unite n. 4806/2005). ex art. 1137 c.c., è la delibera il cui verbale contiene delle omissioni,anche relative alla mancata indicazione nominativa dei singoli condomini favorevoli e di quelli contrari e delle loro quote di partecipazione al condominio.

Infatti se non vengono indicati i nominativi dei dissenzienti (contrari), non è possibile stabilire chi possa ricorrere, mancando gli elementi essenziali, ovvero potrebbero essere tutti i presenti o assenti a poter ricorrere, comunque ad evitare problemi è sempre meglio impugnare entro il termine dei 30 giorni, chissà ma che un giudice non ritenga questa delibera solamente annullabile e non nulla e la rigetti perchè sono trascorsi i famosi 30 giorni?

 

Debbono qualificarsi nulle le delibere dell'assemblea condominiale prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale o al buon costume), le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell'assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all'oggetto; debbono, invece, qualificarsi annullabili le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell'assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali, in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o di informazione dell'assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione, quelle che violano norme richiedenti qualificate maggioranze in relazione all'oggetto. (CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 12 novembre 2012, n.19605)

giusto tullio, la penso come te, infatti l'impugnazione c'è stata. Però ritengo che quella sentenza sia giustissima, ma è solo un parere personale. Comunque è stata impugnata anche una delibera sulla base del fatto che gli anticipi sui debiti del moroso, specialmente con la riforma, non si possono chiedere. Io non concepisco come un amministratore possa eseguire tali delibere. Sì va bene la solita storia per cui è tenuto, ma dovrebbe fare in modo che la gestione fosse portata avanti secondo la legge. Io voglio avere fiducia nel mio amministratore, e non ce l'ho se agisce in questo modo. Poi si può discutere su ciò che può fare o non può fare, che l'assemblea è sovrana: va bene, è sovrana ma finché si uniforma alla legge. io la vedo così.

scusa, ma visto che per legge è stata presentata istanza di mediazione, ora l'amministratore è obbligato a convocare un'assemblea per avere l'autorizzazione a presentarsi alla mediazione?

L'amministratore deve comunicare all'assemblea solamente se esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore e secondo me in questo caso non è obbligato.

 

cc art. 1131. Rappresentanza

Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di

condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio

sia contro i condomini sia contro i terzi.

Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell'edificio; a lui sono

notificati i provvedimenti dell'autorità amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.

Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore,

questi è tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini.

L'amministratore che non adempie a quest'obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento dei

danni.

infatti, tuttavia ora c'è anche l'art 71 disp att cc. Sembrerebbe obbligato a convocarla. Però attendo charimenti.

Mi sembra che l'art. 71 Dacc non c'entri assolutamente nulla in quando dice;

 

dacc. art.

71. Il registro indicato dal quarto comma dell'articolo 1129 e dal terzo comma dell'articolo 1138 del codice è tenuto presso l'associazione professionale dei proprietari di fabbricati.

Che tra l'altro era stato soppresso con con d. lg. lgt. 23 novembre 1944, n. 369. e non mi risulta che questo sia stato ripristinato.

Ha ragione Tullio!

 

Non perdiamoci in piccolezze, la delibera è nulla per gravi vizzi di forma.

 

In teoria un giudice del tribunale civile non ha potere di emettere ingiunzione con questi presupposti!

 

Considerando che qualche incompetente però gira nei tribunali può avvenire, a mio avviso quando dovesse avvenire suddetta evenienza, una volta letto con attenzione il ricorso per ingiunzione e visti gli allegati, se vi è la mancanza dei documenti essenziali per l'emissione del D.I. non perderei tempo e soldi nel civile, preparerei una querela alla parte ed al giudice ed aspetterei la condanna per far si che suddetto amministratore non possa più esercitare.

Art. 71-quater

 

 

I. Per controversie in materia di condominio, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, si intendono quelle derivanti dalla violazione o dall'errata applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II, del codice e degli articoli da 61 a 72 delle presenti disposizioni per l'attuazione del codice.

II. La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilita', presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio e' situato.

III. Al procedimento e' legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice.

IV. Se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di cui al terzo comma, il mediatore dispone, su istanza del condominio, idonea proroga della prima comparizione.

V. La proposta di mediazione deve essere approvata dall'assemblea con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice. Se non si raggiunge la predetta maggioranza, la proposta si deve intendere non accettata.

VI. Il mediatore fissa il termine per la proposta di conciliazione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, tenendo conto della necessita' per l'amministratore di munirsi della delibera assembleare

 

 

scusa DAvide3008, tu scrivi che ha ragione Tullio, per cui vuol dire che sostieni che la delibera non sarebbe nulla? però poi scrivi che non ci sono i presupposti per un'ingiunzione. Non sto scrivendo che non hai ragione, però non ho capito, sta diventando complicato per me. Puoi spiegarmi per cortesia?

Tutto sta all'amministratore se convocare o no l'assemblea per poter accedere alla mediazione e conseguenti, se questo non lo fa mica si può costringerlo, in pratica chi desidera impugnare deve avere un legale che conoscerà tutte le procedure sul da farsi iniziando dalla mediazione ora obbligatoria.

Ovviamente se l'amministratore avvisato dell'impugnazione se non convocherà l'assemblea semprechè questo esorbita dalle sue attribuzioni, e/o non si presenta alla mediazione ed eventuali conseguenti, pagherà le conseguenze come ben specificato all'art. 1131 cc

No, scusa: è giusto che nessuno può obbligare l'amministratore, in genere non si può obbligare nessuno a fare nulla. Ora, però, l'ultima parte dell'articolo mi sembra chiara. Se lui non convoca l'assemblea e non si fa dare autorizzazione, non può partecipare alla mediazione. Il mediatore tiene conto della necessità della delibera assembleare. Quindi, se non procede vuol dire che non partecipa alla mediazione. Ci sarà poi un giudizio ordinario in cui il giudice terrà conto della mancata partecipazione da parte del condominio alla mediazione. Quindi, io non credo che un amministratore del genere agisca nell'interesse del condominio.

 

Lo stesso dicasi per eventuali decreti ingiuntivi: io sono abbastanza convinto che le delibere assembleari in oggetto del mio ricorso siano inefficaci. Se l'amministratore inviasse decreti ingiuntivi a qualcuno dei condomini ( non a me), in pratica mi condanerebbe a pagare altre spese legali in quanto condomino, dato che nell'opposizione ai decreti il giudice potrebbe anche sottolineare l'inefficacia delle delibere.

Se lui non convoca l'assemblea e non si fa dare autorizzazione, non può partecipare alla mediazione.
L'amministratore nei limiti delle sue attribuzioni - può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi. (cc art 1131)

Se lo fa anche quando non rientra nelle sue attribuzioni potrà avere delle conseguenze su ricorsi di chi ne ha l'interesse.

si tullio, non dico non hai ragione e questa cosa la sapevo. Non voglio discutere, sto chiedendo cortesemente di chiarire questa situazione. Pongo in seguente dubbio: tu richiami una norma che si riferisce alla legittimazione ad agire e va bene. Dovrebbe valere anche per la mediazione, dato che è obbligatorio prima di andare in giudizio. Tuttavia la norma a me sembra chiara, e riguarda proprio la mediazione. Letteralmente senza approvazione dell'assemblea non si può andare in mediazione.

Chi me la spiega questa cosa? però per cortesia giuridicamente.

Ti ho già spiegato che l'amministratore entro i limiti delle proprie attribuzioni, può agire senza chiedere il nullaosta all'assemblea, ed il primo stadio è proprio la mediazione, ed in caso di nessun accordo si proseguirà in Tribunale, ma ripeto se questo rientra nelle attribuzioni dell'amministratore non è necessaria nessuna autorizzazione assembleare.

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