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Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
FIORE3

Deleghe comproprietari

Buongiorno, desideravo un informazione,

nel caso di un due comproprietari di un unica u.i., regolarmente convocati entrambi, due fratelli che non si parlano e delegano due persone diverse, quale delega ha valore? i delegati rispondono al 50%?

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L'art. 67 d.a.c.c. dispone che i comproprietari debbano nominare un solo rappresentante al quale conferire il mandato non due.

 

Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell’articolo 1106 del codice.

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secondo me nessuna ,la comunione ha diritto a un solo rappresentante (UNO DEI COMPRORIETARI ) oppure a un solo delegato che rappresenta appunto la comunione e non un singolo comproprietario .

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ne sono consapevole, il problema è che motivi logistici, vivono entrambi fuori, non possono partecipare fisicamente, per motivi che non mi riguardano non si parlano, son venuta a sapere che delegheranno ognuno di loro persone diverse... chi dovrò considerare ?

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nessuno ,devono eventualmente decidere chi sara' il loro rappresentante .

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In base al 2° comma dell’Art. 67 delle Disp. di Att. del Cod. Civ.

Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell’articolo 1106 del codice.

Se la precedente stesura del medesimo articolo prevedeva, in caso di mancata nomina da parte dei comunisti di un rappresentante della comunione, la possibilità della sua estrazione sorte fatta dal presidente dell’assemblea , con la nuova stesura è stato imposto l’obbligo ai “comunisti” di nominare il rappresentante della loro comunione, che potrebbe essere anche l’amministratore della comunione, se già nominato.

Pertanto, in caso di disaccordo fra i comproprietari, nessuno di loro potrà partecipare in assemblea.

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In base al 2° comma dell’Art. 67 delle Disp. di Att. del Cod. Civ.

Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell’articolo 1106 del codice.

Se la precedente stesura del medesimo articolo prevedeva, in caso di mancata nomina da parte dei comunisti di un rappresentante della comunione, la possibilità della sua estrazione sorte fatta dal presidente dell’assemblea , con la nuova stesura è stato imposto l’obbligo ai “comunisti” di nominare il rappresentante della loro comunione, che potrebbe essere anche l’amministratore della comunione, se già nominato.

Pertanto, in caso di disaccordo fra i comproprietari, nessuno di loro potrà partecipare in assemblea.

A meno che (e non è questo il caso) abbiano quote diverse.

Caso pratico: madre e figlio eredi del defunto padre-marito. Sono in lite e non si parlano e vorrebbero partecipare entrambi all'assemblea ma la madre ha 3/4 della comunione mentre il figlio 1/4 pertanto, all'assemblea partecipa la madre e non il figlio.

Altro caso a me capitato: 4 eredi (figli) in causa tra loro, 3 figli rappresentano il 75% mentre l'altro figlio solo il 25%. quest'ultimo pretende di partecipare all'assemblea e di votare autonomamente, ma non gli spetta perché gli altri 3 delegano uno di loro a partecipare che è legittimato a farlo per l'intera comproprietà.

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A meno che (e non è questo il caso) abbiano quote diverse.

Caso pratico: madre e figlio eredi del defunto padre-marito. Sono in lite e non si parlano e vorrebbero partecipare entrambi all'assemblea ma la madre ha 3/4 della comunione mentre il figlio 1/4 pertanto, all'assemblea partecipa la madre e non il figlio.

Sbagli. Il diritto di partecipazione non dipende dalle quote possedute. Ognuno ha diritto a partecipare in egual modo.

 

Art. 1105 cc

 

Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell’amministrazione della cosa comune.

(omissis)

 

e inoltre:

 

(omissis)

Se non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all’autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.

 

Ciò significa che se non si mettono d'accordo su chi debba partecipare all'assemblea, un giudice, su richiesta di uno solo dei partecipanti, può decidedere di nominare un amministratore che li rappresenti.

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Sbagli. Il diritto di partecipazione non dipende dalle quote possedute. Ognuno ha diritto a partecipare in egual modo.

Sbagli! Ogni comunista ha sì diritto di partecipare alla gestione della cosa comune come afferma l'Articolo 1105 Codice civile ma poi continua al II comma: "Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente."

Se non trovano l'accordo per la nomina di un rappresentante comune è ovvio che lo decide il o i comunisti che hanno la maggioranza delle quote.

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Se posso esporre un caso.

proprietario delega l'inquilina a partecipare all'assemblea. L'inquilina passa la delega al proprio marito, che tra l'altro, pur essendo residente in pianta stabile nello stesso immobile ma non risulta legalmente domiciliato.

Che valenza ha questo condomino nelle decisioni assembleari? L'amministratore aveva il dovere di intervenire?

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Se posso esporre un caso.

proprietario delega l'inquilina a partecipare all'assemblea. L'inquilina passa la delega al proprio marito, che tra l'altro, pur essendo residente in pianta stabile nello stesso immobile ma non risulta legalmente domiciliato.

Che valenza ha questo condomino nelle decisioni assembleari? L'amministratore aveva il dovere di intervenire?

La delega è incedibile, per cui l'inquilina Olga (nome di fantasia) non può girare la delega al marito Gianni (nome di fantasia), per cui il Presidente deve accettare solo la persona (Olga) scritta sulla delega.

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Il marito dell' inquilina non ha titolo per partecipare all' assemblea visto che non e' ne condomino ne delegato .

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Nella comunione conta solo la maggioranza delle quote .quindi non serve necessariamente L' unanimita' se si è' in due .

 

P.s. Un comunista che detiene la maggioranza semplice vince sempre .

Quindi non valgono le stesse regole di un condominio minimo composto da due condòmini? Strano ... significherebbe che in una comunione a due quello che ha le quote maggiori, seppur di poco, deciderebbe sempre il da farsi ... devo dirti la verità che la cosa mi puzza un pochino.

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il condominio (anche se minimo ) e' il condominio (che e' comunque una comunione ,ma ha regole proprie )

 

la comunione e' la comunione .

una cosa e' un condominio minimo altra e' una comunione tra due o piu' soggetti .

 

p.s. in una comunione se io da solo ho la maggioranza semplice vinco sempre (a prescindere dal numero di altri comunisti) (salvo diversa regolamentazione della comunione stessa )

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ne sono consapevole, il problema è che motivi logistici, vivono entrambi fuori, non possono partecipare fisicamente, per motivi che non mi riguardano non si parlano, son venuta a sapere che delegheranno ognuno di loro persone diverse... chi dovrò considerare ?

problema che devono risolvere loro.

io non accetterei nessuno dei delegati.

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problema che devono risolvere loro.

io non accetterei nessuno dei delegati.

Perfettamente d'accordo, molte vote ho espresso in questo forum lo stesso criterio, se i comproprietari non si accordano, non c'è più la possibilità per il presidente di scegliere per sorteggio, come era prima della riforma del cc, per cui non si accetta nessuno dei due fatto salvo i comproprietari/delegati non si accordano.

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Buongiorno,

mi inserisco sottoponendo il caso di un appartamento di proprietà solo della moglie. Il marito partecipa alle assemblee. Questa partecipazione deve intendersi come "delegato" o egli può decidere come fosse un condomino a tutti gli effetti?

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Buongiorno,

mi inserisco sottoponendo il caso di un appartamento di proprietà solo della moglie. Il marito partecipa alle assemblee. Questa partecipazione deve intendersi come "delegato" o egli può decidere come fosse un condomino a tutti gli effetti?

Essendo l'appartamento delle sola moglie, il marito per partecipare e votare deve essere munito di delega scritta dalla moglie, se non è munito di delega, il presidente può allontanarlo dalla sede d'assemblea, aggiungo che è sufficiente un solo dei presenti non d'accordo a che rimanga che deve uscire essendo un perfetto estraneo al condominio.

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P.s. Un comunista che detiene la maggioranza semplice vince sempre .

Per gli atti di ordinaria amministrazione si.

Per quelli invece straordinari no, deve rappresentare almeno i 2/3 del valore totale della proprietà pro indiviso.

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