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nicki

Deleghe a condomino - l'assemblea all'unanimità invita i condomini a non partecipare alle assemblee con un numero

Nell'ultima assemblea ordinaria sono state respinte due deleghe presentate, su cinque che mi erano state date. Il Presidente ha fatto riferimento ad un verbale del 2008 dove si diceva: ...l'Assemblea all'unanimità invita i condomini a non partecipare alle assemblee con un numero di deleghe superiore a tre.

Secondo me ha leso il diritto dei due condomini ad essere rappresentati.

Ma e'stato deliberato un divieto o stato solo deliberato un invito .

 

Una cosa e' vietare piu' di tre deleghe altra e'invitare a non portare pou'di tre deleghe .

Nell'ultima assemblea ordinaria sono state respinte due deleghe presentate, su cinque che mi erano state date. Il Presidente ha fatto riferimento ad un verbale del 2008 dove si diceva: ...l'Assemblea all'unanimità invita i condomini a non partecipare alle assemblee con un numero di deleghe superiore a tre.

Secondo me ha leso il diritto dei due condomini ad essere rappresentati.

E in base a quale legge ha vietato le deleghe? Probabilmente era solo un invito di nessun valore legale.

Ciao, Niki

Non sono un esperto né un amministratore, ma un povero condomino come te che ha gia' affrontato il problema; mi sembra che l'art. 67 disp. att. cod. civ sancisce il sacrosanto diritto a farsi rappresentare ma una

 

sentenza della Corte di Cassazione con la pronuncia risalente all'11 agosto 1982 n. 4530 si è occupata della clausola in cui è previsto il diritto di ogni proprietario di farsi rappresentare nell'assemblea da altra persona che fosse parente o altro proprietario purchè non amministratore o uno dei condomini. In entrambi i casi la Suprema Corte ha ritenuto legittime le clausole del regolamento statuendo che la limitazione contenuta nel regolamento di condominio non pregiudica l'inderogabile diritto di ogni condomino di farsi rappresentare nell'assemblea, stabilito dall'art. 67 disp. att. cod. civ., ma si limita solo a regolarne l'esercizio. In sostanza, in applicazione dei principi statuiti dalle decisioni dei giudici di legittimità, si può affermare che una clausola contenuta nel regolamento di condominio, pur potendo disciplinare le modalità di esercizio del diritto del condomino di farsi rappresentare, non può in nessun caso, pena la sua nullità, sopprimere tale diritto o limitarne sostanzialmente l'esercizio.

 

Per evitare che un solo condominio decida per tutti solo perché ha ricevuto le deleghe

 

la riforma (legge 220/2012) ha invece previsto un limite al numero massimo di deleghe per singola persona nel caso dei condomini con più di 20 proprietari. In questa situazione, infatti, ciascun delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e non più di 200 millesimi. La riforma, poi, ha vietato di delegare l'amministratore per qualunque tipologia di assemblea. Un divieto che non ammette eccezioni. Quindi anche se l'amministratore è un condomino in ogni caso non potrà avere alcuna delega

 

Percio', c'e' nulla del vostro RdC che disciplini le deleghe ? In ogni caso ha ragione Peppe64, se la delibera impone un divieto e' un conto, se ha solo invitato.......rifatti art 67 citato

 

Se invece ha vietato ma contro una norma del RdC......bhe' e' una grana perché formalmente l'RdC non e' stato cambiato e quindi ancora valido....per cambiare l'RdC ci deve essere una delibera specifica che sia all'ordine del giorno

Nell'ultima assemblea ordinaria sono state respinte due deleghe presentate, su cinque che mi erano state date. Il Presidente ha fatto riferimento ad un verbale del 2008 dove si diceva: ...l'Assemblea all'unanimità invita i condomini a non partecipare alle assemblee con un numero di deleghe superiore a tre.

Secondo me ha leso il diritto dei due condomini ad essere rappresentati.

Esatto !

Esatto... se il divieto non è contenuto nel regolamento di condominio.

Esatto... se l'assemblea del 2008 ha prodotto quella delibera con una unanimità diversa ed inferiore ai 1000/1000.

Nel 2008 i presenti erano 61 su 100 per millesimi 565,01. Come ho scritto l'Assemblea ha invitato a...L'invito non è una delibera (ma il presidente attualmente mi ha risposto di non fermarmi alla forma...). Il RdC nulla dice in merito alle deleghe. Volevo rispondere al Presidente con riferimenti certi per non passare per fessa.

A prescindere che la delibera del 2008 fosse un invito o un divieto, quanto sancito in materia di deleghe comunque non ha alcuna valenza legale proprio perché non approvato dall'intera compagine condominiale.

 

Il presidente nell'ultima assemblea ha compiuto un abuso escludendo senza alcun motivo due deleghe.

Ancor peggio se il RdC non pone alcuna limitazione ai portatori di deleghe.

Se tali deleghe inopportunamente non conteggiate ed escluse, risultassero determinanti per qualche delibera rilevante od importante, il deliberato può esser impugnato essendo in condizioni di delibere nulle.

 

Ancora sul presidente: che sia lui per primo persona capace di attenersi alle norme senza lasciarsi distrarre dalle false apparenze come certe delibere che dicono e non dicono e servono solo a creare confusione e pacchiani errori. Altro che non fermarsi alla forma !

p.s.: nessuno lo obbliga a ricoprire il ruolo di presidente se non ne è capace o se non riesce a porsi al di sopra di interessi particolari e/o personali.

Grazie a tutti. I millesimi respinti non sarebbero stati determinanti, ma è stato comunque un abuso. I consiglieri, ed il presidente è uno del gruppo, hanno fatto quadrato perché preparati alla mia contrarietà. Avendo riscontrato errori contabili hanno fatto scudo all'amministratore ma resta il fatto che nemmeno maggior parte dei condomini presenti hanno avuto curiosità di approfondire l'argomento, votando di fatto a larga maggioranza. Grazie Albano59, il presidente meriterebbe una risposta alla luce anche delle offese ricevute pubblicamente.Grazie ancora

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