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Emme Elle

Decreto ingiuntivo contro la curatela

In una discussione relativa al custode giudiziario, Camillo 50 ha riportato quanto segue:

"Nulla vieta che comunque si faccia un D.I. nei confronti della curatela, chiedendo però il dovuto dalla data della pronuncia del fallimento, mentre per quelli precedenti il condominio è un semplice chirografario."

Quiesta affermazione mi giunge nuova in quanto anche un legale al quale avevo posto questa domanda specifica mi aveva risposto che non era possibile. Secondo quello che mi era stato riferito con il fallimento vengono bloccate tutte le azioni giudiziarie. Come è possibile quindi per un amministratore fare un D.I. nei confronti di un curatore che non paga le spese condominiali?

Ritengo che la questione meriti una nuova discussione.

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In caso di fallimento di un condomino, l'unica cosa che può fare un amministratore è quella di insinuare il credito del condomino nella procedura concorsuale in corso.

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In una discussione relativa al custode giudiziario, Camillo 50 ha riportato quanto segue:

"Nulla vieta che comunque si faccia un D.I. nei confronti della curatela, chiedendo però il dovuto dalla data della pronuncia del fallimento, mentre per quelli precedenti il condominio è un semplice chirografario."

Quiesta affermazione mi giunge nuova in quanto anche un legale al quale avevo posto questa domanda specifica mi aveva risposto che non era possibile. Secondo quello che mi era stato riferito con il fallimento vengono bloccate tutte le azioni giudiziarie. Come è possibile quindi per un amministratore fare un D.I. nei confronti di un curatore che non paga le spese condominiali?

Ritengo che la questione meriti una nuova discussione.

Dunque, dobbiamo prima di tutto chiarire: è un custode giudiziario che sta vendendo degli immobili o è un fallimento che ha un curatore?

 

In caso di fallimento, per i crediti precedenti il fallimento, il creditore ha la sola strada dell'insinuazione.

Successivamente alla apertura del fallimento, vi è un curatore che gestisce tutto cio' che era del fallito, sceglie se tenere in vigore i contratti oppure no ecc... Se vi sono delle spese del compendio fallimentare da pagare, deve provvedere a farlo. Se il fallimento ha un immobile puo' decidere di venderlo, nel frattempo deve pagare le spese. ma come puo' farlo? L’art. 111 bis della Legge Fallimentare le spese (oneri) condominiali sono considerate “crediti prededucibili” cioè importi che vengono soddisfatti con preferenza per capitale, spese ed interessi, con il ricavato della liquidazione del patrimonio del fallito ed anche al di fuori del procedimento di riparto quando: 1) sono sorte durante la procedura; 2) sono liquidi, esigibili e non contestati; 3) se l’attivo è sufficiente a soddisfare tutti i crediti prededucibili.

 

Ora, se il curatore tali denari non ha perchè deve vendere, che si possa o meno fare azione , è del tutto inutile farla... anzi è controproducente (aumentate i costi per il fallimento, a che pro?) Quando il curatore realizzerà i crediti del condominio saranno in prededuzione

 

Se però non siamo in presenza di un fallimento, ma di vendita all'asta per giudizio promosso da alcuni creditori, cioè nessuna sentenza di fallimento, il tribunale ha nominato un custode giudiziario delegato alle vendite (io lo sono per esempio), che non ha nulla da pagare... e a cui non possono essere fatti d.i. In questo caso l'unico a cui fare decreto ingiuntivo resta il proprietario. E ha un senso, lui non è spogliato del potere di agire, ha solo la casa pignorata ma ne risponde sempre lui fino al decreto di trasferimento della proprietà a chi comprerà la casa all'asta

 

Pertanto, visto che un po' parli di custode e un po' di curatela... chiarisci la cosa: è uno o l'altro? c'è un fallimento o no?

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Grazie Sister.

La discussione che ho iniziato si stacca completamente dal custode giudiziario. Parlo di un fallimento. Il curatore, al quale ho chiesto in prededuzione le spese del condominio, pur avendo una disponibilità di circa 600.000 € non paga le spese in prededuzione del condominio invocando l'art. 111.

Egli sostiene che pagherà le spese in prededuzione del condominio di Verona solo quando venderà all'asta gli appartamenti di Verona.

I 600.000 e che ha in cassa li ha ricavati dalle aste di Brescia e lui sostiene che noi di Verona non possiamo usufruirne, nemmeno se a Brescia non ci sono spese in prededuzione o se queste sono di importi molto inferiori.

A me questo sembra un abuso. Siamo in credito di circa 20.000 ed i condomini devono sopportare tutto il peso di queste spese condominiali non pagate.

Se si potesse io farei proprio un bel D.I. Dal rendiconto semestrale i soldi ci sono e credo che accampi delle scuse per non pagare. Purtroppo non ne comprendo il motivo.

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Questa discussione l'avevo già avviata alcuni mesi fa ma nessuno mi aveva dato consigli concreti. Ora ho visto quanto ha scritto Camillo50 in relazione alla possibilità di un D.I. verso la curatela e se possibile mi sembra la strada giusta. Il problema è che non sono certo che si possa fare o che sia utile, non perchè non ci sono i soldi ma perchè la Curatela si oppone invocando l'Art 111.

C'è un legale od un esperto in diritto fallimentare che mi può consigliare?

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