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rosi48

Decreto formazione/aggiornamento amministratori - i condòmini come possono verificare ?

Quest'oggi è entrata in vigore la normativa (decreto) riguardante l'obbligo di formazione e di aggiornamento degli amministratori di condominio.

Ora, senza entrare nel merito del contenuto di questo decreto e prendendo a spunto l'ultimo paragrafo di quanto scritto quest'oggi dall'Avv.to R. Dolci (Condominioweb-sentenze) (che riporto di seguito)

 

Per il resto, solo il tempo ci potrà dire quali effetti tutto ciò provocherà nel nostro sistema giuridico - sociale. Staremo a vedere>.

 

la mia domanda è la seguente: " i condòmini hanno il diritto di verificare se il loro amministratore ha seguito regolarmente i corsi di aggiornamento professionale (direttamente o anche 'on line') ?

E se sì, come possono - materialmente - verificare che ciò è avvenuto?

Dato che - mi pare di capire (e qui non c'è privacy che tenga; ci mancherebbe altro....) se io o qualche altro chiedesse all'amministratore di esibire "la prova" della frequentazione come dovrebbe/potrebbe avvenire, in concreto questo controllo ?

 

Grazie per i chiarimenti che qualcuno vorrà fornire.

mesi fa ho chiamato una primaria associazione a Milano , che mi ha confermato l'assunzione da parte del mio amministratore, del completamento del corso che tra l'altro durava 6/7 mesi ... Penso che possa bastare !

In realtà poco cambia, ma tanto per precisare l'entrata in vigore del provvedimento è il 09/10/2014!

Inoltre, visto l'obbligo, sarebbe indicato che l'amministratore informasse i condomini sull'associazione presso la quale svolge gli aggiornamenti obbligatori annuali e dove ha svolto il corso di formazione iniziale... se non ha niente da nascondere... dovrebbe farlo!

Intanto grazie per le risposte. Dalle quali evinco che potrebbe essere non proprio così facile accertarsi che il proprio amministratore

ha partecipato ai previsti corsi di aggiornamento. Infatti rivolgersi all'associazione a cui è iscritto (e presso la quale si presume abbia frequentato il corso di aggiornamento) è qualcosa alla quale avevo pensato pure io. Resta da vedere se tutte le associazioni vorranno fornire le informazioni. Oltretutto, poiché molti amministratori hanno/avranno frequentato corsi di aggiornamento non riconosciuti (e qui ti voglio vedere come delle persone 'comuni' possono stabilire la legittimità di certe pseudo-associazioni...che erogano/hanno erogato corsi a gò-gò) esibiranno certificazioni della cui veridicità ci sarà sempre da dubitare.

Quindi anche sul fronte corsi formazione/aggiornamento molti amministratori "scorretti" riusciranno a farla franca e quindi a non rientrare fra quelli che commettono le cosiddette . Che poi, nonostante queste gravi irregolarità siano state individuate/ribadite con la nuova legge 220/2012, nel concreto nessuno potrà mai essere revocato per averle commesse.

Perché, alla fine, sembra che in materia condominiale, di grave non ci sia proprio nulla; o quasi. Quindi a seguire i corsi di aggiornamento - veri - saranno sempre pochi ed altrettanto pochi saranno i condòmini che volessero verificarlo.

Oggi giorno ci sono ancora amministratori che fanno bilanci di 5 anni in 1 e rimangono li al loro posto, quindi la formazione non verrà neanche presa in considerazionne dai condomini.......................

Eh sì; penso proprio che sia così. Del resto a volersi accertare che il proprio amministratore faccia le cose in modo regolare e corretto sono pochissimi. E di solito sono quelli che .

La 'massa' degli amministrati non si interessa di nulla o quasi (a meno che non si verifichino problematiche che li riguardano direttamente: ovvero che la loro proprietà possa, in qualche modo, essere danneggiata da strutture comuni....) e pertanto ciascun amministratore farà come gli pare. Quelli corretti e regolari frequenteranno i corsi di aggiornamento; gli altri, si barcameneranno fra corsi on line e corsi fantasma di cui (quasi) nessuno accerterà l'esistenza. D'altronde, .......c'è la crisi (!)

Ma le leggi e le normative, cosa le scrivono a fare?

Eh sì; penso proprio che sia così. Del resto a volersi accertare che il proprio amministratore faccia le cose in modo regolare e corretto sono pochissimi. E di solito sono quelli che .

La 'massa' degli amministrati non si interessa di nulla o quasi (a meno che non si verifichino problematiche che li riguardano direttamente: ovvero che la loro proprietà possa, in qualche modo, essere danneggiata da strutture comuni....) e pertanto ciascun amministratore farà come gli pare. Quelli corretti e regolari frequenteranno i corsi di aggiornamento; gli altri, si barcameneranno fra corsi on line e corsi fantasma di cui (quasi) nessuno accerterà l'esistenza. D'altronde, .......c'è la crisi (!)

Ma le leggi e le normative, cosa le scrivono a fare?

NO è la massa degli amministrati che vuole pagare il meno possibile, convinta erroneamente che siamo tutti uguali, ad essere colpevole

non fanno mai confronti al di là del prezzo, mai

non chiedono mai, mi fà vedere come sono i suo consuntivi, quali informazioni riporta, me li spiega ...

etc.... etc....

 

il problema sono i condomini, non gli amministratori

i problemi sono sia gli uni che gli altri, il problema sono gli italiani o meglio gli italioti, ovvero la stragrande maggioranza di italiani ignoranti (fatevi un giro nei centri commerciali il sabato pomeriggio e aprite gli occhi ), superficiali (basta giocare con lo smartphone), e ahimè anche furbetti (questi piu' che altro sono tra gli amm.)

gli iscritti alle associazioni, nel testo di delibera della loro nomina lo scrivano quasi sempre dove sono iscritti

la formazione non è obbligatorio farla presso la propria associazione

io sono iscritta Anaci, da ieri a Bologna stò facendo un corso per Revisori condominiali presso l'Anap che prevede anche l'esame finale come indica il decreto formazione

ma ho anche in programma di andare il 28 novembre sempre a Bologna per un incontro Anaci sulle nuove norme del riscaldamento e su impianti elettrici, è un incontro formativo di anaci che si aggiunge ad altri fatti quest'anno prima del decreto che mi da i crediti formativi Anaci ma mi pare di aver capito non sono quelli della legge

gli iscritti agli albi quando hanno il loro incontri formativi non devono poi fare l'esame

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le varie associazioni, in attesa che lo stato si renda conto che manca qualcuno che controlli l'assolvimento dei vari obblighi, stanno valutando come farlo loro

 

ma gli iscritti alle varie associazioni non sono nulla, rispetto agli oltre 300.000 amministratori in Italia

 

I CONDOMINI DEVONO SECONDO ME, RIVOLGERSI ALLE VARIE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI E SEGNALARE QUESTO PROBLEMA

le associazioni amministratori ci stanno provando, ma non le ascolta nessuno

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il mercato lo possono cambiare solo i clienti, siete voi che dovete premiare chi si forma

noi possiamo solo impegnarci, ma se a voi non interessa, se non siete disposti a pagarci adeguatamente e virate sempre a favore di chi chiede meno ...

Difficilmente se uno va dal medico, DEVE preoccuparsi se questo è veramente laureato, si aggiorna, è assicurato. Periodicamente salta fuori, ben raramente, qualche medico che non ha la laurea (ed è pure bravo) e fa veramente notiziona. Succede anche per gli avvocati, per gli ingegneri, per i geometri, per i notai. Non sto dicendo che TUTTI i medici sono bravissimi, sto dicendo che hanno TUTTI i requisiti "minimi" per poter esercitare, poi ovviamente ci sono i maestri e gli scarponi, ed in genere è il "passa parola" che ci porta dai migliori (tasche permettendo). Gli Amministratori Condominiali sono tra i pochi "professionisti" che sfuggono a questa regola, perchè è una professione non riconosciuta, non soggetta ad alcun controllo "interno" (ordine, albo). Gli amministratori sono come i tatuatori, sono "finti professionisti" accumunati e regolarizzati da una Legge (la 4/2013) che è una porcata galattica. Non c'è nulla, ma proprio nulla, di professionalizzante in quella Legge, è tutto molto ben risolvibile aggiungendo in calce una ridicola postilla "professione svolta secondo Legge 4/2013" e ti autocertifichi di essere professionista. Adesso è venuto fuori questo "decreto formazione ed aggiornamento" che è ridicolo quanto e quasi la citata Legge. Diciamo che quella degli Amministratori di Condominio è una professione svolta con molta leggerezza, impreparazione, inadeguatezza, pressapochismo, quando non anche con plateale disonestà e trascuratezza. E' vero che i condòmini cercano il risparmio, perchè non riconoscono e non vedono la professione, perchè sono abituati solo e sempre a vedere cialtroni che hanno come unico fine lucrare su tutto, e ne hanno conferma da i vari idraulici, ascensoristi, antennisti. Quando ho iniziato, un anno fa, la seconda cosa che mi chiedevano i fornitori dopo il cellulare era "quanto volevo io" per fare i lavori, e si stupiscono molto quando rispondevo, e rispondo: "quello che mi darebbe lo faccia in sconto al condominio, e lo scriva in chiaro" ..... mi han detto che lo fanno tutti di prendere la "mazzetta" (poi è pieno di verginelle che spergiurano di non essere loro). I condòmini si stupiscono se parli loro via email (nessuno si abbassa a tanto, i condòmini sono solo cag....zo) e se gli rispondi subito, stralunano se metti in internet (io uso condofree) gli estratti conto e le pezze giustificative con il quaderno di cassa, non credono alle loro orecchie se rispondi al cellulare la domenica: NON sono abituati ad avere a che fare con professionisti, con gente seria, come il Cardiologo o come il Commercialista. Non sono abituati a farsi girare a loro stessi i preventivi, e poi a mandarli a me per portarli in assemblea, non sono abituati a scegliere ditte e imprese, parametrizzando e confrontando dei parametri indice per scegliere oggettivamente. Queste cose non le insegnano ai corsi, neppure a quelli "innovativi", queste cose le sai solo se sei cresciuto in un ambiente e con un percorso professionalizzante, come cresce un medico, e che ad adesso è completamente assente per gli Amministratori Condominiali.

se un ingegnere o un medico sono senza titoli, ti rivolgi all'ordine

con l'amministratore no, non c'è nessuno a cui rivolgersi, eppure io avrei qualche nominativo da fare, qualcuno da eliminare dalla piazza

 

per il resto i fornitori purtroppo non fanno prezzi diversi fra chi chiede e chi non chiede, questo fà sentire chi chiede a posto con la coscienza e chi non chiede dopo tanti anni ancora in lotta per sopravvivere in dignità, un imbecille, deficiente, stupido etc... etc...

 

rispondere la domenica al telefono non è da professionista ma da schiavo

l'avvocato non lo chiami di domenica etc... etc...

il medico se è in reperibilità si, ma è pagato per la reperibilità e non è reperibile 24H su 24h 365gg l'anno

i furbetti sono sia fra gli amministratori (il più delle volte) che fra i condòmini. Con la differenza che i 'furbetti' condòmini, alla fine, sono pur sempre tenuti a prendere per buono ciò che i furbetti amministratori - troppo spesso - gli propinano in termini di conteggi e riparti condominiali. E quindi di spese da pagare.

L'etica professionale dovrebbe indurre a comportarsi sempre e comunque in modo corretto; a prescindere dal fatto che gli amministrati siano più o meno dei 'furbetti' o dei babbei.

Se non si intende seguire certe regole e certi principii - pur in presenza di difficoltà e problematiche che comporta l'amministrare condomìnii - bisognerebbe avere il coraggio di prenderne atto e dedicarsi ad altro.

i furbi sono prevaletemente fra i condomini (anche solo perchè sono di più per numero)

il finanziere nuovo condomino che per prima cosa all'assemblea propone di sostituire l'impresa di pulizie con la vicina

il professore che taccia per ladro il giardiniere e quindi me, perchè per il taglio erba vuole 60€ (iva, inps e inal e materiale compreso) e si propone per 30€ in nero e materiale a rimborso

l'altro che vince facile con la sua pessima ditta sapendo i prezzi degli altri e al momento di pagare lamenta che gli hai addebitato i costi del balcone perchè è scontato che lui doveva avere un ritorno ????

... ...

il mio osservatorio è più veritiero di questo sito perchè:

1) nel sito è ovvio che arrivano solo le lamentele

2) le lamentele sono spesso incomplete dei fatti, qualche volta a forza di domandare arriviamo più vicini alla verità, e la verità è che spesso i ns clienti non vogliono sentire che hanno torto

 

credo che nel rispondere ai quesiti non si dovrebbe mai partire dal presupposto che c'è un amministratore delinquente

non è corretto sputare sugli altri senza sapere tutto e in ogni caso esiste sempre l'errore per fretta, eccesso di lavoro, ignoranza perchè non si può sapere tutto di tutto come si pretende dall'amministratore

facciamo un buon servizio se facciamo le adeguate domande per tentare di arrivare alla verità dei fatti

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i condomini hanno sempre armi contro gli amministratori

sono gli amministratori che non ne hanno mai a sufficienza, perchè noi siamo sempre dalla parte dei clienti ma i clienti non sono mai dalla nostra parte e si approfittano spesso di noi, del ns desiderio di rispetto, facendo gli amiconi per ottenere favori gratis, poi alla prima occasione ci fregano, perchè godono nel poter esercitare potere su un altro essere umano

la formazione non è obbligatorio farla presso la propria associazione

.

Verifica questo,al momento non mi risulta.

 

- - - Aggiornato - - -

 

Quest'oggi è entrata in vigore la normativa (decreto) riguardante l'obbligo di formazione e di aggiornamento degli amministratori di condominio.

Ora, senza entrare nel merito del contenuto di questo decreto e prendendo a spunto l'ultimo paragrafo di quanto scritto quest'oggi dall'Avv.to R. Dolci (Condominioweb-sentenze) (che riporto di seguito)

 

Per il resto, solo il tempo ci potrà dire quali effetti tutto ciò provocherà nel nostro sistema giuridico - sociale. Staremo a vedere>.

 

la mia domanda è la seguente: " i condòmini hanno il diritto di verificare se il loro amministratore ha seguito regolarmente i corsi di aggiornamento professionale (direttamente o anche 'on line') ?

E se sì, come possono - materialmente - verificare che ciò è avvenuto?

Dato che - mi pare di capire (e qui non c'è privacy che tenga; ci mancherebbe altro....) se io o qualche altro chiedesse all'amministratore di esibire "la prova" della frequentazione come dovrebbe/potrebbe avvenire, in concreto questo controllo ?

 

Grazie per i chiarimenti che qualcuno vorrà fornire.

Al momento non è ancora chiaro quali corsi faranno formazione,sicuramente non si tratterà dei corsi di inzio,ma di corsi di aggiornamento/approfondimento.

Quindi,lecita la domanda ma forse troppo prematura.

Caro prociotta, posso comprendere le singole situazioni che si vengono a creare nelle tante migliaia di condominii (che comunque anche io personalmente conosco in modo più o meno diretto) che talvolta assumono il carattere di veri e propri deprecabili paradossi.

Ma asserire che gli scorretti e i furbetti sono in prevalenza i condòmini solo perché numericamente maggiori degli amministratori. Se si fa la proporzione fra numero di condominii amministrati e amministratori, il rapporto scende. E talvolta anche di parecchio (si pensi a quegli studi che amministrato centinaia di condominii privati o degli enti pubblici....).

Ma francamente - da quello che si legge ( e non solo su questo sito, ovviamente) - emerge purtroppo che sono coloro che amministrano (poco professionalmente, quando non scorrettamente) ad essere in maggioranza annoverati fra i cosiddetti 'furbetti'. O furbastri che dir si voglia.

E poi non è affatto vero che i condòmini (buoni o meno buoni che siano) abbiano più armi contro gli amministratori. Semmai, stando a quanto emerso in quest'ultimo anno e mezzo, è il contrario. Come ho già avuto modo di dire, un rapporto dell'Anaci (ma non solo) ha appurato che fra il 2013 ed il primo trimestre del 2014 il 90% delle domande di revoca (giudiziale) presentate da qualche migliaio di condòmini è stato sistematicamente rigettato dai giudici. Quasi sempre con una motivazioni alquanto vaghe che lasciano i ricorrenti più che perplessi e delusi dato che le cosiddette irregolarità (anche gravi) vengono ritenute in qualche modo 'sopportabili' nonostante quanto previsto e indicato da quei 2-3 articoli novellati (1129 1130 ecc.) dalla legge 220/2012.

Quindi un grandissimo numero di amministratori (moltissimi dei quali certamente non corretti e professionali) hanno potuto farla franca. Mentre i condòmini-ricorrenti - per presentare i loro ricorsi - hanno dovuto pur sempre sobbarcarsi i costi per le parcelle dei legali. In quanto, dall'inizio del corrente anno, l'istituto della "volontaria giurisdizione" (e quindi anche per la domanda di revoca giudiziale) prevede che si debba ricorrere solamente per tramite di un avvocato.

la formazione non è obbligatorio farla presso la propria associazione...

Verifica questo,al momento non mi risulta...

...Al momento non è ancora chiaro quali corsi faranno formazione,sicuramente non si tratterà dei corsi di inzio,ma di corsi di aggiornamento/approfondimento...

Tranne particolari vincoli imposti dalla propria associazione circa la frequentazione di corsi per poter restare associati alla propria associazione, il Decreto Legge entrato in vigore il 9 ottobre è molto chiaro circa chi può tenere i corsi iniziali e di aggiornamento e le modalità con cui tenere i corsi.

Vista l'esperienza di Prociotta, credo sia durata meno di 10 giorni la mia "profezia" di cui al post n. 23 della seguente discussione:

https://www.condominioweb.com/forum/quesito/anaci-o-anammi-25509/

Caro prociotta, posso comprendere le singole situazioni che si vengono a creare nelle tante migliaia di condominii (che comunque anche io personalmente conosco in modo più o meno diretto) che talvolta assumono il carattere di veri e propri deprecabili paradossi.

Ma asserire che gli scorretti e i furbetti sono in prevalenza i condòmini solo perché numericamente maggiori degli amministratori. Se si fa la proporzione fra numero di condominii amministrati e amministratori, il rapporto scende. E talvolta anche di parecchio (si pensi a quegli studi che amministrato centinaia di condominii privati o degli enti pubblici....).

Ma francamente - da quello che si legge ( e non solo su questo sito, ovviamente) - emerge purtroppo che sono coloro che amministrano (poco professionalmente, quando non scorrettamente) ad essere in maggioranza annoverati fra i cosiddetti 'furbetti'. O furbastri che dir si voglia.

E poi non è affatto vero che i condòmini (buoni o meno buoni che siano) abbiano più armi contro gli amministratori. Semmai, stando a quanto emerso in quest'ultimo anno e mezzo, è il contrario. Come ho già avuto modo di dire, un rapporto dell'Anaci (ma non solo) ha appurato che fra il 2013 ed il primo trimestre del 2014 il 90% delle domande di revoca (giudiziale) presentate da qualche migliaio di condòmini è stato sistematicamente rigettato dai giudici. Quasi sempre con una motivazioni alquanto vaghe che lasciano i ricorrenti più che perplessi e delusi dato che le cosiddette irregolarità (anche gravi) vengono ritenute in qualche modo 'sopportabili' nonostante quanto previsto e indicato da quei 2-3 articoli novellati (1129 1130 ecc.) dalla legge 220/2012.

Quindi un grandissimo numero di amministratori (moltissimi dei quali certamente non corretti e professionali) hanno potuto farla franca. Mentre i condòmini-ricorrenti - per presentare i loro ricorsi - hanno dovuto pur sempre sobbarcarsi i costi per le parcelle dei legali. In quanto, dall'inizio del corrente anno, l'istituto della "volontaria giurisdizione" (e quindi anche per la domanda di revoca giudiziale) prevede che si debba ricorrere solamente per tramite di un avvocato.

i tribunali non amano gli amministratori, se hanno perso contro l'amministratore è perchè aveva evidentemente ragione

Tranne particolari vincoli imposti dalla propria associazione circa la frequentazione di corsi per poter restare associati alla propria associazione, il Decreto Legge entrato in vigore il 9 ottobre è molto chiaro circa chi può tenere i corsi iniziali e di aggiornamento e le modalità con cui tenere i corsi.

Vista l'esperienza di Prociotta, credo sia durata meno di 10 giorni la mia "profezia" di cui al post n. 23 della seguente discussione:

https://www.condominioweb.com/forum/quesito/anaci-o-anammi-25509/

prima della riforma del codice e della legge sulle professioni non regolamentate

alcune associazioni fra cui l'anaci prevedevano e prevedono tutt'ora l'obbligo di crediti formativi, generalmente in appuntamenti da loro organizzati o che comunque avevano chiesto il loro accredito

un tot di crediti annui, da acquisire anche spezzettati

qualcosa di simile a quanto fanno avvocati, geometri, etc.... ma in forma totalmente volontaria a differenza degli albi

 

es io non per i crediti, ma per quanto diranno, venerdì 28 novembre andrò a bologna, al teatro galliera in via matteotti ore 16 per un incontro anaci su

Impianti di riscaldamento centralizzato alla luce nell'ultima normativa, quando è necessaria l'omologazione inail, quando occorre aggiornarla, chi deve eseguire i lavori, responsabilità

Imp elettrici

pratiche inail ex ispesl come recuperare i documenti se mancano etc...

moderatore Geom Marchesi del Centro studi anaci regione emilia romangna e nazionale

 

questo appuntamento che nasce in parte per una recente normativa e che si aggiunge a tanti altri momenti formativi, da quanto ho capito non mi farà maturate i crediti formativi di cui al codice civile, perchè se non ho compreso male per questi sono necessari 15 ore e un esame finale https://www.condominioweb.com/formazione-attenzione-ai-corsi-fuffa-organizzati.11429

un aggiornamento come quello della riforma richiede una programmazione anticipata, ignorando che noi in realtà abbiamo più bisogno di momenti di formazione periodica sulle novità che non sono programmabili di anno in anno e non richiedono 15 ore ...

 

il risultato sarà che quelli che ci tengono a fare quello che chiede la legge, finiranno per fare corsi a pagamento che saranno soprattutto di "ripasso" "approfondimento" quindi altre spese e altro tempo

io per quest'anno ho deciso di fare un corso di 5gg con esame con RevCond revisori contabili nata da una costola di Anap

 

sono quasi certa che potranno essere fatti presso altre strutture, diverse dalle associazioni di appartenenza

rimane ovviamente l'obbligo per gli iscritti volontari ad un associazione di conseguire i crediti formativi per l'associazione se questa lo prevede, se quindi li faccio con anaci, maturerà entrambi i crediti, in alcune occasioni e sul sito anaci il mio cliente può vedere se sono regolarmente iscritta, quindi sà, che ho fatto formazione

 

tutte le associazioni, in mancanza di un elenco "pubblico" stanno pensando a come fare affinchè i clienti possano verificare se l'iscritto ha i requisiti di legge compresa la formazione di legge

se ci fosse un elenco presso la cciaa come per gli agenti immobiliari sarebbe tutto più semplice

per es al termine del mio corso organizzato da Anap, mederebbe le credenziali del corso alla cciaa e l'elenco di chi lo ha superato, indipendentemente dal fatto che uno è anaci, l'altro anap e l'altro ancora anammi

 

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formazione è anche andare all'EcoCondominio di rimini http://www.condominioeco.eu/IT/convegni.xhtml

ma non si matura nessun credito, ne per le associazioni ne per il codice, eppure ci si và per trovare risposte da dare ai ns clienti

Quando come Amministratore inizi a pubblicare (rendere pubblico ed accessibile a tutti i condòmini) l'estratto conto, copia dei giustificativi di spesa (file pdf con tutti i giustificativi organizzati e catalogati), ed il registro di cassa (tutti i movimenti entrate ed uscite) e lo aggiorni tutti i mesi, diventa dura trassare sui conteggi. Io sto "piacevolmente" scoprendo che se tratti le persone (condòmini e fornitori) con il dovuto rispetto e dimostri loro di lavorare seriamente e correttamente, sanno riconoscere quello che fai e come lo fai. Chiaro che ci sono sempre eccezioni, ma questo è in ogni attività e contatto umano (quello che insulta il professore, il tranviere, il medico del pronto soccorso ..... l'amministratore).

e daje.... come dicono a Roma. Questa risposta me l'aspettavo; ma non è affatto vero. È mai possibile che su qualche migliaio di domande di revoca (respinte per il 90%) non ce ne sia stata una fondata? Io (e non solo io) dico che ce n'erano sicuramente più della metà. Ma poiché i giudici voglio scoraggiare la promozione di azioni giudiziarie (ci sono 5 milioni di cause irrisolte riguardanti prevalentemente liti condominiali.......) allora preferiscono tagliar corto respingendo per la quasi totalità le domande dei ricorrenti. Che per evitare ulteriori esborsi (costo dei legali che devono rappresentarli in tali circostanze) preferiscono lasciar perdere.

Ora, poiché - come si diceva - molti (in certi casi addirittura troppi) amministratori rientrano nella categoria dei furbetti o furbacchioni, l'esito (per loro favorevole) dei ricorsi li fa sentire ancor più legittimati a continuare nei loro comportamenti scorretti.

Insomma la situazione di ingolfamento dei tribunali è praticamente la vera ragione dei rigetti da parte dei giudici. Nient'altro.

Quindi esimio prociotta, con tutto il rispetto dico che c'è poco da esultare: c'è invece da fare una seria e profonda riflessione ed ammettere che il più delle volte - molti degli amministratori che si lagnano addossando sistematicamente le colpe sui condòmini - svolgono la loro attività (in modo tutt'altro che professionale) solo grazie a simili incongruenze di sistema.

Essere corretti e professionali costa senz'altro molta più fatica dall'essere dei semidilettanti.

Quando come Amministratore inizi a pubblicare (rendere pubblico ed accessibile a tutti i condòmini) l'estratto conto, copia dei giustificativi di spesa (file pdf con tutti i giustificativi organizzati e catalogati), ed il registro di cassa (tutti i movimenti entrate ed uscite) e lo aggiorni tutti i mesi, diventa dura trassare sui conteggi. Io sto "piacevolmente" scoprendo che se tratti le persone (condòmini e fornitori) con il dovuto rispetto e dimostri loro di lavorare seriamente e correttamente, sanno riconoscere quello che fai e come lo fai. Chiaro che ci sono sempre eccezioni, ma questo è in ogni attività e contatto umano (quello che insulta il professore, il tranviere, il medico del pronto soccorso ..... l'amministratore).

Per mia esperienza la massima trasparenza e la massima disponbilità hanno due inconvenienti:

1) la stragrande maggioranza dei condomini non ha alcuna competenza contabile (e sarei tentato di aggiungere che non ha alcuna competenza in generale), ragione per cui più elementi informativi gli rendi accessibili e più gli nascono dubbi (infondati) e domande (assurde). Paradossalmente maggiore è il livello di trasparenza e maggiore diventa il carico di spiegazioni, indicazioni, risposte che sei poi tenuto a dare. La trasparenza è un boomerang molto difficile da maneggiare, perchè più incoraggi la partecipazione attiva più l'incompetenza (e la meschinità) dei condomini ti portano via tempo e salute.

2) Se il lavoro dell'amministratore fosse remunerato a tempo, come quello di altre categorie professionali, nessun problema, ma dal momento che molti amministratori si prestano alla demenziale consuetudine di farsi pagare a forfait, maggiore è il dispendio di tempo e minore il ritorno economico. E' vero i condomini (in alcuni casi) sanno riconoscere quello che fai e come lo fai. Possono anche apprezzare la trasparenza e la correttezza, peccato che non siano disposti a remunerarla. Se io mi faccio il mazzo per offrire l'eccellenza e quello che me ne viene è poco più che una pacca sulla spalle, pemettimi ma non si è granchè motivati a fare del proprio meglio.

Per mia esperienza la massima trasparenza e la massima disponbilità hanno due inconvenienti:

1) la stragrande maggioranza dei condomini non ha alcuna competenza contabile (e sarei tentato di aggiungere che non ha alcuna competenza in generale), ragione per cui più elementi informativi gli rendi accessibili e più gli nascono dubbi (infondati) e domande (assurde).

Paradossalmente qualcuno che sappia fare le 4 operazioni nel condominio si trova sempre e meno elementi informativi rendi accessibili e più nascono dubbi (fondati) e domande pertinenti.

A volte può bastare un solo condòmino (parlo per esperienza personale) a far revocare il professionista.

 

Paradossalmente maggiore è il livello di trasparenza e maggiore diventa il carico di spiegazioni, indicazioni, risposte che sei poi tenuto a dare. La trasparenza è un boomerang molto difficile da maneggiare, perchè più incoraggi la partecipazione attiva più l'incompetenza (e la meschinità) dei condomini ti portano via tempo e salute.

Paradossalmente da che ho dotato tutti i condòmini di password consultiva del c/c on line e da che ho messo sul sito web del condominio ogni singolo cartaceo in mio possesso, ho perso perfino il gusto di dare spiegazioni perchè non ho richieste.

 

2) Se il lavoro dell'amministratore fosse remunerato a tempo, come quello di altre categorie professionali,...

Forse si correrebbe il rischio di una maggiore mancanza di trasparenza per poter spiegare tutto a pagamento presso lo studio.

La mia opinione è che molte associazioni di categoria degli amministratori di condominio siano delle organizzazioni e il cui unico o prevalente scopo è quello di spillare soldi agli associati senza fornirgli nessun reale valore aggiunto. I corsi di formazione sono un ulteriore strumento di vessazione a cui gli amministratori devono sottostare ma la cui utilità è prossima allo zero. La mia scelta quindi è quella di non prestarmi a questo teatrino insensato e per molti versi di dubbio gusto: io non frequenterò corsi di aggiornamento e mi porrò deliberatamente fuori legge. Quali saranno le conseguenze? Nessuna naturalmente:alludere a possibili conseguenze fa parte sempre del teatrino.

Se i condomini vanno dal giudice per denunciare il loro amministratore in quanto non "aggiornato", è ovvio e palese che il rapporto di fiducia tra amministratore e amministrati è già venuto meno da tempo. L'intervento del giudice ha il solo scopo di far precipitare una situazione già di per se compromessa. Viceversa condomini che abbiano piena fiducia nel loro amministratore e che siano soddisfatti del suo operato non si sogneranno neppure di mettere in discussione la sua "formazione" professionale e tanto meno si sogneranno di chiederne la revoca al giudice.

 

*****Modificato Staff

 

L'appello che rivolgo a tutti gli amministratori di condominio è: ribellatevi ai corsi farsa, se necessario ribellatevi alla legge. Il legislatore non ha voluto darci un albo e una legge come si deve? E allora adesso non venga a romperci i c......i con queste panzane ad uso e consumo delle solite combricole di associati e furbetti.

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