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angelpippi

Decisioni prese senza convocazione di assemblea

buonasera nel mio condomino da sabato 30 novembre Italgas ha sospeso la fornitura di gas per una perdita pericolosa in tutto il palazzo.

Solo oggi siamo riusciti a parlare con una squadra di tecnici che ha detto di dover rifare tutto l'impianto e quindi c'e' necessita' di rompere il pavimento dell'androne per far passare i nuovi tubi.

Ora bisogna solo decidere come e dove far passare i nuovi tubi (sarebbe possibileanche a vista sul soffitto) e il responsabile Italgas ha consigliato di prendere la decisione all'interno dell'aseemblea di condominio.

L'amministratore che e' venuto solo oggi ha detto che non c'e' tempo per convocare l'assemblea se vogliamo il gas entro Natale e di decidere tra di noi che tipo di lavori vogliamo fare.

La domanda e' questa cosa comporta prendere decisioni cosi' importanti fuori assemblea condominiale se dovessero poi esserci problemi con i lavori stessi e anche per quanto riguarda l'Assicurazione dello stabile?

grazie per le risposte

Se per accelerare i lavori non s'intende convocare l'assemblea (ma se i condòmini risiedono tutti in loco, con raccomandata a mano si può convocare l'assise anche in 2 giorni 😎

Una perdita tale che induce il gestore a chudere la fornitura è senz' altro di carattere urgente...anche perchè siete senza riscaldamento oltre che possibilità di cucinare.

Appoggio il suggerimento di Olli...la decisione può essere fatta anche porta a porta purchè tutti firmino a favore.

Una perdita tale che induce il gestore a chudere la fornitura è senz' altro di carattere urgente...anche perchè siete senza riscaldamento oltre che possibilità di cucinare.

Appoggio il suggerimento di Olli...la decisione può essere fatta anche porta a porta purchè tutti firmino a favore.

Sono assolutamente d'accordo con l'urgenza... se non lo è questa !!!

A voler fare le pulci l' urgena che dà autonomia all' amminsitratore è per qualocsa che mette a rischio la sicurezza del condominio o delel persone.

 

Visto che è possibile chiudere il gas il rischio non è più presente (per la parte prima del contatore è responsabile il gestore)...quindi non "giustificherei" un amministratore che prenda libera iniziativa in autonomia...ma "sveltirei" il più possibile le procedure.

A voler fare le pulci l' urgena che dà autonomia all' amminsitratore è per qualocsa che mette a rischio la sicurezza del condominio o delel persone.

 

Visto che è possibile chiudere il gas il rischio non è più presente (per la parte prima del contatore è responsabile il gestore)...quindi non "giustificherei" un amministratore che prenda libera iniziativa in autonomia...ma "sveltirei" il più possibile le procedure.

Non sono d'accordo.... chiudere il gas significa limitare fortemente i condomini...

Poco ma sicuro...ma non è a rischio la vita di alcuno.

Disagi a iosa e ancora maggiori spese per riscaldarsi/cucinare ma il fermo è comunque obbligatorio. Di fatto però la "rinuncia" al gas potrebbe anche essere una decisione autonoma (irrealistica)...quindi inammissibile una iniziativa dell' Amministratore che faccia fare lavori senza autorizzazione

Come è stato precedentemente detto "L’amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea" quanto citato dall'utente giglio2 è testualmente riportato dall'art. 1135, di fatto il carattere urgente è opinale ma di certo il testo legge non dice solo in caso di pericolo di vita.

Comunque a mio modesto parere il ripristino del gas rientra nelle urgenze in quanto gli appartamenti senza gas diventerebbero inagibili.

Nell' era dei forni a microonde, delle piastre elettriche se non a induzione e delle stufette portatili perchè mai sarebbero inagibili?

 

Se sono inagibii allora tutti i condomini devono immediatamente uscire e trovarsi un' altra residenza...a nulla varrebbe il pretesto "tra un po' facciamo i lavori".

ART. 4: gli alloggi debbono essere dotati di impianti di riscaldamento ove le condizioni climatiche lo richiedano. La temperatura di progetto dell'aria interna deve essere compresa tra i 18 °C ed i 20 °C; deve essere, in effetti, rispondente a tali valori e deve essere uguale in tutti gli ambienti abitati e nei servizi, esclusi i ripostigli. Nelle condizioni di occupazione e di uso degli alloggi, le superfici interne delle parti opache delle pareti non debbono presentare tracce di condensazione permanente tale mancanza potrebbe comportare l'inagibilità dell'immobile.

 

Detto questo come riportato nella precedente risposta l'art 1135 non dice in nessun modo che il carattere urgente sia solo di natura di pericolo.

 

P.s anche io sinceramente avrei convocato subito una straordinaria, ma questo è il mio pensiero e modo di fare non quanto dice la legge.

Conosco benissimo la Legge per ottenere l' agibilità...ma qui è stata ottenuta a suo tempo.

Se valesse il tuo criterio per un edificio già abitato allora dovrebbero sgombrare subito...cosa che non mi risulta venga fatta in nessun caso (per mancanza di riscaldamento) ma solo per situazioni di pericolo e non di disagio.

 

Magari i lavori richiedono più mesi prima di ripristinare la funzionalità...nel frattempo mandiamo gli ispettori che facciano sgombrare? NO

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