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Tyler_Durden

Convenzione in deroga al 1123 c.c., come tornare alla disciplina legale

Assodato ciò, per analogia, si puó ritenere che per la deroga al nuovo criterio stabilito mediante convenzione, occorre una nuova convenzione adottata all'unanimità.

Secondo voi fila il discorso così argomentato?

E' quello che si sta dicendo dall'inizio del Topic

Si ma lo si sta dicendo in termini diversi... Se non operasse tale analogia, ci si potrebbe chiedere, perché assimilare la deroga ai criteri legali al ripristino dei criteri legali?

Da dove si evince che in quorum richiesto per derogare al 1123 c.c. sia il medesimo richiesto per ripristinare questi criteri?

I dubbi appaiono leciti.

Si ma lo si sta dicendo in termini diversi... Se non operasse tale analogia, ci si potrebbe chiedere, perché assimilare la deroga ai criteri legali al ripristino dei criteri legali?

Da dove si evince che in quorum richiesto per derogare al 1123 c.c. sia il medesimo richiesto per ripristinare questi criteri?

I dubbi appaiono leciti.

La deroga all'unanimità (1000/1000) per un articolo di legge non inderogabile come p.es. i criteri legali dell'art. 1123 si evince dalla giurisprudenza, ovvero se tutti non sono d'accordo, anche un condomino può impugnare per ritornare a quanto stabilito dalla Legge, ci sono anche delle sentenze;

 

In tema di condominio, sono affette da nullità, che può essere fatta valere anche da parte del condomino che le abbia votate, le delibere condominiali attraverso le quali, a maggioranza, siano stabiliti o modificati i criteri di ripartizione delle spese comuni in difformità da quanto previsto dall'art. 1123 c.c. o dal regolamento condominiale contrattuale, essendo necessario per esse il consenso unanime dei condomini, mentre sono annullabili e, come tali, impugnabili nel termine di cui all'art. 1137 c.c., u.c., le delibere con cui l'assemblea, nell'esercizio delle attribuzioni previste dall'art. 1135 c.c., nn. 2 e 3, determina in concreto la ripartizione delle spese medesime in difformità dai criteri di cui all'art. 1123 c.c. (così Cass. 15 dicembre 2011 n. 27016).

Come vedi se la modifica viene effettuata a maggioranza e non all'unanimità, anche chi ha votato favorevole può ritornare sui suoi passi e richiedere sia ripristinato il criterio di Legge, ma se invece c'è l'unanimità come nel vostro caso non si può più tornare indietro, se non all'unanimità.

Grazie mille Tullio... Ho capito

Analizza bene quanto postato da Tullio:

 

2sono affette da nullità, che può essere fatta valere anche da parte del condomino che le abbia votate, le delibere condominiali attraverso le quali, a maggioranza, siano stabiliti o modificati i criteri di ripartizione delle spese comuni in difformità da quanto previsto dall'art. 1123 c.c. o dal regolamento condominiale contrattuale.

Il regolamento contrattuale è un CONVENZIONE, un CONTRATTO.

Per modificare un CONTRATTO occorre l'unanimità di chi lo ha sottoscritto.

Vista l'unanimità dei pareri, pongo un altro profilo, facendo l'avvocato del diavolo: ma se nella delibera in cui si approva la "diversa convenzione" si fa riferimento al bilancio 2015 ad es., essa è da intendersi applicata per quell'anno o a tempo indeterminato? 😉

Vista l'unanimità dei pareri, pongo un altro profilo, facendo l'avvocato del diavolo: ma se nella delibera in cui si approva la "diversa convenzione" si fa riferimento al bilancio 2015 ad es., essa è da intendersi applicata per quell'anno o a tempo indeterminato? 😉

Qui mi trovi in disaccordo Leonardo. "L'avv. del diavolo" da quanto ho capito io, ha posto l'ipotesi di convenzione in deroga adottata con riguardo ad una sola annualità... Essendo un contratto penso si possa sottoporre a condizione o a termine, quindi in questo caso, entrando nel 2016, siccome il consenso unanime alla deroga era limitato per l'anno 2015, automaticamente scaduto il termine si tornerà alla ripartizione legale.

In tale circostanza penso proprio che la convenzione debba essere scritta!

Qui mi trovi in disaccordo Leonardo. "L'avv. del diavolo" da quanto ho capito io, ha posto l'ipotesi di convenzione in deroga adottata con riguardo ad una sola annualità... Essendo un contratto penso si possa sottoporre a condizione o a termine, quindi in questo caso, entrando nel 2016, siccome il consenso unanime alla deroga era limitato per l'anno 2015, automaticamente scaduto il termine si tornerà alla ripartizione legale.

In tale circostanza penso proprio che la convenzione debba essere scritta!

Se non riporti testualmente la convenzione parliamo all'infinito senza capirci.

Nella Convenzione è stato deliberato che le spese di amministrazione 2015 saranno ripartite in parti uguali oppure è stato deliberato che le spese di amministrazione saranno ripartite in parti uguali (senza specificare per una annualità)?

Leonardo... questa del termine è solo un'ipotesi posta dall'utente di cui non ricordo il nome 3 post. fa.

 

Per quanto riguarda la questione posta da me, mi havete già fornito risposte esaustive, la deroga nel mio caso non era condizionata da nessun termine, ma sarà permanente e valida fino ad una nuova convenzione, come tu stesso hai detto.

Leonardo... questa del termine è solo un'ipotesi posta dall'utente di cui non ricordo il nome 3 post. fa.

 

Per quanto riguarda la questione posta da me, mi havete già fornito risposte esaustive, la deroga nel mio caso non era condizionata da nessun termine, ma sarà permanente e valida fino ad una nuova convenzione, come tu stesso hai detto.

E' chiaro che se si delibera una riparto in parti uguali solo per il 2015, vale solo per 2015.

Ti dirò di più:

la deliber di approvazione di questo tipo di riparto, se approvato a maggioranza per un anno, essendo solo un riparto in deroga al criterio legale ma non un criterio di riparto in deroga a quello legale, è semplicemente ANNULLABILE entro i termini di annullabilità da assenti, astenuti e contrari ma non è una delibera NULLA.

Trascorsi i termini di annullabilità, la delibera sarà inoppugnabile.

E' chiaro che se si delibera una riparto in parti uguali solo per il 2015, vale solo per 2015.

Ti dirò di più:

la deliber di approvazione di questo tipo di riparto, se approvato a maggioranza per un anno, essendo solo un riparto in deroga al criterio legale ma non un criterio di riparto in deroga a quello legale, è semplicemente ANNULLABILE entro i termini di annullabilità da assenti, astenuti e contrari ma non è una delibera NULLA.

Trascorsi i termini di annullabilità, la delibera sarà inoppugnabile.

Scusami Leonardo, ma una delibera adottata a maggioranza e non all'unanimità che deroga dal criterio legale, cioè dal cc art 1123 e seguenti, anche se adottata per un anno o per l'occasione di un lavoro specifico, è nulla e non solo annullabile.
Scusami Leonardo, ma una delibera adottata a maggioranza e non all'unanimità che deroga dal criterio legale, cioè dal cc art 1123 e seguenti, anche se adottata per un anno o per l'occasione di un lavoro specifico, è nulla e non solo annullabile.

Si ma se viene approvato un consuntivo con un riparto errato (in deroga) si tratta solo di un consuntivo annullabile.

Si ma se viene approvato un consuntivo con un riparto errato (in deroga) si tratta solo di un consuntivo annullabile.
Se si tratta di consuntivo consuntivo si, sono d'accordo, ma non deve contenere deroghe all'art. 1123 cc e seguenti perchè quelle sono nulle.

Ovvero sono annullabili quelle delibere e, come tali, impugnabili nel termine di cui all'art. 1137 c.c., u.c., le delibere con cui l'assemblea, nell'esercizio delle attribuzioni previste dall'art. 1135 c.c., nn. 2 e 3, determina in concreto la ripartizione delle spese medesime in difformità dai criteri di cui all'art. 1123 c.c. (così Cass. 15 dicembre 2011 n. 27016).

Si ma lo si sta dicendo in termini diversi... Se non operasse tale analogia, ci si potrebbe chiedere, perché assimilare la deroga ai criteri legali al ripristino dei criteri legali?

Da dove si evince che in quorum richiesto per derogare al 1123 c.c. sia il medesimo richiesto per ripristinare questi criteri?

I dubbi appaiono leciti.

Tyler, secondo me va vista così. La convenzione è un contratto. Per stipulare quel contratto serve l'accordo tra tutti i condòmini (art. 1123, primo comma, c.c.). Una volta addivenuti a tale stipula quel contratto a valore di legge tra le parti e può essere modificato solamente con il consenso di tutte quelle parti, salvo diversi accordi, quali diritto di recesso, ecc.

In altre parole: la convenzione dev'essere considerata quello che è, cioè un contratto e di conseguenza soggetta alle regole previste per la modificazione dei contratti.

Ciao sono Salvatore volevo chiarire quanto detto in riferimento al mio condominio.

Il mio palazzo inizialmente nasce come cooperativa di 12 soci col suo bel CF e tutte le spese erano ripartite in parti uguali tra i soci , poi nel 2002 si chiude la Cooperativa e diventa condominio con un nuovo CF, si eredita tacitamente e a consenso unanime non scritto il vecchio modo di ripartire tutte le spese adottato dopo dai vari amministratori succeduti fino al 2010.

Un condomine nel 2010, vende la proprietà, il nuovo condomine, chiede di cambiare la convenzione da sempre adottata, specifico unico condomino che ne fa richiesta.

Ho già letto la tua discussione “Convenzione in deroga al 1123 c.c., come tornare alla disciplina legale”

Vorrei conforto, supposto che venga portata in assemblea tale richiesta, chiedo anche nel mio caso per cambiare la convenzione attuale c’è bisogno dell’unanimità? Inoltre tale istanza per presentarla quante quote devono sottoscriverla siamo dodici condomini ti ringrazio sin dora saluti.

ti consiglio di aprire una nuova discussione, questa risale al 2015

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