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etienne

Contratto locazione e clausola "particolare" si può fare?

Ciao a tutti volevo un vostro parere in merito ad una clausola che ho visto inserita in un Contratto d'affitto.

 

Brevemente.. marito e moglie conduttori indicati nel contratto d'affitto 4+4, la clausola dice che se ad esempio il marito recede dal contratto automaticamente si intende cessato anche per la moglie. la moglie se vuole rimanere nell'immobile dovrà fare un nuovo contratto...

 

Secondo voi è vessatoria questa clausola?

A me sembra che leda la libertà di scelta della moglie... se si separano e il marito se ne va di casa, recede dal contratto automaticamente la moglie si trova sulla strada... sono intestate due persone sul contratto e, secondo me, ognuna di esse ha facoltà decisionale diversa...

 

Boh non lo so... ogni tanto mi stupisco di quello che leggo nei contratti...

Confermo quanto detto da Peppe, d'altronde non potrebbe essere differente, in quanto trattasi di clausola letta e sottoscritta in un contratto 4+4 cioè libero, se la sottoscrivi la devi rispettare se non ti piace non sottoscrivi il contratto che tra l'altro riguarda una clausola usata spessissimo.

Ciao

trattasi di clausola letta e sottoscritta in un contratto 4+4 cioè libero, se la sottoscrivi la devi rispettare se non ti piace non sottoscrivi il contratto che tra l'altro riguarda una clausola usata spessissimo.

il contratto è si libero ma alcuni aspetti sono regolamentati da determinate leggi e, a mio parere, l'art 6 L. 392/78 è uno di quelli che non possono essere frutto di contrattazione:

"In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l'altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest'ultimo. In caso di separazione consensuale o di nullita' matrimoniale al conduttore succede l'altro coniuge se tra i due si sia cosi' convenuto. ((14))

--------------- AGGIORNAMENTO (14) La Corte costituzionale, con sentenza 24 marzo-7 aprile 1988, n. 404 (in G.U. 1a s.s. 13/04/1988, n. 15) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale "dell'art. 6, primo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 ("Disciplina delle locazioni di immobili urbani"), nella parte in cui non prevede tra i successibili nella titolarita' del contratto di locazione, in caso di morte del conduttore, il convivente more uxorio"; ha inoltre dichiarato "la illegittimita' costituzionale dell'art. 6, terzo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392, nella parte in cui non prevede che il coniuge separato di fatto succeda al conduttore, se tra i due si sia cosi' convenuto"; ha inoltre dichiarato "la illegittimita' costituzionale dell'art. 6, della legge 27 luglio 1978, n. 392, nella parte in cui non prevede la successione nel contratto di locazione al conduttore che abbia cessato la convivenza, a favore del gia' convivente quando vi sia prole naturale".

 

Se alcune parti della stessa legge che non prevedevano la successione nel contratto sono stati dichiarati illegittime a livello costituzionale, a maggior ragione una clausola che non preveda la successione (anche se in realtà è già inserita come intestataria del contratto) della moglie (o marito) in caso di separazione sarebbe, a mio parere, da considerarsi nulla.

il contratto è si libero ma alcuni aspetti sono regolamentati da determinate leggi e, a mio parere, l'art 6 L. 392/78 è uno di quelli che non possono essere frutto di contrattazione:

"In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l'altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest'ultimo. In caso di separazione consensuale o di nullita' matrimoniale al conduttore succede l'altro coniuge se tra i due si sia cosi' convenuto. ((14))

--------------- AGGIORNAMENTO (14) La Corte costituzionale, con sentenza 24 marzo-7 aprile 1988, n. 404 (in G.U. 1a s.s. 13/04/1988, n. 15) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale "dell'art. 6, primo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 ("Disciplina delle locazioni di immobili urbani"), nella parte in cui non prevede tra i successibili nella titolarita' del contratto di locazione, in caso di morte del conduttore, il convivente more uxorio"; ha inoltre dichiarato "la illegittimita' costituzionale dell'art. 6, terzo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392, nella parte in cui non prevede che il coniuge separato di fatto succeda al conduttore, se tra i due si sia cosi' convenuto"; ha inoltre dichiarato "la illegittimita' costituzionale dell'art. 6, della legge 27 luglio 1978, n. 392, nella parte in cui non prevede la successione nel contratto di locazione al conduttore che abbia cessato la convivenza, a favore del gia' convivente quando vi sia prole naturale".

 

Se alcune parti della stessa legge che non prevedevano la successione nel contratto sono stati dichiarati illegittime a livello costituzionale, a maggior ragione una clausola che non preveda la successione (anche se in realtà è già inserita come intestataria del contratto) della moglie (o marito) in caso di separazione sarebbe, a mio parere, da considerarsi nulla.

mi sembra che il caso sia diverso ,qui si parla di successione in una condizione normale di contratto di locazione (ovvero il contratto e' in essere,il giudice in caso di separazione attribuisce la casa alla moglie ,essa succede al marito come conduttrice )

 

nel caso esposto sopra non si impedisce la successione ,la clausola afferma solo che se uno dei due disdetta essa e' considerata disdetta congiunta .

 

ove i coniugi dovessero separarsi ,'l'eventuale successione sarebbe salva (che poi essendo gia' entrambi conduttorinon credo che si possa chiamare successione)difatti nel caso esposto la clausola non afferma che se i due si separano il contratto e' disdettato .

A me sembra che leda la libertà di scelta della moglie... se si separano e il marito se ne va di casa, recede dal contratto automaticamente la moglie si trova sulla strada... sono intestate due persone sul contratto e, secondo me, ognuna di esse ha facoltà decisionale diversa...

 

Boh non lo so... ogni tanto mi stupisco di quello che leggo nei contratti...

 

Posto che il contratto di locazione è cointestato a due soggetti congiuntamente e solidalmente denominati conduttori, non è necessario inserire tale clausola, avendo l’azione di recesso del marito efficacia anche per la moglie.

mi sembra che il caso sia diverso ,qui si parla di successione in una condizione normale di contratto di locazione (ovvero il contratto e' in essere,il giudice in caso di separazione attribuisce la casa alla moglie ,essa succede al marito come conduttrice )

 

nel caso esposto sopra non si impedisce la successione ,la clausola afferma solo che se uno dei due disdetta essa e' considerata disdetta congiunta .

 

ove i coniugi dovessero separarsi ,'l'eventuale successione sarebbe salva (che poi essendo gia' entrambi conduttorinon credo che si possa chiamare successione)difatti nel caso esposto la clausola non afferma che se i due si separano il contratto e' disdettato .

Esattamente!

Posto che il contratto di locazione è cointestato a due soggetti congiuntamente e solidalmente denominati conduttori, non è necessario inserire tale clausola, avendo l’azione di recesso del marito efficacia anche per la moglie.

Non è proprio così, altrimenti i contratti cointestati non servirebbero a niente.

Un contratto per essere cointestato deve portare la firma di entrambi i locatari che si assumono in solido gli obblighi previsti a contratto.

In ugual maniera la disdetta deve essere fatta contestualmente da entrambi (o comunque da chi ha sottoscritto il contratto), altrimenti uno solo dei due locatari può anche dare disdetta e lasciare liberi i locali ma resterebbe comunque responsabile in solido del pagamento dell'intero canone in caso chi rimane non dovesse pagare.

 

- - - Aggiornato - - -

 

nel caso esposto sopra non si impedisce la successione ,la clausola afferma solo che se uno dei due disdetta essa e' considerata disdetta congiunta

Era infatti questo quello che intendevo. Se un contratto è firmato prevedendo che chi lo sottoscrive è responsabile in solido di tutte le obbligazioni (canone in primis) derivanti dalla sua firma non si può poi inserire una clausola che afferma che uno solo dei due può dare disdetta (quindi anche senza il consenso dell'altra parte) ed in tal caso il contratto si intende risolto. E' una contradizione.

Allora si fa un contratto in cui i locatari sono responsabili solo per la quota a loro assegnata e non in solido.

Insomma un po' come la storia della botte piena e la moglie ubriaca 😂

secondo me si puo' benissimo inserire detta clausola (visto che e' un contratto libero,quindi cio' puo' essere liberamente contrattualizzabile tra le parti)

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