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Gabriele82

Contratto di Locazione concordato in comune a bassa tensione abitativa

Buongiorno a tutti quanti e complimenti per la qualità del forum.

Ho un quesito al quale non riesco attualmente a dar risposta.

Ho intestato a mio nome un contratto concordato 3 +2 come conduttore nel 2009 per una unità abitativa sita in un comune con 15.000 abitanti, quindi a bassa tensione abitativa. Tale contratto risulta essere registrato presso agenzia delle entrate ed è stata applicata cedolare secca.

Fin qua tutto bene... fino ad un giorno in cui, interessandomi per un'altro appartamento, mi viene detto che il contratto 3+2 nel comune in cui risiedo non è attuabile; mi informano inoltre della presenza di un documento a "tabella" che deve essere allegato al contratto concordato, documento di cui non dispongo infatti alcuna copia.

Le domande sono le seguenti: il mio contratto non è quindi regolare? in che modo posso capire se il proprietario ha fatto le cose nella maniera corretta? e qualora risultasse un contratto irregoalre, cosa rischia il proprietario qualora mi lamentassi con le autorità?

 

Grazie per l'attenzione e per il supporto che vorrete rivolgermi

 

Gabriele

una unità abitativa sita in un comune con 15.000 abitanti, quindi a bassa tensione abitativa

Non è il numero di abitanti che determina se un comune è o meno ad alta tensione abitativa. Devi controllare se compare nella liste delle varie regioni.

 

Se prendiamo ad esempio Lavagna (località che hai messo nel tuo profilo), pur avendo meno di 15.000 abitanti è inserita nell'elenco dei comuni ad alta tensione abitativa della regione Liguria e il contratto sarebbe pienamente regolare.

Grazie per la cortese risposta.

Effetuando una ricerca sul web sul sito del Ministero delle infrastrutture e trasporti (http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=13786), Lavagna non è inclusa nella lista alta tensione abitativa in Liguria ed in comune mi hanno "invitato" a lasciar decorrere la ricerca d momento in cui il contratto è stato presentato all'ufficio entrate....

L'elenco che avevo consultato io non era aggiornato, nel 2004 lavagna ed altri comuni della provincia di GE è stato tolto dall'elenco. Chiedo scusa.

 

Non essendo possibile quindi stipulare un contratto a canone concordato al tuo si applica a tutti gli effetti la normativa prevista per i contratti liberi 4+4.

Questo dimostra ancora una volta che l'AdE non controlla la forma dei contratti e registra tutto.

Grazie a tutti per i Vostri riscontri; a a questo punto,secondo la Vs eseprienza, il contratto stipulato è valido oppure no?

E' valido, ma è da considerarsi un 4+4 !

Conferma e riconoscimento di questo dato di fatto, la puoi ottenere rivolgendoti direttamente all'Ufficio AdE dove è stato registrato il contratto.

Saluti 🙂

Buongiorno a tutti quanti e complimenti per la qualità del forum.

 

 

... fino ad un giorno in cui, interessandomi per un'altro appartamento, mi viene detto che il contratto 3+2 nel comune in cui risiedo non è attuabile;...

 

Gabriele

Non so chi ti abbia dato questa informazione ma per quanto ne so i contratti a canone concordato possono venire stipulabili anche in comuni a bassa tensione abitativa.

per quanto ne so i contratti a canone concordato possono venire stipulabili anche in comuni a bassa tensione abitativa.

Abitando in uno di quei comuni ad alta tensione abitativa non avevo mai approfondito la questione e davo per scontato che fosse così (cioè che fosse possibile solo per tali comuni), ma il tuo post mi ha dato l'occasione per verificare e ho trovato questo in una informativa dell'AdE a riguardo le locazioni:

 

QUANDO SI POSSONO STIPULARE CONTRATTI A CANONE CONCORDATO

Per effetto di un recente provvedimento (Decreto del Ministro delle Infrastrutture del 14/7/2004),

anche nei Comuni dove le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini non hanno ancora conclu-

so gli accordi territoriali, che in base alla legge 431 del 1998 avrebbero dovuto essere sottoscritti

entro il mese di luglio del 1999, è ora possibile stipulare contratti di locazione con un canone con-

cordato, anche per periodi transitori brevi (fino a 18 mesi).

In pratica, il citato decreto ha sostituito gli accordi sulle locazioni concordate, estendendo a tutti i

Comuni la possibilità di applicare le tipologie di locazioni convenzionate, alle condizioni dell’accor-

do territoriale vigente “nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale anche

situato in altra regione”

In particolare, i canoni dei nuovi contratti convenzionati dovranno essere quelli previsti negli accor-

di dei Comuni vicini, aggiornati:

- al 100% della variazione Istat dei prezzi al consumo (più precisamente, della variazione intervenu-

ta tra il mese successivo alla data di stipula dell’accordo territoriale e il mese precedente alla data

di sottoscrizione del nuovo contratto), se nel Comune non è stato ancora firmato un accordo;

- al costo della vita (75% del successivo incremento Istat), in corso di contratto.

Le agevolazioni fiscali (vedi capitoli successivi) sono previste, comunque, solo per i proprietari (e gli

inquilini) degli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa. Non sono previste agevola-

zioni Irpef o riduzione dell’imposta di registro per le locazioni transitorie, la cui convenienza per il

locatore è, pertanto, unicamente quella della breve durata del contratto

 

e ancora:

 

LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO

Tipo A:

- di durata 3 anni + 2 di rinnovo obbligatorio (salvo facoltà del locatore di negarlo per i motivi indicati nell’art. 3 della legge 431/98).

- Sono previste agevolazioni fiscali se l’immobile si trova in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa.

Devo quindi ricredermi, da quanto scritto sembrerebbe che le locazioni a canone concordato siano possibili anche nei comuni che non rientrano nella lista di quelli ad alta tensione abitativa, per la determinazione del canone si fa riferimento agli accordi territoriale stabiliti “nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale anche situato in altra regione”.

L'unica limitazione risiede nel fatto che per i contratti a canone concordato stabiliti in comuni non ad alta tensione abitativa non si applicano le agevolazioni fiscali previste, prima fra tutte l'aliquota ridotta al 10% in caso di cedolare secca ma quella al 19% prevista per i contratti "liberi"

 

Attendo che qualcuno confermi o corregga quello che ho scritto.

Abitando in uno di quei comuni ad alta tensione abitativa non avevo mai approfondito la questione e davo per scontato che fosse così (cioè che fosse possibile solo per tali comuni), ma il tuo post mi ha dato l'occasione per verificare e ho trovato questo in una informativa dell'AdE a riguardo le locazioni:

 

QUANDO SI POSSONO STIPULARE CONTRATTI A CANONE CONCORDATO

Per effetto di un recente provvedimento (Decreto del Ministro delle Infrastrutture del 14/7/2004),

anche nei Comuni dove le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini non hanno ancora conclu-

so gli accordi territoriali, che in base alla legge 431 del 1998 avrebbero dovuto essere sottoscritti

entro il mese di luglio del 1999, è ora possibile stipulare contratti di locazione con un canone con-

cordato, anche per periodi transitori brevi (fino a 18 mesi).

In pratica, il citato decreto ha sostituito gli accordi sulle locazioni concordate, estendendo a tutti i

Comuni la possibilità di applicare le tipologie di locazioni convenzionate, alle condizioni dell’accor-

do territoriale vigente “nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale anche

situato in altra regione”

In particolare, i canoni dei nuovi contratti convenzionati dovranno essere quelli previsti negli accor-

di dei Comuni vicini, aggiornati:

- al 100% della variazione Istat dei prezzi al consumo (più precisamente, della variazione intervenu-

ta tra il mese successivo alla data di stipula dell’accordo territoriale e il mese precedente alla data

di sottoscrizione del nuovo contratto), se nel Comune non è stato ancora firmato un accordo;

- al costo della vita (75% del successivo incremento Istat), in corso di contratto.

Le agevolazioni fiscali (vedi capitoli successivi) sono previste, comunque, solo per i proprietari (e gli

inquilini) degli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa. Non sono previste agevola-

zioni Irpef o riduzione dell’imposta di registro per le locazioni transitorie, la cui convenienza per il

locatore è, pertanto, unicamente quella della breve durata del contratto

 

e ancora:

 

LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO

Tipo A:

- di durata 3 anni + 2 di rinnovo obbligatorio (salvo facoltà del locatore di negarlo per i motivi indicati nell’art. 3 della legge 431/98).

- Sono previste agevolazioni fiscali se l’immobile si trova in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa.

Devo quindi ricredermi, da quanto scritto sembrerebbe che le locazioni a canone concordato siano possibili anche nei comuni che non rientrano nella lista di quelli ad alta tensione abitativa, per la determinazione del canone si fa riferimento agli accordi territoriale stabiliti “nel Comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale anche situato in altra regione”.

L'unica limitazione risiede nel fatto che per i contratti a canone concordato stabiliti in comuni non ad alta tensione abitativa non si applicano le agevolazioni fiscali previste, prima fra tutte l'aliquota ridotta al 10% in caso di cedolare secca ma quella al 19% prevista per i contratti "liberi"

 

Attendo che qualcuno confermi o corregga quello che ho scritto.

Pensa, stavo proprio per aggiornare ciò che avevi asserito prima, con quanto hai ora corretto giustamente e che, almeno io, confermo in toto.

Ciao

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