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Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
maxc86

Contratto a uso transitorio senza motivazione

buonasera volevo illustravi il mio problema,

 

mi sono trasferito a milano per lavoro e sono andato ad abitare in affitto, dato il mio contratto inizialmente a tempo determinato per il primo anno abbiamo stipulato un contratto transitorio sulla base del mio contratto di lavoro, tale contratto dopo 9 mesi è diventato a tempo indeterminato, nonostante ciò il locatore per il secondo anno mi rinnova il contratto per un altro anno sempre ad uso transitorio, a questo punto non so secondo quali basi sia stato possibile, io firmo e continuo a pagare regolarmente, il problema nasce adesso, il contratto del secondo anno è scaduto al 30/04/2017 e il locatore inizialmente mi diceva di voler rinnovare il contratto salvo poi cambiare idea e il 26/05/2017 mi comunica verbalmente di voler vendere l immobile e mi esorta (se non interessato all'acquisto) di liberarlo entro circa 3 mesi.

 

ora la mia domanda è: il secondo contratto può ritenersi regolare nonostante non ci sia documentazione che attesti il motivo della transitorietà? può cacciarmi di casa senza alcun preavviso? ringrazio coloro risponderanno

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e qualora il locatore si rifiutasse di fare il 4+4? essendo che lui ha intenzione di vendere non penso proprio sia d accordo, a me invece farebbe comodo rimanere nell immobile in quanto attualmente non ho un altra soluzione dove andare a stare

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la legge e' legge .

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quindi mi confermi che di fatto il contratto è diventato un 4+4 senza che lui possa fare diversamente? scusami se ti chiedo conferma ma questa cosa mi farebbe parecchio comodo

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esatto nei fatti diventa un 4+4 ,poi se comunque il proprietario non riconosce cio' sara ' un giudice che sentenziera' il 4+4 .

 

- - - Aggiornato - - -

 

In sostanza un contratto di locazione transitoria firmato senza che ne ricorrano i presupposti è censurabile da questo punto di vista e il conduttore a sua scelta può chiedere (giudizialmente) che sia trasformato in un contratto quadriennale ai sensi dell'art. 1 della legge n. 431/98.

 

https://www.condominioweb.com/contratto-di-locazione-transitorio-invalido.12056

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grazie mille, ora posso dormire piu tranquillo

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salve anche anche io vivo una situazione simile spiego :

ho avuto un contratto transitorio di 18 mesi scaduto ad aprile 2017, lo abbiamo rinnovato stipulando un nuovo contratto transitorio per la durata di 5 mesi quindi con scadenza a ottobre 2017. Volevo sapere se è stata fatta una cosa regolare o se posso chiedere di trasformare il contratto 4+4 e in che modo potrei trasformare il contratto visto che il proprietario non ne vuole sapere di fare un 4 + 4. Citarlo in giudizio? che costi avrebbe una azione del genere? in più nel primo contratto transitorio di 18 mesi,vi è la dicitura" il locatore ha l'onere di confermare il verificarsi dell'evento e della dichiarazione che ha giustificato la stipula del presente contratto di natura transitoria tramite lettera raccomandata da inviarsi al conduttore nel termine di giorni 60 prima della scadenza del contratto in caso di mancato invio della lettera ovvero del venir meno delle condizioni che hanno giustificato la transitorietà il contratto si intende ricondotto alla durata prevista dell'articolo 2 comma 1 della legge numero 431 del 1998 "motivazione a carico del conduttore per motivi di lavoro. Ora questo lavoro è diventato a tempo indeterminato nella città ove è situato l'appartamento in questione, il proprietario non ha mai allegatato al contratto transitorio in merito alcuna documentazione inerente al mio lavoro, come devo comportarmi? Il proprietario pretende che a fine Contratto debba lasciare la casa virgola io ritengo di trasformarlo in 4 + 4 punto cosa devo fare? Grazie

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salve anche anche io vivo una situazione simile spiego :

ho avuto un contratto transitorio di 18 mesi scaduto ad aprile 2017, lo abbiamo rinnovato stipulando un nuovo contratto transitorio per la durata di 5 mesi quindi con scadenza a ottobre 2017. Volevo sapere se è stata fatta una cosa regolare o se posso chiedere di trasformare il contratto 4+4 e in che modo potrei trasformare il contratto visto che il proprietario non ne vuole sapere di fare un 4 + 4. Citarlo in giudizio? che costi avrebbe una azione del genere? in più nel primo contratto transitorio di 18 mesi,vi è la dicitura" il locatore ha l'onere di confermare il verificarsi dell'evento e della dichiarazione che ha giustificato la stipula del presente contratto di natura transitoria tramite lettera raccomandata da inviarsi al conduttore nel termine di giorni 60 prima della scadenza del contratto in caso di mancato invio della lettera ovvero del venir meno delle condizioni che hanno giustificato la transitorietà il contratto si intende ricondotto alla durata prevista dell'articolo 2 comma 1 della legge numero 431 del 1998 "motivazione a carico del conduttore per motivi di lavoro. Ora questo lavoro è diventato a tempo indeterminato nella città ove è situato l'appartamento in questione, il proprietario non ha mai allegatato al contratto transitorio in merito alcuna documentazione inerente al mio lavoro, come devo comportarmi? Il proprietario pretende che a fine Contratto debba lasciare la casa virgola io ritengo di trasformarlo in 4 + 4 punto cosa devo fare? Grazie

Salve;

la via giudiziale è l'unica che ti consenta la trasformazione del contratto qualora il giudice lo ritenesse opportuno valutando il caso, ma naturalmente occorre tempo e, va da se, non gioverebbe ai rapporti con il proprietario.

 

Estragiudizialmente, invece, mi chiedo: se già avevi la certezza del lavoro a tempo indeterminato perché hai rinnovato per altri 5 mesi ed il locatore non volle addivenire ad un contratto di natura diversa? Non necessariamente un 4 + 4, anche un 3 + 2....Già ti ha fatto sapere che intende riappropriarsi dell'immobile per se stesso?

 

In tal caso, piuttosto che giungere ad una pronunzia del giudice che comunque ti renderebbe inviso al proprietario (ed i rapporti tra locatore e conduttore devono essere civili) ti consiglierei, in questi mesi che ti restano, di cercare un nuovo appartamento o dare mandato ad una agenzia che possa lavorare per far fronte alle tue esigenze.

 

Cordialmente.

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sempre per pagare meno tasse. il mio lavoro è diventato a tempo indeterminato nella sede attuale soltanto ora. se la legge prevede la trasformazione in 4+4 perché mai dovrei trovare altro alloggio?

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sempre per pagare meno tasse. il mio lavoro è diventato a tempo indeterminato nella sede attuale soltanto ora. se la legge prevede la trasformazione in 4+4 perché mai dovrei trovare altro alloggio?

Perché non è un automatismo, ci si sottopone sempre al giudizio di un giudice sulla fattispecie che gli si porta all'attenzione. E la conversione non è immediata.

 

E' più che tuo diritto comunque tentare la via giudiziale e, in caso di comprovato inadempimento alle modalità di conferma delle esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto disciplinati dalla legge 392/78, vedere il tuo contratto prolungato almeno fino al 2021 salvo comunque il macigno della vendita dell'immobile stesso, che il proprietario sicuramente alla scadenza del 4 anno farà valere come motivo per il mancato rinnovo per ulteriori 4 anni.

 

Ne discuta con il suo avvocato di fiducia e, naturalmente, buona fortuna per tutto.

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hai risolto la tua situazione? sono nella tua stessa situazione

 

- - - Aggiornato - - -

 

Perché non è un automatismo, ci si sottopone sempre al giudizio di un giudice sulla fattispecie che gli si porta all'attenzione. E la conversione non è immediata.

 

E' più che tuo diritto comunque tentare la via giudiziale e, in caso di comprovato inadempimento alle modalità di conferma delle esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto disciplinati dalla legge 392/78, vedere il tuo contratto prolungato almeno fino al 2021 salvo comunque il macigno della vendita dell'immobile stesso, che il proprietario sicuramente alla scadenza del 4 anno farà valere come motivo per il mancato rinnovo per ulteriori 4 anni.

 

Ne discuta con il suo avvocato di fiducia e, naturalmente, buona fortuna per tutto.

può anche essere che prosprettando la situazione al proprietario, si trova una soluzione. per quanto riguarda il canone come si procede nel. senso si continua a pagare quanto c è scritto nel transitorio. grazie

 

- - - Aggiornato - - -

 

buonasera volevo illustravi il mio problema,

 

mi sono trasferito a milano per lavoro e sono andato ad abitare in affitto, dato il mio contratto inizialmente a tempo determinato per il primo anno abbiamo stipulato un contratto transitorio sulla base del mio contratto di lavoro, tale contratto dopo 9 mesi è diventato a tempo indeterminato, nonostante ciò il locatore per il secondo anno mi rinnova il contratto per un altro anno sempre ad uso transitorio, a questo punto non so secondo quali basi sia stato possibile, io firmo e continuo a pagare regolarmente, il problema nasce adesso, il contratto del secondo anno è scaduto al 30/04/2017 e il locatore inizialmente mi diceva di voler rinnovare il contratto salvo poi cambiare idea e il 26/05/2017 mi comunica verbalmente di voler vendere l immobile e mi esorta (se non interessato all'acquisto) di liberarlo entro circa 3 mesi.

 

ora la mia domanda è: il secondo contratto può ritenersi regolare nonostante non ci sia documentazione che attesti il motivo della transitorietà? può cacciarmi di casa senza alcun preavviso? ringrazio coloro risponderanno

hai risolto? sono nella tua stessa situazione

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può anche essere che prosprettando la situazione al proprietario, si trova una soluzione. per quanto riguarda il canone come si procede nel. senso si continua a pagare quanto c è scritto nel transitorio. grazie

Per adesso, naturalmente si.

 

Al conduttore non è mai consentito autoridursi/mancare il pagamento del canone sulla base né di presunti controcrediti ne di eventuali illeciti.

Questa condotta sarebbe un venir meno ai propri obblighi contrattuali e quindi, dalla ragione, passeresti al torto.

 

Fintanto che resta in vigore il contratto attuale rispettalo appieno, parlane con un legale e, contemporaneamente, decidete il da farsi per cercare di trasformare coattivamente il transitorio in 4 + 4.

 

Resta nel giusto, sempre, per veder difesi i tuoi diritti.

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Per adesso, naturalmente si.

 

Al conduttore non è mai consentito autoridursi/mancare il pagamento del canone sulla base né di presunti controcrediti ne di eventuali illeciti.

Questa condotta sarebbe un venir meno ai propri obblighi contrattuali e quindi, dalla ragione, passeresti al torto.

 

Fintanto che resta in vigore il contratto attuale rispettalo appieno, parlane con un legale e, contemporaneamente, decidete il da farsi per cercare di trasformare coattivamente il transitorio in 4 + 4.

 

Resta nel giusto, sempre, per veder difesi i tuoi diritti.

coattivamente in che senso. la procedura per far divenire in 4 più 4 quale è grazie

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coattivamente in che senso. la procedura per far divenire in 4 più 4 quale è grazie

Coattivamente, ovvero con la forza, in questo caso dell'atto giudiziario, giacché si evince da ciò che scrivi che esistano i presupposti per la trasformazione ex lege del contratto.

 

La procedura per l'eventuale trasformazione del contratto in un 4 + 4 è un'azione civile che, tramite il suo avvocato, chiamerà in causa il proprietario dell'immobile.

Se avete un avvocato di fiducia contattatelo per concordare l'iter, in alternativa potrete contattare un patronato, che fornisce assistenza legale gratuita, oppure uno dei vari sindacati degli inquilini, come ad esempio SUNIA (http://www.sunia.it) che, tramite adesione, forniscono la medesima assistenza.

 

Insomma, non può prescindere dall'aiuto di un legale, anche per quanto concerne la stesura di raccomandate e atti.

 

Cordialmente.

  • Confuso 1

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Coattivamente, ovvero con la forza, in questo caso dell'atto giudiziario, giacché si evince da ciò che scrivi che esistano i presupposti per la trasformazione ex lege del contratto.

 

La procedura per l'eventuale trasformazione del contratto in un 4 + 4 è un'azione civile che, tramite il suo avvocato, chiamerà in causa il proprietario dell'immobile.

Se avete un avvocato di fiducia contattatelo per concordare l'iter, in alternativa potrete contattare un patronato, che fornisce assistenza legale gratuita, oppure uno dei vari sindacati degli inquilini, come ad esempio SUNIA (http://www.sunia.it) che, tramite adesione, forniscono la medesima assistenza.

 

Insomma, non può prescindere dall'aiuto di un legale, anche per quanto concerne la stesura di raccomandate e atti.

 

Cordialmente.

grazie. una domanda, io ho avuto un contratto transitorio di 18 mesi, scaduti quelli ne abbiamo fatto uno nuovo di ulteriori 5 mesi per lo stesso immobile e parte locatore e conduttore uguali. ci sono i presupposti? in più nulla al contratto è stato mai allegato per dimostrare la transitorietà. grazie. ho un tempo massimo per procedere? posso provere in via bonaria prima?

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Se lo avete già rinnovato ad aprile (le ha portato la ricevuta dell'Agenzia delle Entrate?) allora per via bonaria non si può far molto, si sarebbe dovuto, ad aprile, approfittare del momento per spingere alla sottoscrizione di un contratto diverso, avete tentato ma non è stata raccolta la vostra proposta...

 

Ora ne deve parlare con un legale però, in modo che questo possa indicarle il modo migliore per discuterne con il suo locatore. "Scadenza" non c'è. Ma prima ne discute prima si toglie il problema dalla testa.

 

Presumo che comunque, visto che neanche nel precedente contratto è stato specificato diversamente, il periodo di conversione partirà dal precedente contratto, quindi se lo avete firmato a ottobre 2016 (credo) avrà come durata ottobre 2020.

 

Porti vecchio e nuovo contratto all'avvocato e ne discuta con lui.

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Se lo avete già rinnovato ad aprile (le ha portato la ricevuta dell'Agenzia delle Entrate?) allora per via bonaria non si può far molto, si sarebbe dovuto, ad aprile, approfittare del momento per spingere alla sottoscrizione di un contratto diverso, avete tentato ma non è stata raccolta la vostra proposta...

 

Ora ne deve parlare con un legale però, in modo che questo possa indicarle il modo migliore per discuterne con il suo locatore. "Scadenza" non c'è. Ma prima ne discute prima si toglie il problema dalla testa.

 

Presumo che comunque, visto che neanche nel precedente contratto è stato specificato diversamente, il periodo di conversione partirà dal precedente contratto, quindi se lo avete firmato a ottobre 2016 (credo) avrà come durata ottobre 2020.

 

Porti vecchio e nuovo contratto all'avvocato e ne discuta con lui.

Primo contratto di natura transitoria ad uso abitativo dal 1.11.2015 al 30.4.2017 totale 18 mesi. secondo contratto di natura transitoria ad uso abitativo da 1.5. 2017 al 30. 9.2017 totale 5 mesi. la ricevuta dell agenzia dell entrate è gia in mio possesso.

sulla ricevuta ho notato una anomalie e cioè l. importo del canone è di 3000 euro per quanto riguarda ik contratto da 18 mesi mentre materialmente sul contratto abbiamo firmato per 250 euro al mese oer un totale di 4500 euro. come mai?

sulla ricevuta c'è scritto tipologia locazione immobile uso abitativo non compare scritta transitorio che invece risulta scritta nel contratto vero e proprio che è stato allegato alla richiesta all agenzia delle entrate. è normale? grazie tantissimo

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Sotto la dicitura "Dati generali del contratto" la Tipologia dovrebbe essere L1 - Locazione di immobile ad uso abitativo, ed indica una locazione appunto abitativa, differenziando il suo contratto da quelle di tipo non abitativo (Tipologia S) e terreni (Tipologia T).

Quindi non si preoccupi, quella dicitura è generale e comprende anche il suo tipo di contratto.

 

Per quanto riguarda il canone, anche quello è corretto; difatti la scheda dell'Agenzia delle Entrate riporta il canone annuo, e non per l'intera sua durata (con l'unica eccezione dei canoni inferiori a 12 mesi che invece vengono riportati interamente), quindi la cifra di 3.000 euro è corretta e si ottiene grazie alle 12 mensilità da 250 euro. Su questa cifra si calcola l'imponibile pari al 2% come imposta di registro (dovrebbe essere 60 euro, 30 pagati da lei e 30 dal locatore).

 

Quindi, sotto il punto di vista puramente tributario, tutto pare esser stato fatto correttamente; per i risvolti civili, invece, rinnovo il consiglio di discuterne con un legale.

 

Cordialmente.

  • Confuso 1

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Sotto la dicitura "Dati generali del contratto" la Tipologia dovrebbe essere L1 - Locazione di immobile ad uso abitativo, ed indica una locazione appunto abitativa, differenziando il suo contratto da quelle di tipo non abitativo (Tipologia S) e terreni (Tipologia T).

Quindi non si preoccupi, quella dicitura è generale e comprende anche il suo tipo di contratto.

 

Per quanto riguarda il canone, anche quello è corretto; difatti la scheda dell'Agenzia delle Entrate riporta il canone annuo, e non per l'intera sua durata (con l'unica eccezione dei canoni inferiori a 12 mesi che invece vengono riportati interamente), quindi la cifra di 3.000 euro è corretta e si ottiene grazie alle 12 mensilità da 250 euro. Su questa cifra si calcola l'imponibile pari al 2% come imposta di registro (dovrebbe essere 60 euro, 30 pagati da lei e 30 dal locatore).

 

Quindi, sotto il punto di vista puramente tributario, tutto pare esser stato fatto correttamente; per i risvolti civili, invece, rinnovo il consiglio di discuterne con un legale.

 

Cordialmente.

imposta di registro euro 90

imposta di bollo euro 64

così c é scritto.

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Mi sono sbagliato io, chiedo scusa.

2% sul canone totale. 90 euro.

Imposta di bollo per le copie fornite all'Agenzia delle Entrate.

 

Tributariamente tutto corretto.

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Mi sono sbagliato io, chiedo scusa.

2% sul canone totale. 90 euro.

Imposta di bollo per le copie fornite all'Agenzia delle Entrate.

 

Tributariamente tutto corretto.

ma per rinnovo si intende anche 1 contratto di 18 mesi poi un altro contratto di 5 mesi.. stessi soggetti stesso appartamento?

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Buon pomeriggio a tutti.

Vi leggo sempre con molto piacere e, prendendo le mosse da questa discussione, mi permetto (in punta di piedi) di chiarire un "dettaglio" (per noi piccolo, ma per i giudici importante) che in questa, come in altre discussioni del Forum circa i contratti di locazione di natura transitoria, si omette o non si legge bene.

 

Partiamo dalle fonti, art. 5 della celeberrima L. 431/98. Si legge:

 

"Il decreto di cui al comma 2 dell'articolo 4 definisce le condizioni e le modalità per la stipula di contratti di locazione di natura transitoria anche di durata inferiore ai limiti previsti dalla presente legge per soddisfare particolari esigenze delle parti."

 

Parti. Non conduttore. Parti. Ovvero, sia locatore (chi ha la disponibilità di fatto del bene) che conduttore (colui a cui il bene viene concesso in locazione).

 

Di conseguenza, già in questa prima approssimazione, si evince che non è solo il conduttore a poter avanzare esigenze transitorie, ma altresì il locatore può averne di valide, ed in sede processuale, questo conta e verrà avanzato per controbattere alle argomentazioni dei conduttori.

 

Ma, purtroppo per i conduttori, c'è di più.

Torniamo alle fonti. Decreto Interministeriale 30/12/2002, art. 2 comma 4:

 

"I contratti di cui al presente articolo devono prevedere una specifica clausola che individui l’esigenza di transitorietà del locatore e/o del conduttore - da provare quest’ultima con apposita documentazione da allegare al contratto - i quali dovranno confermare il permanere della stessa tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza del termine stabilito nel contratto.".

 

Il Decreto puntualizza una cosa fondamentale, ovvero che solo l'esigenza di transitorietà del conduttore deve essere accompagnata da adeguata documentazione, quella del locatore invece no.

 

Di conseguenza si può ragionevolmente supporre che, in sede processuale, il locatore (davanti all'accusa dell'attore di un contratto invalido perché deficitario di documentazione) adduca come spiegazione l'avocazione a sé di una necessità transitoria (come, ad esempio, la necessità di vendere da li a poco come nel caso di maxc86) oppure un vizio di forma (la clausola di esigenza del locatore assente perché della stessa non è necessaria la controprova documentale) a seconda del contratto posto all'attenzione del giudice.

 

Ed in questi casi l'azione promossa da attori come maxc86 e fiubetto, che certamente non stanno passando belle giornate innanzi alla prospettiva di un contratto in scadenza, potrebbe rivelarsi non solo inutile, ma altresì controproducente in termini di sforzo economico, temporale e psicologico.

 

Per concludere, non voglio dire che nei casi degli amici citati tutto sia perduto, anzi.

Li invito caldamente a rivolgersi presso un patronato, associazione dei conduttori o avvocato di fiducia che possa, carte alla mano, aiutarli nel concreto e consigliare l'opzione per loro più vantaggiosa. Il che vuol dire anche essere pronti alla possibilità di dover, purtroppo, cambiare casa.

 

Non si badi troppo né a chi, sbrigativamente, riconduce tutto ad automatismi da cogliere al volo per fantomatiche trasformazioni automatiche dei contratti in altre robe (perché, come già detto da altri utenti, si passa sempre per una decisione discrezionale di un giudice/essere umano, cui verranno sottoposte due tesi agguerritissime); ne tantomeno i super disfattisti che vi invitano già a cercar casa altrove.

 

Sappiate essere realisti e fate analizzare i documenti ad un professionista, e fidatevi di lui.

 

In ogni caso un forte abbraccio a voi e alle vostre famiglie, nella speranza che queste situazioni possano concludersi, presto, in un modo quanto più facile ed indolore possibile.

 

Buona fortuna per tutto.

 

Stefano.

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Buon pomeriggio a tutti.

Vi leggo sempre con molto piacere e, prendendo le mosse da questa discussione, mi permetto (in punta di piedi) di chiarire un "dettaglio" (per noi piccolo, ma per i giudici importante) che in questa, come in altre discussioni del Forum circa i contratti di locazione di natura transitoria, si omette o non si legge bene.

 

Partiamo dalle fonti, art. 5 della celeberrima L. 431/98. Si legge:

 

"Il decreto di cui al comma 2 dell'articolo 4 definisce le condizioni e le modalità per la stipula di contratti di locazione di natura transitoria anche di durata inferiore ai limiti previsti dalla presente legge per soddisfare particolari esigenze delle parti."

 

Parti. Non conduttore. Parti. Ovvero, sia locatore (chi ha la disponibilità di fatto del bene) che conduttore (colui a cui il bene viene concesso in locazione).

 

Di conseguenza, già in questa prima approssimazione, si evince che non è solo il conduttore a poter avanzare esigenze transitorie, ma altresì il locatore può averne di valide, ed in sede processuale, questo conta e verrà avanzato per controbattere alle argomentazioni dei conduttori.

 

Ma, purtroppo per i conduttori, c'è di più.

Torniamo alle fonti. Decreto Interministeriale 30/12/2002, art. 2 comma 4:

 

"I contratti di cui al presente articolo devono prevedere una specifica clausola che individui l’esigenza di transitorietà del locatore e/o del conduttore - da provare quest’ultima con apposita documentazione da allegare al contratto - i quali dovranno confermare il permanere della stessa tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza del termine stabilito nel contratto.".

 

Il Decreto puntualizza una cosa fondamentale, ovvero che solo l'esigenza di transitorietà del conduttore deve essere accompagnata da adeguata documentazione, quella del locatore invece no.

 

Di conseguenza si può ragionevolmente supporre che, in sede processuale, il locatore (davanti all'accusa dell'attore di un contratto invalido perché deficitario di documentazione) adduca come spiegazione l'avocazione a sé di una necessità transitoria (come, ad esempio, la necessità di vendere da li a poco come nel caso di maxc86) oppure un vizio di forma (la clausola di esigenza del locatore assente perché della stessa non è necessaria la controprova documentale) a seconda del contratto posto all'attenzione del giudice.

 

Ed in questi casi l'azione promossa da attori come maxc86 e fiubetto, che certamente non stanno passando belle giornate innanzi alla prospettiva di un contratto in scadenza, potrebbe rivelarsi non solo inutile, ma altresì controproducente in termini di sforzo economico, temporale e psicologico.

 

Per concludere, non voglio dire che nei casi degli amici citati tutto sia perduto, anzi.

Li invito caldamente a rivolgersi presso un patronato, associazione dei conduttori o avvocato di fiducia che possa, carte alla mano, aiutarli nel concreto e consigliare l'opzione per loro più vantaggiosa. Il che vuol dire anche essere pronti alla possibilità di dover, purtroppo, cambiare casa.

 

Non si badi troppo né a chi, sbrigativamente, riconduce tutto ad automatismi da cogliere al volo per fantomatiche trasformazioni automatiche dei contratti in altre robe (perché, come già detto da altri utenti, si passa sempre per una decisione discrezionale di un giudice/essere umano, cui verranno sottoposte due tesi agguerritissime); ne tantomeno i super disfattisti che vi invitano già a cercar casa altrove.

 

Sappiate essere realisti e fate analizzare i documenti ad un professionista, e fidatevi di lui.

 

In ogni caso un forte abbraccio a voi e alle vostre famiglie, nella speranza che queste situazioni possano concludersi, presto, in un modo quanto più facile ed indolore possibile.

 

Buona fortuna per tutto.

 

Stefano.

davvero grazie.

quindi deduco che nel nel caso del mio contratto transitorio la motivazione era a carico del conduttore io ho provveduto con raccomandata a dire al proprietario che la transitorietà non esiste più è mai esistita e che ho bisogno della casa lui non mi ha risposto ancora quindi in sede di giudizio il proprietario può inventarsi una motivazione che non era presente sul contratto siccome all'origine la motivazione di transitorietà era a carico del conduttore?

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Il proprietario se citato di fronte ad un giudice non ha bisogno di inventarsi chissà che: basta che faccia presente che il contratto è in scadenza (o scaduto) e non è sua intenzione rinnovarlo. Fine della storia, perché nessuno può esser costretto con la coercizione a sottoscrivere un nuovo contratto.

 

La tua raccomandata, successiva alla stipula, non inficia la validità del contratto registrato: rappresenta solo un tuo punto di vista e una tua comunicazione/sollecitazione al locatore, e quest'ultimo è liberissimo di tenerne o non tenerne conto.

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