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Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
Ioda

Contatori individuali

Un vecchio edificio di 15 unità abitative tutte di proprietà di una solo individuo e tutte locate, (quindi non è condominio) ha tutte le utenze "acqua e gas" in comune, e le spese vengono ripartite in parti uguali tra i conduttori. Quest'ultimi, vorrebbero ripartire le spese "giustamente" tramite letture di contatori individuali.

Il proprietario è obbligato ad installare in questo caso i contatori individuali di gas e acqua, oppure, essendo l'unico proprietario può decidere di lasciare tutto invariato ed eventualmente di far installare ai conduttori richiedenti, i ripartitori di cui sopra a Loro spese?

Grazie Ioda

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I contatori di sotto lettura dell'acqua sono obbligatori,mentre quelli del gas l'azienda fa un contratto con ogni condominio che occupi una unità immobiliare.

 

Ti posto alcune informazioni importanti che ti aiuteranno a risolvere il problema.

 

Obbligo installazione contatori acqua di ripartizione nei condomini (22/01/2010)

 

Il D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.) impone l’obbligo, ad ogni singola unità abitativa, di installare dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua.

 

Ogni condomino può, dunque, far imporre, a tutti gli altri condomini,l’istallazione dei medesimi, se non amichevolmente, in assemblea, anche a mezzo di ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia.

 

L’installazione dei suddetti contatori costituirebbe non solo un risparmio idrico ma anche ovvierebbe ai continui abusi, e conseguenti litigi, che scaturiscono per la ripartizione delle spese.

 

Ad oggi, nei condomini, infatti, la suddetta ripartizione delle spese avviene in base al valore millesimale dell’appartamento o in base al numero dei residenti in ogni singolo appartamento.

 

Ma queste non risultano essere le soluzioni ideali, in quanto nessuno si sente costretto a risparmiare l’acqua, spinti dall’idea che tanto la spesa, sarà ripartita tra tutti.

 

Inoltre occorre sottolineare che anche il codice civile prevede che la ripartizione in questione debba avvenire sull’effettivo consumo di ogni singola unità immobiliare e Solo un regolamento contrattuale da tutti sottoscritto al momento del rogito, può porre deroghe alla procedura appena indicata.

 

 

Estratto del D.P.C.M.

 

8.2.8. Misurazione.

 

La misurazione dei volumi consegnati all'utente si effettua, di regola, al punto di consegna, mediante contatori, rispondenti ai requisiti fissati dal decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 854, recepente la direttiva comunitaria n. 75/33. Là dove esistono consegne a bocca tarata o contatori non rispondenti, deve essere programmata l'installazione di contatori a norma.

 

In relazione a quanto disposto dall'articolo 5, comma 1, lettera c), della legge *5 gennaio 1994, n. 36, dove attualmente la consegna e la misurazione sono effettuate per utenze raggruppate, la ripartizione interna dei consumi deve essere organizzata, a cura e spese dell'utente, tramite l'installazione di singoli contatori per ciascuna unità abitativa.

 

 

 

*La legge n° 36 del 5 Gennaio 1994 è stata abrogata e superata con D.L. n° 152 del 3 Aprile 2006 dove si rafforza quanto detto, allargando tale obbligo anche alle attività produttive e terziarie.

 

In particolare:

Art. 146. Risparmio idrico (D.Lgs n.152/2006)

f) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa nonché contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano.

Ciao

P.S. Le spese,salvo accordi particolari, sono a carico del proprietario.

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Ciao Nicola,

del D.P.C.M. 4 marzo 1996 ne sono a conoscenza, ma vale anche per uno stabile di proprietà di un solo individuo come nel caso di cui sopra? Ed è la stessa cosa per il gas?

Ciao Ioda

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Vivo in un condominio sito in Gudo Visconti e l'acqua è fornita da Amiacque. Ogni appartamento (tutti in affitto) è dotato di un conta acqua dove i proprietari ogni anno fanno lettura per stabilire i consumi di ogni appartamento (il contatore è unico).

 

Il mio conta acqua è guasto, quindi devono conteggiare i miei consumi in altro modo; devono basarsi sullo storico consumi degli anni passati?

 

E come devono calcolare il consumo acqua per ogni appartamento? Abbiamo scoperto che il proprietario ha calcolato in modo errato i consumi negli anni precedenti facendoci spendere più di quanto avremo dovuto..... E' possibile avere una tabella per poter calcolare in modo corretto i consumi per ogni appartamento?

 

Vi ringrazio per l'attenzione e saluto cordialmente.

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Per l'acqua sono ammessi gli usi collettivi, cioè un contatore fatturato dall'azienda che gestisce il servizio.

Poi d'obbligo il riparto a contatori interni per ciascuna u.i. già con la legge 36 94.

Per il gas e l'energia elettrica sono ammessi contratti solo per usi comuni (ascensore, caldaia centralizzata ecc.).

Per gli usi privati (p.e. gas per cottura) non è ammessa la cessione a terzi del servizio, anche in ordine ad accise e iva applicata.

Le spese per le installazioni dei contatori competono al proprietario, i contratti di somministrazione agli inquilini.

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Ogni condomino può, dunque, far imporre, a tutti gli altri condomini,l’istallazione dei medesimi, se non amichevolmente, in assemblea, anche a mezzo di ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia.

Attenzione, perché dipende dal tipo di regolamento condominiale.

Se di tipo contrattuale sarà eventualmente indicata la suddivisione, testa o millesimi per esempio. Quindi non si potrà imporre nulla senza cambiare il regolamento.

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Ciao Nicola,

del D.P.C.M. 4 marzo 1996 ne sono a conoscenza, ma vale anche per uno stabile di proprietà di un solo individuo come nel caso di cui sopra? Ed è la stessa cosa per il gas?

Ciao Ioda

 

Il D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.) impone l'obbligo, ad ogni singola unità abitativa, di installare dei contatori di ripartizione del consumo dell'acqua.

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Ma trattandosi di un edificio di unico proprietario, prima di "partire per la Crociata" occorre conoscere quanto statuito nei 15 contratti di locazione stipulati fra l'unico proprietario ed i suoi 15 conduttori. Ovvero, se per patto contrattuale, i conduttori hanno accettato e sottoscritto la suddivisione in parti uguali di quelle spese... l'adozione in via bonaria di sottocontatori parziali dipende solo dalla volontà dell'unico proprietario.

Resta sempre disponibile e possibile ai conduttori l'opportunità di avviare un contenzioso stragiudiziale e/o giudiziale.

 

Un vecchio edificio di 15 unità abitative tutte di proprietà di una solo individuo e tutte locate, (quindi non è condominio) ha tutte le utenze "acqua e gas" in comune, e le spese vengono ripartite in parti uguali tra i conduttori. [...]

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diciamo che l'istallazione e' un obbligo previsto dalla legge e vale per immobili anche di un unico proprietario ,e eventualmente la ripartizioni delle spese che dipende dai contratti di locazione .

 

 

la legge non fa distinzione tra u.i. di immobili condominiali o di un unico proprietario .

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Nel momento che un conduttore accetta e firma per riparti di utenze con sistemi forfettari, di fatto riconosce ed accetta l'assenza del contatore (o del sottocontatore) divisionale. E' un "patto contrario", quindi legittimo.

Pur essendo vigente il disposto del DPCM 4 marzo 1996 certamente applicabile a qualunque tipologia di costruzione.

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Salve, la Corte di Cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l'installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell'acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata dall'assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.

La sentenza dichiara inoltre che rientra nelle attribuzioni dell'assemblea la gestione delle cose e dei servizi comuni "in modo dinamico", nel senso di un loro adattamento nel tempo al fine di una più razionale ed efficiente utilizzazione dei servizi stessi, con eventuale dismissione anche di alcuni beni comuni, e ciò anche se il servizio è disciplinato dal regolamento di natura contrattuale.

Ribadisce infine che la sostituzione dell'impianto idrico esistente non costituisce innovazione ma solo una modifica diretta al miglior godimento.

Quindi può essere approvata con la maggioranza semplice.

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Salve, la Corte di Cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l'installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell'acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata dall'assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.

La sentenza dichiara inoltre che rientra nelle attribuzioni dell'assemblea la gestione delle cose e dei servizi comuni "in modo dinamico", nel senso di un loro adattamento nel tempo al fine di una più razionale ed efficiente utilizzazione dei servizi stessi, con eventuale dismissione anche di alcuni beni comuni, e ciò anche se il servizio è disciplinato dal regolamento di natura contrattuale.

Ribadisce infine che la sostituzione dell'impianto idrico esistente non costituisce innovazione ma solo una modifica diretta al miglior godimento.

Quindi può essere approvata con la maggioranza semplice.

tutto giusto ,ma cio si potra' applicare ad un condominio ,cosa che nel caso di IODA non c'e' .

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tutto giusto ,ma cio si potra' applicare ad un condominio ,cosa che nel caso di IODA non c'e' .

Si è vero, mi riferivo alla risposta di "spurgo", che avrei dovuto quotare.

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