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Contacalorie, coibentazione e millesimi

A seguito dell'adeguamento alla normativa sui contacalorie, il mio condominio ha montato i contacalorie ai termosifoni, con conseguente rifacimento delle tabelle millesimali.

 

Avendo ristrutturato il mio appartamento con criteri di risparmio energetico, ho chiesto, ED OTTENUTO, dall'ingegnere incaricato il ricalcolo dei millesimi che tenga conto anche della dispersione ridotta del mio appartamento.

 

In verità una interpretazione rigida della norma imporrebbe il calcolo dei millesimi sulla dispersione originaria, ma, a dire dell'ingegnere, siccome la coibentazione apportata supera la soglia del 20%, le modifiche alla tabella millesimale tenendo conto della dispersione ridotta sarebbero giustificate.

 

Ora sarà rimesso tutto all'assemblea condominiale.

 

Sapete dirmi di più su questo criterio del 20% ?? E' una norma UNI??

 

Grazie.

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ciao

 

Le tabelle che ripartiscono le spese di riscaldamento non sono tabelle millesimali ma semplici tabelle di riparto.

Le tabelle millesimali ( in quanto ribasate al mille) sono quelle originate dal calcclo della superficie virtuale di ogni unità immobiliare, che determina quanto sono comproprietario delle parti comuni generali. Tutte le altre tabelle sono solo tabelle di riparto in applicazione degli art. 1123 - 1124 - 1125 e 1126 del cod. civ.

 

Nella determinazione della tabella di riparto della spesa di riscaldamento si dovrebbe tenere conto della superficie radiante dei termosifoni installati e della prontezza della caldaia la cui potenzialità è stata determinata proprio dalla necessita possibile di riscaldamento.

Le percentuali tra l'una e l'altra seguono varie scuole di pensiero, anche se effettivamente il tecnico è in gradi di determinare con esattezza il tutto. Per evitare spese del tecnico, la parte di prontezza della caldaia viaggia dal 10 al 40 %. Il resto va diviso in base ai consumi rilevati a seconda delle modalità di rilievo.

Orbene anche se tu hai isolato meglio il tuo edificio, se ci sono i contabilizzatori, e non cambia nulla; se ci fossero solo i contaore (rapportati alle superfici radianti) e non hai modificato i radiatori, non cambia di nuovo nulla. Qualcosa invece cambia se riduci la dimensione dei radiatori e quindi la superficie radiante, ma solo se non ci sono i contabilizzatori.

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Sig. Camillo50, nel nostro condominio ci hanno fatto eseguire la diagnosi energetica di ogni appartamento, essendo ignorante in materia mi può spigare a che cosa serve? essa serve per effettuare la ripartizione per i calcoli delle tabelle?

la ringrazio per la sua cortesia

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Sig. Camillo buongiorno per redigere la tabella millesimale é necessario fare una diagnosi energetica di ogni appartamento? Visto che l'amministratore ci ha imposto a farla ma i lavori ancora non sono stati deliberati ho il diritto di richiedere la mia diagnosi energetica al professionista o Amministratore in modo da poterla visionare prima di deliberare i lavori? A cosa serve in effetti la diagnosi energetica? Saluti

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Sig. Camillo buongiorno per redigere la tabella millesimale é necessario fare una diagnosi energetica di ogni appartamento? Visto che l'amministratore ci ha imposto a farla ma i lavori ancora non sono stati deliberati ho il diritto di richiedere la mia diagnosi energetica al professionista o Amministratore in modo da poterla visionare prima di deliberare i lavori? A cosa serve in effetti la diagnosi energetica? Saluti

Il dlgs 102/2014 obbliga la divisione dei costi del riscaldamento secondo quanto previsto dalla norma UNI 10200 che prevede la divisione in consumi volontari ed involontari.

I consumi involontari vengono determinati dal tecnico e divisi con una tabella proporzionale al fabbisogno termico di ogni unità immobiliare.

Da qui l'esigenza di redigere la diagnosi energetica di ogni appartamento.

Il termine fissato per la messa a norma degli impianti è giugno 2017.

Il dlgs 141 offre invece la possibilità di derogare alla norma UNI se è verificata la condizione di differenza di fabbisogno termico superiore del 50% tra le unità immobiliari.

Insomma un gran casino e soluzioni>.

Toglimi una curiosità ma quanti giorni all'anno fa freddo a Palermo?

Avete mai pensato a dismettere l'impianto?

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É quello che vogliamo fare ma un condomino rompe le🔴🔵

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Le percentuali tra l'una e l'altra seguono varie scuole di pensiero,
Camillo, scusa, la tua risposta per come la hai scritta, rischia di essere fuorviante se male interpretata.

La ripartizione delle spese da quando ci sono i Contabilizzatori,

è frutto di una applicazione obbligatoria e letterale di una norma tecnica (scientifica)

UNI 10200 prodotta all'ente U.N.I. non si scappa da tale applicazione alla lettera ed obbligatoria.

 

la-ripartizione-delle-spese-di-riscaldamento-e-acqua-calda-sanitaria-la-uni-10200

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Camillo, scusa, la tua risposta per come la hai scritta, rischia di essere fuorviante se male interpretata.

ciao

 

leggi il post 5 di salpa65, specialista in materia, che è la sintesi di quello che pensato di aver scritto io, solo con integrata la reprimenda della denominazione di tabelle millesimali a quelle che invece sono solo tabelle di riparto. Confusione assai comune. Se leggi bene gli articoli del cod. civ. che ho citato non parlano mai di tabelle millesimali. Non sono un purista ma la funzione è nettamente diversa.

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Camillo, scusa, la tua risposta per come la hai scritta, rischia di essere fuorviante se male interpretata.

La ripartizione delle spese da quando ci sono i Contabilizzatori,

è frutto di una applicazione obbligatoria e letterale di una norma tecnica (scientifica)

UNI 10200 prodotta all'ente U.N.I. non si scappa da tale applicazione alla lettera ed obbligatoria.

 

la-ripartizione-delle-spese-di-riscaldamento-e-acqua-calda-sanitaria-la-uni-10200

Veramente si può scappare...

 

Infatti, laddove la UNI 10200 non sia applicabile o ci siano comprovati squilibri tra il fabbisogno termico degli appartamenti superiore al 50% si possono usare le vecchie tabelli millesimali per ripartire i consumi involontari, la cui quota può essere fissata liberamente dal condominio (minore o uguale al 30%).

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Comunque leggendo in giro mi pare d capire, da un documento della ANTA "Associazione nazionale termotecnici ed aerotecnici", che il calcolo del rendimento e del consumo involontario si faccia sullo stato di fatto dell'edificio, quindi comprese le opere di coibentazione

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