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vinni60

Contabilizzazione del calore

Buonasera,

volevo chiedere qualche opinione su una questione legata alla contabilizzazione del calore nei condomini che oggi diventa più vincolante con l'attuazione della norma UNI 10200.

Nel 2004 ci installarono su un impianto tradizionale di riscaldamento centralizzato le valvole termostatiche e i ripartitori promettendo: "Si pagherà in base ai consumi". Invece cosa è successo: 1) con le valvole il consumo generale di metano in caldaia è rimasto quasi inalterato 2) l'importo riaparmiato dai condomini che hanno tenute chiuse le valvole (per assenza dagli appartamenti solitamente), è andato a gravare su coloro che il riscaldamento lo hanno utilizzato normalmente, che hanno visto aumentare di molto la loro bolletta.

Fino a ieri in qualche modo ci si è potuti difendere mantenendo al 50% la quota di pagamento per millesimi e 50 % quella a consumo; ora con l'avvento della UNI10200 quasta possibiltà viene a mancare ed è facile prevedere un forte aumento degli importi per coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico.

Grazie a chi vorrà rispondermi.

Ciao, scusami, ma dov'è la domanda ...

Che abbiate installato i contabilizzatori e poi non siano collegati alle colonne per calcolare l'effettuvo consumo, credo che sia un'ipotesi abbastanza strana, ma può essere, perchè le colonne montanti dove non era prevista tale installazione sono ovunque ..come per esempio, una colonna può collegare l'impianto di due scale, se poi sono alimentati dalla stessa centrale termica.

Per le valvole termostatiche, invece, la questione è diversa, perchè tali apparati non sono altro che dei semplici termostati che rilevano la temperatura nella stanza e soltanto quando sentono il freddo nell'ambiente lasciano passare acqua calda, per cui, il consumo di acqua calda è continuo e costante, questo non chiuse il circuito in casa, ma nel calorifero, mentre l'acqua nel circuito continua a girare.

Spero esserti stato d'aiuto.🙂

Buonasera,

volevo chiedere qualche opinione su una questione legata alla contabilizzazione del calore nei condomini che oggi diventa più vincolante con l'attuazione della norma UNI 10200.

Nel 2004 ci installarono su un impianto tradizionale di riscaldamento centralizzato le valvole termostatiche e i ripartitori promettendo: "Si pagherà in base ai consumi". Invece cosa è successo: 1) con le valvole il consumo generale di metano in caldaia è rimasto quasi inalterato 2) l'importo riaparmiato dai condomini che hanno tenute chiuse le valvole (per assenza dagli appartamenti solitamente), è andato a gravare su coloro che il riscaldamento lo hanno utilizzato normalmente, che hanno visto aumentare di molto la loro bolletta.

Fino a ieri in qualche modo ci si è potuti difendere mantenendo al 50% la quota di pagamento per millesimi e 50 % quella a consumo; ora con l'avvento della UNI10200 quasta possibiltà viene a mancare ed è facile prevedere un forte aumento degli importi per coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico.

Grazie a chi vorrà rispondermi.

Se è stata scelta la ripartizione del 50%, probabilmente coloro che fanno un uso NORMALE del calore domestico sono la maggioranza.

In tal caso, l'unico modo per risparmiare, è votare a maggioranza la sostituzione della caldaia tradizionale con una moderna a condensazione che consuma meno.

Altrimenti, si devono ridurre i consumi, usufruendo di meno calore.

 

 

 

-

Ciao, Ti ringrazio per la risposta.

Quando parlavo di contabilizzatori intendevo i ripartitori collecati sui radiatori; in realtà le domande erano due:

 

1) sei d'accordo con me che fino ad oggi, così come è stato introdotto, il sistema di valvole termostatiche e ripartitori ai caloriferi determina uno SQUILIBRIO delle bollette a sfavore di chi usa di più il riscaldamento? Questo perchè il risparmio in caldaia è minimo e solo su chi usa i termosifoni si scarica l'imtero importo del consumo in centrale termica

 

2) Con l'avvento quest'anno della legge che fa riferimento alla UNI 10200, non si potrà più scegliere quanto pagare in millesimi di proprietà e quanto in consumo, poichè lo dovrà fare un tecnico incaricato che determinerà la quota a consumo e il cosiddetto CONSUMO INVOLONTARIO. Domanda: poichè da quanto ho capito il tecnico in generale concluderà con un 75-80 % a consumo e il 25-20 % di consumo involontario (dispersioni), non si riproporrà e con più forza lo SQUILIBRIO indicato prima a sfavore di chi usa maggiormente il riscaldamento?

 

Grazie e buone feste

Tu consideri uno squilibrio il fatto che chi consumi di più, paghi di più!

In realtà il vero squilibrio si è avuto fino a ieri, quando tutti pagavano anche per gli sprechi di pochi. Da domani ognuno dovrà essere responsabile per quanto calore deciderà di consumare, pagandoselo di tasca sua, così come ci si paga la bolletta dell'elettricità o quella del gas, a consumo!

Aver utilizzato un riparto 50% 50% è stata una "non scelta", perchè si sono pressochè annullati i vantaggi della ripartizione del calore.

Ciao, Ti ringrazio per la risposta.

Quando parlavo di contabilizzatori intendevo i ripartitori collecati sui radiatori; in realtà le domande erano due:

 

1) sei d'accordo con me che fino ad oggi, così come è stato introdotto, il sistema di valvole termostatiche e ripartitori ai caloriferi determina uno SQUILIBRIO delle bollette a sfavore di chi usa di più il riscaldamento? Questo perchè il risparmio in caldaia è minimo e solo su chi usa i termosifoni si scarica l'imtero importo del consumo in centrale termica

 

2) Con l'avvento quest'anno della legge che fa riferimento alla UNI 10200, non si potrà più scegliere quanto pagare in millesimi di proprietà e quanto in consumo, poichè lo dovrà fare un tecnico incaricato che determinerà la quota a consumo e il cosiddetto CONSUMO INVOLONTARIO. Domanda: poichè da quanto ho capito il tecnico in generale concluderà con un 75-80 % a consumo e il 25-20 % di consumo involontario (dispersioni), non si riproporrà e con più forza lo SQUILIBRIO indicato prima a sfavore di chi usa maggiormente il riscaldamento?

 

Grazie e buone feste

1) si, soprattutto in un impianto veccho, con una caldaia tradizionale che consuma molto.

 

2) si, il sistema di contabilizzazione si basa su un meccanismo 'perverso' che pone i condomini in 'concorrenza'. In pratica, ognuno deve consumare il meno possibile e 'sperare' che gli altri consumino di più. Se per assurdo, tutti tenessero le valvole chiuse, le spese volontarie sarebbero nulle e quelle involontarie sarebbero spalmate su tutti, con il risultato che la gente dovrebbe pagare le bollette pur essendo stata al freddo!!!

L'adozione del sistema di contabilizzazione del calore (ripartitore su ogni termosifone) in ogni unità abitativa dovrebbe indurre i condòmini a prestare maggiore attenzione ai propri consumi tenendo sotto controllo le temperature dei propri ambienti abitativi attraverso una corretta termoregolazione (attuata tramite le valvole termostatiche installate su ogni termosifone). Il sistema di contabilizzazione/termoregolazione dovrebbe in definitiva modificare il comportamento di ciascun condòmino che, dovendo pagare l'energia termica in proporzione ai propri consumi, sarà invogliato per esempio a:

in caso di caldo eccessivo, diminuire la temperatura impostata sulle valvole termostatiche anziché aprire porte e finestre;

diminuire la dispersione del calore dalla propria abitazione (in questo caso trattasi di consumo volontario) adottando opportuni isolamenti termici.

A mio parere l'introduzione del sistema di contabilizzazione e termoregolazione dovrebbe comportare minori consumi totali e una equa ripartizione delle spese (chi più consuma più paga).

Ringrazio per le risposte; volevo rivolgermi al signor Viburno:

sono perfettamente d'accordo che prima c'era troppo spreco di calore; in molti appartamenti c'erano 25 gradi anche in ottobre e in marzo e che il modo corretto sarebbe quello di far pagare il reale CONSUMO di energia che ciascuno ha avuto nel corso dell'anno. Però secondo me questa suddivisione applicata negli ultimi anni, così com'è, non funziona. Faccio un esempio:

condominio di 4 appartamenti con caldaia quindi dimensionata per 4 utilizzi. 2 condomini stanno via tutto l'anno e tengono chiusi i caloriferi; da quello che mi hanno detto la caldaia durante l'anno non consuma il 50 % ma ancora 80 o 90 % di quello che consumerebbe se fossero presenti tutti i condomini. Quindi 2 condomini se non sbaglio pagano per una caldaia dimensionata per 4. Se fosse così non mi sembra giusto.

Ritengo comunque che il problema è complesso perchè non è facile collegare il consumo di metano in caldaia con il calore erogato nei singoli appartamenti.

 

Ringrazio ancora.

Alla base di tutto va considerato l'enorme spreco energetico della maggior parte delle nostre abitazioni che sono state costruite con criteri molto diversi da quelli utilizzati oggi. La normativa attuale ha come fine ultimo quello di ridurre i consumi complessivi e lo fa cercando di andare a modificare i comportamenti poco virtuosi come quelli che ci portiamo dietro dai tempi dell'energia a basso costo e quindi utilizzabile senza remore. Si dovranno ridurre i consumi a partire dalle situazioni di spreco. E lo spreco più grande è quello che deriva dalle enormi dispersioni della maggior parte delle abitazioni. Andranno quindi penalizzati quelli nelle situazioni meno protette, i piani estremi o quelli nella tua situazione? Direi di no, ma questo lo si può fare solo andando ad agire sulle dispersioni con interventi di coibentazione e di interruzione dei ponti termici che lasciano uscire dalle nostre case quel calore che potrebbe e dovrebbe rimanere dentro! I più lungimiranti si sono già attivati in questa direzione sostituendo infissi e coibentando soffitte e muri esterni, gli altri si dovranno adeguare o continuare a pagare di più!

So che non è quello che ti aspettavi di sentirmi dire ma la realtà è questa.

Buon dì, da come dici la caldaia sta consumando come per 4 quando siete in due, non sono un tecnico ma se il vostro impianto è stato eseguito nel modo corretto, solo il costo iniziale di portare l'acqua a temperatura è uguale a prima, in seguito solo il costo di mantenerla a temperatura in base al vostro consumo, penso anche che chi sta usando il riscaldamento con la divisione al 50% ci stia guadagnando, ma anche con una divisione regolare non debba lamentarsi, per il resto è come ti hanno già risposto su, caldaia, serramenti, regolazione impianto, ecc.. , natalino

Cerco di fare un po' di ordine e per questo occorre fare delle domande a vinni60:

1) nel 2004 vi hanno solo installato le valvole termostatiche ed i ripartitori senza modificare niente nell'impianto di distribuzione (circolatori a portata variabile, valvole autoflow e di sfioro su ogni colonna, regolatori di pressioni differenziali, ecc.)? Controlla l'offerta e computo metrico nel verbale assembleare di allora e se non hanno fatto ciò ... auguri!!!

2) con l'introduzione della L. 102/2014 occorre obbligatoriamente seguire la UNI 10200 (che prevede percorsi precisi, dalla progettazione alla ripartizione delle spese) ed il consumo involontario (così detta quota fissa, ma che fissa non è!) non viene deciso in assemblea (come fino a luglio succedeva e succede ancora, in Lombardia), ma dal calcolo del termotecnico (che a sua volta lo realizza grazie a precisi "input" previsti anche dalla UNI 10200).

Attenzione: la 10200 è applicabile a condomini dove la maggioranza delle u.a. siano usate regolarmente! In situazione di condomini "vacanzieri" la stessa 10200 NON prevede la sua applicabilità (per il momento).

Pertanto la ripartizione dei costi (ed anche l'impianto) non eseguita tramite la UNI 10200 non è legittima (quindi contestabile)! Non basta che il calcolo sia effettuato tramite software dedicato, perchè in questo programma devono essere inseriti dati reperibili esclusivamente seguendo un certo percorso (purtroppo non è raro trovare gestori calore che inseriscono nel sw dati a ... caso!).

Per concludere, ho paura che il vs. impianto (fatto nel 2004 quando non esisteva ancora la UNI 10200 che, in prima versione è del 2005), andrà riprogettato. Però fidati: se ben fatta la termoregolazione/contabilizzazione fa veramente risparmiare, anche chi in casa abita regolarmente (spinge ad essere virtuosi). Il problema, soprattutto in questi tempi, è la disponibilità economica dei condòmini!

1) nel 2004 vi hanno solo installato le valvole termostatiche ed i ripartitori senza modificare niente nell'impianto di distribuzione (circolatori a portata variabile, valvole autoflow e di sfioro su ogni colonna, regolatori di pressioni differenziali, ecc.)? Controlla l'offerta e computo metrico nel verbale assembleare di allora e se non hanno fatto ciò ... auguri!!!

Ciao,

potresti illustrare meglio le modifiche 'indispensabili' da apportare all'impianto di distribuzione, oltre al montaggio dei dispositivi sui termosifoni?

Per esempio, che differenza c'è tra le valvole autoflow e di sfioro e quelle termostatiche e dove si montano?

Grazie,

M.

 

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credo che con le UNI10200:2013 una risposta adottabile esiste, anche se ha un costo iniziale. Parto dal presupposto che il condominio in oggetto abbia una distribuzione "all'antica" dell'acqua della caldaia: anello nel sotterraneo e salite verticali ai termosifoni, collegati uno sopra l'altro, appartamento dopo appartamento. Siete in presenza di contabilizzatori-ripartitori ai termosifoni e quindi non di veri contatori di calore. In pratica usate una unità di misura convenzionale, valida per i misuratori del vostro condominio.

Un tecnico progettista, esaminando il vostro impianto, potrebbe valutare (con una certa approssimazione) le dispersioni di calore lungo tutto l'impianto di distribuzione. Questa dispersinone andrebbe poi (empiricamente) espressa nella stessa unità di misura dei vostri contabilizzatori. Naturalmente dovreste accettare alcuni valori di riferimento (es temperatura media esterna, temperature all'interno delle intercapedini del fabbricato dove scorrono i tubi,... sapendo che gli inverni non sono poi tutti uguali). Ma cio' che ha valore e' la "proporzionalità" con i vostri misuratori.

In tal modo, il condominio sarebbe in presenza di un GRANDE termosifone comune, acceso durante tutte le ore di orologio-caldaia. Sarà facile calcolare il valore complessivo di unità di calore consumate da questo enorme termosifone; a questo punto, ogni fine anno (e non a percentuale fissa) avreste la vera tabella di ripartizione tra tutti i termosifoni che sono stati contabilizzati: quelli degli appartamenti più quello GRANDE. Tutte le spese (manutenzione ordinaria, gas, energia elettrica) vanno ripartite proporzionalmente. Ogni condomino paga in proporzione ai suoi contabilizzatori e poi a millesimi della tabella di riscaldamento, la quota parte del GRANDE termosifone. Le norme 10200 invitano a fare proprio così: il GRANDE termosifone costituisce i consumi involontari. Attenzione alla tabella millesimale di riscaldamento; andrebbe rivisitata perche' le norme indicano di non usare i vecchi metodi di superficie, esposizione, o superficie radiante, o potenza istallata... ma l'impegno teorico richiesto alla caldaia al momento del progetto per garantire lo stesso confort a tutti i condomini. Il tecnico saprà spiegarvi come si fa. Attenti a non cadere nella trappola delle caratteristiche di ogni appartamento: quando si fa un progetto, non si considera quali condomini hanno cambiato gli infissi o i vetri. Contano le dotazioni iniziali; certo, se siete tra persone civili, si puo' fare di meglio

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