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Mosquiton

Contabilizzazione con distacchi

Salve,

apro questo post per discutere su una questione ancora incerta, e cioè:

i nuovi millesimi di riscaldamento devono essere calcolati anche per i distaccati?

ūü§Ē

Buonasera, certo che si!

Un tecnico abilitato, normalmente un ingegnere, deve redigere una relazione con il calcolo dei nuovi millesimi di riscaldamento, attraverso i quali si ripartirà il cosidetto "consumo involontario" che non è altro la dispersione del calore durante l'operatività della centrale termica.

Buonasera, certo che si!

Un tecnico abilitato, normalmente un ingegnere, deve redigere una relazione con il calcolo dei nuovi millesimi di riscaldamento, attraverso i quali si ripartirà il cosidetto "consumo involontario" che non è altro la dispersione del calore durante l'operatività della centrale termica.

E se qualcuno si è distaccato presentando la certificazione di un termotecnico in cui si attesta che non crea squilibri?

E se qualcuno si è distaccato presentando la certificazione di un termotecnico in cui si attesta che non crea squilibri?

Ciò è un requisito fondamentale per distaccarsi ossia incaricare un tecnico che attesti la mancanza di squilibrio dell'impianto tuttavia il distacco da un impianto centralizzato non comporta la totale autonomia: situazione che si verifica da impianti autonomi ab origine poichè in ogni caso si rimane comproprietari della caldaia comune e inseriti in un contesto di immobili quale il Condominio.

Mi permetto di farle un esempio tendente alla banalità: potenzialmente nel caso in cui l'immobile distaccato non accendesse tutto l'anno la propria caldaia potrebbe risultare in ogni caso riscaldato, poichè usufruirebbe dal calore emanato dagli immobili adiacenti e sopratutto per i tubi di riscaldamento passanti nei muri i quali "involontariamente" riscaldano l'immobile distaccato.

Ciò è un requisito fondamentale per distaccarsi ossia incaricare un tecnico che attesti la mancanza di squilibrio dell'impianto tuttavia il distacco da un impianto centralizzato non comporta la totale autonomia: situazione che si verifica da impianti autonomi ab origine poichè in ogni caso si rimane comproprietari della caldaia comune e inseriti in un contesto di immobili quale il Condominio.

Mi permetto di farle un esempio tendente alla banalità: potenzialmente nel caso in cui l'immobile distaccato non accendesse tutto l'anno la propria caldaia potrebbe risultare in ogni caso riscaldato, poichè usufruirebbe dal calore emanato dagli immobili adiacenti e sopratutto per i tubi di riscaldamento passanti nei muri i quali "involontariamente" riscaldano l'immobile distaccato.

Sono d'accordo, ma se un appartamento si è distaccato in base all'art. 1118 comma IV del Codice Civile dovrebbe essere tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

 

Se si calcolano i nuovi millesimi in base alla UNI 10200 anche per tale appartamento, allora dovrebbe pagare anche i consumi involontari, pagamento però da cui è esonerato dall'art. 1118.

 

E' qui il controsenso.

Sono d'accordo, ma se un appartamento si è distaccato in base all'art. 1118 comma IV del Codice Civile dovrebbe essere tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

 

Se si calcolano i nuovi millesimi in base alla UNI 10200 anche per tale appartamento, allora dovrebbe pagare anche i consumi involontari, pagamento però da cui è esonerato dall'art. 1118.

 

E' qui il controsenso.

Personalmente ritengo che il Legislatore con l'art. 1118 IV comma ha tentato di recepire la direttiva europea del 2012 sull'efficenza energetica, tuttavia con poco successo.

"il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini."

 

Anche quanto riportato in grassetto è un controsenso: è indubbio e tecnicamente provato che al distacco anche di un solo immobile dall'impianto di riscaldamento questo comporti un aggravio per gli altri, se la spesa è 12 e si divide per 4 e al distacco si divide per 3 è chiaro che quest'ultimi seppur di poco, pagheranno una quota maggiore, ciò perchè la caldaia è "tarata" per 4 - dunque, personalmente nonostante non sia un tecnico, ritengo illegittimo qualsiasi distacco.

Con le valvole anche il condomino può tenerle chiuse e non scaldare in questo caso sarà chi è distaccato a cedere calore adesso la cosa è reciproca,io penso ci siano da valutare molti fattori in alcuni casi ci può essere l'aggravio ma in altri casi sicuramente no

Personalmente ritengo che il Legislatore con l'art. 1118 IV comma ha tentato di recepire la direttiva europea del 2012 sull'efficenza energetica, tuttavia con poco successo.

"il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini."

 

Anche quanto riportato in grassetto è un controsenso: è indubbio e tecnicamente provato che al distacco anche di un solo immobile dall'impianto di riscaldamento questo comporti un aggravio per gli altri, se la spesa è 12 e si divide per 4 e al distacco si divide per 3 è chiaro che quest'ultimi seppur di poco, pagheranno una quota maggiore, ciò perchè la caldaia è "tarata" per 4 - dunque, personalmente nonostante non sia un tecnico, ritengo illegittimo qualsiasi distacco.

Comincio dalla fine; non è compito dei tecnici stabilire se un distacco è legittimo , tanto meno degli amministratori di condominio. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni che restano solo manifestazione di un pensiero che spesso non trova neppure elementi di razionalità, per il resto ci penseranno i giudici e questo è il motivo per cui >ribadiscono che il loro è solo punto di vista e gli avvocati aspettano.....

L'art. 1118 ha voluto regolamentare ciò che prima veniva dettato dalla giurisprudenza, e nulla ha a che fare con l'efficienza energetica, faccio notare che nell'articolo di legge il verbo è in forma presente; il distaccato a limite dovrebbe dimostrare che non derivavano aggravi di spesa.

Ma stiamo scherzando!! Ci sono distacchi avvenuti con sentenza di cassazione, perizie di CTU e voi che fate? pensate di ributtarli dentro.

Non c'è nessun controsenso il 1118 è stato scritto quando la UNI non era obbligatoria ed a mio avviso il distacco senza aggravio si può realizzare fin quando essa non viene utilizzata per il nuovo sistema di ripartizione dei costi del riscaldamento, successivamente il recinto verrà chiuso.

Ritornando ai distaccati , mi permetto di farle un esempio tendente alla banalità:

Una persona sta scontando una pena per un reato , nel frattempo il legislatore decide di aumentare la pena per quel reato, seguendo il suo ragionamento quelle modifiche dovrebbero interessare anche la persona già condannata.

Sappiamo tutti (spero) che così non è.

Infine chiedo anche a lei di interrogarsi sul perch√® nella sentenza 535 di Firenze e ancor pi√Ļ con la cassazione 17810 di settembre 2016 i CTU incaricati , hanno evidenziato l'assenza di aggravio

Personalmente ritengo che il Legislatore con l'art. 1118 IV comma ha tentato di recepire la direttiva europea del 2012 sull'efficenza energetica, tuttavia con poco successo.

"il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini."

 

Anche quanto riportato in grassetto è un controsenso: è indubbio e tecnicamente provato che al distacco anche di un solo immobile dall'impianto di riscaldamento questo comporti un aggravio per gli altri, se la spesa è 12 e si divide per 4 e al distacco si divide per 3 è chiaro che quest'ultimi seppur di poco, pagheranno una quota maggiore, ciò perchè la caldaia è "tarata" per 4 - dunque, personalmente nonostante non sia un tecnico, ritengo illegittimo qualsiasi distacco.

Personalmente, posso essere d'accordo che non dovrebbe essere lecito alcun distacco.

 

Ma se un appartamento si è distaccato e ha una perizia che dimostra che non provoca squilibri, ho seri dubbi che debba pagare i consumi involontari.

 

In ogni caso, la colpa (come al solito) è di chi fa (male) le norme e le leggi, avendo imposto la UNI 10200, senza dire come 'trattare' i distaccati.

Personalmente, posso essere d'accordo che non dovrebbe essere lecito alcun distacco.

 

Ma se un appartamento si è distaccato e ha una perizia che dimostra che non provoca squilibri, ho seri dubbi che debba pagare i consumi involontari.

 

In ogni caso, la colpa (come al solito) è di chi fa (male) le norme e le leggi, avendo imposto la UNI 10200, senza dire come 'trattare' i distaccati.

Continuiamo a cercare il gatto nero nella stanza buia.

Possiamo una volta tanto pensare che non sia colpa del legislatore ma solo incapacità nostra di realizzare una corretta analisi del problema?

Pensiamo, anzi no, leggiamo i motivi per i quali è stato emanato il dlgs 102 che ha reso obbligatoria la norma UNI . Il risparmio energetico.

E quì mi ripeto: se inseriamo un distaccato nella ripartizione delle spese, otteniamo una riduzione dei consumi? Risposta : No

Questo è il motivo per cui chi ha fatto la norma non si è preoccupato dei >.

Passiamo ora al 1118, perchè non parla dei distaccati ? Perchè le disposizioni in essa contenute riguardano il futuro e non il passato. Se non ricordo male la legge è stata pubblicata in gennaio , si applicava dopo sei mesi e secondo qualcuno dovrebbe essere retroattiva per decenni.

A questo punto, cosa converrebbe fare:

1) Lasciare in pace i distaccati.

2) Spiegare che con l'applicazione della 10200 non possono esistere distacchi senza aggravio.

3) Utilizzare le risorse per ridurre i consumi involontari e non per cercare di scaricarli ad altri

Un distaccato continua ad esser comproprietario dell'impianto centralizzato perché per effetto del 1112 c.c. non può liberarsene in solitario.

Quindi il condòmino distaccato deve garantire il funzionamento del servizio comune condominiale che nella circostanza significa garantire l'efficienza e l'aggiornamento della centrale termica al servizio del Condominio.

 

Si discute tanto a quali voci di spesa debba contribuire il condòmino distaccato... ma tolte forza motrice ed approvigionamento combustibile non vedo cosa altro possa esser escluso.

Le restanti spese ordinarie e straordinarie sono spese finalizzate a manutenzione messa a norma e manutenzione straordinaria dell'impianto centralizzato... esattamente come disposto dal 1118 c.c. ultimo comma.

 

Infine, una valutazione onesta e complessiva non può non tener conto della norma UNI 11300 che detta le modalità di calcolo dei consumi involontari relativi all'impianto centralizzato.

L'ho già segnalato in altra discussione, ma lo ripropongo:

"consumi involontari, ovvero quelli indipendenti dall’azione dell’utente e cioè principalmente le dispersioni di calore della rete di distribuzione, che vanno ripartiti in base ai millesimi calcolati secondo il fabbisogno di energia termica utile (UNI 11300).

Per poter individuare la quota da ripartire [...] oggi occorre affidare ad un tecnico abilitato il calcolo del fabbisogno di energia termica utile ad ogni singola unit√† immobiliare (per consentire di ottenere una temperatura standard di 20¬į) che andr√† a costituire il valore millesimale attribuibile a quell‚Äôappartamento, indipendentemente dalle superfici radianti installate.

Questi nuovi millesimi saranno il criterio di ripartizione:

a) delle spese di gestione del servizio di riscaldamento;

b) di tutte le spese di manutenzione e conduzione ( terzo responsabile, estintori, lettura e ripartizione contabilizzatori, ecc.);

c) di tutte le spese relative alla dispersione dell’energia totale consumata (una percentuale della spesa energetica totale - cioè combustibile + energia elettrica - calcolata dal Tecnico sul singolo impianto, ovvero differenza tra la spesa energetica totale e il consumo volontario di tutti gli utenti)."

Fonte >>>http://www.anaciroma.it/leggi-condom...0200-2013.html

Che piaccia o non piaccia, sono tutte spese riconducibili alla centrale termica ed all'impianto di riscaldamento condominiale.

Centrale termica ed impianto di cui il condòmino distaccato è comproprietario secondo quota.

 

Conclusione: i nuovi millesimi sono da calcolarsi anche per il distaccato perché servono per il riparto dei consumi involontari a cui il condòmino distaccato non può sottrarsi.

Si discute tanto a quali voci di spesa debba contribuire il condòmino distaccato... ma tolte forza motrice ed approvigionamento combustibile non vedo cosa altro possa esser escluso.

Le restanti spese ordinarie e straordinarie sono spese finalizzate a manutenzione messa a norma e manutenzione straordinaria dell'impianto centralizzato... esattamente come disposto dal 1118 c.c. ultimo comma.

 

Infine, una valutazione onesta e complessiva non può non tener conto della norma UNI 11300 che detta le modalità di calcolo dei consumi involontari relativi all'impianto centralizzato.

 

Conclusione: i nuovi millesimi sono da calcolarsi anche per il distaccato perché servono per il riparto dei consumi involontari a cui il condòmino distaccato non può sottrarsi.

Buongiorno Albano, sono felice che sia intervenuto in questa discussione.

Sono d'accordo con te con la prima parte del tuo ragionamento.

Un approfondimento necessita sulla questione onestà e ti chiedo: tra i vari tecnici e ctu che hanno asseverato assenza di aggravio nei distacchi avvenuti, troviamo solo disonesti e/o incompetenti?

E' chiaro, che l'attico che si √® distaccato quando era in vigore la divisione per mq o mc non ha creato aggravio al condominio? (ed anche qui occorre un po'di onest√† intellettuale pi√Ļ che conoscenze tecniche).

A questo punto la questione è chiaramente giuridica e non tecnica .Già immagino dove si risolveranno i problemi legati a queste diverse posizioni.

Questo > che si vuole compiere lo paragonerei alla volontà dell'amministratore delegato di MPS che vorrebbe trasformare le obbligazioni dei risparmiatori in azioni ordinarie.

Saluti

Ciao Salpa.

Non mi sognerei mai di metter in discussione le asseverazioni di tecnici e ctu in merito all'assenza di aggravio di questo o quel distacco, perché i tecnici ed i ctu sono professionisti seri.

Certamente la questione è solo giuridica: hanno voluto impostare l'argomento in una determinata ottica, ma purtroppo per quell'ottica è la Lex che tutti siamo chiamati a rispettare.

 

Voglio solo aggiungere che la mia personale percezione mi fa rabbrividire al pensiero dei consumi involontari attribuiti ai piani terra, ultimi piani, piani con portico sottostante, u.i rivolte prevalentemente a nord, e distaccati.

Ma al momento mi pare proprio non ci si possa far nulla... Certo è che anche il mercato immobiliare ora subirà una bella rivoluzione.

Chi mai accetterà di svenarsi per un attico se non è perfettamente coibentato ?

Chi mai si accontentrà di una u.i. esposta a nord per spendere meno all'acquisto, se poi gli servirà un mutuo per onorare le spese di riscaldamento ?

finali[/color], in base alla norma tecnica UNI 10200 e successive modifiche e

aggiornamenti. Ove tale norma non sia applicabile o laddove siano

comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze

di fabbisogno termico per metro quadro tra le unita' immobiliari

costituenti il condominio o l'edificio polifunzionale superiori al 50

per cento, e' possibile suddividere l'importo complessivo tra gli

utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica. In tal caso gli

importi rimanenti possono essere ripartiti, a titolo esemplificativo

e non esaustivo, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi

utili, oppure secondo le potenze installate.>>>>>>

Ma secondo voi chi sono gli utenti finali?????

utente e comproprietario sono sinonimi????

Di seguito una parte della relazione dell'ANACI proposta gentilmente da Albano

>

A mio avviso chi ha scritto avrebbe fatto bene ad usare, ancor pi√Ļ di come ha fatto, i verbi in modo condizionale.

Personalmente non ritengo che quei giudici e ctu siano stati superficiali , √® pi√Ļ facile che quelli dell'anaci debbano rivedere le loro posizioni

Personalmente ritengo che il Legislatore con l'art. 1118 IV comma ha tentato di recepire la direttiva europea del 2012 sull'efficenza energetica, tuttavia con poco successo.

"il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini."

 

Anche quanto riportato in grassetto è un controsenso: è indubbio e tecnicamente provato che al distacco anche di un solo immobile dall'impianto di riscaldamento questo comporti un aggravio per gli altri, se la spesa è 12 e si divide per 4 e al distacco si divide per 3 è chiaro che quest'ultimi seppur di poco, pagheranno una quota maggiore, ciò perchè la caldaia è "tarata" per 4 - dunque, personalmente nonostante non sia un tecnico, ritengo illegittimo qualsiasi distacco.

tu sei un revisore contabile, quindi ricco, (non fai l'operaio a 1000 euro al mese) quindi non capisci che un povero cristo onesto non ce la fa.

Che deve fare questo per campare se il Condominio è esoso?

l'Italia va male per la classe politica che ha fatto queste leggi, ed i compliciche hanno votato tal classe politica

 

se uno si stacca lasciatelo in pace, vivrà senza riscaldamento, in alternativa andrà a rubare, ma fate attenzione perchè un giorno potrebbe rubare in casa vostra e quando capiterà ricordatevi che ve lo siete cercato!

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Ho sentito dire che la norma UNI è già in via di modifica non so riguardo cosa,spero che facciano un po' di chiarezza sui distaccati ne sapete qualcosa?

Chiedo scusa , qualcuno mi sa spiegare chi sono gli > destinatari delle modifiche previste dal decreto 102 e poi 141 etc....

Grazie

Personalissima interpretazione...

La legge sulla contabilizzazione ha voluto includere nella normativa i pi√Ļ disparati casi: riscaldamento, raffreddamento, acqua calda, ma anche teleriscaldamento. Ad una prima lettura sembrerebbe che gli utenti finali siano i reali percettori di un determinato servizio, ovvero coloro i quali ne usufruiscono realmente. Per√≤ a mio avviso non √® cos√¨!

 

E' proprio pensando alla forma del teleriscaldamento che balza all'occhio che gli utenti finali sono coloro i quali ne hanno titolo (mi si passi il termine, è per far comprendere). Il teleriscaldamento di fatto è come un contratto di una utenza: si paga un costo per un servizio dove però il generatore che fornisce l'energia non è di proprietà condominiale. Questo significa che chi non è collegato al teleriscaldamento nulla ha da pagare.

 

Lo stesso principio non è applicabile in un Condominio tradizionale dotato di propria centrale termica. In questo caso gli utenti finali sono tutti i condòmini (collegati e distaccati) perché tutti quanti sono degli aventi titolo, essendo comproprietari della centrale termica.

Personalissima interpretazione...

La legge sulla contabilizzazione ha voluto includere nella normativa i pi√Ļ disparati casi: riscaldamento, raffreddamento, acqua calda, ma anche teleriscaldamento. Ad una prima lettura sembrerebbe che gli utenti finali siano i reali percettori di un determinato servizio, ovvero coloro i quali ne usufruiscono realmente. Per√≤ a mio avviso non √® cos√¨!

 

E' proprio pensando alla forma del teleriscaldamento che balza all'occhio che gli utenti finali sono coloro i quali ne hanno titolo (mi si passi il termine, è per far comprendere). Il teleriscaldamento di fatto è come un contratto di una utenza: si paga un costo per un servizio dove però il generatore che fornisce l'energia non è di proprietà condominiale. Questo significa che chi non è collegato al teleriscaldamento nulla ha da pagare.

 

Lo stesso principio non è applicabile in un Condominio tradizionale dotato di propria centrale termica. In questo caso gli utenti finali sono tutti i condòmini (collegati e distaccati) perché tutti quanti sono degli aventi titolo, essendo comproprietari della centrale termica.

Purtroppo quando occorre interpretare una norma, quasi mai possiamo applicare il principio di disgiunzione logica .

Però Considerato che :

1) il decreto è attuazione sull'efficienza energetica e non sulla ripartizione dei costi in condominio.

2) la partecipazione dei distaccati non migliora l'efficienza energetica.

3) L'utènte è colui che usufruisce di un bene o di un servizio.

4) La legge che parla chiaramente dei distaccati è il 1118.

5) Una norma non è mai retroattiva se non quando chiaramente indicato.

La mia personale opinione e che quando non si considerano questi elementi è perchè ci si ostina a cercare il gatto nero

Purtroppo quando occorre interpretare una norma, quasi mai possiamo applicare il principio di disgiunzione logica .

Però Considerato che :

1) il decreto è attuazione sull'efficienza energetica e non sulla ripartizione dei costi in condominio.

2) la partecipazione dei distaccati non migliora l'efficienza energetica.

3) L'utènte è colui che usufruisce di un bene o di un servizio.

4) La legge che parla chiaramente dei distaccati è il 1118.

5) Una norma non è mai retroattiva se non quando chiaramente indicato.

La mia personale opinione e che quando non si considerano questi elementi è perchè ci si ostina a cercare il gatto nero

Secondo me, partendo dal fatto che il distaccato è proprietario della caldaia è, per definizione, un utente finale (anche se ha liberamente scelto di non usarla).

 

In ogni caso, sono dell'idea che se uno ha l'attestazione che non crea squilibri non dovrebbe essere tenuto a pagare i consumi involontari.

 

Altrimenti, è chiaro che deve pagarli.

Sono condomini che collegati a impianto centralizzato usufruiscono di esso

La mia personale opinione e che quando non si considerano questi elementi è perchè ci si ostina a cercare il gatto nero

Comprendo il tuo rammarico.

La norma (insieme ad altre norme collegate) è si vero che ha come obiettivo l'efficienza energetica, ma - purtroppo secondo me - si è spinta oltre fino a dettare confusamente pure le modalità di riparto delle spese.

Se proprio volevano intervenire nel dettaglio fino a dettare il riparto spese potevano predisporre disposizioni pi√Ļ specifiche e pi√Ļ consone a seconda della tipologia di servizio preso in considerazione. Invece ci hanno servito un bel mapazzone!

Comprendo il tuo rammarico.

La norma (insieme ad altre norme collegate) è si vero che ha come obiettivo l'efficienza energetica, ma - purtroppo secondo me - si è spinta oltre fino a dettare confusamente pure le modalità di riparto delle spese.

Se proprio volevano intervenire nel dettaglio fino a dettare il riparto spese potevano predisporre disposizioni pi√Ļ specifiche e pi√Ļ consone a seconda della tipologia di servizio preso in considerazione. Invece ci hanno servito un bel mapazzone!

Ciao Albano, il mio rammarico non nasce dalla norma, il cui intento è da me condiviso; ma dall'interpretazione che ad essa si da.

Ciao Albano, il mio rammarico non nasce dalla norma, il cui intento è da me condiviso; ma dall'interpretazione che ad essa si da.

Si devono dare delle interpretazioni perché è scritta coi piedi!

ūü§¨

Un distaccato continua ad esser comproprietario dell'impianto centralizzato perché per effetto del 1112 c.c. non può liberarsene in solitario.

Quindi il condòmino distaccato deve garantire il funzionamento del servizio comune condominiale che nella circostanza significa garantire l'efficienza e l'aggiornamento della centrale termica al servizio del Condominio.

 

Si discute tanto a quali voci di spesa debba contribuire il condòmino distaccato... ma tolte forza motrice ed approvigionamento combustibile non vedo cosa altro possa esser escluso.

Le restanti spese ordinarie e straordinarie sono spese finalizzate a manutenzione messa a norma e manutenzione straordinaria dell'impianto centralizzato... esattamente come disposto dal 1118 c.c. ultimo comma.

 

Infine, una valutazione onesta e complessiva non può non tener conto della norma UNI 11300 che detta le modalità di calcolo dei consumi involontari relativi all'impianto centralizzato.

L'ho già segnalato in altra discussione, ma lo ripropongo:

"consumi involontari, ovvero quelli indipendenti dall’azione dell’utente e cioè principalmente le dispersioni di calore della rete di distribuzione, che vanno ripartiti in base ai millesimi calcolati secondo il fabbisogno di energia termica utile (UNI 11300).

Per poter individuare la quota da ripartire [...] oggi occorre affidare ad un tecnico abilitato il calcolo del fabbisogno di energia termica utile ad ogni singola unit√† immobiliare (per consentire di ottenere una temperatura standard di 20¬į) che andr√† a costituire il valore millesimale attribuibile a quell‚Äôappartamento, indipendentemente dalle superfici radianti installate.

Questi nuovi millesimi saranno il criterio di ripartizione:

a) delle spese di gestione del servizio di riscaldamento;

b) di tutte le spese di manutenzione e conduzione ( terzo responsabile, estintori, lettura e ripartizione contabilizzatori, ecc.);

c) di tutte le spese relative alla dispersione dell’energia totale consumata (una percentuale della spesa energetica totale - cioè combustibile + energia elettrica - calcolata dal Tecnico sul singolo impianto, ovvero differenza tra la spesa energetica totale e il consumo volontario di tutti gli utenti)."

Fonte >>>http://www.anaciroma.it/leggi-condom...0200-2013.html

Che piaccia o non piaccia, sono tutte spese riconducibili alla centrale termica ed all'impianto di riscaldamento condominiale.

Centrale termica ed impianto di cui il condòmino distaccato è comproprietario secondo quota.

 

Conclusione: i nuovi millesimi sono da calcolarsi anche per il distaccato perché servono per il riparto dei consumi involontari a cui il condòmino distaccato non può sottrarsi.

scusa albano59, per spese di gestione del servizio di riscaldamento cosa intendi ?

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