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Consumi involontari e nuova tabella millesimale: Redazione diagnosi energetica atipica?

Mi fai ridere, a me sembra proprio il contrario, lo hai letto il post #22 di https://www.condominioweb.com/forum/quesito/maggioranza-per-deroga-uni-10200-101284/

 

Saluti.

Bravo, visto che ami avere l'ultima parola anche se hai torto, come i bambini, non ti risponderò più.

Buona giornata!

Se avrò torto non sarai tu a dirlo, non hai la verità in tasca.

Calma vi prego ho avuto una giornata dura.

Premetto che le mie esperienze in decisioni assembleari sono pessime. Sicuramente è preferibile un tecnico su cui far ricadere le responsabilità di scelte ingiuste e cercare di salvaguardare rapporti condominiali ormai in crisi.

Il ragionamento che mi porta però a pensare che il legislatore in questo caso abbia voluto ridare ai condomini la possibilità di riprendere il controllo delle proprie spese è questo:

Con il decreto 102 è avvenut un esproprio del diritto tra privati di stipulare accordi. È stato imposto un altro sistema di riparto e resa obbligatoria una norma tecnica a cui i tecnici devono riferirsi. Quindi non decidono se è più giusto fare in un modo o nell'altro. Semplicemente la applicano.

Con il decreto 141 si è detto: Quando esistono tali differenze la norma è particolarmente ingiusta quindi potete non applicarla. Ma venendo meno l'obbligo della norma, decade anche la funzione del tecnico. Il quale dovrebbe decidere di ripartizione di costi non su elementi tecnici ma solamente economici. A Tale funzione non è stato abilitato dalla norma ne dall'unanimita' dell'assemblea.

Con il decreto 141 si è detto: Quando esistono tali differenze la norma è particolarmente ingiusta quindi potete non applicarla. Ma venendo meno l'obbligo della norma, decade anche la funzione del tecnico. Il quale dovrebbe decidere di ripartizione di costi non su elementi tecnici ma solamente economici. A Tale funzione non è stato abilitato dalla norma ne dall'unanimita' dell'assemblea.
Invece il mio ragionamento è questo, visto che per poter stabilire che all'impianto di riscaldamento non può essere applicata la UNI 10200 dovrà essere un tecnico a verificarlo, lo stesso tecnico dovrà stabilire quale rapporto usare il 30%/70% o altro, ovvero chi meglio del tecnico potrà dirlo, dato che ha già verificato la possibilità di applicare la norma ed ha tutti i calcoli già effettuati? Ovvero lasciare la scelta ai condomini secondo me non è una cosa buona visto che non sono in grado di gestire un calcolo così complicato non essendo competenti?

Proprio questo è il punto. Di tecnico non rimane più nulla. È solo contabilità. Se si vuole aiutare chi ha fabbisogni termici maggiori, occorre utilizzare il massimo 30% e dividerlo in parti uguali.

Secondo te è autorizzato a farlo??

Proprio questo è il punto. Di tecnico non rimane più nulla. È solo contabilità. Se si vuole aiutare chi ha fabbisogni termici maggiori, occorre utilizzare il massimo 30% e dividerlo in parti uguali.

Secondo te è autorizzato a farlo??

E chi meglio del tecnico potrebbe? Così che lasciando al tecnico la ripartizione fisso/variabile l'assemblea probabilmente accetterà senza litigi i quali potrebbero finire in causa e con decisione giudiziale e magari affidando ad un CTU la soluzione finale per le due percentuali.

E così passiamo dai millesimi di riscaldamento accetteati da tutti ed utilizzati per anni a divisioni che non hanno alcun criterio , alcuna corrospondenza reale tra consumi e costi che tutti debbono subire non si capisce bene per quale motivo. Va bene che siamo italiani e siamo abituati a subire le migliori porcate. Ma quando è troppo è troppo

Anch'io sono pienamente d'accordo con Tullio Ts in quanto una assemblea per poter decidere dovrebbe essere altamente competente, cioè composta da termotecnici e ingegneri di ogni tipo. Una assemblea dove invece ti trovi il pizzaiolo, il farmacista, la casalinga, il commesso e via dicendo (senza togliere nulla a nessuno) non ha la competenza sufficiente per decidere su questioni esclusivamente tecniche e quindi non può che rimettersi alle decisioni del termo tecnico incaricato dal condominio. Questo a norma di buon senso.

E' da due giorni che lo sto dicendo...

 

Se ci sono squilibri superiori al 50% e si deroga alla UNI 10200, le quote (con almeno il 70% di quota variabile) le DECIDE il condominio.

 

Ma qui c'è qualcuno che si diverte a creare confusione... sarà il caldo che dà alla testa!!!

😂

Anch'io sono pienamente d'accordo con Tullio Ts in quanto una assemblea per poter decidere dovrebbe essere altamente competente, cioè composta da termotecnici e ingegneri di ogni tipo. Una assemblea dove invece ti trovi il pizzaiolo, il farmacista, la casalinga, il commesso e via dicendo (senza togliere nulla a nessuno) non ha la competenza sufficiente per decidere su questioni esclusivamente tecniche e quindi non può che rimettersi alle decisioni del termo tecnico incaricato dal condominio. Questo a norma di buon senso.

Forse, come capita spesso, non sono riuscito ad esprimermi in modo sufficientemente chiaro.

Il punto non è la convenienza di usare o meno il tecnico, non si tratta di usare o meno il buon senso; stiamo cercando di capire se l'opera del tecnico successiva all'accertamento della differenza di fabbisogno termico sia obbligatoria o solo consigliata.

A mio avviso come spiegato nel post 30 è solo consigliata , per l'attitudine molto italiana di delegare, non assumersi mai responsabilità, lamentarsi successivamente per gli errori fatti dagli altri.

Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse chiesto: perchè sostieni che non c'è niente di tecnico?

Non ho capito niente di quello che hai detto. E invece!? come spesso avviene dietro la paventata incompetenza si cela la volontà di non decidere o di non far decidere a chi ne avrebbe diritto.

Io credo che in pochi sappiano districarsi in questioni tecniche ma che tutti sappiano fare i conti.

Proprio non mi va che un tecnico o chiunque altro che non sia deputato a farlo debba decidere chi paga di più o meno.

Infine mi piacerebbe poi leggere le motivazioni del tecnico che decide di derogare all'applicazione della norma a favore di percentuali fisse e di millesimi da utilizzare

Io credo che in pochi sappiano districarsi in questioni tecniche ma che tutti sappiano fare i conti.
Infatti tutti sanno fare i conti, mi vien da pensare che i condomini lo faranno a proprio vantaggio, per cui senza una linea guida, la vedo dura che la soluzione sarà equa e giusta, per questo dico che senza una regola fissa e/o la giuda di un tecnico, la delibera a maggioranza potrebbe causare ricorsi, ed il Giudice non essendo neppure lui Tecnico deciderà per la perizia di un CTU, ovvero quello che poteva effettuare il tecnico che ha stabilito che la UNI 10200 non è applicabile, consigliando da ben principio la migliore ripartizione tecnica possibile.

Ovvero potrebbe capitare di spendere una barca di soldi inutilmente.

 

p.s. l'ho già detto ma forse è utile ripeterlo

Ma scusa.... tu dici che non è obbligatoria.... ma come fai a sapere se c'è differenza del 50% senza diagnosi, come fai a non applicare la 10200 senza farla??

 

Non è scritta ma di fatto è obbligatorio farla.... se è un obbligo utilizzare la contabilizzazione, quest'obbligo implica la diagnosi...quindi è obbligatoria

 

- - - Aggiornato - - -

 

Il tecnico fa la deroga SOLO DOPO AVER FATTO LA DIAGNOSI

e comunque in ambito riscaldamento solo per la cessazione del servizio serve l'unanimità, per tutto il resto 501 millesimi....

 

Che la diagnosi energetica non sia obbligatoria NON LO DICO IO, ma lo dice il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO nel suo sito.

 

La deroga alla UNI 10200 la fa il tecnico su incarico dell'assemblea.

Io non decido nulla... lo dice la legge.. e lo sanno tutti (Albano59, Salpa65, Foxtrot72, ecc..) tranne te!!!
Lo stesso vale per gli altri che ho citato... ti hanno smentito tutti!!!!

😂

Infatti tutti sanno fare i conti, mi vien da pensare che i condomini lo faranno a proprio vantaggio, per cui senza una linea guida, la vedo dura che la soluzione sarà equa e giusta, per questo dico che senza una regola fissa e/o la giuda di un tecnico, la delibera a maggioranza potrebbe causare ricorsi, ed il Giudice non essendo neppure lui Tecnico deciderà per la perizia di un CTU, ovvero quello che poteva effettuare il tecnico che ha stabilito che la UNI 10200 non è applicabile, consigliando da ben principio la migliore ripartizione tecnica possibile.

Ovvero potrebbe capitare di spendere una barca di soldi inutilmente.

 

p.s. l'ho già detto ma forse è utile ripeterlo

Premesso che spesso la ragione per la quale ci si rivolge al giudice è che si ritiene che l'assemblea abbia deliberato contro legge e non che abbia deliberato in modo ingiusto e sbagliato, voglio affrontare la questione da un altro punto di vista.

L'amministratore convoca l'assemblea per votare la proposta del tecnico.

Un condomino chiede di votare in alternativa una sua proposta .

Cosa accade, la si vota?

E se fosse proprio questa ad avere la maggioranza?

Come vedi i motivi di impugnazione possono essere diversi e nell'esempio da te fatto io credo che il ragionamento del giudice potrebbe essere questo:

L'assemblea poteva deliberare in autonomia senza il contributo del tecnico si o no

L'assemblea ha deliberato nei limiti che la legge impone si o no

Non occorre nessun ctu perchè non occorre alcun tecnico

Bè... una perizia asseverata di un tecnico (incaricato dal Condominio) non la fai fuori con un voto a capocchiam: ci sono tutte le premesse per impugnare.

Se invece la proposta alternativa è supportata da una contro-perizia parimenti titolata, allora diventa tutto un altro discorso, e non escludo che se questa nuova perizia riscuote il consenso assembleare necessario, potrebbe proprio essere quella a cui attenersi.

Bè... una perizia asseverata di un tecnico (incaricato dal Condominio) non la fai fuori con un voto a capocchiam: ci sono tutte le premesse per impugnare.

Se invece la proposta alternativa è supportata da una contro-perizia parimenti titolata, allora diventa tutto un altro discorso, e non escludo che se questa nuova perizia riscuote il consenso assembleare necessario, potrebbe proprio essere quella a cui attenersi.

Condivido. E in realtà quanto da te esposto mi sembra dettato dal "buon senso"!

 

Nel caso specifico in questione illustrato al primo post, il tecnico dopo aver rilevato la differenze del 50% del fabbisogno energetico tra gli appartamenti, ha, di propria iniziativa, fatto un'asseverazione e proposto, motivandolo, un criterio di ripartizione dei consumi involontari alternativo, fissandone altresi la quota percentuale.

A questo punto, secondo me, ben difficilmente l'assemblea potrebbe deliberare diversamente (non tenendo cioè conto della diagnosi fatta), a meno di non motivare tecnicamente la mancata adozione della relazione tecnica presentata (cosa quasi impossibile data la sua incompetenza in materia).

Pena l'impugnazione della delibera stessa.

Infatti, il condomino che eventualmente ricorrese al giudice chiederebbe conto della mancata adozione della relazione tecnica e dell'adozione invece di un criterio di riparto arbitrario e soggettivo (ad-capocchiam!) deliberato da un'assemblea incompetente in materia. Come già detto sopra da "Tullio Ts" al post #38, il giudice potrebbe autorizzare una CTU cui il condominio a quel punto dovrebbe attenersi.

 

Potrebbe essere invece diverso il caso in cui il tecnico, rilevata la inapplicabilita della 10200, non fornisse al condominio alcun criterio di riparto alternativo (nè fissasse la percentuale di costi involontari), trovandosi cosi, l'assemblea, a dover deliberare necessariamente in autonomia.

Che la diagnosi energetica non sia obbligatoria NON LO DICO IO, ma lo dice il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO nel suo sito.

 

La deroga alla UNI 10200 la fa il tecnico su incarico dell'assemblea.

Non capisco se lo fai di proposito o cosa.....

 

scusa ma come pensi che faccia il tecnico ad derogare la 10200??

lui deve PROVARE che il fabbisogno energetico differisce del 50% tra UI.... e lo fa con la diagnosi, che anche se non è scritto, è resa obbligatoria dall'obbligatorietà della contabilizzazione (DEVI conoscere i fabbisogno per la quota involontaria)

 

Non capisco come tu possa farne a meno

Non capisco se lo fai di proposito o cosa.....

 

scusa ma come pensi che faccia il tecnico ad derogare la 10200??

lui deve PROVARE che il fabbisogno energetico differisce del 50% tra UI.... e lo fa con la diagnosi, che anche se non è scritto, è resa obbligatoria dall'obbligatorietà della contabilizzazione (DEVI conoscere i fabbisogno per la quota involontaria)

 

Non capisco come tu possa farne a meno

Infatti la quota volontaria ha un range da 70% in poi e più alto sarà e più penalizzati saranno i condomini, specialmente quelli dei piani alti, per cui sarà meglio seguire quanto dice il tecnico, altrimenti i condomini dei piani intermedi (se saranno di più avendo la maggioranza) potrebbero penalizzare ancor di più i condomini già penalizzati, ovvero quelli che fanno derogare alla UNI 10200
Non capisco se lo fai di proposito o cosa.....

 

scusa ma come pensi che faccia il tecnico ad derogare la 10200??

lui deve PROVARE che il fabbisogno energetico differisce del 50% tra UI.... e lo fa con la diagnosi, che anche se non è scritto, è resa obbligatoria dall'obbligatorietà della contabilizzazione (DEVI conoscere i fabbisogno per la quota involontaria)

 

Non capisco come tu possa farne a meno

 

Mi dispiace, ma lo dice il MISE, non hai letto?

 

In ogni caso, parliamo di cose diverse, un conto e' la perizia del tecnico per derogare alla uni 10200 e un altro conto e' la diagnosi energetica!

Mi dispiace, ma lo dice il MISE, non hai letto?

 

In ogni caso, parliamo di cose diverse, un conto e' la perizia del tecnico per derogare alla uni 10200 e un altro conto e' la diagnosi energetica!

Non serve la diagnosi Energetica? Però UNI Ente Italiano di Normazione dice che è necessaria, a differenza di quanto dice il MISE

 

... secondo la UNI 10200, deve fornire agli utenti un prospetto previsionale in cui sono contenuti i consumi e i costi presunti, calcolati secondo le parti 1, 2 e 4 della UNI/TS 11300. Ciò di fatto significa che la UNI 10200 richiede una diagnosi energetica che consente di individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico di un edificio. ...

http://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2781%3Ala-ripartizione-delle-spese-di-riscaldamento-e-acqua-calda-sanitaria-la-uni-10200&catid=170&Itemid=2612

Per cui nemmeno loro sembrano d'accordo.

Bè... una perizia asseverata di un tecnico (incaricato dal Condominio) non la fai fuori con un voto a capocchiam: ci sono tutte le premesse per impugnare.

Se invece la proposta alternativa è supportata da una contro-perizia parimenti titolata, allora diventa tutto un altro discorso, e non escludo che se questa nuova perizia riscuote il consenso assembleare necessario, potrebbe proprio essere quella a cui attenersi.

Caro Albano59, qui nessuno ha mai parlato di far fuori la perizia del tecnico con un voto assembleare...

 

Purtroppo, però, c'è qualcuno che si diverte a fare confusione... in gergo, si chiamano troll.

Caro Albano59, qui nessuno ha mai parlato di far fuori la perizia del tecnico con un voto assembleare...
Ed allora cosa cerchi? Se il tecnico ha detto che la UNI è inapplicabile si ripartirà a 70% variabile e 30% fisso, vuoi cambiare questi valori penalizzando i piani alti? In questo caso direi che la perizia sia necessaria;

 

Un esempio? Pensate al caso del condominio di 5 piani: gli utenti del primo e dell’ultimo piano voteranno in assemblea a favore della UNI 10200, così da avere un meccanismo correttivo per condividere gli extra costi delle dispersioni con tutti gli altri appartamenti. Ma gli utenti del secondo, terzo e quarto piano (sicuramente la maggioranza) potrebbero votare contro la UNI 10200, accordandosi su una quota a consumo del 90% e una quota fissa del 10%! Avendo dispersioni molto ridotte, infatti, queste unità centrali avranno tutto l’interesse a ridurre al minimo la quota fissa.

http://www.ediltecnico.it/42843/contabilizzazione-del-calore-correttivo/

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