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binary11

Consumi involontari e nuova tabella millesimale: Redazione diagnosi energetica atipica?

Nel mio condominio si è realizzata di fatto una situazione "ibrida", a metà tra il D.lgs102 ed il D.lgs.141/2016 ed, in base a quanto ho potuto leggere in giro, credo forse poco diffusa! Ma chiedo una vostra conferma!

 

Nel mio condominio, il tecnico incaricato di eseguire la diagnosi energetica ed il calcolo dei costi involontari, una volta ..."appurata" l'esistenza di disparità nel fabbisogno energetico tra due unità immobiliari per oltre il 50%, si è fermato nel proseguire oltre, non fornendo il calcolo dei consumi involontari (i KW che annualmente sono imputabili alle dispersioni), nè la tabella millesimale basata sul fabbisogno energetico (calcolata sulla UNI11300) che comunque ci saremmo aspettati.

Ha invece deciso di proseguire spontaneamente (senza delibera assembleare) effettuando un'asseverazione circa l'esistenza di tale disparità, sulla cui base redigere una nuova tabella millesimale basata, non più sul fabbisogno energetico, ma su due parametri: metri quadri e potenza termica richiesta dei singoli appartamenti. Nella stessa relazione ha inoltre stabilito la % di suddivisione tra costi fissi e costi variabili.

 

In pratica ha fatto tutto da solo!! Per ora non è stata ancora approvata dell'Assemblea, ma posto che ho dei dubbi sui calcoli e sull'attenzione posta dal tecnico sui dati utilizzati, è questa una procedura consolidata per una buona diagnosi energetica? ....Oppure è una via ...."sbrigativa" e meno onerosa per il tecnico?

In effetti, se il tecnico assevera che ci sono squilibri superiori al 50% NON DEVE FARE ALTRO.

 

Le quote potra' sceglierle l'assemblea e per ripartire la quota fissa si possono usare i vecchi millesimi di riscaldamento!

Grazie per la risposta, Mosquiton! .....ma cosi torniamo al contenuto del thread "Maggioranza per deroga UNI 10200" 🙂

La diagnosi è un obbligo, quindi la si deve fare comunque...

da questa deriva il calcolo della differenza tra UI che se supera il 50% da la POSSIBILITA di derogare la 10200....

Ma l'asseverazione se approvata OBBLIGA il condominio a dividere le spese volontarie ALMENO al 70% e le involontarie (comprese spese di lettura e manutenzione) al MASSIMO al 30% da dividere come meglio crede l'assemblea (millesimi riscaldamento vecchi- volume- proprietà)

La diagnosi è un obbligo, quindi la si deve fare comunque...

da questa deriva il calcolo della differenza tra UI che se supera il 50% da la POSSIBILITA di derogare la 10200....

Ma l'asseverazione se approvata OBBLIGA il condominio a dividere le spese volontarie ALMENO al 70% e le involontarie (comprese spese di lettura e manutenzione) al MASSIMO al 30% da dividere come meglio crede l'assemblea (millesimi riscaldamento vecchi- volume- proprietà)

La diagnosi energetica NON E' UN OBBLIGO.

 

Vedi FAQ 3 del MISE:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/FAQ-Termoregolazione-Giugno-2017.pdf

 

Non date notizie false!

Nel mio condominio si è realizzata di fatto una situazione "ibrida", a metà tra il D.lgs102 ed il D.lgs.141/2016 ed, in base a quanto ho potuto leggere in giro, credo forse poco diffusa! Ma chiedo una vostra conferma!

 

Nel mio condominio, il tecnico incaricato di eseguire la diagnosi energetica ed il calcolo dei costi involontari, una volta ..."appurata" l'esistenza di disparità nel fabbisogno energetico tra due unità immobiliari per oltre il 50%, si è fermato nel proseguire oltre, non fornendo il calcolo dei consumi involontari (i KW che annualmente sono imputabili alle dispersioni), nè la tabella millesimale basata sul fabbisogno energetico (calcolata sulla UNI11300) che comunque ci saremmo aspettati.

Ha invece deciso di proseguire spontaneamente (senza delibera assembleare) effettuando un'asseverazione circa l'esistenza di tale disparità, sulla cui base redigere una nuova tabella millesimale basata, non più sul fabbisogno energetico, ma su due parametri: metri quadri e potenza termica richiesta dei singoli appartamenti. Nella stessa relazione ha inoltre stabilito la % di suddivisione tra costi fissi e costi variabili.

 

In pratica ha fatto tutto da solo!! Per ora non è stata ancora approvata dell'Assemblea, ma posto che ho dei dubbi sui calcoli e sull'attenzione posta dal tecnico sui dati utilizzati, è questa una procedura consolidata per una buona diagnosi energetica? ....Oppure è una via ...."sbrigativa" e meno onerosa per il tecnico?

Leggi questo link;

http://www.informaimpresa.it/item/cambiano-le-regole-per-la-contabilizzazione-degli-impianti-termici

 

Applicazione e casi in deroga alla UNI 10200

A conti fatti il nuovo Decreto tiene ancora valida la UNI 10200 come strumento obbligatorio a meno che non si verifichi una delle seguenti condizioni:

 

  1. la 10200 non sia applicabile;
  2. siano comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%.

In presenza di una di queste due condizioni, il legislatore autorizza il condominio ad accantonare la UNI 10200 e a ripartire le spese secondo percentuali fisse: almeno il 70% per il consumo volontario e la rimanenza come quota fissa da suddividere sulla base di millesimi metri quadri, metri cubi o potenze installate. In pratica, il tradizionale riparto 70-30 ma senza alcun fattore correttivo

Comunque a mio parere sarà sempre il tecnico a stabilire queste quote fisse, perchè lui ha le cognizioni tecniche che l'assemblea non possiede

Leggi questo link;

http://www.informaimpresa.it/item/cambiano-le-regole-per-la-contabilizzazione-degli-impianti-termici

 

Applicazione e casi in deroga alla UNI 10200

A conti fatti il nuovo Decreto tiene ancora valida la UNI 10200 come strumento obbligatorio a meno che non si verifichi una delle seguenti condizioni:

 

  1. la 10200 non sia applicabile;
  2. siano comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%.

In presenza di una di queste due condizioni, il legislatore autorizza il condominio ad accantonare la UNI 10200 e a ripartire le spese secondo percentuali fisse: almeno il 70% per il consumo volontario e la rimanenza come quota fissa da suddividere sulla base di millesimi metri quadri, metri cubi o potenze installate. In pratica, il tradizionale riparto 70-30 ma senza alcun fattore correttivo

Comunque a mio parere sarà sempre il tecnico a stabilire queste quote fisse, perchè lui ha le cognizioni tecniche che l'assemblea non possiede

Sei off topic... qui si parlava del fatto che la diagnosi energetica NON E' OBBLIGATORIA!!!

Sei off topic... qui si parlava del fatto che la diagnosi energetica NON E' OBBLIGATORIA!!!
Non sarà obbligatoria, ma nel caso trattato è stata effettuata rilevando una disparità nel fabbisogno energetico tra due unità immobiliari per oltre il 50%;

 

Scritto da binary11 1° post

 

... Nel mio condominio, il tecnico incaricato di eseguire la diagnosi energetica ed il calcolo dei costi involontari, una volta ..."appurata" l'esistenza di disparità nel fabbisogno energetico tra due unità immobiliari per oltre il 50%, ...

Oramai che la diagnosi è stata effettuata perchè non tenerne conto anche se non è obblgatoria?

La diagnosi energetica NON E' UN OBBLIGO.

 

Vedi FAQ 3 del MISE:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/FAQ-Termoregolazione-Giugno-2017.pdf

 

Non date notizie false!

La diagnosi energetica è stata effettuata per il calcolo del fabbisogno energetico per la nuova tabella millesimale con cui ripartire i consumi involontari.

La ratio che è stata seguita nel mio condominio (anni '60) è stata quella di cogliere l'opportunità della contabilizzazione per incaricare un tecnico e far redigere un progetto (diagnosi energetica inclusa) che segnalasse le criticità e le migliorie in termini di efficienza da apportare all'impianto condominiale. Questo anche in base alla UNI10200 che parla di "progettazione degli interventi sugli edifici" e soprattuto alla legge 10/1991 che, all'art.26 c.3, parla espressamente di "progetto".

Inoltre avevamo la necessità di "ammodernare" la vecchia tabella millesimale, basata sulla potenza installata, che non rispecchia più la situazione attuale a seguito delle modifiche che i singoli condomini han fatto nel corso degli anni ai propri termosifoni.

Aggiungo che in realtà ritenevo che il progetto fosse proprio obbligatorio! Grazie quindi per la segnalazione. 😉

Nell'ipotesi in cui l'assemblea non ne tenesse conto e deliberasse in totale autonomia, dovrebbe argomentarne tecnicamente i motivi (ma non ha le competenze per farlo!). Pena l'impugnazione!
Condivido in toto, tra l'altro in un topic parallelo l'ho scritto più volte, l'assemblea non ha la cognizione tecnica per valutare autonomamente :thumbup:
Condivido in toto, tra l'altro in un topic parallelo l'ho scritto più volte, l'assemblea non ha la cognizione tecnica per valutare autonomamente :thumbup:
È tuttavia al condominio che la legge offre la possibilità di derogare e non al tecnico che può proporre ma non decidere. L'assemblea non è tenuta a motivare le proprie decisioni. Ricordo che in alcuni casi una decisione che preveda 90/10 è più penalizzante rispetto alla 10200.
È tuttavia al condominio che la legge offre la possibilità di derogare e non al tecnico che può proporre ma non decidere. L'assemblea non è tenuta a motivare le proprie decisioni. Ricordo che in alcuni casi una decisione che preveda 90/10 è più penalizzante rispetto alla 10200.
Io la penso in modo esattamente contrario, l'assemblea non ha le competenze termotecniche per decidere, ovvero una volta appurato con perizia tecnica che è possibile derogare, l'assemblea non è competente per stabilire i valori fisso/variabile e dovrà per forza di cose rivolgersi sempre al tecnico che con esperienza e competenza potrà valutare quale è il rapporto migliore sulla base di millesimi, metri quadri, metri cubi o potenze installate.

Tra l'altro esiste una sentenza che prevede la nullità nel caso l'assemblea decida argomenti che non rientrano nella sua competenza, ed a quanto pare in questo caso l'incompetenza assembleare è evidente;

 

La Cassazione civile a Sezioni Unite, con sentenza 4806 del 7 marzo 2005, è intervenuta a comporre il contrasto insorto in seno alla seconda sezione in materia di nullità ed annullabilità delle deliberazioni condominiali.

In primo luogo la Corte ha affermato che sono da ritenersi nulle le delibere prive degli elementi essenziali, con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale e al buon costume), con oggetto che non rientra nella competenza dell'assemblea,

Per cui i condomini contrari, astenuti ed assenti avranno l'opportunità d'impugnare la decisione richiedendone la nullità.

È tuttavia al condominio che la legge offre la possibilità di derogare e non al tecnico che può proporre ma non decidere. L'assemblea non è tenuta a motivare le proprie decisioni. Ricordo che in alcuni casi una decisione che preveda 90/10 è più penalizzante rispetto alla 10200.

E' da due giorni che lo sto dicendo...

 

Se ci sono squilibri superiori al 50% e si deroga alla UNI 10200, le quote (con almeno il 70% di quota variabile) le DECIDE il condominio.

 

Ma qui c'è qualcuno che si diverte a creare confusione... sarà il caldo che dà alla testa!!!

😂

E' da due giorni che lo sto dicendo...

 

Se ci sono squilibri superiori al 50% e si deroga alla UNI 10200, le quote (con almeno il 70% di quota variabile) le DECIDE il condominio.

 

Ma qui c'è qualcuno che si diverte a creare confusione... sarà il caldo che dà alla testa!!!

😂

Mi sa tanto che lo sbaglio lo stai facendo tu l'assemblea di condominio non è competente, t'immagini un'assemblea formata da gente comune che non conosce nemmeno l'ABC della termotencica decidere sui consumi da suddividere sulla base di millesimi, metri quadri, metri cubi o potenze installate, che caciara ci sarebbe e se prevarrà una fazione con la maggioranza, l'altra parte minoritaria potrà adire al Giudice con ottime possibilità, sostenendo l'incompetenza dell'assemblea che senza un parere tecnico stabilisce a capocchiam ciò che vuole ovvero richiedendo al Giudice l'annullamento della delibera --> Cassazione civile a Sezioni Unite, sentenza 4806 del 7 marzo 2005)

Ti stai rendendo ridicolo e ciò non ti fa onore, pur essendo utente d'onore!!!

Ti stai rendendo ridicolo e ciò non ti fa onore, pur essendo utente d'onore!!!
Non mi sto rendendo ridicolo, perche la mia tesi ha un fondamento giurisprudenziale, chi si rende ridicolo a mio parere se tu che vuoi decidere di derogare alla UNI 10200 senza nessun parere tecnico.
Non mi sto rendendo ridicolo, perche la mia tesi ha un fondamento giurisprudenziale, chi si rende ridicolo a mio parere se tu che vuoi decidere di derogare alla UNI 10200 senza nessun parere tecnico.

Io non decido nulla... lo dice la legge.. e lo sanno tutti (Albano59, Salpa65, Foxtrot72, ecc..) tranne te!!!

Io non decido nulla... lo dice la legge.. e lo sanno tutti (Albano59, Salpa65, Foxtrot72, ecc..) tranne te!!!
Ora stravolgi anche le affermazioni degli altri forumisti?

--> https://www.condominioweb.com/forum/quesito/maggioranza-per-deroga-uni-10200-101284/

 

Mi sa che tu non hai capito ciò che hanno scritto Albano59;

 

- Infatti non è l'assemblea che deroga, ma un tecnico abilitato che tramite la sua perizia attesta esserci le condizioni - spiegandole pure - per derogare alla UNI 10200.

- Sono due passaggi distinti e a mio parere richiedono sempre la stessa maggioranza (500+1):

1) SI, per incaricare assemblearmente il tecnico

2) SI, per approvare assemblearmente la perizia proposta dal tecnico.

Marpav;

il tecnico fa una relazione di asseverazione ai sensi dell'art. 9 del DLgs 04/07/2014 n 102 e s.m.ed i.

dove certifica che sia la differenza min e la max tra le abitazioni supera il 50%,e da quindi la possibilità di NON APPLICARE LA 10200-15 ma attribuire le percentuali minime 70% volontario 30% involontario...

La parola chiave è "possibilità" che quindi va approvata in assemblea con le maggioranze necessarie.... trasformazione per contenimento energetico (L. n. 10/91) 501 millesimi

Loro hanno sempre detto che è necessario il Tecnico, tu invece vuoi decidere in assemblea senza perizia tecnica.
Ora stravolgi anche le affermazioni degli altri forumisti?

Ah si, ma non ti vergogni?

Salpa65 al post #11 ha detto questo:

 

"È tuttavia al condominio che la legge offre la possibilità di derogare e non al tecnico che può proporre ma non decidere. L'assemblea non è tenuta a motivare le proprie decisioni. Ricordo che in alcuni casi una decisione che preveda 90/10 è più penalizzante rispetto alla 10200. "

 

Loro hanno sempre detto che è necessario il Tecnico, tu invece vuoi decidere in assemblea senza perizia tecnica.

Continui a dire sciocchezze... ma tanto hanno capito tutti cosa chiedevo.

 

Io chiedevo qual'è la maggioranza per dare l'incarico al tecnico di fare la deroga.

Ah si, ma non ti vergogni?

Salpa65 al post #11 ha detto questo:

 

"È tuttavia al condominio che la legge offre la possibilità di derogare e non al tecnico che può proporre ma non decidere. L'assemblea non è tenuta a motivare le proprie decisioni. Ricordo che in alcuni casi una decisione che preveda 90/10 è più penalizzante rispetto alla 10200. "

Salpa65 non l'ho neppure nominato
È tuttavia al condominio che la legge offre la possibilità di derogare e non al tecnico che può proporre ma non decidere. L'assemblea non è tenuta a motivare le proprie decisioni. ......
E' da due giorni che lo sto dicendo...

Sottopongo questa riflessione, già scritta in un altro post, per cercare di chiarire insieme la questione da altre angolazione, in primis sintattica. 😉

  • Mi piace 1
Certo, perché ti ha smentito su tutta la linea!!!

😉Condivido in toto :thumbup:

Non l'ho nominato perchè a lui avevo risposto al Post #12

:

Lo stesso vale per gli altri che ho citato... ti hanno smentito tutti!!!!

😂

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