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madeline

Comproprietà immobile e divieto di partecipazione all'assemblea

Salve a tutti,

abito in un condominio con mio marito e siamo comproprietari dell'immobile in cui viviamo.

Questa sera alla riunione di condominio l'amministratore ha affermato che teoricamente dovrebbe essere presente solo uno di noi alla riunione.

Posso capire in caso di votazione, ma non sapevo che anche la presenza di uno dei due fosse superflua addirittura vietata dalla legge.

E' vero? mi citate per favore il codice civile?

Nel caso di comproprietari, in assemblea parla e vota uno solo. I comproprietari devono indicare prima dell'inizio dell'assemblea quale sia la persona designata a rappresentare l'intera Proprietà.

Gli altri comproprietari, se presenti, possono solo assistere ai lavori assembleari senza diritto di parola e di voto; solo se disturbano lo svolgimento dell'assemblea possono essere allontanati.

 

L'amministratore non può pretendere la presenza di un solo comproprietario perché tutti i comproprietari sono "aventi titolo" per presenziare all'assemblea in quanto condòmini.

E' l'estraneo al Condominio che può esser allontanato anche sulla base di una singola richiesta.

ciao

 

e chi decide dei presenti, non è l'amministratore, ma il Presidente dell'assemblea.

Gli eredi devono tra di loro nominare un rappresentante ed infomare l'amministratore, e

in assemblea in qualita di rappresentante ha diritto di parola.

ciao

 

se i rappresentanti non provvedono a nominare chi ha diritto di parlare, lo fa il Presidente, estraendo a sorte tra gli aventidiritto presenti.

Salve a tutti,

abito in un condominio con mio marito e siamo comproprietari dell'immobile in cui viviamo.

Questa sera alla riunione di condominio l'amministratore ha affermato che teoricamente dovrebbe essere presente solo uno di noi alla riunione.

Posso capire in caso di votazione, ma non sapevo che anche la presenza di uno dei due fosse superflua addirittura vietata dalla legge.

E' vero? mi citate per favore il codice civile?

art. 67 Dacc

Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice.

....................

art. 67 Dacc

Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice.

....................

ciao

 

è corretto quello che scrivi, ma se loro sono presenti in assemblea e non provvedono alla nomina del loro rappresentante ( ed in caso di contrasti tra loro, è probabile), ho il ricordo di una vecchia sentenza dove veniva confermata la regolarità della estrazione a sorte fatta dal presidente dell'assemblea tra i comproprietari d tale unità presenti in sala.

ciao

 

è corretto quello che scrivi, ma se loro sono presenti in assemblea e non provvedono alla nomina del loro rappresentante ( ed in caso di contrasti tra loro, è probabile), ho il ricordo di una vecchia sentenza dove veniva confermata la regolarità della estrazione a sorte fatta dal presidente dell'assemblea tra i comproprietari d tale unità presenti in sala.

ciao Camillo, concordo con te, ho riportato l'articolo del codice perché così richiedeva Madeline

ciao

 

è corretto quello che scrivi, ma se loro sono presenti in assemblea e non provvedono alla nomina del loro rappresentante ( ed in caso di contrasti tra loro, è probabile), ho il ricordo di una vecchia sentenza dove veniva confermata la regolarità della estrazione a sorte fatta dal presidente dell'assemblea tra i comproprietari d tale unità presenti in sala.

quella sentenza molto probabile era preriforma . adesso l'estrazione e' valida solo se accettata dai comprorietari .

quella sentenza molto probabile era preriforma . adesso l'estrazione e' valida solo se accettata dai comprorietari .

ciao

 

non ho trovato varianti particolari con la nuova riforma sul punto.

 

Però, in quanto la materia no è ben definita, vediamo qualche ipotesi.

 

a) i comproprietari sono 5 di cui presenti in assemblea 3 ( i presenti concordano il loro rappresentate tra i presenti) e quindi tutto risolto

 

b) stessa situazione, ma i tre non si mettono d'accordo, che succede ? A chi viene dato il diritto di parola. Secondo te a nessuno. In tal caso non può parlare nessuno di tale unità, il che sarebbe una lesione maggiore.

 

c) infine, i due che non erano presenti e che non hanno dato deleghe a nessuno, se non approvano quanto deciso dal loro rappresentate in assemblea che non hanno nominato, possono impugnare ? Per me no. Ciò perchè secondo la tua tesi ( legittima) che non condivido, non hanno nominato il loro rappresentante.

 

La soluzione della estrazione a sorte fatta dal Presidente, non è vietata, e risolve il caso, e sapendo che quella e la soluzione se non si mettono d'accordo, vedrai che per non correre rischi, troveranno comunque un accordo.

Che non sia vietata l'estrazione a sorte e' palese ma non puo' certo essere imposta .

 

A che titolo il presidente puo' imporre un ' estrazione ? ( una volta ne aveva facolta' adesso non e' piu' prevista )

Se i comproprietari non trovano un accordo il Presidente cosa fa, se non può sorteggiare il rappresentante? Ne nomina uno in base all'età (il più anziano, ad esempio), in base all'ordine alfabetico, nomina quello che gli è più simpatico, quello che sa parlare meglio, quello col titolo di studio più alto o più basso?

Il sorteggio alla fine mi sembra la soluzione più imparziale.

Se i comproprietari non trovano un accordo il Presidente cosa fa, se non può sorteggiare il rappresentante? Ne nomina uno in base all'età (il più anziano, ad esempio), in base all'ordine alfabetico, nomina quello che gli è più simpatico, quello che sa parlare meglio, quello col titolo di studio più alto o più basso?

Il sorteggio alla fine mi sembra la soluzione più imparziale.

non ritengo sia compito del Presidente sorteggiare il rappresentante all'assemblea, devono nominarlo i comproprietari, altrimenti il Presidente può anche non farli partecipare alla riunione

Se i comproprietari non trovano un accordo il Presidente cosa fa, se non può sorteggiare il rappresentante? Ne nomina uno in base all'età (il più anziano, ad esempio), in base all'ordine alfabetico, nomina quello che gli è più simpatico, quello che sa parlare meglio, quello col titolo di studio più alto o più basso?

Il sorteggio alla fine mi sembra la soluzione più imparziale.

Non rientra piu' tra i suoi compiti.

 

Prima della riforma se i comproprietari non si mettevano d'accordo ci pensava il presidente con sorteggio , con la riforma cio' e' venuto meno .

E' interesse dei comproprietari nominare il loro rappresentante .

E' proprio come sostiene Peppe !

Con più comproprietari presenti, le "castagne dal fuoco" dopo la riforma se le devono togliere loro, altrimenti nessuno ha titolo valido per partecipare all'assemblea: se non si mettono d'accordo nominando il loro rappresentante, il presidente può estrometterli tutti.

 

@ Camillo50

I comproprietari assenti con la loro latitanza e solo dal punto di vista condominiale, benedicono l'operato dei comproprietari presenti ed il loro delegato nominato dai presenti.

Se vi sono delibere non gradite agli assenti, questi non potranno impugnare (salvo che il loro delegato abbia votato contro o si sia astenuto), e se la dovranno risolvere al loro interno fra tutti i comproprietari ed in separata sede, diversa da quella condominiale.

Non rientra piu' tra i suoi compiti.

ciao

 

scusa la mia ignoranza, ma da dove sorge questa tua certezza che avrebbe modificato il punto. Salvo mio abbaglio, non esisteva la norma prima della riforma, ne la riforma dice nulla in materia.

@ Camillo50

I comproprietari assenti con la loro latitanza e solo dal punto di vista condominiale, benedicono l'operato dei comproprietari presenti ed il loro delegato nominato dai presenti.

Se vi sono delibere non gradite agli assenti, questi non potranno impugnare (salvo che il loro delegato abbia votato contro o si sia astenuto), e se la dovranno risolvere al loro interno fra tutti i comproprietari ed in separata sede, diversa da quella condominiale.

ciao

 

condivido il tutto, gli assenti hanno sempre torto, e so che anche i presenti non non possono impugnare quello che viene deciso dal rappresentante, come del resto già precisavo nel mio post.

Se la vedranno tra loro.

 

Il problema è: il presidente deve dare la parola a chi ha diritto di parola, e quindi se non si mettono d'accordo, nessuno ha diritto di parola pur rappresentando una unità del condominio, e ciò è una lesione del loro diritto ( conseguente un loro inadempimento, ma sempre di lesione si tratta).

Quindi, se non eletto il loro rappresentante, chiunque di loro potrà impugnare per l'impossibilità in assemblea di esercitare un suo diritto.

 

Io resto dell'idea, che è tutt'ora valida l'estrazione a sorte tra i presenti, se non si mettono d'accordo, salvo che nella riforma, non ci sia un espresso divieto, che non ho visto o che mi sfugge. Soluzione questa che supera una marea di problemi.

La soluzione che prospetti (la proporrei pure io in caso di necessità) dopo la riforma non vale più nulla ed è diventata solo una soluzione di buonsenso, che comunque richiede l'unanime consenso dei presenti all'assemblea.

Prima della riforma l'art.67 dacc conteneva una espressa indicazione che investiva il presidente; dopo la riforma a mio avviso i comproprietari di una u.i. sono lasciati abbandonati a sé stessi nonostante l'inequivocabile riferimento alla comunione che quindi esclude altre potenziali soluzioni.

 

Art 67 ante riforma "[...] Qualora un piano o porzione di piano dell`edificio appartenga in proprieta` indivisa a piu` persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nella assemblea, che e` designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente. [...]"

 

Art. 67 post riforma "[...] Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell’articolo 1106 del codice. [...]"

ciao

 

condivido il tutto, gli assenti hanno sempre torto, e so che anche i presenti non non possono impugnare quello che viene deciso dal rappresentante, come del resto già precisavo nel mio post.

Se la vedranno tra loro.

 

Il problema è: il presidente deve dare la parola a chi ha diritto di parola, e quindi se non si mettono d'accordo, nessuno ha diritto di parola pur rappresentando una unità del condominio, e ciò è una lesione del loro diritto ( conseguente un loro inadempimento, ma sempre di lesione si tratta).

Quindi, se non eletto il loro rappresentante, chiunque di loro potrà impugnare per l'impossibilità in assemblea di esercitare un suo diritto.

 

Io resto dell'idea, che è tutt'ora valida l'estrazione a sorte tra i presenti, se non si mettono d'accordo, salvo che nella riforma, non ci sia un espresso divieto, che non ho visto o che mi sfugge. Soluzione questa che supera una marea di problemi.

Difatti nulla vieta di fare il sorteggio ma il presidente non puo' imporlo . Prima della riforma poteva importo adesso puo' eventualmente consigliarlo , ma i comproprietà devono comunque accettare che il rappresentante venga scelto per sorteggio .

contento ma la stessa cosa dovranno fare gli altri condomini che sono nella stessa nostra situazione. Lui lo ha detto solo a noi... probabilmente gli avrà dato fastidio che ho fatto delle richieste per il quieto vivere del condominio e voleva azzittarmi, mah... cmq ho il codice civile, grazie ora leggo bene l'articolo 1106 e 67 che mi avete citato.

Comunque porterò il foglio della delega anche agli proprietari che sono in 2 come noi... La legge vale per tutti, no? anche x gli amici dell'amministratore...

contento ma la stessa cosa dovranno fare gli altri condomini che sono nella stessa nostra situazione. Lui lo ha detto solo a noi...

Mi pare che l'amministratore vi abbia solo informato che in LINEA TEORICA i comproprietari hanno diritto ad un solo rappresentante in assemblea ma da quel che ho capito, all'assemblea partecipano anche i comproprietari perchè nessuno dei presenti si è mai opposto.

 

Quello che dovrebbero fare gli altri condòmini è di nominare un solo rappresentante per la proprietà così come dovreste fare voi.

 

Ma è mai successo che a te e tuo marito è stato imposto un solo rappresentante e ad altri nelle stesse vostre condizioni è stata consentita la presenza di più comproprietari in assemblea?

Solo in un caso del genere avresti ragione ma da quel che ho capito non è ancora accaduto alcunchè di reale e tutta la discussione è ancora a livello teorico perchè nel vostro condominio i presenti consentono a tutti la presenza dei comproprietari.

La prima parte del messaggio che avevo scritto credo di averla cancellata per sbaglio...Comunque ringraziavo per le risposte e specificavo che nel mio caso non siamo eredi ma marito e moglie. L'amministratore senza chiederci nulla ha scritto solo i dati di mio marito senza fare nessun sorteggio per nominare il rappresentante tra i due (lo ha deciso lui senza motivo), noi lo abbiamo saputo solo dopo, quando appunto dopo che io ho parlato per delle cose inerenti il condominio.

Allora ha spiegato che uno dei due comproprietari deve fare la delega all'altro e che deve parlare solo uno e che dovrebbe essere presente solo uno... Comunque come ho scritto per noi non c'è problema, faremo questa delega, mio marito a me o io a lui, va benissimo, abbiamo le stesse idee ed è indifferente se parlo io o lui, rispettiamo la legge, basta conoscerla. Ma mi ha infastidita perchè il problema lo ha posto solo con noi ma la legge è uguale per tutti...il condominio cmq è appena nato e lui è amico di altri a cui però non aveva esposto questa interessante norma...per rispondere a Leonardo sì per ora non è successo nulla, ma con le parole ha già fatto una discriminazione evidente a tutti... Grazie a tutti per la normativa, quello che conta alla fine e al di là delle chiacchiere è sempre la Legge

I comproprietari non hanno bisogno di nessuna delega per poter partecipare . Sono gia' titolari del diritto di poter partecipare e votare . La delega serve a trasferire detto diritto ad altro soggetto non a un soggetto gia' titolato .

... L'amministratore senza chiederci nulla ha scritto solo i dati di mio marito senza fare nessun sorteggio per nominare il rappresentante tra i due (lo ha deciso lui senza motivo), noi lo abbiamo saputo solo dopo, quando appunto dopo che io ho parlato per delle cose inerenti il condominio...

Innanzitutto precisiamo che non è l'amministratore che dirige l'assemblea ma il PRESIDENTE nominato dall'assemblea.

Non sono ne il Presidente ne l'amministratore che devono sorteggiare ma dovete decidere tra te e tuo marito chi deve essere presente all'assemblea.

Se c'è accordo tra i presenti possono presenziare TUTTI i comproprietari (tutte le mogli e tutti i mariti) ma in tal caso, prima che cominci l'assemblea tu e tuo marito dovete comunicare al Presidente chi di voi due ha diritto di voto e di parola e chi sarà presente solo come uditore.

Allo stesso modo, chiedi al Presidente di comunicarti chi degli altri comproprietari ha diritto di voto e di parola e chi deve essere presente solo come uditore.

 

I paletti si mettono prima che cominci l'assemblea e non dopo, quando evidentemente ciascuno cercherà di tirare l'acqua al proprio mulino.

 

Art. 67

...Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice...

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