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Amministratore AB

Comproprietà dei locali ex alloggio del portiere

Gradirei il vostro parere sulla seguente questione, che spero di riuscire ad esporre in modo chiaro.

A seguito di ricorso presentato dal liquidatore di una cooperativa (Cooperativa Edilizia tra Mutilati ed Invalidi srl) originaria proprietaria dello stabile, respingendone le richieste, il Tribunale nel 2006 assegnava indivisamente per usucapione la proprietà dei locali costituenti l'ex alloggio del portiere ai condomini convenuti ad eccezione di quelli rimasti contumaci: in pratica ad 8 su 12.

Tra i condomini dichiarati proprietari dal giudice ed i restanti contumaci si è aperto un contenzioso dovuto al fatto che i secondi, pur non avendo finora partecipato alle spese inerenti la suddetta unità immobiliare (non solo IMU ed altri oneri fiscali, ma anche quelle per la manutenzione), affermano di poter ottenere su richiesta dal giudice il medesimo riconoscimento di proprietà vantato dagli altri condomini, che sarebbero intenzionati a far valere nel caso l'immobile diventasse fruttifero (o perchè posto in vendita o perchè affittato). Intanto, in mancanza di tale evenienza, le spese continuano ad essere sopportate solo dagli 8 condomini ai quali la sentenza ha assegnato la proprietà, che - per costringere i contumaci ad uscire allo scoperto - hanno verbalizzato in assemblea un termine entro il quale i contumaci dovranno esprimere per iscritto la volontà di divenire ufficialmente comproprietari dell'immobile (sobbarcandosi anche la propria quota di spese arretrate) oppure di rinunciarvi per sempre.

I miei dubbi riguardano:

1) la proprietà attualmente riconosciuta solo in capo ad 8 dei 12 condomini fa comunque rientrare l'immobile sotto la mia gestione di amministratore o si configura come una loro proprietà privata al pari degli appartamenti di ciascun condomino?

2) l'eventuale omissione oggi da parte dei contumaci della dichiarazione della volontà di partecipare della comproprietà dell'immobile può effettivamente inibire la loro possibilità di esercitare un domani il diritto di farsi equiparare dal tribunale ai condomini già proprietari o tale diritto rimarrà sempre potenzialmente esercitabile?

L'amministratore dovrebbe avere comunque competenza anche sul bene in questione in quanto unità immobiliare compresa nel condominio, avrà certamente i propri millesimi, essendo trascorsi tanti anni, le spese andranno ripartite tra gli attuali comproprietari.

 

Per il punto 2, sarà il giudice a stabilire eventuale allargamento della comproprietà, stabilendone quote ed oneri, anche arretrati, sempre che gli interessati propongano un valido ricorso in merito, sempre che non giungano ad un accordo bonario con gli attuali proprietari.

 

Per ora vale la volontà giudiziaria.

 

In base al 3° comma dell'art. 1132 i "contumaci" potranno chiedere la quota di proprietà, pagando le spese iniziali di giudizio e tutte le spese occorse negli anni per il mantenimento del bene, risultate per ora a carico dei soli aggiudicatari.

Si, in effetti nelle tabelle millesimali sono contemplate entrambe le ipotesi: quella in cui il locale sia utilizzato dal portiere che l'altra in cui il locale sia invece a disposizione dei condomini. Quindi, mi sembra di capire che non ci sia possibilità di sollecitare i contumaci a prendere una posizione adesso.

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