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Comodato d'uso-residenza-nucleo familiare fiscale - spero che qualcuno mi possa aiutare

salve a tutti.

ho un problema e spero che qualcuno mi possa aiutare.

ho avuto necessità di effettuare un cambio di residenza, dal momento che risiedevo a casa di mio padre, che si è trasferito in altra regione. una mia conoscente mi ha offerto una camera in comodato d'uso a casa sua, a napoli, dove vive con suo figlio. mi sono recata all'ufficio anagrafe, dopo la consegna all'ufficio di pubblica sicurezza della comunicazione di cessione di fabbricato, chiedendo il trasferimento della residenza e specificando di voler costituire stato di famiglia a parte rispetto agli altri abitanti della casa, facendo riferimento all'art. 4 del codice civile:

 

Art.4

Famiglia anagrafica

1. Agli effetti anagrafici per famiglia s'intende un insieme di persone legate da vincoli di

matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed

aventi dimora abituale nello stesso Comune.

2. Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.

 

il funzionario dell'ufficio anagrafe mi ha assicurato che non ci sarebbe stato alcun problema, data la situazione.

al momento però della visita di controllo del vigile, questi mi ha detto che non era possibile rientrare in uno stato di famiglia a parte da quello esistente. gli ho chiesto spiegazioni e mi detto che la stanza, non essendo indipendente, non aveva i requisiti. ho replicato dicendo che nell'articolo che definisce la famiglia anagrafica non c'è alcun riferimento alle condizioni dell'immobile, ma solo ai vincoli tra i coabitanti. ha parlato allora di un provvedimento speciale per la campania degli anni '80 che vietava cose del genere, senza neanche sapermi dire con esattezza il numero di questa legge. ho detto allora al vigile di lasciar perdere e che avrei fatto ricorso e lui mi ha detto che non avrei potuto, che era lui che doveva decidere, e che in ogni caso sarebbe trascorso molto tempo. mi ha fatto allora firmare il modulo in cui accettavo di rientrare nello stesso stato di famiglia degli altri abitanti della casa, dicendomi che altrimenti non avrei avuto la residenza, nè medico di base, nè niente, che avrei dovuto fargli causa e pagare un avvocato. io adesso vorrei fare ricorso. credo ci sia stato un abuso di potere da parte del vigile. non credo sia giusto che il vigile mi abbia costretto a dichiarare il falso. io non ho niente a che vedere con i coabitanti, nè dal punto di vista affettivo, nè fiscale (sto terminando gli studi, non ho ancora un lavoro e mi mantiene mio padre). ma non saprei nella pratica come fare.

vi ringrazio per l'attenzione e aspetto un vostro riscontro.

il compito del vigile e' uno solo .

deve solo fare accertamenti su richiesta dell'ufficiale d'anagrafe .

solo l'ufficiale d'anagrafe ha competenza in materia anagrafica .

 

il vigile non ha il potere di dare o meno la residenza ,non ha il potere di vietarti un eventuale ricorso etc etc.

 

Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.

(Papa Giovanni Paolo II )

"il funzionario dell'ufficio anagrafe mi ha assicurato che non ci sarebbe stato alcun problema, data la situazione."

 

questo e' quello che conta ,non cio' che dice il vigile .

 

Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.

(Papa Giovanni Paolo II )

io so che prima il funzionario dell'ufficio anagrafe, al momento della richiesta può domandare chiarimenti e decidere se la richiesta è giusta o meno (nel mio caso mi ha chiesto il motivo per cui facevo richiesta per lo stato di famiglia a parte dai coabitanti e mi ha detto che era legittima). e che poi il vigile ha il compito di verificare la situazione. il mio problema è che questo vigile non l'ha di fatto verificata e non mi ha saputo dire i motivi del rifiuto. non metto in dubbio l'autorità del vigile, metto in dubbio la capacità a svolgere il lavoro di questo vigile.

anche wikipedia fa riferimento all'articolo al quale ho prima io fatto riferimento. e quindi conferma che avrei tutte le carte in regola per ottenere questo benedetto stato di famiglia separato.

quale ragione potrebbe mai avere il signor vigile, patrizia ferrari? credo che mi sfugga. si spieghi meglio, per cortesia.

ho anche cercato il fantomatico provvedimento al quale faceva riferimento il vigile e di cui non mi ha neanche saputo dire il numero, ma non l'ho trovato. e in tutta sincerità credo che, se esiste, non dice affatto quanto da lui sostenuto.

posso fare ricorso? se si, come?

 

ripeto in materia anagrafica il vigile ha un solo compito ,accertare su richiesta dell'ufficiale anagrafico ,l'effettiva riscontranza della residenza .

 

non ha potere di concedere la residenza (e' compito dell'ufficiale anagrafico)

non ha il potere di negare la residenza (e' compito dell'ufficiale anagrafico e deve motivarla)

non ha il potere in merito a un eventuale richiesta di inserimento in una famiglia anagrafica oppure di creare una famiglia anagrafica separata (sempre compito dell'ufficiale anagrafico)

 

quindi il vigile ,viene accerta lo stato dei fatti riferisce all'ufficiale dell'anagrafe e il suo compito finisce .(punto)

 

Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.

(Papa Giovanni Paolo II )

avevo inteso il suo parere in merito, peppe64. mi rivolgevo a patrizia ferrari quando chiedevo migliori spiegazioni.

se i compiti del vigili sono quelli da lei elenzati, peppe64, il 'mio' vigile ha compiuto un abuso di potere o sbaglio? come potrei fare ricorso?

Scritto da peppe64 il 13 Ott 2012 - 18:56:56: ripeto in materia anagrafica il vigile ha un solo compito ,accertare su richiesta dell'ufficiale anagrafico ,l'effettiva riscontranza della residenza .

Concordo,anche se non so esattamente questo accertamento in cosa debba consistere e come si risolva.

Ma a me par di capire che non sia solo un discorso di residenza.

Come tu ben sai il trasferimento della residenza in un immobile abitato da altre persone può comportare delle conseguenze con risvolti sul reddituale,che a sua volta si ripercuotono sui servizi.

Non conosco le procedure ma temo non sia possibile stabilire la residenza presso una famiglia mantenendo le stato distinto.

 

Staff

i risvolti reddituali (l'isee nel mio caso, dal momento che studio e non produco reddito, che dovrei consegnare all'università per stabilire la fascia per il pagamento delle tasse, che tra l'altro non devo compilare più chè tra qualche mese mi laureo) nel caso in cui mi trovassi nello stesso stato di famiglia di colei che mi ospita sarei costetta a dichiarare il falso al momento della compliazione del modulo isee: chi mi mantiene attualmente è mio padre, non la conoscente che mi ospita, con cui niente ho a che vedere dal punto di vista fiscale e affettivo. la legge, e credo sia inutile che incolli nuovamente l'ormai famoso art.4 del DPR n. 223/89, prevede che in una stessa abitazione possano coesistere due distinti nuclei familiari se non sussistono legami. bene, perchè mai non dovrebbe essere applicata al mio caso?

 

intanto ho trovato queste informazioni (se avete la pazienza di prenderne visione e darmi un parere..):

-Art. 4 della legge anagrafica:

“L’ufficiale d’anagrafe provvede alla regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione residente ed è responsabile della esecuzione degli adempimenti prescritti per la formazione e la tenuta degli atti anagrafici.”

“Egli ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge e del regolamento per la sua esecuzione”

 

-Gli accertamenti: art. 19 D.P.R. 223/1989

L’ufficiale d’anagrafe ORDINA gli accertamenti necessari ad appurare la veridicità dei fatti dichiarati dagli interessati.

Per avere notizie e chiarimenti può interpellare, oltre ai diretti interessati, enti, amministrazioni ed uffici pubblici e privati.

Gli accertamenti vengono effettuati di norma tramite la polizia municipale o personale appositamente incaricato. Se il fatto da accertare è personalmente conosciuto dall’ufficiale d’anagrafe o dal Sindaco, saranno essi a fornire le notizie e a compilare il modello.

L’accertatore esprime il suo parere in merito all’abitualità della dimora, ma spetta all’ufficiale d’anagrafe la VALUTAZIONE COMPLESSIVA degli accertamenti effettuati ed il POTERE DECISIONALE in merito.

Il vigile accertatore deve limitarsi, salvo diversa disposizione dell’ufficiale d’anagrafe, a verbalizzare lo stato di fatto accertato in occasione delle verifiche effettuate.

 

-La risoluzione dei conflitti:il contenzioso

Quali strumenti ha il cittadino per impugnare i provvedimenti dell’ufficiale d’anagrafe

Il ricorso gerarchico al Prefetto – ricorso gerarchico Improprio, in quanto il Prefetto non ha un potere di supremazia gerarchica, ma solo di “alta vigilanza”

(entro 30 giorni)

Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

- decide il Consiglio di Stato - (entro 120 giorni)

L’azione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria:

Tribunale – Corte d’Appello - Cassazione

(entro 60 giorni)

 

-Poteri di autotutela dell’ufficiale d’anagrafe

Art. 21-nonies L. 241/1990

Il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico.

La competenza in materia anagrafica spetta all’ufficiale d’anagrafe che ha emanato il provvedimento illegittimo. Il Prefetto ha potere di annullamento, ma solo in caso di ricorso presentato dagli interessati, mentre non ha potere sostitutivo, né per supplire all’inerzia dell’ufficiale d’anagrafe né per annullare atti anagrafici illegittimi.

 

se ho ben capito, potrei, prima di fare ricorso al prefetto, andare dall'ufficiale anagrafe a spiegare la situazione e il comportamento del vigile, dal momento che è lui a dover decidere. e potrebbe, se riscontra un comportamento illegittimo da parte dell'accertatore, per tutelarsi, modificare l'esito.

che ne pensate?

 

giusto per precisare

"prevede che in una stessa abitazione possano coesistere due distinti nuclei familiari se non sussistono legami"

 

il termine "nuclei familiari" va sostituito con il termine "".

 

nucleo familiare e' un termine che riguarda l'aspetto fiscale piu' che anagrafico .

 

il nucleo familiare non sempre puo' corrispondere alla famiglia anagrafica .

 

Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.

(Papa Giovanni Paolo II )

si, intendevo famiglia anagrafica. a parte questa precisazione, che ne pensa di tutto il resto?

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