Vai al contenuto
Condominio Web: Il condominio, gli Immobili e le locazioni
Candy Candy

Cartello lavori inizio e fine

Salve a tutti, sono in procinto di fare dei lavori di ristrutturazione nel mio appartamento, ho presentato regolare progetto ( da parte del mio ingegnere) al comune e inoltrato un messaggio what's up sul gruppo delle comunicazioni condominiali creato dall'amministratore ( come già precedentemente fatto anche da un altro condomino sempre per lo stesso motivo). Nel messaggio ho indicato la data inizio dei lavori di ristrutturazione e chiesto scusa per eventuali disagi. Nel caso mi venisse chiesto, sono obbligata a dire anche la data di fine lavori, o il nome del tecnico o il tipo specifico di lavori? In un altro post inoltre ho letto che il cartello si sarebbe dovuto affiggere in una parte visibile anche dall'esterno sulla strada pubblica: anche nel mio caso dunque? Non è sufficiente un messaggio what's up dove è possibile verificare chi e quando è stato letto il messaggio?

 

Grazie a chi mi vorrà rispondere

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Ciao, a mio giudizio sei andata ben oltre di quanto richiesto dall'art. 1122. Avresti potuto semplicemente comunicare la cosa all'amministratore, il quale avrebbe informato l'assemblea alla prima occasione ... punto. Tutte le altre informazioni, comunque lodevoli, solo superflue, cosìppure la comunicazione della data di fine lavori prevista che, al limite, sarebbe indicata nel cartello cui ti riferisci.

 

Sarà l'impresa e l'ingegnere responsabile dei lavori che si preoccuperanno di rispettare la norma che prevede l'affissione del cartello, che in ogni caso deve essere apposto all'esterno del fabbricato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Grazie per le risposte, ma nel mio caso dovrò rifare il pavimento in alcuni vani e spostare un muro, anche in tal caso la ditta dovrà affiggere il cartello dei lavori all'esterno?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Sei sicura si tratti di ristrutturazione? Che tipo di pratica hai presentato? CIL, CILA, SCIA?

 

Te lo chiedo perchè Roma Capitale dispone tale cartello solo in alcuni casi. Comunque, se hai un DL raccomanda a lui l'osservanza di tale disposizione, se prevista per il tuo caso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Sei sicura si tratti di ristrutturazione? Che tipo di pratica hai presentato? CIL, CILA, SCIA?

 

Te lo chiedo perchè Roma Capitale dispone tale cartello solo in alcuni casi. Comunque, se hai un DL raccomanda a lui l'osservanza di tale disposizione, se prevista per il tuo caso.

Abbiamo presentato una Cila

 

Si tratta di una cila

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Allora, se il cantiere si trova a Roma va valutato se si rientra nelle disposizioni dell'art. 63 del Regolamento edilizio comunale.

 

https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/CC5261_34.pdf

 

Senza vedere carte e luoghi, mi pare difficile dire se si tratti di opere edilizie "di qualche importanza". Forse, l'ingegnere che ha firmato la CILA può chiarirtelo meglio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
.... il cartello si sarebbe dovuto affiggere in una parte visibile anche dall'esterno sulla strada pubblica: anche nel mio caso dunque? Non è sufficiente un messaggio what's up dove è possibile verificare chi e quando è stato letto il messaggio?

L'obbligo di esporre il cartello dei lavori deriva da norma nazionale. E' l'art. 27 comma 4° del TU 380/2001 che impone di collocare il cartello indicante tutte le informazioni sui lavori che si stanno eseguendo.

Generalmente tale obbligo è ribadito sul Regolamento Edilizio locale.

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Sei sicura si tratti di ristrutturazione? Che tipo di pratica hai presentato? CIL, CILA, SCIA?

 

Te lo chiedo perchè Roma Capitale dispone tale cartello solo in alcuni casi. Comunque, se hai un DL raccomanda a lui l'osservanza di tale disposizione, se prevista per il tuo caso.

Devo quindi chiedere al comune?

 

Abbiamo presentato una Cila
L'obbligo di esporre il cartello dei lavori deriva da norma nazionale. E' l'art. 27 comma 4° del TU 380/2001 che impone di collocare il cartello indicante tutte le informazioni sui lavori che si stanno eseguendo.

Generalmente tale obbligo è ribadito sul Regolamento Edilizio locale.

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Devo quindi chiedere al comune?

Al comune ed al tecnico che ha fatto la relazione asseverata per la CILA.

 

- - - Aggiornato - - -

 

L'obbligo di esporre il cartello dei lavori deriva da norma nazionale. E' l'art. 27 comma 4° del TU 380/2001 che impone di collocare il cartello indicante tutte le informazioni sui lavori che si stanno eseguendo.

Generalmente tale obbligo è ribadito sul Regolamento Edilizio locale.

 

Ciao

Il fatto è che l'art. 63 del regolamento edilizio non sembrerebbe stabilire una chiara soglia d'obbligo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito a chiarirmi le idee

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Il fatto è che l'art. 63 del regolamento edilizio non sembrerebbe stabilire una chiara soglia d'obbligo.

Ciao Efisio

 

Il Regolamento Edilizio locale NON PUO' derogare la norma nazionale. Quindi vale sempre quanto dettato dal TU DPR 380/2001.

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Ciao Efisio

 

Il Regolamento Edilizio locale NON PUO' derogare la norma nazionale. Quindi vale sempre quanto dettato dal TU DPR 380/2001.

 

Ciao

Ciao Meri.

 

Mi spiace ma non la vedo così. Basta leggere il comma 2 dell'art. 4 del TU medesimo, dove si parla di autonomia normativa. Ovvero:

 

Art. 2 (L)

Competenze delle regioni e degli enti locali

4. I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l'attività edilizia.

 

Peraltro, l'art. 27 c4 del TU si limita a scrivere "...ove non sia apposto il prescritto cartello", senza chiarire in merito a quali siano le prescrizioni che evidentemente sono altrove.

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

No Efisio, non è come leggi (hai confuso il dispositivo che è invece all'art. 2 comma 4° e non viceversa). Nell'ordinamento legislativo Italiano non è possibile derogare ad un T.U. solo perché si legge:

"I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l'attivita' edilizia"

 

Ciò significa che il Comune ha la facoltà di disciplinare l'uso urbanistico del suolo, di porre limiti e divieti attraverso propri regolamenti, ma non di DEROGARE al T.U.. Infatti, se prosegui e leggi l'art. 4 comma 1° si legge:

"Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell'articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalita' costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitario, di sicurezza e vivibilita' degli immobili e delle pertinenze degli stessi."

Il resto stabilito dal T.U. è INDEROGABILE.

Invece tu sostieni che in base a tale comma dell'art. 2 i Comuni possono infischiarsene del T.U. e fare come gli pare. Non è così come credi, qualsiasi dipendente pubblico, tecnico, amministratore lo sà...... Magari fosse possibile derogare, per qualche amministratore!.

 

Infine la dicitura "prescritto cartello" significa proprio che è il cartello prescritto (ovvero obbligatorio) e non "le prescrizioni" che pensi ci dovrebbero essere scritte sopra (?)

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
No Efisio, non è come leggi (hai confuso il dispositivo che è invece all'art. 2 comma 4° e non viceversa). Nell'ordinamento legislativo Italiano non è possibile derogare ad un T.U. solo perché si legge:

"I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l'attivita' edilizia"

 

Ciò significa che il Comune ha la facoltà di disciplinare l'uso urbanistico del suolo, di porre limiti e divieti attraverso propri regolamenti, ma non di DEROGARE al T.U.. Infatti, se prosegui e leggi l'art. 4 comma 1° si legge:

"Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell'articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalita' costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitario, di sicurezza e vivibilita' degli immobili e delle pertinenze degli stessi."

Il resto stabilito dal T.U. è INDEROGABILE.

Invece tu sostieni che in base a tale comma dell'art. 2 i Comuni possono infischiarsene del T.U. e fare come gli pare. Non è così come credi, qualsiasi dipendente pubblico, tecnico, amministratore lo sà...... Magari fosse possibile derogare, per qualche amministratore!.

 

Infine la dicitura "prescritto cartello" significa proprio che è il cartello prescritto (ovvero obbligatorio) e non "le prescrizioni" che pensi ci dovrebbero essere scritte sopra (?)

 

Ciao

Meri, a me pare che il DPR non prescriva proprio nulla. Se l'articolo da te citato dice "il prescritto cartello", vuol dire che la fonte della prescrizione è altrove.

Peraltro, a me sembra una questione inutile. Il Regolamento edilizio di Roma Capitale dice qualcosa di diverso dal DPR? A me eventuale cittadino romano non interessa. Io rispetto quel regolamento.

 

O devo interpretare la questione sollevata nel senso che la Capitale d'Italia ha un regolamento sbagliato?

 

Ciao.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Meri, a me pare che il DPR non prescriva proprio nulla. Se l'articolo da te citato dice "il prescritto cartello", vuol dire che la fonte della prescrizione è altrove.

Peraltro, a me sembra una questione inutile. Il Regolamento edilizio di Roma Capitale dice qualcosa di diverso dal DPR? A me eventuale cittadino romano non interessa. Io rispetto quel regolamento.

 

O devo interpretare la questione sollevata nel senso che la Capitale d'Italia ha un regolamento sbagliato?

 

Ciao.

E' inutile, mi arrendo.

Non vuoi comprendere Efisio che in Italia esiste una gerarchia delle norme che non può essere stracciata a suon di regolamenti. Un T.U. è norma che sovrasta QUALSIASI REGOLAMENTO LOCALE, e quindi se il DPR 380/2001 dispone che il cartello ci deve essere, nessun Comune può abolire tale disposizione. Sono quindi più che certo e ci scommetterei la testa che anche a Roma sussiste l'obbligo di esposizione del cartello, per norma nazionale, indipendentemente da ciò che recita il regolamento locale.

Per quanto invece riguarda il termine "prescritto", è riferito al cartello non a qualcosa che si trova altrove. Mi sembra quasi impossibile che non ci arrivi....

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Pure a me pare impossibile che non ci arrivi tu: nel DPR io non vedo scritto da nessuna parte, come sembri sostenere, che il cartello vada esposto in qualsiasi pratica edilizia. Interpretando in tal senso potrebbe sembrare obbligatorio pure in caso di edilizia privata libera o CIL dove magari uno si fa i lavori da solo e si deve dichiarare quale esecutore in economia. Un pò esagerato, no?

 

Da quello che mi risulta, a Roma non è così, e la valutazione si attiene al regolamento edilizio.

 

In caso esista invece l'obbligo di esposizione per qualsiasi pratica edilizia, per favore, ma dove sarebbe scritto?

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Pure a me pare impossibile che non ci arrivi tu: nel DPR io non vedo scritto da nessuna parte, come sembri sostenere, che il cartello vada esposto in qualsiasi pratica edilizia.

Efisio, è oltre 30 anni che eseguo accertamenti anche in materia di edilizia e non solo come "tecnico", quindi ci arrivo benissimo.....

L'obbligatorietà del cartello è conosciuta in tutta Italia, non c'è Comune che ne sia escluso, perché è norma nazionale, ormai lo sanno tutti, anche le pietre.

Se ci sono stati dei problemi in tale campo, questi hanno riguardato il risvolto "penale" della sanzione in quanto il DPR 380/2001, art. 27, comma 4°", obbliga gli accertatori a segnalare la mancanza del cartello all'A.G..

 

"4. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all'autorita' giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarita' delle opere e dispone gli atti conseguenti.

 

 

Comunque ho già scritto che mi arrendo, pensala come vuoi, tanto gli addetti ai lavori sanno già come stanno le cose.

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Efisio, è oltre 30 anni che eseguo accertamenti anche in materia di edilizia e non solo come "tecnico", quindi ci arrivo benissimo.....

L'obbligatorietà del cartello è conosciuta in tutta Italia, non c'è Comune che ne sia escluso, perché è norma nazionale, ormai lo sanno tutti, anche le pietre.

Se ci sono stati dei problemi in tale campo, questi hanno riguardato il risvolto "penale" della sanzione in quanto il DPR 380/2001, art. 27, comma 4°", obbliga gli accertatori a segnalare la mancanza del cartello all'A.G..

 

"4. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all'autorita' giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarita' delle opere e dispone gli atti conseguenti.

 

 

Comunque ho già scritto che mi arrendo, pensala come vuoi, tanto gli addetti ai lavori sanno già come stanno le cose.

 

Ciao

Meri, scrivi quel comma, dove per quell' "ovvero" dopo "permesso di costruire", sembra plausibilmente che il cartello vada esposto solo con pratiche necessitanti del permesso di costruire.

 

Ti avevo rivolto una domanda: quale norma impone il cartello ad ogni tipo di pratica edilizia. Purtroppo non mi hai risposto ma hai citato argomenti come "lo sanno anche le pietre".

 

In caso non esistesse alcuna norma a dirimere, in nome della trasparenza lo si può pure scrivere. Che problema c'è? Oppure è fastidioso?

 

Vista la tua rispettabile posizione, dove peraltro non hai risposto nemmeno se per te ci voglia il cartello con ogni tipo di pratica edilizia, allora riporto un parere degli amici ingegneri, che una posizione la prendono. E prego di notare che la lista degli interventi in edilizia libera include opere a media complessità. Tipo installazione di ascensori, messa a norma di impianti elettrici (con tracce e annessi) e rifacimento di cornicioni e intonaci condominiali.

 

E a loro detta, in tali casi come negli altri di edilizia libera non ci vuole il cartello.

 

http://www.ingegneri.info/news/edilizia/guida-allattivita-edilizia-libera-gli-interventi-senza-cil-e-cila/

 

A fronte di ciò, apprezzo di più il regolamento di Roma Capitale che mi pare usare il buon senso.

 

Ciao.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Scusa Efisio, ma la norma è quella ti ho già postato. Sei tu che leggi l'ovvero in maniera errata.

Ovvero lo devi leggere come "oppure" (e non come ossia - vedasi vocabolari) cioè nella forma disgiuntiva. Quindi anche solo la mancanza del cartello costituisce illecito, su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalle fantasie dei regolamenti locali. Sostituisci gli "ovvero" con "oppure" e vedrai torna tutto.

4. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, oppurenon sia apposto il prescritto cartello, oppure in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all'autorita' giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarita' delle opere e dispone gli atti conseguenti.

Se invece trasformi gli ovvero in ossia non torna più niente !. Cioè si devono configurare tutte assieme le condizioni per rappresentare illecito, addirittura con "tutti gli altri casi di presunta violazione"!. E' logico quindi che l'ovvero è usato in forma disgiuntiva e non collegata al permesso di costruire, altrimenti non segnaleremmo più niente all'A.G. (chi è che viola tutti i casi delle norme urbanistiche se unisci tutte le casistiche?).

Comunque basta che fai un giro su Internet per constatare che il riferimento alla mancanza del cartello è proprio tale disposto di norma ed è quello che applichiamo normalmente. Ripeto, l'unico problema era dato dalla necessità di segnalazione all'A.G. ma la questione è stata poi chiarita.

Non comprendo poi cosa c'entra il link che hai postato. Non parla di cartello ma di interventi esenti anche dalla comunicazione. Ad es. lo sanno tutti che per tinteggiare l'appartamento (manutenzione ordinaria) non ci vuole niente......

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Lo capivo pure con "ovvero".

Ma prima c'è scritto "permesso di costruire".

 

La riscrivo: "....nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello.....".

 

Il prescritto cartello è legato al permesso di costruire. Non dice " ...sia esibito il titolo urbanistico..", parla solo di permesso di costruire.

 

Eccotelo qua: http://www.urbanistica.comune.roma.it/pdc-modulistica.html Ben diverso dalla CILA oggetto del thread.

 

Questo che significa? Che se uso il tuo ragionamento sul primato della norma nazionale, il cartello non è obbligatorio perchè CILA e permesso di costruire sono due cose diverse.

 

Se uso il regolamento di Roma Capitale, va chiesto a loro per capire se un tramezzo spostato sia oltre soglia.

 

Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
×