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GABRY

Canna Fumaria per forno

Salve,

il proprietario di un fondo commerciale di un condominio ha fatto richiesta perché possa installare nel suo fondo un piccolo forno per il quale però ha bisogno di una canna fumaria . Canna fumaria che dovrebbe essere posizionata su un lato della facciata condominiale .

A tal proposito chiedo , esistono delle distanze per il posizionamento di tale canna dalle finestre degli appartamenti ????? Il condominio può opporsi all'installazione di tale canna fumaria ???? Quali sono le maggioranze previste per consentirne l'installazione ( in prima e in seconda convocazione)?????

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Distanza canna fumaria

In applicazione dell'art. 906 Cod. civ., la distanza legale per la collocazione di una canna fumaria sul muro perimetrale comune, ad opera di uno dei condomini, non può essere inferiore a 75 centimetri dai più vicini sporti dei balconi di proprietà esclusiva degli altri condomini. Non è, però, consentito al condomino installare sul muro predetto - pur con l'osservanza delle distanze legali - canne fumarie che, per la loro dimensione o per la loro ubicazione riducono in modo apprezzabile la visuale di cui altri condomini usufruiscono dalle vedute situate nello stesso muro perché, diversamente, l'installazione costituirebbe innovazione eccedente i limiti segnati dall'art. 1102 Cod. civ., in relazione sia alla struttura del muro sia alla volontà dei condomini ed all'uso della cosa comune in concreto fatto da costoro. (Cass. civile, sez. II del 08-04-1977, n. 1345)

Perciò se rientra in queste normative un condomino può installare la canna fumaria senza consenso assembleare, ma con il solo assenso e permessi previsti dal Comune.

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Per installare una canna fumaria in condominio, bisogna innanzitutto andare a leggere il regolamento condominiale e verificare che esso non lo vieti espressamente.

 

Se il regolamento non pone ostacoli, è possibile procedere all’installazione, anche qualora vi sia l’opposizione di alcuni condomini che temono un danno sulle vedute e invocano le norme sulle distanze fra proprietà, infatti le norme sulle distanze previste dal codice civile (Art. 907 cod. civ.) non possono essere invocate per impedire l’installazione di una canna fumaria in condominio.

 

La canna fumaria non deve essere ritenuta come una costruzione vera e propria, ma un semplice accessorio di un impianto, per tale ragione, questo tipo di manufatto non è soggetto alla regola che fissa a 3 metri la distanza minima.

 

Ovviamente la canna fumaria può essere realizzata solo nel rispetto del decoro architettonico della facciata e del diritto di tutti i condomini di fruire del muro del fabbricato, in altre parole, essa non può impedire che anche altri condomini ne costruiscano una e non può alterare la destinazione della facciata.

 

Infine, è bene sempre tenere presente che è necessario anche rispettare le norme del codice civile in materia di immissioni intollerabili (Art. 844 cod. civ.): i fumi emessi non devono infatti risultare nocivi alla salute e pregiudicare i diritti di proprietari e inquilini del palazzo. Se così fosse, il condomino potrebbe ottenerne l’abbattimento, oltre al risarcimento dell’eventuale danno.

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Salve ,

da quello che mi avete scritto se non ho capito male , l'installazione della canna fumaria sul muro perimetrale del condominio deve rispettare le norme del codice civile , ma tale installazione è impossibile impedirla ????? Neppure qualora la maggioranza dei condomini si oppongano ????? Chiedo scusa ma non capisco quale siano le ragioni che impongono l'installazione nonostante il parere contrario della maggioranza dei condomini .

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Perchè c'è il diritto di installare la canna fumaria oppure effettuare altre opere nelle parti comuni, purchè anche gli altri parimenti possono effettuarle, lo dice l'art 1102 cc;

 

cc Art. 1102. Uso della cosa comune.

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.

Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.

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