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Pasquinelli mauro

Cane rumoroso - il proprietario del cane puo'essere richiamato x questo?

Buonasera ho un vicino di casa che tiene fuori nel suo giardino il proprio cane, questo abbaiain continuazione dal pomeriggio fino a tarda sera recando molto fastidio. Il proprietario del cane puo'essere richiamato x questo?

Trovandomi nelle stessa situazione lamentata, tempo addietro ebbi modo di approfondire la materia. La condivido volentieri.

L'Art. 844 in effetti tutela il cittadino da rumori molesti che possano arrecare danno alla salute, però...

E' patogeno l'abbaiare di un cane per un orecchio umano ? Se si considera solamente l'orecchio no, se si considera il tutto come molestia a livello di stress, il Giudice potrebbe applicare la norma.

Per quest'ultimo orientamento la valutazione del grave pregiudizio, però, è legata (nonostante la sua inapplicabilità come rimedio tipico) all'articolo 844 del codice civile. Lo stesso, infatti, segnala un criterio per stabilire il limite oltre il quale il rumore si ritiene eccessivamente forte: l'intollerabilità delle immissioni. Per calcolarla la giurisprudenza utilizza dei metodi diversi. Alcuni si basano sul criterio "assoluto" che consiste nell'individuare la rumorosità ammissibile in una determinata zona fissando un limite rigido di tollerabilità, passato il quale i rumori sono ritenuti inquinanti. Viceversa il criterio "relativo o comparativo" raffronta la fonte sonora contestata con il valore medio del rumore di fondo. Valore, questo, da identificare con il "complesso di rumori di origine varia e spesso non identificabile, continui e caratteristici del luogo, sui quali si innestano di volta in volta" (trib. di Catania ord. 13 dic. 2003) Da ricordare che nel 1991 (1 marzo) è stato emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha fissato i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente all'esterno, stabilendo un limite di 3 db in periodo notturno e 5 db in periodo diurno. Questo decreto è in realtà attuativo della legge 833 del 1987, mirante a garantire l'uniformità delle condizioni di salute sul territorio nazionale sotto il profilo dell'inquinamento della prevenzione e della ricerca clinica. Per la qual cosa, la giurisprudenza ha ritenuto l'inapplicabilità della stessa ai rapporti tra i privati perché la norma, come è chiaro, regola i rapporti tra privati e pubblica amministrazione, visto l'interesse pubblico cui è finalizzata la stessa. Per la qual cosa intollerabili possono considerarsi anche le immissioni di rumore che non superano i limiti determinati dalla normativa richiamata.

Lo ha stabilito la Seconda Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione confermando una sentenza del Tribunale di Pistoia, Sezione distaccata di Monsummano Terme, che aveva respinto l’appello dei proprietari di un cane contro una sentenza del Giudice di Pace che aveva loro ingiunto di “osservare scrupolosamente il regolamento condominale”, pur non stabilendo alcun risarcimento in favore dei vicini che si erano lamentati dell’abbaiare del cane.

Dall’istruttoria era infatti emerso che il cane aveva la tendenza ad abbaiare ogniqualvolta sentiva suonare il campanello o quando avvertiva la presenza di persone all’interno dello stabile, spesso anche nelle ore notturne.

Il Tribunale aveva pertanto stabilito che i proprietari dell’animale avevano l’obbligo di conformarsi al regolamento condominiale e di fare in modo che la presenza del cane non fosse lesiva dei diritti degli altri condomini, riducendo al minimo le occasioni di disturbo e prevenendo le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell’animale, soprattutto durante la notte.

La Suprema Corte, che ha respinto il ricorso dei proprietari del cane, ha condiviso le argomentazioni del Tribunale, affermando che il continuo ed ingiustificato abbaiare costituisce una violazione del regolamento condominiale, anche “volendo tenere conto della natura dell’animale, che non poteva essere coartata, fino ad impedirgli di abbaiare del tutto”, in quanto, come correttamente affermato dal Tribunale, “episodi saltuari di disturbo da parte del cane potevano e dovevano essere tollerati dai vicini, in nome dei principi del vivere civile”.

In buona sostanza, non si può evitare che un cane abbai, ma bisogna fare tutto il possibile perché ciò avvenga nel rispetto dei diritti degli altri condomini.

Una sentenza all'insegna della ragionevolezza (Cass. 7856 del 28/03/2008) chiude definitivamente la questione giuridica relativa al risarcimento del danno per abbaiare molesto del cane in condominio confermando in sede di legittimità*l'esistente orientamento della giurisprudenza di merito.

Un cane abbaiava insistentemente durante il giorno quando i padroni erano assenti*e di notte quando sentiva un condomino rientrare*in casa e per questo motivo*due vicini infastiditi (un vicino da solo non avrebbe potuto)*aveva fatto causa ai padroni.

La Corte Suprema di Cassazione*ha confermato la sentenza pronunciata dai giudici di merito ritenendo prevalente il diritto di detenere un cane rispetto a quello di non sentire abbaiare i cani degli altri e dunque ha confermato in via definitiva che i vicini che non sopportano l'abbaiare dei cani non hanno diritto ad alcun risarcimento del danno.

Questa definitiva conferma porta dunque* serenità a chi ha deciso di accogliere nella propria vita un cane che purtroppo nel tempo si è rivelato un "tipino" che abbaia un po' troppo spesso e dunque causa qualche conflitto con un vicinato poco tollerante.

Nessuno può chiederci di "mettere il silenziatore" ai nostri amici pelosi perché questo non si può fare*senza andare contro la natura dell'animale; al contempo però occorre che noi proprietari di animali siamo ragionevoli e responsabili e facciamo il massimo per evitare di lasciare da solo in casa il nostro cane, se sappiamo che esso abbaia di continuo.

In sostanza, chi detiene un cane che abbaia in sua assenza, deve organizzarsi per lasciarlo da solo il meno possibile, ma i vicini devono sopportare l'abbaio del cane quando i padroni non possono essere in casa (ad esempio perché andati a fare la spesa o dal medico) e comunque i vicini non hanno mai diritto a chiedere alcun Per il Codice Civile l’animale domestico è considerato come una res, una cosa mobile non registrata, quindi, un cane in appartamento è uguale, per la legge, per esempio, ad uno strumento musicale: nessuno può impedire ad un’altra persona di possedere un sassofono, o una tromba, ma il loro uso può essere fatto oggetto di disciplina da parte del giudice. Non è, infatti, possibile suonare il proprio sassofono, o altro, alle due di notte; alla stessa maniera non è possibile che il proprio cane abbai ogni volta che qualcuno entra nel portone, specialmente se a notte fonda. Il condominio,in tal caso, può agire in giudizio al fine di ottenere la cessazione dei rumori causati dagli animali. Inoltre,chi convive con un cane che disturba il vicinato, abbaiando di continuo per richiamare l’attenzione dei suoi proprietari, bisogna che presti molta attenzione all’art. 659 del Cod. Penale che “Punisce chiunque mediante schiamazzi o rumori, ovvero suscitando o non impedendo strepiti animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone… “ *E’ chiaro che per una buona e civile convivenza è necessario prendere ogni precauzione per non arrecare disturbo. Se però il cane abbaia in maniera sporadica, il vicino non può pretendere che lo stesso stia sempre in silenzio, e questo certamente se accade di giorno.

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Peccato che se ho un sassofono posso decidere in che ore suonarlo, mentre un cane (benchè bene mobile!!) non segue le mie direttive di abbaio...

del resto...che dire dei neonati ce piangono tutta notte...molto piu' fastidiosi di certi cani..ma che si fa? esistono rumori eliminabili, altri che non possono esserlo (vedi il pianto del neonato)

 

Nel mio condominio ci sono tre cani. Non si sente mai uno che abbai, ma si sente il vicino che alle 4 suona la chitarra 🤬

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D'accordo che andare per vie legali è inutile e ormai è pacifico pensare che tutti abbiano il diritto di avere cani in casa. Ma ci sono responsabilità del proprietario verso gli altri condomini e verso l'animale stesso. Se non puoi tenere un animale in casa - perchè non sei mai in casa - o non sei in grado di educarlo, allora non te lo fare e non creare problemi e fastidi. Le persone hanno il sacrosanto diritto di stare a casa propria nella quiete e nella tranquillità.  Il cane è una responsabilità non un vezzo, e non perchè ormai "fa figo essere amici degli animali", e invece si finisce per fargli mancare affetto, cura e custodia. C'è il cane di piccola taglia, del vicino di casa, che piange, latra di continuo, picchia sulla porta con le zampe come se volesse uscire, perchè il padrone lo lascia chiuso in casa tutto il giorno, spesso fino a sera tardi, mentre lui è fuori a lavoro, o è in giro il fine settimana. Per qualche settimana, tipo 2 al mese, qualcuno è a casa il pomeriggio, ma è saltuario. Sostanzialmente, il proprietario è fuori ed il cane si dispera perchè sta da solo a casa. Per me questo si configura come maltrattamento di animali domestici per mancanza di custodia. Non ha senso sostenere che il cane abbaia perchè è naturale che lo faccia. Se abbaia sta comunicando disaggio, pericolo, preoccupazione e sofferenza. Pertanto si deve intervenire. Ho letto un intervento di un signore cardiopatico che soffre una situazione di disturbo notevole, per via di un cane praticamente incustodito, al quale è stato risposto di stare tranquillo e fare, in sostanza, poche storie! ma che scherziamo??? Il proprietario evidentemente se ne frega di risolvere e non c'è modo di difendersi. Nel mio caso, il cane passa quasi tutto il giorno in casa (ho il sospetto che lo chiuda in angoli della casa per non farlo andare in giro e sporcare) e dunque si dispera, piange e fa casino...e gli altri devono essere ostaggi del proprietario del cane strafottente e maleducato!. A me non sembra giusto. Non sono un esperto di cani, ma per effetto della condizione di malessere in cui vive, il cane assume comportamenti aggressivi e nervosi anche nei confronti del proprietario stesso. Ho fatto presente al proprietario in due diverse occasioni, che il cane, in sua assenza, si dispera e piange per la sua solitudine. Risultato = 0. Anzi, peggio di prima, visto che oggi il cane è stato lasciato da solo la mattina (breve sosta dalle 13 alle 14) il pomeriggio, (breve sosta dalle 19 alle 20) e la sera fino alle 12:15 di notte. 

Visto che non ho una controparte civile disposta a capire le esigenze di un cane e degli altri condomini, mi trovo costretto a rivolgermi all'enpa o alle guardie zoofile, almeno salvaguardo il cane e la mia tranquillità. Il problema è che, salvaguardare il cane significa cosa?togliere la custodia al padrone? e poi dove va a finire il cane, in custodia a chi?senza pensare al dispiacere che proverebbe sua figlia!....un bel casino insomma.  

Veramente non so che fare. 

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emmirj dice:

D'accordo che andare per vie legali è inutile e ormai è pacifico pensare che tutti abbiano il diritto di avere cani in casa. Ma ci sono responsabilità del proprietario verso gli altri condomini e verso l'animale stesso. Se non puoi tenere un animale in casa - perchè non sei mai in casa - o non sei in grado di educarlo, allora non te lo fare e non creare problemi e fastidi. Le persone hanno il sacrosanto diritto di stare a casa propria nella quiete e nella tranquillità.  Il cane è una responsabilità non un vezzo, e non perchè ormai "fa figo essere amici degli animali", e invece si finisce per fargli mancare affetto, cura e custodia. C'è il cane di piccola taglia, del vicino di casa, che piange, latra di continuo, picchia sulla porta con le zampe come se volesse uscire, perchè il padrone lo lascia chiuso in casa tutto il giorno, spesso fino a sera tardi, mentre lui è fuori a lavoro, o è in giro il fine settimana. Per qualche settimana, tipo 2 al mese, qualcuno è a casa il pomeriggio, ma è saltuario. Sostanzialmente, il proprietario è fuori ed il cane si dispera perchè sta da solo a casa. Per me questo si configura come maltrattamento di animali domestici per mancanza di custodia. Non ha senso sostenere che il cane abbaia perchè è naturale che lo faccia. Se abbaia sta comunicando disaggio, pericolo, preoccupazione e sofferenza. Pertanto si deve intervenire. Ho letto un intervento di un signore cardiopatico che soffre una situazione di disturbo notevole, per via di un cane praticamente incustodito, al quale è stato risposto di stare tranquillo e fare, in sostanza, poche storie! ma che scherziamo??? Il proprietario evidentemente se ne frega di risolvere e non c'è modo di difendersi. Nel mio caso, il cane passa quasi tutto il giorno in casa (ho il sospetto che lo chiuda in angoli della casa per non farlo andare in giro e sporcare) e dunque si dispera, piange e fa casino...e gli altri devono essere ostaggi del proprietario del cane strafottente e maleducato!. A me non sembra giusto. Non sono un esperto di cani, ma per effetto della condizione di malessere in cui vive, il cane assume comportamenti aggressivi e nervosi anche nei confronti del proprietario stesso. Ho fatto presente al proprietario in due diverse occasioni, che il cane, in sua assenza, si dispera e piange per la sua solitudine. Risultato = 0. Anzi, peggio di prima, visto che oggi il cane è stato lasciato da solo la mattina (breve sosta dalle 13 alle 14) il pomeriggio, (breve sosta dalle 19 alle 20) e la sera fino alle 12:15 di notte. 

Visto che non ho una controparte civile disposta a capire le esigenze di un cane e degli altri condomini, mi trovo costretto a rivolgermi all'enpa o alle guardie zoofile, almeno salvaguardo il cane e la mia tranquillità. Il problema è che, salvaguardare il cane significa cosa?togliere la custodia al padrone? e poi dove va a finire il cane, in custodia a chi?senza pensare al dispiacere che proverebbe sua figlia!....un bel casino insomma.  

Veramente non so che fare. 

Io ho contattato Enpa oggi perché il cane del mio vicino una sera e stato lasciato da solo dalle 22 alle 05:30 e mi hanno detto di fare denuncia alla Polizia Locale per disturbo della quiete pubblica. Viene lasciato anche di giorno da solo ma al mattino mi sono abituata al suo pianto 😢 ma alla sera non posso accettarlo. 

Ma cosa volete che risponda l'ENPA? A meno che non vi siano palesi maltrattamenti, tipo che lo lasciano al freddo,  e lo affamano, vi daranno sempre torto, perché volete togliere al cane il diritto di abbaiare.

 

Piuttosto c'è da chiedersi che mondo si è costruito se un umano per far valere il proprio diritto alla tranquillità rispetto ad uno che lascia il suo cane ad abbaiare di notte, arriva a dover pensare che l'unico modo per farlo sia invocare la violazione dei diritti del cane (ossia l'ammissione che i miei diritti di umano valgono niente, speriamo almeno in quelli del cane.)

 

Fatta questa piccola filippica, se riesci a far intervenire di notte polizia municipale (ahahaha, scherzo dai) o più probabilmente carabinieri o polizia di stato mentre questo abbaia, e se raccogli testimonianze di diversi condomini hai una qualche possibilità. Almeno che vengano convocati dopo esposto (la testimonianza di altri condomini è quasi fondamentale.)

 

Altrimenti ti resta solo la causa civile. Anche lì è quasi fondamentale raccogliere testimonianze di altri condomini (e anche lì un verbale di intervento di polizia e carabinieri non sarebbe male.)

 

Edit: ovviamente una differenza fondamentale è che con la causa civile puoi procedere anche se il numero di persone disturbate non è tale da far scattare il reato di disturbo della quiete pubblica. Al limite pure da solo, anche se a quel punto diverrà quasi imprescindibile una perizia e una misura fonometrica fatta da tecnico abilitato per dimostrare la presenza del disturbo. (Insomma, non è gratis.)

Modificato da _GC_
_GC_ dice:

Ma cosa volete che risponda l'ENPA? A meno che non vi siano palesi maltrattamenti, tipo che lo lasciano al freddo,  e lo affamano, vi daranno sempre torto, perché volete togliere al cane il diritto di abbaiare.

 

Piuttosto c'è da chiedersi che mondo si è costruito se un umano per far valere il proprio diritto alla tranquillità rispetto ad uno che lascia il suo cane ad abbaiare di notte, arriva a dover pensare che l'unico modo per farlo sia invocare la violazione dei diritti del cane (ossia l'ammissione che i miei diritti di umano valgono niente, speriamo almeno in quelli del cane.)

 

Fatta questa piccola filippica, se riesci a far intervenire di notte polizia municipale (ahahaha, scherzo dai) o più probabilmente carabinieri o polizia di stato mentre questo abbaia, e se raccogli testimonianze di diversi condomini hai una qualche possibilità. Almeno che vengano convocati dopo esposto (la testimonianza di altri condomini è quasi fondamentale.)

 

Altrimenti ti resta solo la causa civile. Anche lì è quasi fondamentale raccogliere testimonianze di altri condomini (e anche lì un verbale di intervento di polizia e carabinieri non sarebbe male.)

 

Edit: ovviamente una differenza fondamentale è che con la causa civile puoi procedere anche se il numero di persone disturbate non è tale da far scattare il reato di disturbo della quiete pubblica. Al limite pure da solo, anche se a quel punto diverrà quasi imprescindibile una perizia e una misura fonometrica fatta da tecnico abilitato per dimostrare la presenza del disturbo. (Insomma, non è gratis.)

@_GC_ infatti Enpa ha risposto che nel momento in qui chiami i Carabinieri oppure la P. L  fai la denuncia per disturbo della quiete pubblica in fragranza di reato, perciò non avrei bisogno della testimonianza dei vicini che quando c'è da parlare fanno finta di niente. Anche perché io ce l'ho propio sopra il cane quando abbaia. Mi sono dovuta subire il cane per 7 ore che abbaiava e l'indomani essere ricoverata per problemi miei di salute...🙄 🙄

Chiama la Polizia Municipale, per disturbo della quiete pubblica.

I motivi per i quali il cane abbaia possono essere diversi, potrebbe probabilmente soffrire l'abbandono.

In tal caso, se intervengono, sicuramente lo trovano mentre abbaia.

Il cane soffre, non ne ha colpa, ma soffrono anche quelli che lo sentono lamentarsi tutto il giorno.

Dopo il primo sopralluogo dei pubblici ufficiali, si potranno valutare gli sviluppi.

 

p.s.

Non ho letto tutti gli interventi quindi, potrei aver scritto qualcosa già riportato da altri.

tenere il cane in giardino non è una buona idea, se poi il cane abbaia in continuazione vuol dire che si trova in una situazione di stress ma non penso che l'Enpa o chi per essa possa fare qualcosa, l'unica cosa vietata per legge se non ricordo male è tenere i cani ad una catena troppo corta

 

Saturnocontro dice:

l'unica cosa vietata per legge se non ricordo male è tenere i cani ad una catena troppo corta

no, non credo proprio.

I maltrattamenti, come tali vietati per legge, possono essere messi in pratica in modi diversi.

I proprietari probabilmente non si rendono conto del disagio dell'animale, malgrado gli sia già stato fatto notare il problema.

Il fatto di coinvolgere la Polizia Municipale è un modo per far capire che la questione non può essere più ignorata.

Da quel punto in poi la situazione verrà gestita di conseguenza.

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