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Cancellazione trascrizione ingiunzione di pagamento

Buonasera a tutti!

 

Sto per vendere un piccolo immobile.

Qualche anno fa, per ritardi nel pagamento delle quote condominiali, l'amministratore ha proceduto nei miei confronti con una ingiunzione di pagamento.

 

ora l'agenzia immobiliare da me incaricata per la vendita ha trovato, facendo le dovute ricerche, ancora presente questa "pendenza a mio carico" nonostante io abbia provveduto al pagamento, nei tempi richiesti.

 

ora la domanda è la seguente: chi deve provvedere alla cancellazione?

l'amministratore si rifiuta di farlo,l'agente immobiliare mi dice al contrario che è l'amministratore che deve procedere.

 

potete aiutarmi a trovare la risposta giusta?

 

se è l'amministratore che deve provvedere, sapete indicarmi i riferimenti normativi?

 

grazie in anticipo

l'amministratore deve rilasciarti una certificazione che attesti lo stati dei tuoi debiti/crediti nei rapporti col condominio.

non può esimersi anche se è stato un amministratore precedente a far emettere il d.i.

se poi c'era da pagare al tribunale o al legale del condominio qualcosa in più delle quote condominiali, dovresti o avresti dovuto saperlo.

magari ti sono state addebitate come spese personali in qualche consuntivo approvato.

L'agente immobiliare dice che nella somma che ho pagato con l'ingiunzione, ovviamente non comprensive unicamente delle quote insolute ma maggiorata anche di altre spese, sono incluse quelle di cancellazione.

 

mi sembra di aver capito che comunque l'amministratore non possa esimersi, giusto?

non conosco questo particolare della "cancellazione" (è la prima volta che lo sento) di che cosa ...

di certo a me un notaio, per una compravendita nel fabbricato, ha chiesto una certificazione dove attestavo la situazione contabile alla data dell'unità immobiliare.

dato che se è tutto regolare non c'è mai problema, l'ho fatta, al notaio è andata bene e non c'è ststo nessun problema.

non penso proprio possa esimersi; d'altra parte l'amministratore certifica anche quanto ogni condomino può detrarre come agevolazione fiscale per lavori al fabbricato, quindi ... può certificare.

sì è una iscrizione ipotecaria, della quale io non sapevo nulla, fino al mese scorso, quando l'agente immobiliare mi ha comunicato questa "pendenza" a mio carico (oramai assolta),dopo aver effettuato le sue verifiche.

l'atto risale al 2012 e l'amministratore non mi aveva mai avvisato di questa conseguenza

 

si ho richiesto comunque la certificazione che i pagamenti sono regolari, l'amministratore adesso però scarica su di me la cancellazione, ma come già detto in altri post, il parere dell' agente immobiliare è diverso

ma qual'è il legame tra d.i. e iscrizione ipotecaria ( che potevi comunque specificare fin da subito) ?

di che cifre stiamo parlando per arrivare alla casa ?

Caso analogo è quello della prescrizione dell’ipoteca: qualsiasi ipoteca conserva il suo effetto per venti anni dalla data dell’iscrizione se non viene rinnovata. L’iscrizione dell’ipoteca ormai scaduta per il decorso del termine ventennale, anche se inefficace nei confronti dei terzi, non si cancella automaticamente con il decorso del termine ma presuppone l’esecuzione di una formalità di cancellazione.L’ipoteca può essere volontaria, legale e giudiziale e tutte si costituiscono con l’iscrizione nei Pubblici Registri. La differenza tra le tre ipoteche sta nella diversa fonte ossia nel diverso titolo idoneo all’iscrizione. Nell’ipoteca giudiziale è il giudice che impone l’iscrizione dell’ipoteca su un determinato immobile quale garanzia del pagamento del debito che un soggetto (debitore) può aver contratto a danno di un altro soggetto (creditore). Non deve trattarsi necessariamente di un credito di una Banca, ma può essere anche un normale credito di un’azienda, di un professionista o di un privato. L’ipoteca giudiziale si iscrive infatti in base ad una sentenza che preveda la condanna al pagamento di una somma di denaro o all’adempimento di un’obbligazione o al risarcimento dei danni a carico di un soggetto (debitore). Non è necessario al fine dell’iscrizione dell’ipoteca che la sentenza sia passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva. Sono titoli esecutivi in tal senso anche i decreti ingiuntivi dichiarati esecutivi, i lodi arbitrali esecutivi, le sentenze di separazione e divorzio nonchè i decreti di omologa. Tutti provvedimenti del giudice che consentono l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale. L’iscrizione dell’ipoteca compiuta dal tribunale pertanto è volta alla tutela del debito verso un creditore insoddisfatto che ha ottenuto un provvedimento giudiziale, come ad esempio un decreto ingiuntivo per una fattura non pagata (quindi il debito può anche essere di importo molto modesto).[h=2]Titolo per la iscrizione e la cancellazione[/h]Così come è necessario un titolo idoneo per l’iscrizione, lo è altrettanto necessario per la cancellazione. Titoli idonei alla cancellazione della ipoteca giudiziale sono: – atto notarile di consenso del creditore reso nelle forme dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, ossia ottenere dal creditore una dichiarazione di rinuncia all’ipoteca a seguito di estinzione dell’obbligazione garantita o di transazione;– sentenza o provvedimento passato in giudicato nel quale il giudice ordina la cancellazione dell’ipoteca, ossia ottenere dal giudice un provvedimento che autorizzi la cancellazione a seguito di estinzione dell’obbligazione garantita, di transazione, di perimento del bene ipotecato, di rinuncia espressa in forma scritta del creditore e di vendita forzata della cosa ipotecata.Vale la pena precisare che alla cancellazione in oggetto non può essere applicato il particolare procedimento “semplificato” di cancellazione disciplinato dall’art. 13, commi 8-sexies e seguenti, del decreto legge n. 7/2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 40/2007 (noto come “cancellazione Bersani”). La cancellazione dell’ipoteca giudiziale dovrà risultare quindi necessariamente da un atto notarile o da un provvedimento del Giudice.(notaiopescara.it)

stiamo parlando di una cifra di 1600 euro

beh, mario pessina è stato esaustivo.

mi par di capire quindi che l'amministratore deve certificare che il credito è stato saldato e quindi estinto e il titolare del bene ipotecato deve provvedere alla pratica e agli oneri per la cancellazione dell'ipoteca.

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