Vai al contenuto
SaraG

Calcolo consumo acqua

Buonasera,

abito in affitto in un condominio composto da 6 unità abitative, una pizzeria e un parrucchiere. L'acqua è condominiale e non sono presenti contatori per il consumo. L'Amministratore ha stabilito che l'acqua venga pagata in base ai componenti del nucleo famigliare. Il problema è che considera la pizzeria come composta da 3 persone e il parrucchiere da 2 persone.

E' corretto o esiste una legge che preveda per gli esercizi commerciali un calcolo diverso?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Legge o meno...al tuo Amministratore non farei nemmeno arbitrare una partita amichevole...figurarsi amministrare un condominio.

 

Stimare il consumo del "salone" di una parrucchiera o peggio di una Pizzeria sarebbe pressochè impossibile.

 

Imperativo provvediate a installare dei sottocontatori.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

In questo "Condominio"... quanti sono gli inquillini e quanti sono i proprietari ??

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Credo che la questione inquiini-proropietari sia pressochè ininfluente. Per delle unità abitative puoi ragionevolmente ripartire in base al numero di occupanti...cosa ben diversa capire quanta acqua consumi una attività di Parrucchiera o una Pizzeria.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

La ripartizione dell'acqua in base al numero degli occupanti di ogni appartamento è uno di quei metodi usato quando non si hanno contatori idrici che possano in modo corretto misurare il consumo di ognuno.

E' il metodo che più si avvicina al reale consumo, ma ovviamente nel caso di specie, con pizzeria e parrucchiera non si può utilizzare tale metodo.

Consiglio di far installare immediatamente i contatori idrici per ogni unità. L'amministratore poi ripartirà la spesa proporzionalmente al consumo di ognuno.

La procedura corretta è quella dei contatori, salvo l'esistenza di un regolamento contrattuale che indichi metodi di ripartizione diversa.

Esiste un Decreto Ministeriale che impone regole ben precise relative all'installazione dei contatori idrici.

Qualsiasi condòmino può far imporre, anche ai dissenzienti, l’installazione di questi contatori che in realtà hanno un costo contenuto.

Ogni proprietario può, quindi, far mettere all'ordine del giorno dell’assemblea l’obbligo di installazione dei contatori in ogni appartamento, in mancanza di accettazione della richiesta, ogni proprietario può agire personalmente tramite accesso al Giudice di Pace che ha competenza nella materia.

Vedi questo decreto: D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.). ed in particolare l'art. 8.2.8 Misurazioni.

ed anche l'articolo 5, comma 1, lettera c), della legge 5 gennaio 1994, n. 36,

 

- - - Aggiornato - - -

 

La legge n° 36 del 5 Gennaio 1994 è stata abrogata e superata con D.L. n° 152 del 3 Aprile 2006 dove si rafforza quanto detto, allargando tale obbligo anche alle attività produttive e terziarie.

 

In particolare:

Art. 146. Risparmio idrico (D.Lgs n.152/2006)

f) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa nonché contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano;

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Le vostre osservazioni sul piano teorico sono ineccepibili, in particolare la risposta di Belcondominio è la risposta perfetta, come da manuale.

E non è mia intenzione discutere neppure sulla illogicità di quel riparto acqua.

 

Ma al momento non dispongo di alcun elemento certo che mi porti ad affermare che quella palazzina di 8 u.i. sia effettivamente un Condominio. Ecco perché ho chiesto quanti inquillini e quanti proprietari...

Se la palazzina fa capo ad un unico proprietario o risulta comproprietà indivisa fra più comproprietari, la palazzina non è un Condominio e possono venir meno i vicoli all'obbligo dei contatori divisionali. Se sono tutte u.i. cedute in affitto dal proprietario unico possono diventare prevalenti e determinanti i patti contrattuali liberamente sottoscritti nelle varie locazioni, quali anche il riparto acqua come descritto da SaraG.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

La domanda specifica ed inquadra l' edificio come Condominio, cita la presenza di un Amministratore...e anche se fosse il tutto riconducibile ad un unico proprietario vorrei capire come l' amministratore possa ripartire correttamente un consumo misto di acqua (attività commerciali ed abitazioni).

 

Forse che gli inquilini non hanno diritto di pagare in base all' effettivo consumo o in base ad un criterio "equo"?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Se ancora fosse necessario, non ho alcuna difficoltà a riconoscere quel riparto acqua illogico ed assurdo.

 

Detto ciò, comunque ci sono leggi a cui attenersi: gli inquillini pagano per gli oneri accessori esclusivamente con riferimento ai rispettivi patti contrattuali delle loro locazioni in essere. Da cui, per un inquillino può anche venir meno l'aspetto condominiale del criterio di un riparto, mentre ad un proprietario quell'aspetto sempre interesserà.

La presenza di un amministratore non è indice certo dell'esistenza di un Condominio. L'eventuale unico proprietario, ad esempio, potrebbe aver conferito proprio ad un amministratore, la gestione delle sue locazioni.

 

Io stesso, pur non fregiandomi del titolo di amministratore, amministro una situazione analoga a quella postata da SaraG: trattasi di patrimonio con più comproprietari e non è un Condominio. Le regole della comunione le ho stabilite io, uguali per tutti gli inquillini, e sempre io le impongo ad ogni nuova firma di nuovo contratto di locazione.

 

Guarda cosa ho risposto in questo topic https://www.condominioweb.com/forum/quesito/spese-per-riscaldamento-acqua-calda-e-fredda-57724/ sempre attinente a riparto oneri accessori a carico conduttore, e forse comprenderai meglio quale sia il filo logico da seguire.

Saluti 🙂

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Il filo logico da seguire è che anche in caso non si tratti di condominio ma di edificio locato in mancanza di contatori non può l' amministratore (peraltro non nominato dagli inquilini) inventarsi un criterio di riparto e applicarlo senza che lo stesso sia previsto almeno nei contratti di affitto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Sul quesito, potrebbe avere influenza anche anche una Direttiva Europea:

"""""""""""

Nuovi contatori individuali per il risparmio energetico:

La nuova direttiva impone le regole

 

Secondo l’art. 9 della Direttiva Europea 2012/27/UE, che dovrà essere recepita entro il 5 giugno 2014 da tutti gli Stati membri, e che definisce

le misure per la promozione dell'efficienza energetica, tutti i clienti finali di energia elettrica, gas naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento

e acqua calda per uso domestico, dovranno fornirsi di contatori individuali in grado di indicare con precisione i consumi effettivi e fornire

informazioni sul tempo effettivo d'uso con l’obiettivo di rendere energeticamente efficiente l’immobile e godere dei relativi vantaggi.

"""""""""""

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

L'amministratrice del condominio di mia figlia applica una quota fissa a chi consuma pochi mc di acqua. E' lecito?

Faccio presente che ogni appartamento è dotato di contatore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

A mio parere si.

Fatto salvo il regolamento di condominio, le tabelle millesimali e forse per "facta concludentia".

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
L'amministratrice del condominio di mia figlia applica una quota fissa a chi consuma pochi mc di acqua. E' lecito?

Faccio presente che ogni appartamento è dotato di contatore.

E' illecito salvo che tale quota fissa non sia stata approvata all' unanimità o perchè esistente nel Regolamento Condominiale di tipo Contrattuale.

 

Andrebbe chiarito se tale "minimo fisso" sia derivante da altrettante quote fisse addebitate nella fattura di fornitura dall' ente erogante

 

In presenza di sottocontatori individuali in cascata al contatore generale i criteri di un corretto addebito sono semplici:

 

-a ciascuno il suo + l' eventuale quota proporzionale risultante dall' eventuale differenza fra il contatore generale ed il totale dei singoli (perdite di rete/uso comune)+ la citata eventuale quota fissa contrattuale della fattura da ripartire proporzionalmente fra i proprietari.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio

Grazie. Risposta chiarissima. Provvederò ad informarmi meglio per vedere se il conteggio dei consumi viene fatto nel modo indicato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
L'amministratrice del condominio di mia figlia applica una quota fissa a chi consuma pochi mc di acqua. E' lecito?

Faccio presente che ogni appartamento è dotato di contatore.

Da me sia applica simile norma, unanimemente condivisa, limitatamente ai soli consumi di A.C.S. (volgarmente acqua calda condominiale): consumi inferiori ad un valore minimo prestabilito pagano in quota fissa il valore minimo prestabilito.

Saluti 🙂

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
×