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Vitadisperata

Bukowsky e i rumori molesti

Sto leggendo Post office, il primo romanzo di Charles Bukowsky, e mi sono appena imbattuta in questa scritta dipinta con vernice rossa, che il protagonista trova nell'atrio del palazzo di una sua amica:

Vietati i rumori e gli schiamazzi di qualsiasi genere. I televisori devono essere spenti alle pre 10. Qui abita gente che lavora.

Ecco, così, giusto per ricordare che le orecchie non possiamo chiuderle a nostro piacimento e le deiezioni acustiche ognuno dovrebbe limitarle all'interno dei propri millesimi.

Questa è un 'idea che si potrebbe mettere in pratica, cioè tale e quale come l'hai scritto ognuno di noi potrebbe fare un cartello e metterlo in atrio portone di casa sua.

ma immagino che bukowski non si dichiari troppo favorevole a una scritta del genere... (anche se non ho letto nulla di lui)

cmq spegnerli è eccessivo, basterebbe tenere un volume normale non da audiolesi

se il libro è ambientato a NY non credo che ci sia da invidiare quel palazzo 😂

Questa è un 'idea che si potrebbe mettere in pratica, cioè tale e quale come l'hai scritto ognuno di noi potrebbe fare un cartello e metterlo in atrio portone di casa sua.

Premetto che ho compreso il senso e sono in gran parte d'accordo ma in questo caso si verifica un ulteriore problema: il condominio diventa una conigliera a tutti gli effetti, una specie di allevamento in batteria, in cui ogni famiglia ha la stessa età, stesso numero di figli, stessi orari di lavoro, etc. Un po' grottesco direi, forse nemmeno in Svizzera sono così 😂

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