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David79

Bonus facciate: cessione del credito

Salve, mi rivolgo a tecnici ed amministratori in particolare.

Come saprete anche per il bonus facciate è stato ora introdotto il meccanismo della cessione del credito.

Per un lavoro che riguarderebbe le facciate condominiali, mi chiedevo in caso di adesione da parte della banca a tale meccanismo:

chi è il cessionario del credito? Il condominio con il suo codice fiscale o il singolo condomino aderente?

 

L'amministratore ha indetto un'assemblea giustamente al riguardo: con quale quorum assembleare può essere approvata la cessione del credito in favore della banca? Il singolo condomino che votasse no (magari preferisce portarsi in detrazione la spesa in 10 anni su proprio Irpef) può comunque optare per la detrazione diretta o è obbligato alla cessione anch'esso?

 

Basta la delibera assembleare approvata con il quorum corretto o c'è bisogno della singola approvazione di ogni condomino per la cessione del credito?

 

Stando a quanto stabilito per il Bonus 110 il beneficiario del meccanismo è il Condominio e non il singolo condomino direttamente, quindi per analogia direi che vale per tutti la sola decisione assembleare?

 

Cosa ne pensate?

David79 dice:

Salve, mi rivolgo a tecnici ed amministratori in particolare.

Come saprete anche per il bonus facciate è stato ora introdotto il meccanismo della cessione del credito.

 

 

Stando a quanto stabilito per il Bonus 110 il beneficiario del meccanismo è il Condominio e non il singolo condomino direttamente, quindi per analogia direi che vale per tutti la sola decisione assembleare?

 

Cosa ne pensate?

attenzione sono due cose diverse!! 

il bonus facciate è al 90% e riguarda intonaco e tinteggiatura

 

il superbonus al 110% si intende mettere il cappotto all'edificio dove si devono ottenere 2 salti di classe energetica.

 

Antonio

Modificato da Molinodoppio
David79 dice:

chi è il cessionario del credito? Il condominio con il suo codice fiscale o il singolo condomino aderente?

Il cessionario è sempre il condòmino, cede un proprio credito.

Considerando che la cessione riguarda parti comuni, potrà essere l'amministratore ad espletare la pratica di cessione del credito in nome e per conto di ogni condòmino.

E' vero che  per il superbonus è stato previsto che il beneficiario sia il condomìnio, ma è solo per il superbonus; per le altre cessioni ci si deve attenere a quanto previsto dal provvedimento del direttore dell'Agenzia Entrate del 08.08.20

Danielabi dice:

E' vero che  per il superbonus è stato previsto che il beneficiario sia il condomìnio, ma è solo per il superbonus; per le altre cessioni ci si deve attenere a quanto previsto dal provvedimento del direttore dell'Agenzia Entrate del 08.08.20

L'Ag. Entrate ha previsto che anche il bonus facciate si possa optare per la cessione del credito in luogo della detrazione diretta. In questo caso il condominio cede il credito alla banca: il 90% del credito acquisito dal condominio che esegue i lavori viene ceduto alla banca e quest'ultima corrisponde un % inferiore (come per il Bonus 110 cedo il 110 e la banca mi restituisce il 100) e questo è chiaro.

Se con delibera si approva questa prassi, il condomino che vota no può dire o meno io non voglio che sulla mia quota venga operato il meccanismo cessione del credito? secondo me no!

Molinodoppio dice:

attenzione sono due cose diverse!! 

il bonus facciate è al 90% e riguarda intonaco e tinteggiatura

 

il superbonus al 110% si intende mettere il cappotto all'edificio dove si devono ottenere 2 salti di classe energetica.

Si lo so. Qui infatti parliamo di semplice ripristino facciata senza il doppio salto di classe energetica. L'analogia  a cui mi riferivo era puramente quella fiscale della cessione del credito: ovvio poi che le % di cessione e restituzione sono diverse chiaro.

David79 dice:

Se con delibera si approva questa prassi, il condomino che vota no può dire o meno io non voglio che sulla mia quota venga operato il meccanismo cessione del credito? secondo me no!

Infatti secondo me non si adotta alcuna decisione assembleare relativa alla cessione "collettiva" del credito in riferimento al bonus facciate: ogni condòmino è libero di scegliere se detrarre o cedere. Nel verbale di assemblea è previsto da sempre che siano indicati i nomi dei cedenti.

Per quanto riguarda il superbonus, si...purtroppo è passata la linea della cessione in massa; per quanto mi riguarda è un provvedimento non condivisibile, ogni contribuente decide della propria posizione fiscale.

Danielabi dice:

Infatti secondo me non si adotta alcuna decisione assembleare relativa alla cessione "collettiva" del credito in riferimento al bonus facciate: ogni condòmino è libero di scegliere se detrarre o cedere. Nel verbale di assemblea è previsto da sempre che siano indicati i nomi dei cedenti.

A mio modo di vedere se si va per la cessione è il conodminio che cede l'intera quota. Anche perché in fase di SAL sarebbe ingestibile il meccanismo ad personam.

Poi faccio una riflessione: Se vado per la detrazione detraggo il 90% in 10 anni, se opto per la cessione del credito cedo il mio 90% (che avrei detratto in 10 anni) e ricevo subito il 90% del 90% ceduto.

Facendo i conti con la cessione del credito io risparmio il 81% dei lavori totali (il 90% del 90 cedibile) ma subito: dovrei essere pazzo ad aspettare 10 anni per la detrazione. Fra l'altro la detrazione prevede un meccanismo a conguaglio Irpef quindi se all'anno x non ho Irpef non becco la detrazione!

Insomma tra l'uovo subito e la gallina domani scelgo l'uovo ... fra l'altro vale l'81% della spesa ..  i condomini sarebbero pazzi a mio avviso a deliberare diversamente!!!

Danielabi dice:

Nel verbale di assemblea è previsto da sempre che siano indicati i nomi dei cedenti.

Aggiungo il richiedente lavori da contratto è il Condominio (che firma il contratto e fa i lavori quindi ottinete il bonus) non il condomino! Ancora di più il credito o si cede per intero o non si cede. Esattamente come con il meccanismo del Superbonus 110.

David79 dice:

Aggiungo il richiedente lavori da contratto è il Condominio (che firma il contratto e fa i lavori quindi ottinete il bonus) non il condomino! Ancora di più il credito o si cede per intero o non si cede. Esattamente come con il meccanismo del Superbonus 110.

E' vero che il committente è il condomìnio, ma se qualcosa dovesse andare storto, AdE viene a bussare alla porta di ogni singolo condòmino per l'eventuale recupero delle imposte non versate, non a quella del condomìnio.

Che poi per la maggior parte degli utenti sia piu' conveniente la cessione non c'è alcun dubbio, ma potrebbe anche esserci chi vuol cedere solo una parte del credito e l'altra portarla in detrazione. Ogni persona ha la propria situazione reddituale e di conseguenza fiscale di cui risponde personalmente, non vedo perchè debba essere un'assemblea a decidere della convenienza del singolo.

La cessione per ogni Sal è una semplice percentuale applicata al costo pagato, non è un calcolo impossibile.

Danielabi dice:

E' vero che il committente è il condomìnio, ma se qualcosa dovesse andare storto, AdE viene a bussare alla porta di ogni singolo condòmino per l'eventuale recupero delle imposte non versate, non a quella del condomìnio.

Che poi per la maggior parte degli utenti sia piu' conveniente la cessione non c'è alcun dubbio, ma potrebbe anche esserci chi vuol cedere solo una parte del credito e l'altra portarla in detrazione. Ogni persona ha la propria situazione reddituale e di conseguenza fiscale di cui risponde personalmente, non vedo perchè debba essere un'assemblea a decidere della convenienza del singolo.

La cessione per ogni Sal è una semplice percentuale applicata al costo pagato, non è un calcolo impossibile.

Sono totalmente d'accordo.

Anche perché se io sono cliente della banca A e tu della banca B, può darsi che pur volendo entrambi cedere desideriamo però farlo a soggetti diversi (tanto più se p.e. alla cessione è collegato anche un finanziamento).

  • Grazie 1
condo77 dice:

Anche perché se io sono cliente della banca A e tu della banca B, può darsi che pur volendo entrambi cedere desideriamo però farlo a soggetti diversi (tanto più se p.e. alla cessione è collegato anche un finanziamento)

Per accedere al meccanismo cessione del credito la banca apre una linea di credito e dunque un finanziamento che poi viene recuperato al primo SAL.

La banca presso cui sono stati depositati i soldi per i lavori ci ha spiegato che anticipa l'acconto per l'impresa (nel nostro caso il 20%) anche se come nel nostro caso ci sono i soldi accontonati per procedere (ricordo a tal proposito che la legge impone che prima di procedere con la firma del contratto l'amministratore debba costituire un fondo speciale per i lavori, cosa che è stata fatta quando con il bonus facciate non era ancora prevista la possibilità di accedere alla cessione del credito, ma solo la detrazione Irpef) attraverso un prestito. Tale prestito viene poi estinto al primo SAL (nel nostro caso dopo un mese e mezzo) e dunque gli interessi sono davvero irrisori. E poi si procede analogamente per i successivi SAL. A fine lavori hai risparmiato il 80% dei lavori che puoi portare in conto "bonus facciate" praticamente tutti nel nostro caso.

Ripeto non vedo la convenienza per nessun condomino ad optare per una detrazione in 10 anni. Ma questa è una mia opinione per carità.

David79 dice:

Ripeto non vedo la convenienza per nessun condomino ad optare per una detrazione in 10 anni.

I prezzi a cui "gira" il credito del bonus facciate è ca. l'80% del nominale.

Quindi risparmiereste non l'80% ma il 72% ca. (80% * 90%).

Per chi ha capienza fiscale, difficile trovare un investimento che renda il 20% in 10 anni con un profilo di rischio analogo a questo, quindi se non ha bisogno di liquidità la scelta più razionale è detrarre e non cedere.

Danielabi dice:

E' vero che il committente è il condomìnio, ma se qualcosa dovesse andare storto, AdE viene a bussare alla porta di ogni singolo condòmino per l'eventuale recupero delle imposte non versate, non a quella del condomìnio.

Che poi per la maggior parte degli utenti sia piu' conveniente la cessione non c'è alcun dubbio, ma potrebbe anche esserci chi vuol cedere solo una parte del credito e l'altra portarla in detrazione. Ogni persona ha la propria situazione reddituale e di conseguenza fiscale di cui risponde personalmente, non vedo perchè debba essere un'assemblea a decidere della convenienza del singolo.

La cessione per ogni Sal è una semplice percentuale applicata al costo pagato, non è un calcolo impossibile.

E anche per questi motivi che gli amministratori e i loro consulenti devono essere più precisi e lasciar decidere all'assemblea con tranquillità. 

biagio64 dice:

E anche per questi motivi che gli amministratori e i loro consulenti devono essere più precisi e lasciar decidere all'assemblea con tranquillità. 

Biagio, e chi lo mette in dubbio?

Chi ti dice che cio' non avvenga (mai)?

condo77 dice:

I prezzi a cui "gira" il credito del bonus facciate è ca. l'80% del nominale.

Quindi risparmiereste non l'80% ma il 72% ca. (80% * 90%).

Per chi ha capienza fiscale, difficile trovare un investimento che renda il 20% in 10 anni con un profilo di rischio analogo a questo, quindi se non ha bisogno di liquidità la scelta più razionale è detrarre e non cedere.

pardon si corretto il 72% (80% di 90% ceduto).

Tuttavia mi permetto di contestare la bontà dell'investimento in 10 anni con la detrazione facendo degli esempi sul mio condominio ma che posso essere tipici di altri:

1) Nel mio condominio ci sono persone con P.Iva a regime forfettario che non posso detrarre nulla perché hanno costi forfettari dunque non ci sarebbe conguaglio Irpef possibile. Per loro il fantomatico investimento non è attuabile.

2) Nel condominio ci sono persone senza reddito o con redditto veramente basso dunque anche qui non detrai nulla visto che non paghi Irpef.

3) All'anno x il tuo Irpef è nullo perché non hai guadagnato molto (da considerare visto il periodo Covid se sei a P. Iva e non hai uno stipendio fisso) o magari perdi il lavoro e per quell'anno resti disoccupato, anche in questo caso non detrai nulla.

 

Penso siano casistiche abbastanza frequenti in un condominio.

 

Poi la redditività di un investimento si misura in una lunghezza di massimo 5 anni, 10 anni sono un po troppi, chi ci dice che le leggi fiscali da qui a 10 anni non cambino e dunque la detrazione in cui speravi non vada in fumo?

 

Altra problematica che è anche il nostro caso. Quando si parte con i lavori non tutti i condomini pagano sempre, nel nostro caso mancano 2 quote e stiamo aspettando la definizione dei decreti ingiuntivi, passerà almeno 1 anno o 2 prima di rivedere le quote se nel frattempo i morosi non si spogliano di tutto e dunque non potrai pignorare nulla... Magari se la loro quota passa da 100 al 28% i sldi li trovano pur di non affrontare un decreto ingiuntivo!

 

Insomma diciamo le cose come stanno: se vuoi fare un investimento fai altro non parti con dei lavori condominiali. Se vuoi ristruttura le facciate del condominio risparmiando il 72% del costo lavori magari sfrutti il "bonus facciate".

 

Io sono a P. Iva e fidati gli investimenti mi piacciono ma in questo caso vale il detto "pochi maledetti e subito" ... siamo con un governo precario e poco lungimirante e con un'emergenza sanitaria in atto: sai le cose che potrebbero cambiare da oggi a 10 anni nello stato italiano??

 

Aggiungo: con la banca alla quale ci siamo appoggiati ma anche con altre che personalmente ho girato il meccanismo cessione credito è totale e non può essere per singolo condomino. Dunque se si decide si decide per il totale appalto, non ci sono altre scelte.

Modificato da David79
David79 dice:

1) Nel mio condominio ci sono persone con P.Iva a regime forfettario che non posso detrarre nulla perché hanno costi forfettari dunque non ci sarebbe conguaglio Irpef possibile. Per loro il fantomatico investimento non è attuabile.

Gli esempi che hai fatto sono senz'altro calzanti e nessuno li contesta, ma se per il 90% del condomìnio è piu' vantaggiosa la cessione per il restante 10% potrebbe esserlo la detrazione.

Cio' che si contesta, almeno da parte mia, è la decisione assembleare in merito: ogni condòmino deve valutare la propria situazione e decidere di conseguenza, i vicini di casa non possono/devono conoscere cosa sia piu' vantaggioso per me.

David79 dice:

Io sono a P. Iva e fidati gli investimenti mi piacciono ma in questo caso vale il detto "pochi maledetti e subito" ... siamo con un governo precario e poco lungimirante e con un'emergenza sanitaria in atto: sai le cose che potrebbero cambiare da oggi a 10 anni nello stato italiano??

E sono di nuovo d'accordo, ma non saro' mai d'accordo relativamente al fatto che si decida del mio personale rapporto con l'agenzia delle entrate. Quindi chi vuole cede (e senz'altro nella grande maggioranza dei casi si cederà), chi non vuole non cede. E' un semplice principio di equità.

Danielabi dice:

Gli esempi che hai fatto sono senz'altro calzanti e nessuno li contesta, ma se per il 90% del condomìnio è piu' vantaggiosa la cessione per il restante 10% potrebbe esserlo la detrazione.

Cio' che si contesta, almeno da parte mia, è la decisione assembleare in merito: ogni condòmino deve valutare la propria situazione e decidere di conseguenza, i vicini di casa non possono/devono conoscere cosa sia piu' vantaggioso per me.

E sono di nuovo d'accordo, ma non saro' mai d'accordo relativamente al fatto che si decida del mio personale rapporto con l'agenzia delle entrate. Quindi chi vuole cede (e senz'altro nella grande maggioranza dei casi si cederà), chi non vuole non cede. E' un semplice principio di equità.

Tutto vero ma purtroppo in banca il meccanismo di cessione non può essere parziale: o si cede tutto il contratto d'appalto e si opta per la cessione del credito oppure la banca non è interessata e quel punto per tutti i condomini non resta altro che il meccanismo del recupero per detrazione.

Proprio per questo tutte le banche per l'istituzione della pratica "cessione del credito" (vale anche per il bonus 110) richiedono una delibera assembleare di approvazione con la maggioranza specifica e di legge.

 

Come per tutte le decisioni il condominio su questo deve trovare un accordo dopo ampia discussione in assemblea, una volta deciso non si torna indietro, proprio come quando è stato deliberato l'impegno di spesa per appaltare i lavori.

Credo che come nelle migliori famiglie in democrazia è la maggioranza di legge che decide, non sei d'accordo? Da Amministratore di condominio puoi dirmi qual'è il quorum per decidere: la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno il 50% dei millesimi?

Modificato da David79
David79 dice:

Credo che come nelle migliori famiglie in democrazia è la maggioranza di legge che decide, non sei d'accordo?

Sono d'accordo in astratto, ma il principio non è applicabile nello specifico, nel senso che il rapporto dei contribuenti con il fisco è singolo, non collettivo. Non mi risulta che sia necessario cedere da parte di tutti per poter avere la controparte da parte della banca, puo' essere che qualche istituto di credito, o filiale, porti avanti tale politica.

 

David79 dice:

Da Amministratore di condominio puoi dirmi qual'è il quorum per decidere: la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno il 50% dei millesimi? 

Per il superbonus (o interventi di efficientamento energetico) la maggioranza è di almeno la metà dei presenti che rappresentino almeno 1/3 dei millesimi.

Per gli altri interventi, le maggioranze sono quelle statuite dall'art. 1136, in prima convocazione 1/2 + 1/2, in seconda 1/2 + 1/3; se l'intervento è particolarmente oneroso la maggioranza è 1/2+1/2 anche in seconda convocazione.

Danielabi dice:

Non mi risulta che sia necessario cedere da parte di tutti per poter avere la controparte da parte della banca, puo' essere che qualche istituto di credito, o filiale, porti avanti tale politica.

Se vuoi cedere come singolo devi recarti in banca con la singola quota da cedere e non può più farlo l'amministratore di condominio per il condominio a questo punto, ma questo significa che non è stato deliberato in assemblea di optare tutti per la cessione del credito ma al contrario magari si è optato per la detrazione Irpef e poi ognuno con la sua quota prova a fare ciò che vuole (bisogna anche vedere se poi alla banca possa interessare la tua singola quota da 4.000 o 5.000€...).

La cessione del credito condominiale funziona un po come lo sconto in fattura: se l'impresa fa lo sconto non lo fa al singolo condomino del condominio ma a tutto il condominio, poi lo sconto viene ripartito secondo le quote millesimali, difficilmente troverai un'impresa che si mette a fare la contabilità separata per singolo condomino e sarebbe anche non troppo legale visto che il contratto d'appalto è tra Amministratore di condominio e Impresa...

 

Danielabi dice:

Per gli altri interventi, le maggioranze sono quelle statuite dall'art. 1136, in prima convocazione 1/2 + 1/2, in seconda 1/2 + 1/3; se l'intervento è particolarmente oneroso la maggioranza è 1/2+1/2 anche in seconda convocazione.

Grazie per il chiarimento sicuramente ci atterremo alla maggioranza di 1/2+1/2 che trovo più democratica.

 

Per il resto, opinioni a parte il confronto sul tema, è stato utile e costruttivo.

Trovo le tua argomentazioni altrettanto condivisibili ma da condomino preferisco ragionare sul concreto e meno sull'astratto e questo dirò in assemblea. Fra l'altro il recupero immediato del 72% ci consente di aumentare le lavorazioni proprio per i capitoli che inizialmente avevamo tolto per la quota pro-capite si alzava troppo, altro vantaggio da non sottovalutare.

Modificato da David79
David79 dice:

Trovo le tua argomentazioni altrettanto condivisibili ma da condomino preferisco ragionare sul concreto e meno sull'astratto e questo dirò in assemblea

Be', certamente ognuno segue cio' che gli sembra piu' corretto. ☺️

Molinodoppio dice:

attenzione sono due cose diverse!! 

il bonus facciate è al 90% e riguarda intonaco e tinteggiatura

 

il superbonus al 110% si intende mettere il cappotto all'edificio dove si devono ottenere 2 salti di classe energetica.

 

Antonio

Anche col bonus facciate si può fare il cappotto solo che non si ha diritto ai lavori trainati 

La cessione è sempre singola e il contratto in banca andrà firmato dai singoli condomini, almeno per quello riguarda le banche da me contattate.

Per quanto riguarda la bontà dell'investimento, ognuno la giudicherà per sè, ma è indubbio che chi ha capienza fiscale e cede il credito per poi acquistare un btp decennale sta facendo una scelta oggettivamente penalizzante dal punto di vista del rendimento e non so quanto migliorativa dal punto di vista del rischio.

Dato che ci sono milioni di persone che si comprano btp decennali, è probabile che almeno qlc di questi milioni sia un condomino con buona capienza fiscale che prefeisce tenere per sé tutta o parte della detrazione.

Se l'assemblea glielo impedisse, imponendo la cessione collettiva alla banca, allora gli causerebbe un danno.

Come d'altronde causerebbe un danno se imponesse la cessione p.e. a 80, quando l'impresa dello zio acquisterebbe volentieri il credito del nipote condomino a 85, per compensare le proprie imposte (o mille altri esempi fantasia che si possono costruire).

Modificato da condo77
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condo77 dice:

La cessione è sempre singola e il contratto in banca andrà firmato dai singoli condomini, almeno per quello riguarda le banche da me contattate.

Per quanto riguarda la bontà dell'investimento, ognuno la giudicherà per sè, ma è indubbio che chi ha capienza fiscale e cede il credito per poi acquistare un btp decennale sta facendo una scelta oggettivamente penalizzante dal punto di vista del rendimento e non so quanto migliorativa dal punto di vista del rischio.

Dato che ci sono milioni di persone che si comprano btp decennali, è probabile che almeno qlc di questi milioni sia un condomino con buona capienza fiscale che prefeisce tenere per sé tutta o parte della detrazione.

Se l'assemblea glielo impedisse, imponendo la cessione collettiva alla banca, allora gli causerebbe un danno.

Come d'altronde causerebbe un danno se imponesse la cessione p.e. a 80, quando l'impresa dello zio acquisterebbe volentieri il credito del nipote condomino a 85, per compensare le proprie imposte (o mille altri esempi fantasia che si possono costruire).

Sinceramente nel mio condominio non si parla di acquisto di btp piuttosto ci sono persone che stanno faticando non poco a mettere la loro quota per i lavori condominiali di circa 3.000€ in media! Forse la tua esperienza è più fortunata...

 

A prescindere da tutti i punti di vista che possono essere condivisibili e soggettivi il punto che vorrei capire è questo, che poi era la domanda iniziale:

è lecito mettere all'O.d.G. dell'assemblea straordinaria se votare a favore o meno per una cessione del credito generalizzata a livello condominiale verso l'istituto di credito dove già l'Amministratore ha depositato il fondo speciale per i lavori da eseguirsi e che già abbiamo approvato e deliberato a maggioranza? Per una simile delibera occorre l'unanimità? Se si qual'è il riferimento legislativo che impone l'unanimità?? Con l'1/2 +1/2 sarebbe una delibera impugnabile?

Chiedo tutto questo perché ragiono sul fatto che se, come asserite, è antidemocratico "imporre" la volontà della maggioranza al singolo condomino attraverso un'assemblea condominiale è decisamente ancor più antidemocratico che il singolo condomino impedisca un'operazione voluta da tutti i condomini eccetto 1 perché l'unanimità consente al singolo condomino di imporre la propria volontà anche agli altri?!

 

Faccio presente che qualora volessi offrire la mia quota singola e cambiare banca (perché l'attuale non si muove con il singolo come già detto) ciò significherebbe anche spostare tutti i soldi dall'attuale conto sul conto della nuova banca (requisito base per la cessione del credito è avere un conto corrente presso l'istituto bancario) e per la cosa mi sembra ci sia bisogno comunque di una delibera assembleare...un po il cane che si morde la coda no?! Scusate la lungaggine ma resto perplesso...

Modificato da David79
David79 dice:

A mio modo di vedere se si va per la cessione è il conodminio che cede l'intera quota. Anche perché in fase di SAL sarebbe ingestibile il meccanismo ad personam.

Poi faccio una riflessione: Se vado per la detrazione detraggo il 90% in 10 anni, se opto per la cessione del credito cedo il mio 90% (che avrei detratto in 10 anni) e ricevo subito il 90% del 90% ceduto.

Facendo i conti con la cessione del credito io risparmio il 81% dei lavori totali (il 90% del 90 cedibile) ma subito: dovrei essere pazzo ad aspettare 10 anni per la detrazione. Fra l'altro la detrazione prevede un meccanismo a conguaglio Irpef quindi se all'anno x non ho Irpef non becco la detrazione!

Insomma tra l'uovo subito e la gallina domani scelgo l'uovo ... fra l'altro vale l'81% della spesa ..  i condomini sarebbero pazzi a mio avviso a deliberare diversamente!!!

Aggiungo il richiedente lavori da contratto è il Condominio (che firma il contratto e fa i lavori quindi ottinete il bonus) non il condomino! Ancora di più il credito o si cede per intero o non si cede. Esattamente come con il meccanismo del Superbonus 110.

Citi dove è scritto che la cessione del credito debba riguardare il condominio e non il singolo condomino! Chi può vincolare una decisione individuale riguardante i  propri quattrini!

David79 dice:

Sinceramente nel mio condominio non si parla di acquisto di btp piuttosto ci sono persone che stanno faticando non poco a mettere la loro quota per i lavori condominiali di circa 3.000€ in media! Forse la tua esperienza è più fortunata...

 

A prescindere da tutti i punti di vista che possono essere condivisibili e soggettivi il punto che vorrei capire è questo, che poi era la domanda iniziale:

è lecito mettere all'O.d.G. dell'assemblea straordinaria se votare a favore o meno per una cessione del credito generalizzata a livello condominiale verso l'istituto di credito dove già l'Amministratore ha depositato il fondo speciale per i lavori da eseguirsi e che già abbiamo approvato e deliberato a maggioranza? Per una simile delibera occorre l'unanimità? Se si qual'è il riferimento legislativo che impone l'unanimità?? Con l'1/2 +1/2 sarebbe una delibera impugnabile?

Chiedo tutto questo perché ragiono sul fatto che se, come asserite, è antidemocratico "imporre" la volontà della maggioranza al singolo condomino attraverso un'assemblea condominiale è decisamente ancor più antidemocratico che il singolo condomino impedisca un'operazione voluta da tutti i condomini eccetto 1 perché l'unanimità consente al singolo condomino di imporre la propria volontà anche agli altri?!

 

Faccio presente che qualora volessi offrire la mia quota singola e cambiare banca (perché l'attuale non si muove con il singolo come già detto) ciò significherebbe anche spostare tutti i soldi dall'attuale conto sul conto della nuova banca (requisito base per la cessione del credito è avere un conto corrente presso l'istituto bancario) e per la cosa mi sembra ci sia bisogno comunque di una delibera assembleare...un po il cane che si morde la coda no?! Scusate la lungaggine ma resto perplesso...

caro signore, dov'è la legge che obbliga un condomino a gestire i propri beni/ crediti/ debiti secondo volontà assembleare!? Perchè poi uno dovrebbe accettare l'offerta dell'istituto ove è depositato il fondo per le opere, se potesse ottenere condizioni più favorevoli per la cessione del suo credito fiscale presso altro istituto!? E se non bastasse:  chi può vincolare la cessione del credito di un soggetto fiscale ad una delibera di terzi?

  • Mi piace 1
David79 dice:

Sinceramente nel mio condominio non si parla di acquisto di btp piuttosto ci sono persone che stanno faticando non poco a mettere la loro quota per i lavori condominiali di circa 3.000€ in media! Forse la tua esperienza è più fortunata...

La tesi era: è sempre conveniente cedere, perché mai uno dovrebbe detrarre?

Ho cercato di rispondere a questa, evidenziando che in alcuni casi può essere vero, in altri non lo è (d'altronde se c'è chi acquista il credito fiscale, e non per beneficenza, significa che una convenienza c'è).

 

claudioalp dice:

Citi dove è scritto che la cessione del credito debba riguardare il condominio e non il singolo condomino!

Legge 13 ottobre 2020 n. 126 - Art. 63 - Semplificazione procedimenti assemblee condominiali
1. All’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dopo il comma 9, è inserito il seguente:

«9-bis. Le deliberazioni dell’assemblea del condominio aventi per oggetto l’approvazione degli interventi di cui al presente articolo e degli eventuali finanziamenti finalizzati agli stessi, nonché l’adesione all’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121, sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio.».
 

La legge c'è, ma a mio parere (non solo mio) cozza con il fatto che il credito fiscale è personale.

V. p.e.:

Si ritiene che la cessione del credito - certamente ammissibile anche per il condominio, come ha chiarito per le precedenti disposizioni che prevedevano tale meccanismo anche da circolare della agenzia delle Entrate 28.8.2017 n. 165110 - avendo ad oggetto un diritto personale del condomino ed essendo destinata ad incidere sulla sua posizione patrimoniale e fiscale personale, sia sottratta alle competenze dell'assemblea e debba vedere espresso consenso dei singoli interessati.

In altri termini la scelta se giovarsi direttamente di benefici fiscali, a seconda della personale situazione contributiva di ciascuno, o di cedere piuttosto al fornitore è scelta che compete ai singoli titolari della posizione di vantaggio e attività che comporta scelte e conseguenze patrimoniali direttamente incidenti nella sfera individuale dei singoli condomini - che hanno diritto a detrazione in misura proporzionale alla propria quota millesimale - su cui l'assemblea non ha titolo ad incidere.

https://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/dalle-associazioni/2020-07-30/facciamo-chiarezza-maggioranze-il-superbonus-e-relativa-cessione-credito-imposta-125637.php?uuid=AD0NT8g&refresh_ce=1

 

 

Modificato da condo77
David79 dice:

è lecito mettere all'O.d.G. dell'assemblea straordinaria se votare a favore o meno per una cessione del credito generalizzata a livello condominiale verso l'istituto di credito dove già l'Amministratore ha depositato il fondo speciale per i lavori da eseguirsi e che già abbiamo approvato e deliberato a maggioranza? Per una simile delibera occorre l'unanimità? Se si qual'è il riferimento legislativo che impone l'unanimità?? Con l'1/2 +1/2 sarebbe una delibera impugnabile?

Secondo me è materia sottratta alla competenza dell'assemblea.

Noi abbiamo deciso all'unanimità di cedere il credito ad una determinata banca, la stessa dove chiederemo il finanziamento.

Ho scritto a verbale che non si tratta di una delibera assembleare ma di un reciproco impegno dei singoli condomini.

 

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