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condo77

Bonus 110% - condominii sì, edifici plurifamiliari no?

ROB59 dice:

No .

In questo caso mi sembra ben specificato dal comma 2 119 , che gli interventi trainati debbono essere eseguiti congiuntamente ai trainanti sulle parti comuni (in condominio) ed invece la caldaia individuale può solo essere intervento trainato.

 

Grazie ROB59. Scusami, Comma 2 119  di cosa' Non lo trovo.

........

Trovato, grazie

Modificato da benedetta olari
trovato
Alebor dice:

Scusa Daniela ma se l Ade cita il 1117 e successivi come riferimento e poi esclude certe cose come dici, come si fá ad avere certezza? Lo chiedo per capire come comportarmi perché a questo punto sarebbe tutto un castello di carte e nulla di più, lasciato al libero arbitrio. Il c.c. sarebbe a questi punti trascurabile a mio avviso. Il c.c.  a mio avviso, ma solo mio a questo punto, dovrebbe essere il punto reale a cui far riferimento. Da quello che si dice on line non è così e tu lo confermi. Diventa sempre più complicato...

Il 1117 si riferisce alla parti comuni condominiali; nel momento in cui la singola unità immobiliare si trova in edifici plurifamiliari avrà di sicuro delle parti comuni. Ora se per singola unità immobiliare si deve adottare la definizione di edificio unifamiliare (cioè che sia funzionalmente autonomo) non troverò mai una singola unità immobiliare in edificio plurifamiliare ma troverò sempre una unità immobiliare in edificio unifamiliare. E' questo il problema che si è creato! Ho già fatto una decina di sopralluoghi per possibili interventi di singola unità immobiliare in edificio plurifamiliare con accesso autonomo dall'esterno (condomini veri e propri o bifamiliari con parti comuni), ma se dovessi applicare la definizione di funzionalmente autonomo (cioè che qualunque manufatto o installazione non sia parte comune come definito dal codice civile all'art.1117 e art. 1117bis) nessuno rientrerebbe in tale definizione o per una colonna degli scarichi in comune o per la raccolta acque, o per l'impianto televisivo o per l'ascensore o per qualunque altro manufatto o installazione (ma mi sembra anche ovvio, quella è la definizione di edificio unifamiliare!!!)

A questo punto l'unica interpretazione che si può dare al funzionalmente autonomo della singola unità immobiliare in edificio plurifamiliare è che sia riferita a quei manufatti e installazioni interessati dall'agevolazione fiscale in questione (cioè impianti di riscaldamento, gas, energia elettrica e acqua).

Se invece qualcuno è riuscito a trovare una unità immobiliare in edificio plurifamiliare che non ha neppure un manufatto o istallazione come definiti dal 1117 in comune si faccia avanti! Ma ad ogni modo non penso che sia stata fatta una norma che riguarda un'infinitesima possibilità di applicazione, sarebbe quasi il caso di una norma fatta ad personam di berlusconiana memoria!!!

Effeemmebike dice:

Il 1117 si riferisce alla parti comuni condominiali; nel momento in cui la singola unità immobiliare si trova in edifici plurifamiliari avrà di sicuro delle parti comuni. Ora se per singola unità immobiliare si deve adottare la definizione di edificio unifamiliare (cioè che sia funzionalmente autonomo) non troverò mai una singola unità immobiliare in edificio plurifamiliare ma troverò sempre una unità immobiliare in edificio unifamiliare. E' questo il problema che si è creato! Ho già fatto una decina di sopralluoghi per possibili interventi di singola unità immobiliare in edificio plurifamiliare con accesso autonomo dall'esterno (condomini veri e propri o bifamiliari con parti comuni), ma se dovessi applicare la definizione di funzionalmente autonomo (cioè che qualunque manufatto o installazione non sia parte comune come definito dal codice civile all'art.1117 e art. 1117bis) nessuno rientrerebbe in tale definizione o per una colonna degli scarichi in comune o per la raccolta acque, o per l'impianto televisivo o per l'ascensore o per qualunque altro manufatto o installazione (ma mi sembra anche ovvio, quella è la definizione di edificio unifamiliare!!!)

A questo punto l'unica interpretazione che si può dare al funzionalmente autonomo della singola unità immobiliare in edificio plurifamiliare è che sia riferita a quei manufatti e installazioni interessati dall'agevolazione fiscale in questione (cioè impianti di riscaldamento, gas, energia elettrica e acqua).

Se invece qualcuno è riuscito a trovare una unità immobiliare in edificio plurifamiliare che non ha neppure un manufatto o istallazione come definiti dal 1117 in comune si faccia avanti! Ma ad ogni modo non penso che sia stata fatta una norma che riguarda un'infinitesima possibilità di applicazione, sarebbe quasi il caso di una norma fatta ad personam di berlusconiana memoria!!!

Anche io sto trovando le stesse identiche difficoltà.

Come avevo scritto in qualche vecchio post la maggior parte delle case che ho visionato hanno un unico proprietario (generalmente il padre) ed all’interno gli appartamenti dei figli che in taluni casi hanno l’ingresso indipendente dalla corte ma una parte degli impianti sono in comune.

 

edificio cointestato marito e moglie di 3 piani casa monofamiliare vivono solo loro può usufruire?

Modificato da giancarlo9080
Gregory86 dice:

Anche io sto trovando le stesse identiche difficoltà.

Come avevo scritto in qualche vecchio post la maggior parte delle case che ho visionato hanno un unico proprietario (generalmente il padre) ed all’interno gli appartamenti dei figli che in taluni casi hanno l’ingresso indipendente dalla corte ma una parte degli impianti sono in comune.

 

E giusto: l'ingresso indipendente, ma dalla corte a comune, è da considerarsi accesso indipendente o no?

giancarlo9080 dice:

edificio cointestato marito e moglie di 3 piani casa monofamiliare vivono solo loro può usufruire?

si.

 

benedetta olari dice:

E giusto: l'ingresso indipendente, ma dalla corte a comune, è da considerarsi accesso indipendente o no?

Circolare 24/2020:

La presenza, inoltre, di un «accesso autonomo dall’esterno», presuppone, ad esempio, che «l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva».

Risposta: no. (salvo che sia solo il giardino da considerare "proprietà esclusiva", tecnici, che dite?)

Danielabi dice:

si.

 

Circolare 24/2020:

La presenza, inoltre, di un «accesso autonomo dall’esterno», presuppone, ad esempio, che «l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva».

Risposta: no. (salvo che sia solo il giardino da considerare "proprietà esclusiva", tecnici, che dite?)

Eh già, ci si mette anche l'ambiguo uso della sintassi! Quel di proprietà esclusiva" si riferisce solo all'ultimo sostantivo, che lo precede immediatamente, o anche a cortile? 

Danielabi dice:

si.

 

Circolare 24/2020:

La presenza, inoltre, di un «accesso autonomo dall’esterno», presuppone, ad esempio, che «l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva».

Risposta: no. (salvo che sia solo il giardino da considerare "proprietà esclusiva", tecnici, che dite?)

Io la intendo che l'accesso deve essere o dalla strada o da cortile di proprietà esclusiva o da giardino di proprietà esclusiva; il dubbio ci potrebbe essere se avessero scritto "consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino di proprietà esclusiva" perché quel "di proprietà esclusiva" potrebbe essere riferito solo al giardino ma avendo scritto o "da cortile o giardino" il proprietà esclusiva va riferito ad entrambi. Il fatto che poi per accedere al giardino o al cortile di proprietà esclusiva si debba passare per una proprietà comune come ad esempio un parcheggio condominiale non inficia il fatto che per accedere in casa io passi e solo io possa passare per un giardino o corte di proprietà esclusiva e quindi ritengo comunque rispettata la definizione di accesso autonomo dall'esterno. 

Inoltre non trascurerei la dicitura chiuso da cancello o da portone d'ingresso che secondo me va riferito all'ingresso nell'abitazione per cui se uno ha una accesso da un cortile di proprietà esclusiva che però è ad esempio una portafinestra e quindi indicata  a catasto senza il simbolo di entrata ma solo di finestra non è un accesso e quindi non rispetta la definizione di accesso autonomo dall'esterno. Salvo ovviamente fare modifiche catastali prima di accedere al 110% (e che in molti casi dovrebbero sottostare ad un regolamento condominiale che se "contrattuale" non sarebbe così facile far approvare dall'unanimità del condominio)

Modificato da Effeemmebike
Danielabi dice:

si.

 

Circolare 24/2020:

La presenza, inoltre, di un «accesso autonomo dall’esterno», presuppone, ad esempio, che «l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre unità immobiliari chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o giardino di proprietà esclusiva».

Risposta: no. (salvo che sia solo il giardino da considerare "proprietà esclusiva", tecnici, che dite?)

Il sole 24 ore in questo caso ha dato interpretazione per la quale non si necessita di ingresso autonomo su strada pubblica ma basta accesso autonomo dall’esterno!

Effeemmebike dice:

Io la intendo che l'accesso deve essere o dalla strada o da cortile di proprietà esclusiva o da giardino di proprietà esclusiva; il dubbio ci potrebbe essere se avessero scritto "consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino di proprietà esclusiva" perché quel "di proprietà esclusiva" potrebbe essere riferito solo al giardino ma avendo scritto o "da cortile o giardino" il proprietà esclusiva va riferito ad entrambi

Anche per me è così, ma essendo definizioni veicolate dal testo unico dell'edilizia e da regolamenti inerenti meglio il parere del "tecnico" 😊, grazie.

 

Gregory86 dice:

Il sole 24 ore in questo caso ha dato interpretazione per la quale non si necessita di ingresso autonomo su strada pubblica ma basta accesso autonomo dall’esterno!

Melius abundare quam deficere 😃 

Grazie.

Effeemmebike dice:

Io la intendo che l'accesso deve essere o dalla strada o da cortile di proprietà esclusiva o da giardino di proprietà esclusiva; il dubbio ci potrebbe essere se avessero scritto "consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino di proprietà esclusiva" perché quel "di proprietà esclusiva" potrebbe essere riferito solo al giardino ma avendo scritto o "da cortile o giardino" il proprietà esclusiva va riferito ad entrambi. Il fatto che poi per accedere al giardino o al cortile di proprietà esclusiva si debba passare per una proprietà comune come ad esempio un parcheggio condominiale non inficia il fatto che per accedere in casa io passi e solo io possa passare per un giardino o corte di proprietà esclusiva e quindi ritengo comunque rispettata la definizione di accesso autonomo dall'esterno. 

Inoltre non trascurerei la dicitura chiuso da cancello o da portone d'ingresso che secondo me va riferito all'ingresso nell'abitazione per cui se uno ha una accesso da un cortile di proprietà esclusiva che però è ad esempio una portafinestra e quindi indicata  a catasto senza il simbolo di entrata ma solo di finestra non è un accesso e quindi non rispetta la definizione di accesso autonomo dall'esterno. Salvo ovviamente fare modifiche catastali prima di accedere al 110% (e che in molti casi dovrebbero sottostare ad un regolamento condominiale che se "contrattuale" non sarebbe così facile far approvare dall'unanimità del condominio)

Credo che l'interpretazione giusta sia questa sopra di Effeemmebike; i dubbi  grossi sono effettivamente sull'indipendenza funzionale che, come diceva sempre Effeemmebike, pare molto difficile da concretizzarsi.

L'unico esempio che viene in mente è quello di villette completamente speculari con accesso dalla strada (tipo mare). 

Come dicevo qualche post fa, l'ade dice che "Una unità immobiliare può ritenersi «funzionalmente indipendente» qualora sia dotata di installazioni o manufatti di qualunque genere, quali impianti per
l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento di proprietà esclusiva."

Quindi di proprietà ma non di utilizzo; dunque se per esempio alcune unità avessero le fosse bio d'uso comune, ma installate sulla proprietà esclusiva di una sola u.i. o un'antenna televisiva su tetto esclusivo, allora come si dovrebbe intendere la questione?

Mi chiedo: perché fare queste distinzioni per la proprietà comune magari di un'antenna tv, quando si parla di efficientamento energetico? non sarà davvero una norma ad personam.


 

ROB59 dice:

Mi chiedo: perché fare queste distinzioni per la proprietà comune magari di un'antenna tv, quando si parla di efficientamento energetico? non sarà davvero una norma ad personam.

 

presumibilmente il legislatore o AdE si sono "incartati", nel senso che si sono inerpicati per una strada tortuosa per indicare che le abitazioni, per quanto "condominiali",  possano ritenersi comunque abitazioni "singole" quando non tutti gli impianti sono comuni. In effetti faccio fatica anch'io a descriverle, anche se presumo cosa intendesse sia il legislatore che AdE.

In effetti potrebbe essere molto piu' semplice adottare il suggerimento di Effemmebike: considerare solo gli impianti che rientrano nel superbonus.

Ma qualcuno dovrebbe dirlo ad AdE....🙄

In attesa di risposte ad interpelli...................................................

Mi chiedo poi (ed ho già un paio di casi del genere) se l'u.i. non è unifamiliare, non è condominio ( perchè p.e. avere solo fosse biologiche d'uso comune ma su proprietà esclusiva di un'u.i., non può certo, a mio avviso, configurare un condominio) e non è neppure funzionalmente indipendente, allora cos'è? Perde il Superbonus? è un consorzio?

Danielabi dice:

presumibilmente il legislatore o AdE si sono "incartati", nel senso che si sono inerpicati per una strada tortuosa per indicare che le abitazioni, per quanto "condominiali",  possano ritenersi comunque abitazioni "singole" quando non tutti gli impianti sono comuni. In effetti faccio fatica anch'io a descriverle, anche se presumo cosa intendesse sia il legislatore che AdE.

In effetti potrebbe essere molto piu' semplice adottare il suggerimento di Effemmebike: considerare solo gli impianti che rientrano nel superbonus.

Ma qualcuno dovrebbe dirlo ad AdE....🙄

In attesa di risposte ad interpelli...................................................

E però il tempo per la risposta a un interpello è di centoventi giorni e si potrebbe avere necessità di attuare questi interventi in un tempo più breve Di fatto poi si riducono i tempi disponibili-

Modificato da benedetta olari
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Considerati tutti i dubbi, i tortuosi rigiri ed eccezioni e le difficoltà di interpretazione della normativa Superbonus viene da pensare che si tratti di un'iniziativa demagogica oppure solo di fuffa.

ROB59 dice:

Mi chiedo poi (ed ho già un paio di casi del genere) se l'u.i. non è unifamiliare, non è condominio ( perchè p.e. avere solo fosse biologiche d'uso comune ma su proprietà esclusiva di un'u.i., non può certo, a mio avviso, configurare un condominio) e non è neppure funzionalmente indipendente, allora cos'è? Perde il Superbonus? è un consorzio?

Calma....se due unità immobiliari hanno tetto in comune, pareti portanti in comune sono senz'altro un condomìnio, indipendentemente dal fatto che abbiano ingresso o impianti in comune, pertanto possono essere trattati come condomìnio.

L'eccezione al condomìnio sono le unità con impianti indipendenti ed ingresso autonomo.

Se una unità immobiliare è singola, nel senso che è interamente abitata da un singolo nucleo famigliare è un edificio unifamiliare; se poi l'edificio gode o è pesato da servitu' per impianti fognari o simili non penso si possa deviare dalla definizione di edificio unifamiliare.

 

benedetta olari dice:

Considerati tutti i dubbi, i tortuosi rigiri ed eccezioni e le difficoltà di interpretazione della normativa Superbonus viene da pensare che si tratti di un'iniziativa demagogica oppure solo di fuffa.

La normativa relativa alle detrazioni per ristrutturazione (50%) è da un ventennio circa che richiede continui chiarimenti, una norma uscita in poco tempo e in ancor meno tempo interpretata non puo' certamente essere applicata immediatamente senza dubbi.

Nel nostro Paese la tipica prima reazione è di: "che cosa orrenda che non serve a nulla, tutta scena" 😊....che si possa scrivere meglio e in genere disporre meglio siamo d'accordo, ma non buttiamo sempre via l'acqua con il bambino. 🙂

Danielabi dice:

Calma....se due unità immobiliari hanno tetto in comune, pareti portanti in comune sono senz'altro un condomìnio, indipendentemente dal fatto che abbiano ingresso o impianti in comune, pertanto possono essere trattati come condominio. 

A meno che non siano entrambe di un unico proprietario.

Gregory86 dice:

A meno che non siano entrambe di un unico proprietario.

Si, diciamo che l'unico proprietario è lo "sfigato" (scusate il termine) di turno.....

Danielabi dice:

Calma....se due unità immobiliari hanno tetto in comune, pareti portanti in comune sono senz'altro un condomìnio, indipendentemente dal fatto che abbiano ingresso o impianti in comune, pertanto possono essere trattati come condomìnio.

L'eccezione al condomìnio sono le unità con impianti indipendenti ed ingresso autonomo.

Se una unità immobiliare è singola, nel senso che è interamente abitata da un singolo nucleo famigliare è un edificio unifamiliare; se poi l'edificio gode o è pesato da servitu' per impianti fognari o simili non penso si possa deviare dalla definizione di edificio unifamiliare.

 

La normativa relativa alle detrazioni per ristrutturazione (50%) è da un ventennio circa che richiede continui chiarimenti, una norma uscita in poco tempo e in ancor meno tempo interpretata non puo' certamente essere applicata immediatamente senza dubbi.

Nel nostro Paese la tipica prima reazione è di: "che cosa orrenda che non serve a nulla, tutta scena" 😊....che si possa scrivere meglio e in genere disporre meglio siamo d'accordo, ma non buttiamo sempre via l'acqua con il bambino. 🙂

Anche per le unifamiliari si pone il dubbio della indipendenza funzionale  che l'ade pretenderebbe per tutti gli impianti 1117 cc; in caso di godimento di fosse biologiche su proprietà di terzi sorge di nuovo il problema.

Il fatto è che questi continuano a voler normare il singolo cavillo quando la realtà delle cose è infinitamente variegata !

Comunque non c'è dubbio che il Superbonus  offra notevolissimi vantaggi, anche per la sismica.

ROB59 dice:

Anche per le unifamiliari si pone il dubbio della indipendenza funzionale  che l'ade pretenderebbe per tutti gli impianti 1117 cc; in caso di godimento di fosse biologiche su proprietà di terzi sorge di nuovo il problema.

L'art. 1117 riguarda le parti comuni condominiali; se una casa unifamiliare ha su proprietà di terzi una fossa biologica significa che gode di una servitu'.

E' chiaro che non sia possibile prevedere ogni piccolo particolare, infatti ci sono gli interpelli e anche i ricorsi in commissione, ma è così relativamente a qualsiasi realtrà condomìniale e non.

salve a tutti!

ho un condominio di 4 appartamenti  e 3 garage, per il problema di unico proprietario, posso dare un garage a mia moglie o devo darle un appartamento ? grazie!

cinitalia dice:

salve a tutti!

ho un condominio di 4 appartamenti  e 3 garage, per il problema di unico proprietario, posso dare un garage a mia moglie o devo darle un appartamento ? grazie!

Quindi non è un condomìnio, ma un edificio di tua totale proprietà.

E' sufficiente vendere un garage.

Danielabi dice:

Quindi non è un condomìnio, ma un edificio di tua totale proprietà.

E' sufficiente vendere un garage.

grazie mille! 

Danielabi dice:

Quindi non è un condomìnio, ma un edificio di tua totale proprietà.

E' sufficiente vendere un garage.

Non sono così convinto perché per i condomini le pertinenze non contano, quindi le unità abitative avrebbero stesso proprietario!

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