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diego.it

Bonus 110% - condominii sì, edifici plurifamiliari no? (1)

ciao a tutti, complimenti davvero per la qualità altissima di questo forum.

 

Dopo aver letto centinaia di messaggi, ho capito che nel caso di una villetta di questo tipo:

 

S1 spazio cantina C/6 di proprietà  3/4 soggetto A e 1/4 soggetto B

PT appartamento 50% soggetto A + 50% soggetto B

P1 appartamento 100% soggetto

nel cortile è presente sempre un C/2 di proprietà  3/4 soggetto A e 1/4 soggetto B.


con impianti autonomi e accesso su stessa scala. Questa situazione comunque un condominio minimo perché i due appartamenti hanno proprietari diversi e poco importa se A ha una quota in entrambi, quindi si avrebbe diritto al 110%, a differenza di quanto avevo capito (per fortuna male, spero) dalla famosa circolare dell'ADE.

 

Tutto corretto?

Una domanda: nel caso A e B abbiano un'altra proprietà, in un altro comune, per A sarebbe il terzo caso in cui usufruirebbe del 110% e quindi sarebbe (almeno non per le parti comuni) vietato?

 

grazie a tutti e complimenti ancora

 

Diego

 

 

Grazie! prima di tutto. 🙂

 

diego.it dice:

con impianti autonomi e accesso su stessa scala. Questa situazione comunque un condominio minimo perché i due appartamenti hanno proprietari diversi e poco importa se A ha una quota in entrambi, quindi si avrebbe diritto al 110%, a differenza di quanto avevo capito (per fortuna male, spero) dalla famosa circolare dell'ADE.

Cio' che mi intriga è sapere cosa di preciso presumi di aver capito male dalla circolare: il tuo non puo' essere condomìnio minimo?

 

Per come abbiamo in tanti inteso il condomìnio (insieme di proprietà private di diversi proprietari e parti in comune), il tuo è un condomìnio minimo, ma, data una sentenza di Cassazione, qualche dubbio, dal punto di vista civilistico, che sia un condomìnio minimo c'è; perchè dalla sentenza parrebbe che i proprietari debbano essere totalmente diversi, in sostanza A possiede una unità (con pertinenze), B possiede l'altra unità (con pertinenze), senza alcuna commistione fra A e B.

Per AdE i condomìni minimi sono quelli formati da meno di 6 unità, quindi con le definizioni siamo totalmente in alto mare; dal punto di vista fiscale, a mio parere, la vostra situazione è di condomìnio, dal punto di vista civilistico ci sarebbe da discutere.

diego.it dice:

Una domanda: nel caso A e B abbiano un'altra proprietà, in un altro comune, per A sarebbe il terzo caso in cui usufruirebbe del 110% e quindi sarebbe (almeno non per le parti comuni) vietato?

Se agite nel primo caso come condomìnio, non c'è problema di "conta" degli appartamenti;

se agite come unità singole (ma dovete avere sia gli impianti che l'ingresso autonomi e mi sembra che manchi il secondo elemento) A interviene sulla sua unità; AB (altro proprietario) sulle altre due, quindi resterebbe ad A la seconda possibilità di intervento.

Pero', temo che situazioni simili diano spazio a molte interpretazioni.....come sempre: meglio interpellare AdE.

Danielabi dice:

Cio' che mi intriga è sapere cosa di preciso presumi di aver capito male dalla circolare: il tuo non puo' essere condomìnio minimo?

Ciao e grazie della tua veloce e puntuale risposta.

Perché pensavo non lo fosse? Perché nella circolare leggevo "il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti", e non realizzavo che cmq in questo caso le due proprietà sono considerate non uniche e non in comproprietà.


Se comunque da un punto di vista civilistico è discutibile, per noi fa fede l'interpretazione ADE?

 

Danielabi dice:

Se agite nel primo caso come condomìnio, non c'è problema di "conta" degli appartamenti;

se agite come unità singole (ma dovete avere sia gli impianti che l'ingresso autonomi e mi sembra che manchi il secondo elemento) A interviene sulla sua unità; AB (altro proprietario) sulle altre due, quindi resterebbe ad A la seconda possibilità di intervento.

Sì, non ci sono ingressi autonomi ma lo stesso ingresso. Quindi si agisce come condominio, però in questo caso A e AB possono nei rispettivi appartamenti fare gli interventi trainati previsti giusto?

 

grazie ancora!

Ciao, visto che la situazione è "semplice" aggiungo questa mia variante. Edificio di unico proprietario con 3 unità abitative. Due sono sotto la stesso tetto a piani diversi, la terza è attaccata lateralmente, con accesso indipendente, contatore distinto per energia elettrica, impianti separati per acqua e gas, con contatori privati per letture consumi ma allaccio unico alla rete (quindi bollettazione in comune). Secondo me sono da considerarsi funzionalmente indipendenti, anche perchè è normalmente data in locazione. In questo caso il proprietario può beneficiare del 110% sulla terza unità? Se invece si cedesse una unità abitativa si ricadrebbe in condominio minimo anche se la terza unità ha in comune solo una parete? Grazie a tutti, siete ferratissimi!

diego.it dice:

per noi fa fede l'interpretazione ADE?

Diciamo di si, anche se, nel caso finiste in contenzioso sino alla Cassazione, senz'altro il problema si porrebbe, perchè la Cassazione si basa non sulla interpretazione delle leggi data da AdE, ma partirebbe dal testo del Decreto Rilancio, cioè dalla legge e darebbe il proprio parere, che, ovviamente, tiene conto dei pareri già espressi al riguardo in precedenza.

Insomma, quando la questione non è chiara, è normata in modi diversi resta sempre un potenziale problema.

diego.it dice:

Sì, non ci sono ingressi autonomi ma lo stesso ingresso. Quindi si agisce come condominio, però in questo caso A e AB possono nei rispettivi appartamenti fare gli interventi trainati previsti giusto?

Se si attua un lavoro trainante come condomìnio, ogni appartamento puo' eseguire lavori trainati.

 

daniela56 dice:

In questo caso il proprietario può beneficiare del 110% sulla terza unità?

Per come descritto, a mio parere si, ma, ovviamente chi dovrà asseverare l'intervento potrà essere piu' esaustivo verificando in loco.

 

daniela56 dice:

Se invece si cedesse una unità abitativa si ricadrebbe in condominio minimo anche se la terza unità ha in comune solo una parete?

Si, sarebbe condomìnio minimo con le considerazioni di cui al post #2

In caso fosse impossibile una cessione di unità immobiliare, è possibile usufruire di altri bonus cedibili a banca o impresa? Con quale percentuale?

daniela56 dice:

In caso fosse impossibile una cessione di unità immobiliare, è possibile usufruire di altri bonus cedibili a banca o impresa? Con quale percentuale?

Si, sono cedibili tutti i "bonus": ristrutturazioni (50%), sismabonus (110%), ecobonus (65%), facciate (90%)

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