Vai al contenuto
palebbi

Autocertificazione conformità impianti di competenza singoli condominiale

Entrambi gli amministratori dei condomini dove ho appartamenti, un anno fa hanno inviato una comunicazione in cui di chiedeva ai singoli condòmini di inviare un’autocertificazione della conformità degli impianti (elettrico e gas) dei singoli appartamenti. Avendo tutti gli impianti a norma, ho compilato l’autocertificazione allegando anche le dichiarazioni di conformità rilasciatomi dei tecnici che hanno curato ma messa a norma degli impianti.

La cosa allucinante è che una buona parte dei condòmini non avendo gli impianti a norma, e non volendoli mettere in regola, hanno comunque compilato l’autocertificazione dichiarando di avere impianti a norma, pur non essendolo. Facendolo osservare ad uno di questi soggetti mi sono sentito rispondere qualcosa tipo «che fa...e ma cosa dovrebbe mai succederci...»: peccato che abbiano auto-certificato il falso! Poi chi dice loro che non accadrà mai nulla? Gli incidenti sono sempre possibili: se per esempio qualcuno resta folgorato dall’energia elettrica (e visto che gli impianto sono della fine anni ‘50 non è poi così improbabile)?

Per rispondere alle tue domande: nessuno può dire cosa accadrà ma se qualcuno che ha certificato il falso rimarrà folgorato non sarà colpa del condominio.

Entrambi gli amministratori dei condomini dove ho appartamenti, un anno fa hanno inviato una comunicazione in cui di chiedeva ai singoli condòmini di inviare un’autocertificazione della conformità degli impianti (elettrico e gas) dei singoli appartamenti.

Evidentemente i due amministratori sono rimasti a quanto disposto dalla Legge Riforma 220/2012 entrata in vigore il 13/06/2013 e non si sono aggiornati al d.l. 145/2013 convertito in Legge il 21 febbraio 2014, che ha NUOVAMENTE modificato l'art. 1130 del codice civile novellato dalla riforma.

Il condòmino non è obbligato a certificare gli impianti di proprietà privata all'amministratore e l'amministratore non ha il diritto di chiedere tali certificazioni.

Ogni amministratore che abbia fatto il corso di aggiornamento annuale dovrebbe esserne a conoscenza.

 

Art. 1130 c.c. novellato dalla legge 220/2012

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:

6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all’amministratore in forma scritta entro sessanta giorni...

Art. 1130 c.c. MODIFICATO dalla legge 9/2014

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:

6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezzadelle parti comuni dell'edificio. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all’amministratore in forma scritta entro sessanta giorni...

Questo era uno dei pasticci della riforma iniziale. L'amministratore avrebbe dovuto certificare la sicurezza di parti private a cui non può accedere/far accedere. Era un paradosso.....

×