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dinardoroberto

Atto di donazione a favore dei figli

Carissimi amici,so che l'argomento proposto nulla ha a che fare con problemi di condominio . Mi rivolgo a questa comunità per la fiducia che mi ispira .

Mia figlia è divorziata ed è assegnataria dell'abitazione coniugale quindi affidataria dei figli . L'abitazione è di proprietà quindi in comunione dei beni (50% cadauno) . L'ex marito persiste nel voler acquistare il 50% della quota di mia figlia e lei,al contrario,insiste per l'assegnazione del bene a favore dei flgli . Probabilmente l'ex marito ( convivente con un'altra donna che ha 2 figli ) punta ad ottenere l'intero bene senza stabilire l'uso che ne farebbe e da quel che si capisce potrebbe diseredare i figli di mia figlia .

Nel merito, il quesito che pongo è il seguente : .

Spero in un Vs. cortese apporto chiarificatore e di indirizzo sulle l'eventuali procedure da seguire .

Cordialmente saluto tutti Voi e saluto .

Ma credo che l'ex-marito non abbia alcuna possibilita' sulla casa essendoci dei figli; dovrebbe essere assegnata a tua figlia che, a sua volta, ha i minori che non possono essere tolti dal loro ambiente....Quindi penso che abbia ragione tua figlia ma gli esperti ti diranno meglio

"da quel che si capisce potrebbe diseredare i figli di mia figlia " per la legge italiana non esiste detta possibilita' ovvero non siamo piu' nel medioevo . ovvero i genitori non possono disereditare i figli .

Per cercare di darti una risposta quanto più possibile precisa, mi confermi che da quello che hai descritto ho capito bene che l'immobile è cointestato e sono in regime di comunione dei beni ?

Se è sì, la questione è regolata dalle ordinarie norme sulla comunione dei beni di cui agli artt. 1100 e segg. del codice civile, tuttavia con alcune particolarità legate allo status dei comunisti e alla circostanza della separazione in atto. In linea di principio, qualora i comproprietari non si trovino in accordo circa la divisione del bene comune, ciascuno di essi può chiederne la divisione all'autorità giudiziaria (articolo 1111 del Codice civile).

La divisione, in caso di beni immobili, può avvenire con tre modalità:

a) in natura, ove ciò sia possibile (ad esempio se l'immobile è composto da due unità abitative o comunque facilmente ricavabili e di pari valore);

b) con attribuzione del bene al comproprietario avente la quota maggiore, e con liquidazione in denaro della quota dell'altro comproprietario;

c) con vendita all'incanto del bene e conseguente divisione del ricavato tra gli aventi diritto (articolo 720 del Codice civile).

Sasà,grazie per le tue chiarificazioni . Vorrei però capire meglio riguardo alla possibilità di poter procedere ad una eventuale donazione a favore dei figli ancor prima della probabile divisione tecnica e notarile del bene in comunione . Ovvero,quel 50% del valore di competenza di mia figlia può essere destinato ai figli per atto di donazione prima della reale divisione ?. Tengo a significare che sto parlando di un appartamento unico la cui struttura si sviluppa su due livelli , quindi un piano desinato a ingresso-camera-cucina-bagno ed un secondo livello , sottotetto nato progettualmente come stenditoio e successivamente trasformato con due camerette -un bagno di servizio e relativi magazzini .

Tua figlia in merito alla volontà di donare la sua quota di proprietà dell'immobile al figlio, da quello che ho potuto appurare leggendo vari testi giuridici, non ha nessuna limitazione nel farlo e nessun vincolo con nessuno, perché ciascuno può disporre dei propri beni nel modo che ritiene più opportuno.

Diverso sarebbe in caso di vendita, perché si dovrebbe fare riferimento all'art. 732 codice civile, che stabilisce:

“Il coerede ( in questo caso il proprietario ), che vuol alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall'ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria. Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali.“

L’art. 732 codice civile fa espresso riferimento all'alienazione, per cui si devono intendere tutti quei contratti a titolo oneroso che prevedano la vendita della quota o anche solo della nuda proprietà della stessa.

In conclusione, se lei intende donare la quota ritengo possa farlo e senza che passi parola al suo ex marito, così domani lo stesso dovrà rivolgersi a suo figlio e guardalo negli occhi mentre gli chiederà di vendergli la sua quota.

veramente deve passare tutto (donazione )per il giudice visto che i figli sono minorenni .

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