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toni45

Art. 1129 12° comma punto 3 c.civile

In base a quanto dettato dall'articolo 1129 modificato dalla nuova legge; ossia:

Nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità fiscali o di non ottemperanza a quanto disposto dal numero 3) del dodicesimo comma del presente articolo, i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell'assemblea per far cessare la violazione e revocare il mandato all'amministratore. In caso di mancata revoca da parte dell'assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all'autorità giudiziaria; in caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.>>

 

La domanda che mi pongo è la seguente: se a seguito richiesta l'amministratore non convoca l'asemblea (per presunta/reale violazione della norma), si può già procedere con l'azione di richiesta revoca giudiziale ? Oppure il condòmino (o i condòmini) interessato deve prima procedere all'autoconvocazione di un'altra assemblea?

Personalmente ritengo che il rifiuto dell'amministratore a convocare l'assemblea (il cui o.d.g. dovrebbe essere, più o meno: "revoca amministratore per violazione art. 1129 comma XII°;punto 3 c.civ. - art. 9 legge 220/2012") a seguito di specifica domanda con raccomandata a.r. o similare da parte del condòmino rappresenti già di per sè sufficiente motivo per intraprendere l'azione di richiesta revoca giudiziale.

Grazie per il chiarimento che verrà fornito dai partecipanti al forum.

Secondo il mio personale parere (visto che la norma è nuova) se l'amministratore dopo esplicita richiesta del condomino interessato (meglio con lettera raccomandata) ponendo un termine (10 - 20 giorni), non avendo nessuna risposta e/o convocazione può autoconvocare l'assemblea, non avendo risposta soddisfacente dall'assemblea per l'anormalità rilevata, potrà ricorrere al giudice e se avrà soddisfazione in accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, avrà titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta potrà rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato.

Grazie: il dubbio è se dopo la (prima) richiesta di convocazione - che rimanesse insoddisfatta - si può procedere per intraprendere l'azione, oppure se a seguito di tacito o palese rifiuto si deve proseguire prima con la trafila dell'autoconvocazione.

Questa seconda ipotesi presenterebbe (uso il condizionale) l'inconveniente che se il richiedente è un solo condòmino, non si ottempera quanto previsto da quell'articolo del c.c. (che in questo momento mi sfugge) che indica le modalità di autoconvocazione delle assemblee. Ossia, almeno 2 condòmini che rappresentino 1/6 dei millesimi.

In ogni caso, anche in base a quanto si legge nel testo della normativa: , quell'anche singolarmente può essere interpretato come la possibilità per il singolo interessato ad autoconvocare l'assemblea.

Penso però - ma non voglio insistere - che a prescindere dalla "novità" rappresentata dall'articolo riformato (1129), il rifiuto o il silenzio dell'amministratore possa già costituire valido motivo intraprendere l'azione.

Comunque un chiarimento definitivo in tal senso aiuterebbe non poco ad evitare inutili lungaggini da una parte ed errori procedurali dall'altra.

In ultima ratio, e per sicurezza, un parere lo si può sempre chiedere al proprio legale.

Purtroppo la modifica al Codice Civile è recente ed è andata a regime poco tempo fa esattamente il 18.06.13, casi particolari non ne sono capitati per cui per il momento è meglio stare sulla normativa, ed in casi in cui ci sarà bisogno di interpretazioni Giudiziali ci adatteremo a quanto stabilito dai Giudici, ma come detto per ora, a quanto ne so, non ci sono indicazioni Giurisprudenziali per questo caso

Di nuovo grazie. Vediamo un pò se l'avv.to Gallucci (che, come saprai, scrive per Condominioweb) vorrà fornire un parere, a prescindere dall'attuale assenza di indicazioni giurisprudenziali in merito alla questione. Che, suppongo converrai, risulta pur sempre alquanto interessante.

Grazie Kurt - penso che leggerà anche Tuxx per avere la risposta definitiva al quesito. In effetti, prendendo proprio in considerazione il paragrafo:

a1) se si rientra in uno dei casi di necessario preventivo passaggio assembleare, chiedere la convocazione dell’assemblea per decidere in merito (se la richiesta resta inevasa questo fatto è di per sé causa di revoca di via giudiziale)

 

si dovrebbe evincere che se la domanda di convocare l'assemblea rimane inascoltata/inevasa il condòmino può intraprendere (per volontaria giurisdizione o con l'assistenza di un legale) l'azione per la richiesta di revoca giudiziale dell'amministratore.

Senza perciò bisogno di ricorrere preventivamente ad una assembleare.

Potrei comunque sbagliarmi ma, per l'appunto, l'inosservanza data proprio dal rifiuto dell'amministratore ad esibire documentazione condominiale ai sensi del disposto combinato degli artt. 1129 n.7 e 1130 n. 9 del c.civ. prima e, successivamente, dal rifiuto a convocare l'assemblea (per discutere tale violazione), autorizza il condòmino ad intraprendere subito l'azione per la richiesta di revoca giudiziale.

 

Perchè è proprio il "rifiuto" in sè (ad "esibire documentazione" o a "convocare l'assemblea") che costituisce motivo sufficiente a richiedere (ed ottenere) la revoca.

... si dovrebbe evincere che se la domanda di convocare l'assemblea rimane inascoltata/inevasa il condòmino può intraprendere (per volontaria giurisdizione o con l'assistenza di un legale) l'azione per la richiesta di revoca giudiziale dell'amministratore.

Senza perciò bisogno di ricorrere preventivamente ad una assembleare.

Potrei comunque sbagliarmi ma, per l'appunto, l'inosservanza data proprio dal rifiuto dell'amministratore ad esibire documentazione condominiale ai sensi del disposto combinato degli artt. 1129 n.7 e 1130 n. 9 del c.civ. prima e, successivamente, dal rifiuto a convocare l'assemblea (per discutere tale violazione), autorizza il condòmino ad intraprendere subito l'azione per la richiesta di revoca giudiziale.

 

Perchè è proprio il "rifiuto" in sè (ad "esibire documentazione" o a "convocare l'assemblea") che costituisce motivo sufficiente a richiedere (ed ottenere) la revoca.

Infatti così è previsto e l'avevo accennato al messaggio nr. 3.

Beh l'importante è, alla fine, convergere su quelle che possono essere/sono le corrette procedure da seguire in casi come quello di cui al mio quesito.

Sia per evitare inutili azioni (es. l'autoconvocazione successivamente all'eventuale rifiuto di convocazione assembleare da parte dell'amministratore), sia per contribuire a rendere un pò più chiaro un iter che, per tanti motivi, potrebbe risultare di particolare interesse a moltissimi condòmini/frequentatori del forum.

Leggi qui:https://www.condominioweb.com/il-procedimento-da-seguire-per-chiedere-la-revoca-dellamministratore-per-via-giudiziale.1687

In merito a questo argomento, poiché qualche tempo fa avevo inviato ad una associazione consumatori il mio quesito, giro la risposta che mi è pervenuta. Sembrerebbe (a loro dire) che la mancata esibizione - o rilascio dietro pagamento - della documentazione condominiale da parte dell'amministratore non rappresenti una grave irregolarità (o violazione) del disposto della nuova legge 220/2012 (in particolare degli artt. 1129 n. 7 e 1130 n. 9) Perchè - sempre a loro dire - l'art. 1129 riformato sarebbe solamente esemplificativo.

 

Domanda (così formulata): Se l'amministratore non mi permette di prendere visione (gratuita) di documenti contabili gestionali (fatture, note, movimenti conto corrente, ecc. in qualsiasi momento) e nemmeno mi rilascia, dietro pagamento, copia fotostatica (da lui firmata) dei medesimi documenti, si è o no in presenza di una sua irregolarità? E se sì, è possibile annoverarla fra quelle ritenute gravi per una eventuale domanda di sua revoca giudiziale anche in forma autonoma/diretta (volontaria giurisdizione) ?

Risposta : Per quanto riguarda il suo quesito, l'amministratore deve consentire l'accesso gratuito e l'estrazione di copia (a spese del richiedente) dei seguenti documenti:

1. rendicontazione periodica (art. 1129, comma 7);

2. stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso (art. 1130, comma 9);

3. documenti giustificativi di spesa in ogni tempo (art. 1130bis)

In generale, vale la regola per cui l'amministratore può' essere revocato in qualsiasi momento dall'assemblea condominiale.

Solo nel caso di violazioni gravi, anche il singolo condomino può ottenerne la revoca facendo ricorso al giudice ordinario.

La violazione dell'obbligo di accesso e copia degli atti non è elencata tra le violazioni gravi di cui all'art. 1129 relativamente alla sua revoca tramite ricorso all'autorità giudiziaria anche da parte di un singolo condomino.

Ma l'elenco dell'art. 1129 è esemplificativo e non tassativo, quindi non è escluso che il comportamento del suo amministratore non sia una violazione grave. Potrebbe esserlo, ad esempio, se il regolamento condominiale la definisce come tale. Oppure, se tale comportamento è

teso a nascondere una violazione grave. Oppure, se la richiesta di accesso riguarda documentazione attinente ad argomenti posti all'ordine

del giorno di una successiva assemblea condominiale (nel qual caso, la delibera dell'assemblea può essere annullata).

In ogni caso, si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora.

 

Cosa ne pensate ? Davvero tutto il can can sollevato dal legislatore specialmente con gli articoli 9 e 10 della nuova legge 220/2012

(e quindi del disposto del 1129 n. 7 e 1130 n. 9) è solo qualcosa di esemplificativo e di non tassativo ?

Cosa ne pensate ? Davvero tutto il can can sollevato dal legislatore specialmente con gli articoli 9 e 10 della nuova legge 220/2012

(e quindi del disposto del 1129 n. 7 e 1130 n. 9) è solo qualcosa di esemplificativo e di non tassativo ?

Io penso che il legislatore intenda l'art 1129 cc per come è scritto e non in modo esemplificativo

Comunque tutto può essere, bisognerebbe provare per sapere come la pensano i Giudici.

Però se un amministratore non fa vedere i conteggi, fa pensare che ha qualche magagna da nascondere, o no?

Io pure ritengo che l'art. 1129 (così come il 1130, il 1131 e via dicendo) debba essere interpretato così come è stato scritto. Del resto si legge dappertutto che le intenzioni del legislatore sono state finalizzate prevalentemente a favorire la massima trasparenza nei condomìni.

Anche se non c'è più nulla di cui stupirsi dato che, purtroppo, nel nostro paese ci si allontana sempre più dalla concezione di .

Naturalmente bisognerà attendere la pubblicazione di qualche sentenza che riguarda proprio le denunce per violazione delle disposizioni dei suddetti articoli per avere la certezza (o quasi...) che gli stessi sono stati redatti-rettificati per favorire la massima trasparenza gestionale.

E quindi, per mettere fine ad una serie di molteplici irregolarità da parte di parecchi amministratori non proprio corretti e professionali.

Altrimenti ci si dovrà rassegnare a vivere situazioni di perenne conflittualità fra amministratori ed amministrati, senza mai arrivare a capo di nulla, e dove ad essere soddisfatti saranno solamente gli studi legali.

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