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Kalios

Art. 1102 C.C.

Buongiorno.

Vorrei una piccola delucidazione sull'Art. 1102 C.C. che non capisco.

Detto articolo cita testualmente "Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto ....(omissis)..

Se un condòmino apre una porta verso l'atrio del condominio per accedere alla SUA lavanderia dal suo appartamento, passando ovviamente dall'atrio comune, interpretando l'articolo del C.C. anche io potrei fare la stessa cosa.. E' un'ipotesi assurda visto che io abito al primo piano e non mi servirebbe a nulla aprire una porta , ma potrei??

Grazie.

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L'apertura di una porta sul pianerottolo comune è possibile;

E' legittima l'installazione di una porta sul pianerottolo comune

In tema di condominio l'installazione, ad opera di un condomino, di una porta senza chiusura della stessa, pur esistendo la serratura, sul pianerottolo comune in corrispondenza della sua proprietà esclusiva, può ritenersi legittima se in relazione all'ubicazione, alle dimensioni ed alla struttura del manufatto, non apporti una rilevante diminuzione della facoltà di godimento spettanti agli altri condomini secondo la naturale distinzione di tale parte comune e avuto riguardo anche al decoro dell'edificio. ( Cass. civ., sez. II, 22 luglio 2005, n. 15379)

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La porta è chiusa a chiave e prima dei lavori di ristrutturazione il varco non esisteva. Era un semplice muro che divideva l'atrio dalla sua lavanderia (che aveva l'entrata da un'altra parte).

E visto che la legge me lo consente io potrei aprire varchi a gogò senza intaccare il decoro dell'edificio.

Semplicemente assurdo.

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Infatti, è possibile aprire varchi a gogò, comunque saranno necessari i permessi edilizi per eseguire questi varchi, ossia non saranno necessari quelli da parte del condominio se l'apertura non apporti una rilevante diminuzione della facoltà di godimento spettanti agli altri condomini secondo la naturale distinzione di tale parte comune.

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Ovviamente potendo aprire tutto ciò che si vuole non si necessita nemmeno del consenso scritto degli altri proprietari immagino....

Scusi il mio sarcasmo, ma sono amareggiata... ovviamente il mio è solo uno sfogo... e non c'è l'ho assolutamente con Lei, che, con gentilezza mi ha risposto.

 

Edit: Il "condominio" è composto solamente da due appartamenti. Il mio e quello dell'altro proprietario che ha presentato la Dia senza il mio consenso scritto o verbale.

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Giustamente Giglio ha fatto notare che l'apertura potrebbe essere condizionata anche da un permesso e/o divieto previsto dal Regolamento Condominiale Contrattuale, nel caso contrario questo non sarà necessario e neppure un consenso scritto, ovvio che se c'è divieto non si potrà fare salvo delibera all'unanimità (1000/1000).

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